LOUISE ERDRICH.
.
LAROSE.
.
Parte 1.
.
Titolo originale: Larose.
Traduzione di: Vincenzo Mantovani.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
A Persia. e a ogni LaRose.
...
.
...
Due case. 1999-2000.
.
La porta.
...
.
...
Dove l'invisibile confine della riserva tagliava in due un bosco fitto di sterpaglia  prugnoli,
pioppi, querce nane  Landreaux aspettava. Diceva di avere smesso di bere, e pi tardi non si trov
alcuna prova che smentisse le sue parole. Landreaux era un devoto cattolico fedele anche alle usanze
tradizionali, un uomo che uccideva un cervo, ringraziava un dio in inglese e faceva un'offerta di
tabacco a un altro dio in ojibwe. Era sposato con una donna ancora pi devota di lui e aveva cinque
figli ai quali cercava di assicurare una vita sana e decorosa. Il suo vicino, Peter Ravich, aveva una
grossa azienda agricola messa insieme con quelli che una volta erano terreni assegnati agli indiani;
coltivava granturco, soia e fieno nei campi lungo il lato occidentale della riserva. Lui, Landreaux e le
loro mogli, che erano mezze sorelle, barattavano i rispettivi prodotti: uova in cambio di cartucce,
passaggi in macchina per andare in citt, i vestiti dei bambini, patate contro farina. Roba cos. I loro
figli giocavano insieme anche se frequentavano scuole diverse. Era il 1999 e Ravich parlava
continuamente del millennio, di come aveva cominciato a predisporre fonti alternative di energia,
comprato software speciale per il computer, creato scorte dei beni di prima necessit; aveva persino
riempito di benzina una vecchia cisterna sepolta vicino alla baracca degli attrezzi. Ravich pensava che
sarebbe successo qualcosa, ma non a ci che accadde veramente.
Landreaux aveva seguito le tracce del cervo per tutta l'estate cullando l'idea di catturarlo, bello
grasso, subito dopo il raccolto del granturco. Come sempre, ne avrebbe dato una parte a Ravich. Il
cervo aveva abitudini regolari e si sentiva a suo agio in quello che considerava il proprio territorio.
Passava tutta la prima met del pomeriggio in attesa e in osservazione. Poi trovava il coraggio di uscire
prima del tramonto, attraversando il confine della riserva per gironzolare ai margini dei campi di
Ravich. Arriv proprio allora, scendendo lungo il sentiero, fermandosi per annusare l'aria. Landreaux
era sottovento. Il cervo si volt a guardare il campo di granturco di Ravich, offrendogli un bersaglio
perfetto. Landreaux era un eccellente tiratore, aveva cominciato a cacciare piccola selvaggina con suo
nonno a sette anni. E spar con fluida sicurezza. Quando il cervo fece uno scarto e fugg, si rese conto
di avere colpito un'altra cosa: una macchia confusa era entrata nel suo campo visivo nel momento in
cui aveva tirato il grilletto. Solo quando si fece avanti per controllare e abbass lo sguardo cap di aver
ucciso il figlio del suo vicino.
Landreaux non tocc il corpo del ragazzo. Lasci cadere il fucile e corse attraverso il bosco fino
alla porta della casa dei Ravich, una fattoria marrone con una finestra panoramica e una veranda.
Quando Nola apr la porta e vide Landreaux che balbettava il nome di suo figlio, cadde in ginocchio e
indic il piano di sopra, dove il ragazzo avrebbe dovuto trovarsi, ma non c'era. Lei aveva appena
controllato, scoperto che era sparito, e stava uscendo per andare a cercarlo quando aveva udito lo sparo.
Tent di puntellarsi sulle mani e sulle ginocchia. Poi sent Landreaux al telefono, che diceva a qualcuno
cos'era successo, e che moll il ricevitore quando lei cerc di lanciarsi fuori della porta. Landreaux la
blocc stringendola tra le braccia. Lei si divincol graffiando e menando colpi alla cieca per liberarsi, e
si stava ancora dibattendo quando arrivarono la polizia tribale e la squadra di pronto soccorso. Nola
non riusc a mettere la testa fuori, ma vide i paramedici correre attraverso il campo. Li seguiva
lentamente un'ambulanza che sobbalzava sull'erba del sentiero per il bosco.
Aveva urlato a Landreaux cose terribili, cose che non poteva ricordare. C'erano gli agenti della
polizia tribale. Li conosceva. Giustiziatelo! Giustiziate questo figlio di puttana! gridava. Quando Peter
arriv e parl con lei, comprese: i medici avevano tentato, ma non c'era niente da fare. Peter stava
spiegando. Le sue labbra si muovevano, ma Nola non udiva le parole. Era troppo calmo, pensava,
inferocita, troppo calmo. Voleva che suo marito lo ammazzasse di botte, Landreaux. Lo vedeva con
chiarezza. Anche se era una donna minuta e chiusa in se stessa che non aveva mai fatto del male a
nessuno, voleva il sangue del patto eterno che ha fatto risorgere dal regno dei morti il nostro Signore
Ges. La figlia di dieci anni quel mattino si era sentita male e non era andata a scuola. Ancora
febbricitante, scese le scale ed entr nella stanza. Sua madre non era contenta quando lei e suo fratello
lasciavano tutto in giro, tiravano fuori i giocattoli dalla cassa e li ammucchiavano qua e l. In silenzio,
la figlia tir fuori i giocattoli dalla cassa e li sparpagli sul pavimento. Sua madre la vide, e
all'improvviso si inginocchi e li mise via. Alla figlia parl con voce aspra. Non sei capace di non fare
casino? Non riesci proprio a evitare di fare casino? Quando i giocattoli furono di nuovo nella cassa,
ricominci a gridare. La figlia li tir fuori. La madre torn a sbatterli dentro. Ogni volta che si
accosciava per raccogliere i giocattoli, gli adulti distoglievano lo sguardo e alzavano la voce per coprire
le sue parole.
La bambina si chiamava Maggie, come Maggie Peace, la prozia. Aveva una carnagione pallida
e luminosa, e i capelli castani le spiovevano sulle spalle in un'onda sbarazzina. I capelli di Dusty erano
invece di un biondo bruciato, lo stesso colore del cervo. Indossava una T-shirt rossiccia ed era la
stagione della caccia, anche se questo non avrebbe avuto importanza dalla parte del confine dove
Landreaux aveva sparato al cervo.
Il capo ad interim della polizia tribale, Zack Peace, e il coroner della contea, un'infermiera in
pensione ottantaduenne di nome Georgie Mighty, erano gi sovraccarichi di lavoro. Il giorno prima
c'era stato uno scontro frontale alle due e mezzo del mattino, subito dopo la chiusura dei bar: nessuna
delle vittime a bordo delle due macchine aveva messo la cintura. Si trovava a passare da quelle parti
anche il coroner dello Stato, che aveva scelto di fermarsi nella riserva per dare una mano con le
scartoffie. Zack si stava occupando della cosa quando arriv la chiamata per Dusty. Fece una pausa e
poggi per qualche istante la testa sulla scrivania prima di telefonare a Georgie, per pregarla di
convincere il coroner a non andare via prima di avere esaminato il ragazzo, in modo che la famiglia
potesse procedere immediatamente al funerale. Poi Zack dovette chiamare Emmaline. Essendo cugini,
erano cresciuti insieme. Lui si sforzava di trattenere le lacrime. Era troppo giovane per quel lavoro, e
comunque troppo buono per fare il poliziotto tribale. Le assicur che pi tardi sarebbe passato da lei.
Cos Emmaline apprese la notizia mentre i suoi figli erano ancora a scuola. Era tornata a casa per
aspettarli.
Emmaline and alla porta e vide i figli pi grandi scendere dal bus. Si incamminarono verso
casa a capo chino, frustando l'erba alta con le mani mentre attraversavano il fosso, e da questo la donna
cap che dovevano sapere gi tutto. Hollis, che viveva con loro da quando era piccolo, Snow, Josette,
Willard. Nessuno, nella riserva, porta un nome come Willard senza buscarsi un soprannome. Cos
Willard era diventato Coochy. Ora stava andando incontro ai suoi fratelli, incespicando, il pi piccino,
LaRose, che aveva la stessa et del figlio di Nola. Le due donne erano rimaste incinte nello stesso
momento, ma Emmaline aveva partorito all'ospedale del Servizio Sanitario Indiano. Erano passati tre
mesi prima che vedesse il bambino della sorellastra. Ma i due maschietti, cugini, giocavano insieme.
Emmaline preparava dei sandwich, scaldava il brodo di carne.
E adesso che succede? disse Snow, guardandola senza agitarsi.
Il viso di Emmaline stava rigandosi nuovamente di lacrime. Aveva una macchia rossa sulla
fronte. Quando si era inginocchiata per pregare aveva scoperto, sorpresa, che stava battendo la testa sul
pavimento: e poi la paura che aveva dentro prese a traboccare in tutte le direzioni.
Non so, disse. Io vado gi alla polizia tribale a vedere cosa posso fare per vostro padre.  stato
un...
Voleva dire un terribile incidente, ma si batt le mani sulla bocca e le lacrime rotolarono gi,
bagnandole il colletto, perch... cosa c'era da dire a proposito di quel che era successo? Era una cosa
indicibile, ed Emmaline non sapeva come lei, o Landreaux, o chiunque altro, avrebbe potuto continuare
a vivere.
Un minuto dopo l'altro pass un giorno, due. Zack venne a trovarla e si sedette sul divano,
lisciandosi i folti capelli con la mano.
Tienilo d'occhio, disse. Devi tenerlo d'occhio, Emmaline.
In quel momento lei pens che intendesse dire che Landreaux aveva pensieri suicidi. Scosse il
capo. Landreaux era attaccato alla famiglia e aveva per i suoi pazienti un riguardo che rasentava
l'ossessione. Era un fisioterapista, studiava per diventare un tecnico di dialisi, ed era anche un esperto
di igiene personale preparato e raccomandato dall'ospedale del Servizio Sanitario Indiano. Emmaline
telefon ai pazienti del marito. C'erano Ottie e sua moglie, Bap. Quando chiam un tenero vecchietto
di nome Awan, un caso terminale, e disse alla figlia che Landreaux non poteva venire, la donna rispose
che avrebbe sospeso il lavoro e si sarebbe presa cura del padre fino al suo ritorno. Suo padre amava
giocare a carte col fisioterapista. Ma nel tono della figlia c'era una nota di stanca prevedibilit. Forse
Emmaline stava andando in paranoia  i suoi nervi erano tesi al massimo  tuttavia pens che la figlia
di Awan aveva esitato e poi detto quasi la stessa cosa che aveva detto Zack. Devi tenerlo d'occhio. Era
perch amavano Landreaux, si disse, ma in seguito cap che questa era solo una parte della spiegazione.
Ci fu una breve inchiesta, notti insonni passarono prima che Landreaux venisse scagionato.
Zack si fece dare la chiave da Emmaline e chiuse il fucile nel bagagliaio della macchina. Quando
Landreaux lasci la stazione della polizia tribale, Emmaline and subito dal prete insieme a lui.
Padre Travis Wozniak li prese per mano e preg. Non credeva di riuscire a trovare le parole, ma
poi vennero. Le parole venivano sempre, naturalmente. Incomprensibile, il Suo castigo. Misteriose, le
Sue vie. Aveva fatto anche troppa pratica, per anni, prima di diventare un prete. Padre Travis era stato
un marine. O forse lo era ancora. Primo battaglione, ottavo reggimento dei marine, 24 maggio. Era
sopravvissuto alle autobombe del 1983 contro la caserma di Beirut, in Libano. Le grosse cicatrici che
gli rampicavano il collo, formando strani nodi scorsoi, lo segnavano esternamente ma correvano anche
dentro di lui.
Padre Travis chiuse gli occhi, strinse pi forte le loro mani. Gli girava la testa. Era stufo di
pregare per le vittime degli incidenti stradali, stufo di aggiungere allacciatevi le cinture alla fine di ogni
predica, stufo di tante altre morti premature, pronto lui stesso a cadere a terra. Si domand, come
faceva ogni giorno, come poteva continuare a fingere con le persone che amava. Cerc di calmare il
proprio cuore. Piangi insieme a coloro che piangono. Le gote di Emmaline erano rigate di lacrime. I
due continuavano a togliersi le lacrime dal viso, spazientiti, mentre parlavano. Ci volevano dei
fazzoletti. Padre Travis aveva dei fazzoletti di carta e un rotolo di carta assorbente. Ne strapp dei
riquadri. Due giorni prima aveva fatto lo stesso per Peter, ma non per Nola, i cui occhi erano stati
inariditi dall'odio.
Cosa dovremmo fare? chiese poi Emmaline. Come possiamo tirare avanti?
Landreaux cominci a borbottare il rosario, a occhi chiusi. Emmaline lo guardava, ma accett
un rosario da padre Travis e continu. Padre Travis non piangeva, ma i suoi occhi da rosso di pelo
erano di un rosa delicato, sotto le palpebre color lavanda. Nella sua stretta il rosario dondolava. Le sue
mani erano forti e callose perch toglieva sassi, potava piante, teneva in ordine il prato: tutti lavori che
lo calmavano. Dietro la chiesa c'era gi una grande catasta di legna. A quarantasei anni si sentiva
bloccato: era forte, pi profondo, pi triste. Insegnava arti marziali, faceva gli stessi allenamenti dei
marine con gli adolescenti della Squadra di Dio. O da solo. Dietro la scrivania c'erano i pesi,
ordinatamente disposti su una rastrelliera graduata, e una panca dietro la tenda dei chierichetti. Quando
ebbero finito, Landreaux rest in silenzio. Con lui padre Travis aveva parlato di tutto: degli anni in cui
avevano ristrutturato la scuola convitto, del Kuwait, poi degli anni di sregolatezze, dell'alcolismo e
dopo, di quando si era rimesso in carreggiata grazie alle cure tradizionali; e ora questo. Nella sua vita
alla riserva padre Travis aveva visto che anche le persone che cercavano di fare del loro meglio a volte
andavano di male in peggio. Landreaux si sporse verso il prete e gli tocc un braccio. Emmaline lo
teneva stretto. Mormorarono insieme un'altra filza di avemarie. Nella pausa prima di separarsi padre
Travis ebbe l'impressione che volessero chiedergli qualcosa.
Landreaux ed Emmaline Iron andarono al funerale, presero posto nell'ultimo banco, si
dileguarono attraverso l'uscita laterale prima che la bara bianca venisse trasportata lungo la navata.
Emmaline era una donna che pareva un arboscello, bella nella sua angolosit. Era tutta stecchi e
gomiti, e ginocchia bitorzolute. Aveva il naso un po' storto e due torbidi occhi verdi che stupivano, da
lupa. Sua figlia Josette aveva i suoi occhi; Snow, Coochy e LaRose avevano quelli del padre, castani e
appassionati. I capelli e la carnagione di Emmaline erano chiari, ma lei si abbronzava istantaneamente.
Suo marito, pi scuro, aveva dato ai figli i vivaci colori del pane tostato. Emmaline era una madre
molto affettuosa. Landreaux aveva capito che dopo la nascita dei bambini sarebbe stato retrocesso al
secondo posto; ma anche che un giorno, se avesse tenuto duro, sarebbe tornato a occupare il primo
posto nel suo cuore. Tornando a casa dopo l'incontro col sacerdote, lei gli tenne la mano sulla gamba,
stringendola forte quando lui era colto da un tremito. Nel vialetto, lui parcheggi la macchina ma la
tenne in folle. La luce del crepuscolo conferiva ai loro volti angoli taglienti.
Non posso ancora tornare a casa, disse lui.
Lei lo fiss col suo sguardo inquietante. Landreaux pens a quando sua moglie, Emmaline
Peace, aveva diciotto anni, a come all'inizio della loro vita insieme quello sguardo, se lei sorrideva,
voleva dire che avrebbero fatto pazzie. Lui aveva sei anni di pi. Avevano corso la cavallina, allora.
Cose confessate, ma con cui non l'avevano fatta finita. Condividevano questa vena, dovevano smaltire
la sbornia insieme. Perci lei sapeva bene, adesso, cosa lo spingeva.
Non posso costringerti a entrare, disse. Non posso trattenerti da quello che vuoi fare.
Ma si sporse verso di lui, gli prese la faccia tra le mani e appoggi la fronte alla sua. Chiusero
gli occhi come se i loro pensieri potessero essere un solo pensiero. Poi Emmaline scese dalla macchina.
Landreaux usc dalla riserva per andare a Hoopdance, dove si ferm davanti alla porta di
servizio della bottiglieria. Mise il sacchetto con la bottiglia sul sedile del passeggero. Viaggi lungo
strade secondarie finch non vide pi una luce, parcheggi e spense il motore. Rest per circa un'ora
con la bottiglia vicino a lui, poi la prese, scese ed entr nel campo gelato. Il vento gli frusciava intorno
alla testa. Si distese per terra. Cerc di inviare l'immagine di Dusty su nel cielo. Fece qualche strenuo
tentativo di retrocedere nel tempo e di morire prima di entrare nel bosco. Ma ogni volta che chiudeva
gli occhi il ragazzo era l sulle foglie, perduto. La terra era arida, e lass ardevano le stelle. Pianeti e
satelliti mandavano lampi. Poi spunt la luna, con la sua fiamma bianca, e alla fine arrivarono le nubi,
coprendo ogni cosa.
Dopo qualche ora si alz e torn a casa. Nella finestra della loro camera da letto splendeva una
luce fioca. Emmaline era ancora sveglia e guardava il soffitto. Quando ud lo scricchiolio delle ruote
sulla ghiaia asciutta chiuse gli occhi, dorm, si svegli prima dei ragazzi. Usc e lo trov nella capanna
sudatoria,1 avvolto nelle incerate, con la bottiglia ancora nel sacchetto. Lui la guard, sorpreso.
Accidenti, disse lei, una bottiglia di Old Crow. Volevi proprio partire a razzo.
Mise la bottiglia in un angolo della capanna, rientr in casa e accompagn i ragazzi fino al bus.
Poi si vest e vest LaRose con roba pesante, tir fuori un sacco a pelo e lo port al marito. Mentre lui si
scaldava, lei e LaRose accesero il fuoco, vi gettarono un pizzico di tabacco preso da una borsa speciale
e vi misero dentro le pietre-nonni, facendo alzare fiamme sempre pi alte. Tirarono fuori il secchio e il
mestolo di rame, le altre coperte e le medicine, tutto il necessario. LaRose le era di grande aiuto in
questo: sapeva cosa doveva fare. Era l'ometto di suo padre, il figlio preferito, anche se Landreaux
badava a non farlo capire mai a nessuno. Mentre LaRose si accoccolava con grande seriet sulle
gambette storte e robuste, allineando con cura le pipe dei genitori e il proprio sacchetto di medicina, la
faccia larga di suo padre cominci lentamente ad afflosciarsi. Guardava in gi, lontano, dappertutto,
profondamente colpito da quel che era successo ai suoi pensieri. Quando Emmaline lo vide in quello
stato, prese la bottiglia e la vers per terra, nello spazio che c'era tra loro. Mentre il liquore veniva
assorbito dal terreno inton un vecchio canto su una volverina, Kwiingwa'aage, lo spirito al servizio
degli ubriaconi senza speranza. Scolata la bottiglia, alz gli occhi a Landreaux. Sostenne il suo
sguardo, smarrito e assente. In quel preciso momento fu raggiunta dai propri pensieri, che l'aiutarono a
comprendere i suoi. Si ferm, guard il fuoco, la terra, colta da un senso di nausea. No, mormor.
Cerc di andarsene ma non pot, e il suo viso, mentre si rimetteva all'opera, si rig di lacrime.
Alimentarono il fuoco fino a farlo rombare, rotolarono nella capanna prima otto, poi quattro,
poi altre otto pietre. Ci volle un tempo particolarmente lungo per continuare a scaldare le pietre nel
fuoco, per continuare ad aprire e chiudere i lembi della tenda, le porte, e per introdurre le pietre. Ma era
tutto ci che dovevano fare. Tutto ci che potevano fare, comunque. A meno di ubriacarsi, cosa che
non intendevano fare, per ora. Questo era superato, per il momento.
Emmaline aveva canti per le medicine da introdurre nella capanna, per invitare il manidoog,2
l'aadizookaanag,3 gli spiriti. Landreaux aveva canti per gli animali e i venti che spiravano in tutte le
direzioni. Quando l'aria fu densa di caldissimo vapore, LaRose si lasci rotolare verso la parete,
sollev il lembo dell'incerata si riemp i polmoni di aria fresca. Quindi si assop. I canti diventarono i
suoi sogni. I suoi genitori alzavano il loro canto agli esseri cui avevano chiesto di aiutarli, e agli
antenati: quelli cos lontani nel tempo che i loro nomi si erano perduti. Quanto a quelli di cui
ricordavano i nomi, i nomi che finivano con "iban", che voleva dire "trapassati" o "nel mondo degli
spiriti", quelli erano pi complicati. Quelli erano la ragione per cui Landreaux ed Emmaline si
tenevano per mano strettamente, mentre gettavano le medicine sulle pietre roventi e scoppiavano in un
pianto convulso.
No, diceva Emmaline. Ringhiava e mostrava i denti. Prima ti uccido. No.
Lui la calm, le parl, preg con lei. Rassicurandola. Avevano fatto la danza del sole insieme.
Parlarono di ci che avevano sentito quando erano caduti in trance. Di ci che avevano visto mentre
digiunavano su una rupe. Il loro figlio era uscito dalle nubi chiedendo perch doveva indossare i vestiti
di un altro ragazzo. Avevano visto LaRose fluttuare sopra la terra. Lui aveva messo la mano sul cuore
dei suoi genitori e sussurrato: Vivrete. Ora sapevano come interpretare queste immagini.
A poco a poco Emmaline croll. Il respiro l'abbandon. Si acciambell intorno al suo bambino.
Erano stati contrari a usare il nome LaRose fino alla nascita dell'ultimo figlio. Era un nome innocente e
poderoso, ed era appartenuto ai guaritori della famiglia. Avevano deciso di non usarlo, ma era come se
LaRose fosse venuto al mondo con quel nome.
Da pi di cent'anni c'era stato un LaRose in ogni generazione della famiglia di Landreaux. A
un certo punto di questo lasso di tempo le loro due famiglie si erano incontrate. La madre e la nonna di
Emmaline si chiamavano LaRose. Cos i LaRose delle diverse generazioni erano imparentati con tutt'e
due. Tutt'e due conoscevano le storie, e la Storia con la esse maiuscola.
Davanti a un'isolata stazione commerciale nel paese degli ojibwe, l'anno 1839, Mink
continuava la sua incessante cagnara. Voleva il latte del mercante, la mistura di rum, di giovani liquori
distillati, di tabacco e pepe rosso. Non era la prima volta che piangeva e strillava per mettere le mani su
un barilotto. Quello strepito dava ai nervi del mercante, ma Mackinnon non voleva ridurla al silenzio a
furia di legnate. Mink apparteneva a una famiglia misteriosa e violenta composta anche di potenti
guaritori. Era stata la bella figlia di Shingobii, un fornitore di preziose pellicce. Era stata anche la bella
moglie di Mashkiig, fino al giorno in cui il marito le aveva spaccato la faccia e ucciso a coltellate i
fratelli minori. La figlia piccola si era avvolta con lei nella coperta unta, cercando di nascondersi.
Dentro la stazione il contabile di Mackinnon, Wolfred Roberts, si era fasciato la testa con una pelliccia
di volpe per attutire il rumore. Si era annodato le zampe essiccate della bestia sotto il mento. Scriveva
con un'elegante calligrafia inclinata, tre prodotti per riga. L in mezzo alla boscaglia avevano sempre
paura di restare senza carta.
Wolfred aveva lasciato la famiglia a Portsmouth, nel New Hampshire, perch era il pi giovane
di quattro fratelli e nell'azienda di famiglia  un panificio  non c'era posto per lui. Sua madre era
figlia di una maestra, e gli aveva fatto lei da precettore. Lui sentiva la sua mancanza, come pure quella
dei libri; quando era stato mandato a lavorare per Mackinnon ne aveva portati via con s solo due: un
dizionarietto tascabile e l'Anabasi di Senofonte, che era appartenuta a suo nonno e conteneva,
all'insaputa di sua madre, delle descrizioni sconce. Aveva appena diciassette anni.
Anche con la volpe intorno alla testa, quelle strida lo innervosivano. Prov a pulire davanti al
camino, poi usc per buttare ai cani una pila di avanzi. Come rientr, scoppi il pandemonio. Mink e la
figlia cercavano di tenere a bada gli animali. Il frastuono era terribile.
Non uscire. Te lo proibisco, disse Mackinnon. Se i cani le ammazzano e se le mangiano,
avremo meno fastidi.
Alla fine gli esseri umani vinsero la battaglia, ma il chiasso continu fino a spegnersi
nell'oscurit.
Mink riprese a urlare prima che si levasse il sole. Ora il suo acuto e stridulo lamento era ancora
pi forte. I due uomini erano stanchi e avevano gli occhi gonfi. Mackinnon, passando, le moll un
calcio, all'una o all'altra. Quel pomeriggio la voce della donna si arroch, cosa che la rese ancora pi
irritante. Era cambiato qualcosa dentro, pens Wolfred. Non capiva molto bene la sua lingua.
Questa sporca vecchia puttana vuole vendermi sua figlia, disse Mackinnon.
La voce di Mink era orribile  impastata di sconcezze  quando descriveva le cose che avrebbe
potuto fare la bambina se Mackinnon le avesse dato del latte. La donna scaricava tutta la forza delle sue
strida contro la porta chiusa. Una parte del lavoro di Wolfred consisteva nel pescare e pulire del pesce,
se Mackinnon lo chiedeva. Wolfred usc, diretto al fiume sottostante, dove teneva aperto un foro nel
ghiaccio. Aveva visto che le cose si mettevano male e si fece il segno della croce. Anche se
naturalmente non era cattolico, il gesto aveva la sua importanza in un luogo dov'erano passati i gesuiti.
Quando torn indietro, Mink se n'era andata e la bambina era dentro la stazione, abbandonata
nell'angolo sotto una coperta nuova, a capo chino, cos immobile che sembrava morta.
Non avrei resistito un altro minuto, disse Mackinnon.
Quella notte, LaRose dorm tra i suoi genitori. Se la ricordava, quella notte. Ricordava anche
quella dopo. Non ricordava cos'era successo tra la prima e la seconda.
Bruciarono il fucile, seppellirono le cartucce. Il giorno dopo, decisero di prendere la stessa
strada che aveva preso il cervo. Il terreno tra le due case era fitto di lamponi selvatici in un'area
sgombrata dall'incendio provocato da un fulmine che aveva colpito una quercia. Il calore si era diffuso
sotto la corteccia dell'albero, fluendo da rami e ramoscelli alle radici, finch l'albero non aveva pi
potuto tenerlo tutto dentro ed era esploso. Il fuoco delle radici aveva ucciso gli alberi pi piccoli
all'intorno, dopodich per la pioggia aveva spento l'incendio. A circa un miglio dal punto di
riferimento di quell'albero era cresciuta la madre di Emmaline. Un tempo la gente proteggeva la
propria terra svellendo i picchetti degli agrimensori. Uno di questi agrimensori era addirittura
scomparso, mai ritrovato anche se il lago al centro, profondo e silenzioso, era stato dragato e
perlustrato. Molti discendenti della trib avevano ereditato lotti di terreno, ma nessuno ne aveva
abbastanza per erigervi una casa. Cos la terra era rimasta frazionata e incolta. I boschi erano ancora
considerati misteriosi. Poche persone, oltre a Landreaux e Peter, vi andavano a caccia. Sessanta ettari di
questa terra, un'originaria assegnazione di fondi, erano di propriet della madre di Emmaline, che li
aveva ceduti alla figlia, intatti.
Gli alberi erano coloratissimi, il sommacco scarlatto, la betulla giallo vivo. A portare il figlio a
volte era Landreaux; a volte lo passava a Emmaline. Non parlavano tra loro, e non rispondevano a
LaRose con le parole. Lo tenevano stretto, gli accarezzavano i capelli, lo baciavano con labbra secche e
tremanti.
Nola li vide attraversare la corte col bambino.
Che ci fanno qui, cosa, cosa, perch sono qui, perch portano...
Usc di corsa dalla cucina e mettendo le mani sul petto di Peter gli diede una spinta. Era stata
una mattinata tranquilla. Ma ormai questo era finito. Gli ordin di farli uscire subito dalla loro propriet
e lui rispose che l'avrebbe fatto. Le pos affettuosamente una mano sulla spalla. Lei reag con violenza
e gli sfugg. La crepa nera che c'era tra loro ora sembrava sprofondare all'infinito. Peter non aveva
ancora visto il fondo. Aveva paura di quello che stava succedendo a sua moglie, ma non voleva
mostrarsi arrabbiato quando and ad aprire: la rabbia era troppo poca; inoltre, Peter e Landreaux erano
amici, pi amici di quanto lo fossero le due sorellastre, e l'istinto di quell'amicizia era ancora dentro di
lui. Landreaux ed Emmaline erano venuti con LaRose, un bambino completamente diverso da Dusty,
ma simile a lui nel modo in cui pu esserlo un maschietto di cinque anni: la stessa curiosit, la stessa
sicurezza, la stessa fiducia.
Landreaux lo mise gi lentamente e domand se potevano entrare.
No, disse Nola.
Ma Peter apr la porta. LaRose alz subito gli occhi a lui, poi si guard intorno ansiosamente.
Dov' Dusty?
Peter aveva una faccia gonfia che tradiva una grande stanchezza, ma riusc a rispondere: Dusty
non  pi qui.
LaRose si volt, deluso, poi indic la cassa dei giocattoli in un angolo della stanza e disse:
Posso giocare?
Nola era senza parole. Si sedette pesantemente e guard, prima abulica, poi affascinata, LaRose
che estraeva dalla cassa un balocco dopo l'altro e giocava con tutti con la massima concentrazione, ora
serio, ora confuso, originale, buffo, ossessivamente affascinato da ogni oggetto.
Dall'alto delle scale, dimenticata, Maggie osservava ogni cosa. I due bambini erano nati
all'inizio dell'autunno. Le madri li avevano tenuti a casa, pensando che fossero ancora troppo piccoli
per andare a scuola. Quando giocavano insieme, Maggie li comandava a bacchetta, costringendoli a
fare i servitori se lei era il re o i cani se era la regina degli animali. Ora Maggie non sapeva cosa fare.
Non soltanto quando giocava, ma nella vita di tutti i giorni. I suoi genitori non volevano che tornasse a
scuola, ancora. Se piangeva, sua madre piangeva pi forte. Se non piangeva, sua madre l'accusava di
essere una bestiolina senza cuore. Cos, dai gradini rivestiti di moquette si limit a guardare LaRose
baloccarsi con i giocattoli di Dusty.
Mentre lo guardava, il suo sguardo si indur. Le sue dita strinsero le colonnine della scala come
se fossero le sbarre di una prigione. Dusty non era l a difendere i suoi giocattoli, a dividerli con altri
solo se quella era la sua volont, a essere responsabile del dinosauro rosa e arancione, della Hot Wheels
nero e fiamma preferita, dei mostruosi camion in miniatura. Aveva voglia di correre gi e buttare in
aria ogni cosa. Di prendere a calci LaRose. Ma era gi in castigo per aver risposto male alla maestra e
avrebbe dovuto stare chiusa in camera sua.
Landreaux ed Emmaline Iron erano ancora sulla soglia. Nessuno li aveva invitati a entrare.
Cosa volete? disse Peter.
In ogni altra occasione avrebbe chiesto al visitatore in che modo poteva essergli utile, ma solo
Nola cap che questa mancanza di educazione era il modo in cui esprimeva le fitte di dolore che sentiva
e l'inverosimiglianza della situazione in cui si trovava.
Cosa volete?
La risposta fu semplice.
Ora nostro figlio sar vostro figlio.
Landreaux pos la valigetta sul pavimento. Emmaline era allo stremo. Lasci l'altra borsa
nell'ingresso e distolse lo sguardo.
Dovettero spiegare a tutt'e due cosa intendevano dire, Nostro figlio sar vostro figlio, e
ripeterlo.
Peter rest a bocca aperta, sbalordito e affranto.
No, disse, non ho mai sentito di una cosa simile.
 l'antica usanza, disse Landreaux. Lo disse molto in fretta, stentando ancora una volta a tirar
fuori le parole. C'erano molte altre cose da dire per spiegare la loro decisione, ma non era pi capace di
parlare.
Emmaline lanci un'occhiata alla sorellastra, per la quale non aveva molta simpatia. Soffoc
ogni suono, alz gli occhi e vide Maggie accovacciata sulle scale. La colp l'espressione rabbiosa del
suo viso di bambola. Devo uscire da questa casa, pens. Fece un passo avanti, di scatto, pos la mano
sulla testa del figlio, lo baci. LaRose le tocc il viso con la mano, immerso nei suoi giochi.
Dopo, mamma, disse, copiando i fratelli maggiori.
No, disse ancora Peter, accompagnando la parola con un gesto. Non  possibile. Riprendetevi...
Poi guard Nola e vide che la sua aria cupa si era sciolta in un sorriso. Cominciava a sgorgarne
tutta la sua dolcezza: questa, e la bramosia, il bisogno disperato di stringere qualcosa tra le braccia, la
spinse a piegarsi agilmente sul bambino.

1 Nelle culture di certi indiani d'America la "capanna sudatoria"  una specie di sauna che, oltre
a essere un rituale purificatorio per tutti i presenti, pretende di acuire le doti profetiche degli Sciamani.
[N.d.T.]
2 Grande spirito, dio, Manit. [N.d.T.]
3 L'antica storia sacra. [N.d.T.]

Il cancello
Verso sera Nola prepar la minestra, apparecchi la tavola per la cena, il tutto con grande
concentrazione. Dopo ogni passo del solito trantran aveva un vuoto di memoria, doveva richiamare i
suoi pensieri, trovare le scodelle, il burro, tagliare il pane. LaRose si portava il cucchiaio alla bocca
lentamente e con molta attenzione. Imburrava il pane in un modo un po' maldestro. A tavola si
comportava bene, pens Nola. La sua presenza era insieme confortevole e inquietante. Era Dusty e il
contrario di Dusty. Peter si dibatteva in un torbido gorgo di confusione. Lo choc, pens. Sono ancora in
stato di choc. Il ragazzo lo attirava con la sua tranquilla padronanza di s, la sua curiosit, ma quando
Peter sentiva di corrispondergli era trafitto da un senso di slealt. Si diceva che per Dusty tutto questo
non aveva importanza, non poteva avere importanza. E si rendeva conto che Nola in qualche modo si
lasciava consolare, ma non riusciva a capire se ci dipendeva dal fatto che accettava quel dono
indescrivibile solo come qualcosa di bello, o se credeva semplicemente che col tempo l'assenza del
bambino avrebbe prosciugato tutta la linfa vitale nel cuore di Landreaux.
Portalo tu in bagno, disse Nola.
Allora...
Lo so.
Si guardarono, studiandosi a vicenda. Di comune accordo, decisero che non potevano farlo
dormire nel letto di Dusty. Oltre a questo, LaRose aveva chiesto due volte della mamma e accettato le
loro spiegazioni. La terza volta, per, aveva chinato la testa e si era messo a piangere, storcendo la
bocca. Non era mai stato lontano da sua madre. C'era questo lacerante smarrimento. Maggie gli
accarezzava i capelli, gli passava dei giocattoli, cercava di distrarlo. Sembrava capace di calmarlo. Lei
dormiva nel vecchio letto matrimoniale scolpito della nonna. C'era tanto posto. Ora non posso
discutere con lei, disse Nola. Cos Peter port la valigia e la borsa di tela piena di balocchi e animali
impagliati nella camera di Maggie. Le disse che il bambino avrebbe passato la notte l. Aiut LaRose a
lavarsi i piccoli denti da latte. Il bambino si svest e indoss il pigiama. Era pi magro di Dusty,
elastico. I capelli gli spiovevano sulla fronte in un ciuffo, ed erano un po' pi scuri di quelli di Maggie.
Peter lo aiut a mettersi a letto. Maggie aspettava, incerta. La lunga camicia bianca di flanella le
pendeva intorno alle caviglie come una campana. Tir indietro le coperte e si arrampic. Peter diede un
bacio a ognuno dei due, mormor qualcosa, spense la luce. Chiudendo la porta, ebbe quasi
l'impressione di impazzire, ma il dolore era diverso. Il dolore era tutto confuso.
LaRose strinse il tenero bambolotto con cui giocava nello stesso modo in cui il fratello
maggiore giocava con le figurine di plastica dei suoi supereroi. Glielo aveva fatto Emmaline. Il pelo
sporco si era consumato in qualche punto. Il bottone di un occhio era saltato via. Quando si era scucito,
Emmaline gli aveva ficcato nel sedere il laniccio delle stiance e lo aveva ricucito. Anche il feltro rosso
della lingua era diventato ormai un nastrino. In principio, i brividi che LaRose aveva trattenuto erano
cos delicati che quasi non riuscivano a scuotere il suo corpo. Presto, per, il bambino cominci a
tremare a onde larghe e tumultuose, e poi vennero anche le lacrime. Maggie giaceva accanto a lui nel
letto, sentendo la sua infelicit, che spingeva la propria infelicit a fermarle il cuore.
Si gir verso di lui e lo butt gi dal materasso. LaRose cadde, trascinandosi dietro la coperta.
Maggie gliela tir via e il bambino rest a frignare sul pavimento.
Perch piangi, beb? disse lei.
LaRose cominci a singhiozzare, in toni bassi e profondi. Maggie sent qualcosa di nero
gonfiarsi dentro di lei.
Vuoi la mam-mina? La mam-mina? Se n' andata. Lei e tuo pap ti hanno lasciato qui a farmi
da fratello al posto di Dusty. Ma io non ti voglio.
Mentre diceva queste cose, Maggie sent che il nero si scioglieva in acqua. Scese dal letto per
cercare LaRose. Si era raggomitolato in un angolo col suo malconcio pupazzo impagliato e taceva.
Maggie gli tocc la schiena. Era fredda e irrigidita. Tir fuori il proprio sacco a pelo e lo fece scivolare
intorno a tutt'e due. Si rannicchi accanto a lui, scaldandolo.
Certo che ti voglio, mormor, piena di paura.
Qualche anno dopo questa notte divent un ricordo, per LaRose. La rievocava, gli era cara
come la prima notte passata con Maggie. Ricordava la flanella calda e il corpo di Maggie acciambellato
intorno al suo. Si era convinto che mentre dormivano erano diventati fratello e sorella. Dimentic che
Maggie lo aveva spinto gi dal letto, dimentic le parole che aveva detto.
Wolfred sgran gli occhi davanti al corpicino della bambina sotto la coperta. Mackinnon era
sempre stato onesto, per un mercante; giusto, per un mercante; e non mostrava pi segni di corruzione
morale del solito: vendere alcolici agli indiani era illegale. Wolfred non riusciva a capire cos'era
successo, perci and di nuovo a pescare. Quando torn indietro con un'altra filza di coregoni, aveva le
idee chiare. Decise che Mackinnon era un salvatore. Aveva salvato la bambina da Mink, e da un
destino di schiava altrove. Wolfred spacc un po' di legna e accese un focherello di fianco alla stazione
commerciale. Arrost i pesci interi, e Mackinnon li mangi col pane duro della settimana scorsa.
Domani Wolfred avrebbe fatto il pane. Quando rientr nella capanna, la bambina si trovava
esattamente dov'era prima. Non si mosse e non trasal. Sembrava che Mackinnon non l'avesse toccata.
Wolfred mise un piatto di pane e pesce sul pavimento in terra battuta dove lei poteva toccarlo.
La bambina mangi l'uno e l'altro in un boccone, facendo con la gola gli stessi suoni che fa un beb
quando vuota una tazza.
Dopo mangiato, Mackinnon si infil nel suo letto di stecche e pelliccia d'orso, dove aveva
l'abitudine di bere fino a prender sonno. Wolfred pul la capanna. Poi scald un paiolo d'acqua e si
accosci di fianco alla bambina. Quando and via il sudiciume che la incrostava, vennero alla luce a
poco a poco le sue fattezze, che erano molto fini. Le labbra erano piccole e piene. Gli occhi avevano
una dolcezza ammaliatrice. Le sopracciglia erano perfettamente svasate. Appena le ebbe scoperto il
viso, Wolfred la guard, sgomento. Era squisita. Mackinnon lo sapeva? E sapeva che il suo calcio
aveva scheggiato uno dei denti aguzzi della piccola, lasciando sul petalo di rosa della guancia un livido
che stava diventando nero?
Giimiikawaadiz,4 mormor Wolfred. Conosceva le parole atte a descrivere il suo aspetto.
Con cautela, frugando nell'angolo della capanna in cerca del necessario, mescol un po' di
fango. La tenne ferma con un dito sotto il mento e con tenera premura le spalm di nuovo il fango sul
viso, cancellando la linea sorprendente delle sopracciglia, la perfetta simmetria di occhi e naso, la curva
sconvolgente delle labbra. Era una graziosa bambina di undici anni.
Stanotte hanno dormito sul pavimento, disse Nola. Ho detto a Maggie che questo deve cessare.
Se mi sfidi, ti metter in castigo. Lei mi ha risposto male. Okay, ho detto. Resterai nella tua stanza.
Non potrai uscire. Lui continua a piangere. Non so che fare.
Mosse nervosamente le dita. Il suo viso era emaciato e grigio, il corpo debole. Aveva
padroneggiato la situazione per tutta la settimana, ma era sabato, e Maggie sarebbe stata in casa per
tutta la giornata.
Lasciala uscire, disse Peter.
Ohhh,  gi fuori, non mi d retta, disse Nola, irritata. Sta facendo colazione.
Perch non li lasci giocare insieme? Saranno contenti.
Peter e Nola avevano deciso di non mettere mai in discussione le reciproche decisioni, quando
si trattava dei figli. Ma le cose cominciavano a guastarsi, pensava Peter. Qualche minuto prima aveva
sorpreso la moglie mentre spingeva la testa di Maggie quasi dentro la scodella di porridge. Maggie
faceva resistenza. Quando vide Peter, Nola tolse la mano dal collo di Maggie, come se non fosse
successo niente.
Respirando affannosamente, Maggie fissava il porridge nel piatto. Si era rappreso, e sua madre
non le permetteva di metterci uvetta o zucchero scuro perch potevano venirle delle carie. Alz gli
occhi a suo padre. Lui si sedette, e mentre Nola gli voltava le spalle vers quasi tutto il contenuto della
scodella della figlia nella sua. Finse di mangiare. Lei alz il cucchiaio. Lui tuff il suo nell'avena per
primo e la port alla bocca, facendo una triste smorfia da pagliaccio. Maggie lo imit. Guardarono
Nola roteando gli occhi come cani ansiosi. Altrettanto fece LaRose, anche se non sapeva di che si
trattasse. Senza voltarsi, Nola disse a Peter: Piantala di fare lo stronzo.
Peter strinse le dita sul cucchiaio e lanci un'occhiata bieca alle sue spalle voltate.
Peter pensava che una volta risolto questo problema sua moglie avrebbe cominciato a sentirsi
meglio. Pensava che fosse venuto il momento di riportare LaRose a casa sua. Ma voleva che a dirlo
fosse Nola. Lei invece faceva dei piani.
Voglio cuocergli una torta, disse, mentre le si velavano gli occhi. Con le candeline sopra come
una torta di compleanno. Ne metter tante e gliele lascer spegnere. Potr esprimere cento desideri.
Si volt. Il dottore le aveva dato un po' di Klonopin. A Natale si imbottiva di farmaci. Far una
torta a LaRose tutti i giorni, pensava, se smetter di piangere, se mi abbraccer stretto stretto come
faceva Dusty, se sar veramente mio figlio, l'unico che avr mai. Qualche antico e tenace risentimento
le aveva impedito di dire a Peter che il suo ciclo si era interrotto poco dopo la morte di Dusty, e che il
dottore non sapeva spiegarsi perch. Peter non si era accorto del cambiamento, ma in fondo Nola era
sempre stata restia a parlare del proprio corpo. L'unica persona cui l'aveva detto era Emmaline. Era
stupefacente che avesse confidato quel segreto proprio a Emmaline! Le si strinse il cuore. Era, pens, la
ragione per cui le avevano portato LaRose. Emmaline aveva capito.
Proprio perch la sorellastra la capiva cos bene, Nola voleva voltarle le spalle, spaventata, e
costruirsi una corazza contro di lei.
Finalmente Peter and a trovare Landreaux. Avrebbe potuto andarci a piedi, era solo un mezzo
miglio. A ovest c'era Hoopdance. A est e a nord, la riserva e la citt della riserva. A sud, la piccola e
morente comunit di Pluto, che aveva ancora una scuola. Era l che andava Maggie, e dove avrebbero
mandato LaRose se si fosse prolungata questa situazione. Fermandosi nel vialetto deserto degli Iron,
Peter spense il motore. La piccola casa grigia era completamente buia. Da un lato c'era una piattaforma
antiscivolo di legno compensato, imbarcata e rimasta a met costruzione. Dietro, la capanna sudatoria
con le incerate tolte dai rami incurvati dell'intelaiatura. C'erano un distributore di mangime per uccelli
ricavato da una brocca per il latte, una cassa intera di vasi per conserve nel vialetto e alcuni giocattoli
sparsi nella corte. Il cane che gironzolava si era allontanato. Probabilmente gli Iron erano andati in
Canada a trovare dei parenti, o dall'uomo del posto, Randall, uno sciamano, per qualche cerimonia
familiare. Sapeva, dalla sua amicizia con Landreaux, che i membri della loro famiglia volevano che
osservassero i riti religiosi. Peter nutriva solo un vago interesse per le cose tradizionali che faceva
Landreaux. Erano andati a pescare e a caccia insieme. Peter sapeva quanto Landreaux era prudente e gli
sembrava impossibile che avesse potuto fare un errore simile. Lasci la macchina nel vialetto e si
inoltr nel bosco dietro la casa del vicino.
Segu un sentiero che lo avrebbe portato nel posto dov'era morto Dusty. Strada facendo, vide
quel cane: pelo corto, con una lieve sfumatura rugginosa. Era immobile, come se lo stesse aspettando.
La testa era delicata, di un camoscio pi chiaro. Drizz le orecchie mentre usciva dalla boscaglia. Il
cane lo stava studiando. Peter si ferm, sorpreso dalla sua compostezza e da come la bestia lo misurava.
Quando fece un passo avanti, il cane spar. Senza il minimo rumore, come se il bosco lo avesse
silenziosamente assorbito.
Una raffica di vento durante la notte, un acquazzone rapido e breve, avevano fatto cadere quasi
tutte le foglie, che giacevano brillanti sul terreno, strato su strato dai colori strepitosi. La luce del
mattino portava il bianco della betulla quasi all'incandescenza. Mentre attraversava una macchia di
querce, l'aria si incup. Finalmente arriv dove aveva sostato, proprio davanti al punto in cui doveva
essersi fermato il cervo. Tra loro c'era l'albero di cui gli aveva parlato Maggie, quello sul quale si
arrampicavano. Peter non sapeva che i suoi figli erano andati a giocare in un angolo del bosco cos fitto
e lontano da casa. Ma l'albero, con la sua biforcazione bassa e i rami incurvati, era irresistibile. Un
ramo era spezzato. Peter si avvicin e pass la mano sulle punte del moncone, acuminate come aghi.
Poi il pezzo di terra ai piedi dell'albero, sotto il ramo, lo fece cadere in ginocchio. Lo tocc.
Tutt'intorno, il terreno era calpestato e smosso. Peter si distese sulla schiena. Alzando lo sguardo,
arriv alla conclusione che poco prima di morire Dusty si era arrampicato sull'albero: era seduto su un
ramo. Aveva visto il cervo, grande e grosso. Spaventato, era caduto dall'albero nello stesso momento in
cui Landreaux aveva sparato. Peter aveva letto la dichiarazione di Landreaux, e tutto quello che aveva
detto quadrava.
Ora che era disteso l dove la vita di Dusty era tornata alla terra, Peter chiuse gli occhi e tese
l'orecchio al suono dei boschi intorno a lui. Ud una cincia bigia, un remoto picchio muratore, il verso
di un corvo sminuzzato dalla lontananza. Sent la propria voce lanciare grida di dolore. Poi il fruscio e
il crepitare dei ramoscelli, delle foglie. L'assalto degli aghi di pino. Il profumo delle erbe aromatiche,
del tabacco, del kinnikinnick5 delle offerte. Anche Landreaux era stato l.
Landreaux stava facendo, in quel momento, quello che faceva ogni due settimane. Stava
aiutando la madre di Emmaline. Prima che diventasse sua suocera, era stata la sua maestra preferita.
Anzi, lo aveva salvato come salvava sempre le persone. Non era nella lista dei suoi pazienti, ma lui
l'aiutava egualmente. Andava a trovarla nel suo appartamento alla casa di riposo, uno spazioso edificio
in muratura la cui pianta ricalcava la silhouette di un uccello del tuono: era possibile riconoscerne la
forma guardando gi da un aereo. La madre di Emmaline viveva nella coda. Nessuno la chiamava
nonna, kookum o zietta. Il suo primo nome era LaRose, ma nessuno la chiamava nemmeno cos. La
chiamavano col suo nome di insegnante, signora Peace.
Generazioni di studenti l'avevano amata come insegnante senza trovarle alcuna pecca, ma la
signora Peace non si vergognava di affermare che la sua moralit non era intatta. Aveva un passato
piuttosto turbolento, amava dire, anche se alla fine era rimasta fedele alla memoria del padre di
Emmaline, Billy Peace. Si diceva con rispetto che aveva cercato di gettarsi nella sua fossa. In realt lui
era stato cremato, ma nessuno se lo ricordava. Billy Peace era anche il padre di Nola. Nessuno sapeva
veramente quante mogli avesse avuto Billy, o cosa fosse successo tanti anni prima in quella specie di
setta che si era formata intorno a lui. Figli di Billy, e ora anche nipoti, continuavano a saltar fuori e
venivano, come sempre, aggiunti alle liste della trib.
La signora Peace era stata una bella donna dall'aria triste con serici e lunghi capelli castani.
Oggi aveva serici e lunghi capelli bianchi. Non li tagliava e non li arricciava come la maggior parte
delle sue amiche, ma li portava in una treccia sottile, a volte in uno chignon. Metteva ogni mattina un
paio diverso di orecchini di perline: quel giorno, blu cielo con centri arancione. Si era dedicata a questo
hobby, e aveva cominciato a fumare cigarillos, dopo aver lasciato l'insegnamento ed essere tornata alla
riserva. Adesso un cigarillo lo fumava raramente. Diceva che infilare perline l'aveva aiutata a smettere.
La lente di ingrandimento col piedistallo era piazzata sul tavolo, perch aveva la vista debole. Quando
alzava lo sguardo a Landreaux, gli occhiali spessi le conferivano un'espressione frastornata, ascetica,
che aggiungeva qualcosa alla sua aura.
Landreaux varc la soglia quando lei con un cenno lo invit a entrare e apr le braccia. Per
qualche istante rimasero abbracciati senza parlare, poi fecero entrambi un passo indietro. La signora
Peace gli porse le mani col palmo rivolto all'ins.
Lui, sulla porta, si era tolto gli stivali. Lei stava facendo bollire l'acqua per il t. Landreaux le
mostr lo stetoscopio e l'apparecchio per misurare la pressione, ma lei gli disse di mettere via quella
roba. Si sentiva bene. La casa di riposo possedeva una macchina per lavare la moquette, e una met
della stuoia biondo cenere, assai spessa, che copriva il pavimento, aveva bisogno delle cure di
Landreaux. Per il momento, lui lasci la macchina e il secchio di sapone fuori dalla porta. Gli
enigmatici dolori di LaRose, anche se ogni tanto tornavano a farsi sentire, erano quasi scomparsi dopo
la morte di Billy Peace. Nevralgia, emicrania diffusa in tutto il corpo, osteoporosi, disturbi alla spina
dorsale, lupus, sciatica, cancro delle ossa e sindrome dell'arto fantasma, sebbene la signora Peace
avesse ancora tutti i suoi arti: queste diagnosi erano andate e venute. La sua cartella clinica era alta due
spanne. Lei sapeva, naturalmente, perch i dolori l'avevano lasciata in quel momento e tornavano di
rado. Billy era stato crudele, egoista e furbo. Il suo amore era stato un fardello non molto diverso
dall'odio. Certe volte le sue ironie la pungevano ancora, furtive, arrivando dal mondo degli spiriti. La
gente credeva che fosse stata fedele alla sua memoria perch aveva avuto per lui un'adorazione che
conteneva qualcosa di abietto. Lei li lasciava dire quello che volevano. Di fatto, Billy Peace le aveva
insegnato tutto quello che c'era da sapere sugli uomini. Non aveva bisogno di altre istruzioni.
Landreaux, che come uomo credeva alla tragica storia della maestrina infelice per amore, era
sempre pieno di premure, convinto che lei facesse buon viso a cattivo gioco. Quel giorno not,
preoccupato, che il suo viso era abbattuto, vuoto, e che stava cercando di trovare un po' di pace
rigirandosi nella sua poltrona anatomica. Forse era una crisi dovuta a qualcosa che aveva fatto suo
marito.
Non preoccuparti per me, disse la signora Peace. Ci vorr parecchio tempo per uscirne, eh? Sei
stato bravo a venire ad aiutarmi in un momento come questo.
Non posso mica stare con le mani in mano, disse lui, e cerc di persuaderla a prendere una o
due compresse di analgesico.
Mi rende bislacca.
Lo scrut attraverso i fondi di bottiglia delle lenti, con gli occhi lacrimosi.
Vuole che faccia lo sciampo alla stuoia? chiese lui, trovando ridicolo, o forse patetico, quello
che diceva. Mentre a lei il suo imbarazzo parve giusto.
 fantastico il piacere che mi d, rispose. Fa' pure.
Lui bevve il t e port dentro la macchina.
Landreaux tolse dalla stuoia la poltrona, la rastrelliera delle riviste, il televisore e il sostegno del
televisore. Mise l'acqua nel serbatoio, la mescol col sapone e cominci. La macchina ronzava e
gorgogliava. Lui la muoveva avanti e indietro. Il suono era basso e ipnotico. Come previsto, la signora
Peace chiuse gli occhi beatamente e sorrise. Quando lui ebbe finito, li riapr di colpo e si alz per
armeggiare ai margini della stuoia bagnata. Landreaux mise via la macchina e si sedette per mangiare
la torta di uva ursina al caff che lei aveva tirato fuori per lui. Poi la signora Peace rispose a una
telefonata e disse che doveva aiutare Elka con le gocce per gli occhi. I suoi piedi nelle pianelle si
allontanarono ciabattando lungo il corridoio.
Quando la porta si chiuse, Landreaux entr nel bagno. Controll l'armadietto dei medicinali
come faceva sempre, per assicurarsi che la scorta di antidolorifici fosse sufficiente e aggiornata. Ne
aveva quasi finite due boccette, e le mise sul tavolo. Appena torn indietro, la signora Peace lo preg di
andare gi a riempirle alla farmacia dell'ospedale.
Prima che tu vada via, disse, ecco. Da' un'occhiata.
La signora Peace apr l'armadio. Dentro c'erano certificati, fragili pagelle scolastiche, ritagli di
poesie, pile di vecchie lettere che cercavano notizie della prima LaRose. Emmaline la chiamava "la
societ di studi storici". Le fotografie, almeno quelle, erano ormai tutte negli album, sistemate da
Snow. La signora Peace prese da uno scaffale basso una grossa scatola rotonda, nera e ammaccata. Sul
coperchio erano dipinte tre rose sbiadite. La gente le regalava oggetti con immagini di rose a causa del
suo nome, e forse per sua madre era stato lo stesso, perch questa scatola era vecchissima. Lei ci teneva
un assortimento di carte disparate: aforismi, giornali, fotografie, storie di cani, fogli scritti di suo
pugno. La vista della sua calligrafia, gli svolazzi del suo nome, riempirono la mente di Landreaux di
ricordi di Emmaline da ragazza.
Un'occhiata a cosa? disse.
Lei gli porse la poesia: una copia di Invitto.6 Generazioni di studenti l'avevano imparata a
memoria.
Tienila, disse.
Me la ricordo ancora benissimo. "Nella morsa crudele delle circostanze..." E con questo? disse
lui.
"Nella morsa feroce," disse lei.
Lui guard il foglio granuloso di un blocchetto Big Chief. Era pieno della propria calligrafia,
ma non ricordava di averlo scritto. Non scapper via, si leggeva ripetutamente.
Dieci pagine cos ti ho fatto scrivere, ma ho tenuto solo questa, disse lei.
Gli pos sulla spalla una manina dalle ossa sottili. Dalle sue dita si sprigion immediatamente
un'ondata di calore.
Non scapper via, disse lui. Rimasero seduti insieme sul divano tenendosi per mano.
Prima di andarsene, Landreaux consegn alla signora Peace le due bottigliette di plastica, e lei
lesse i numeri alla linea telefonica della farmacia. Diede a Landreaux le boccettine da rimettere
nell'armadietto dei medicinali. Non erano quelle che gli stavano a cuore, lo sapeva. Era anche vero che
per qualche tempo Landreaux non aveva preso nessuna delle altre. Diversamente da molte delle sue
amiche, lei teneva un conto preciso delle pillole nelle sue boccette. I vecchi erano una fonte cos facile!
Landreaux aveva bisogno del pick-up per caricare pali da tepee, balle di fieno. Gli serviva per
portare roba alla discarica o semplicemente per sentirsi un uomo. Ma lo cedeva a Emmaline quando
andava al lavoro perch era pi sicuro, e prendeva la magica Corolla: la macchina che non voleva
morire. L'avevano ereditata dalla madre di Emmaline quando si era trasferita nella casa di riposo. Oltre
alla manutenzione suggerita, che Landreaux poteva fare di persona, quella macchina non aveva bisogno
d'altro, non si guastava mai. In confronto alle altre che aveva avuto nella vita, sembrava misticamente
affidabile. Era di un colore grigio spento, e i sedili erano logori, l'imbottitura schiacciata. Landreaux
non riusciva a spingere quello del conducente cos indietro da avere abbastanza spazio per le sue gambe
lunghe, ma gli piaceva guidarla. Specie dopo la prima nevicata, quando metteva le gomme da neve, era
una delizia sentire lo scricchiolio dei pneumatici sulle strade secondarie mentre faceva il giro dei suoi
pazienti.
Ottie Plume, che aveva perso un piede a causa del diabete, viveva con la moglie, Baptiste,
qualche miglio a sud della citt, in una parte del lago molto ambita. Bap non voleva far ricoverare il
marito per la riabilitazione, perci Landreaux andava a casa loro a fare fisioterapia, doccia, toletta, a
contare le pillole, praticare iniezioni, dare da mangiare, tagliare i peli del naso e delle orecchie, le
unghie, massaggiare Ottie e spettegolare un po' con tutt'e due. Portava inoltre Ottie a fare la dialisi e
stava con lui mentre gli rimettevano il sangue in circolo.
Quando buss, Bap apr la porta.
Non sapevo se ti saresti fatto vivo, disse.
La vita non si ferma, nemmeno dopo quello che ho fatto, disse Landreaux, e il suo averlo detto
cos, caricandosi il peso sulle spalle, tranquillizz Bap. Che grid all'altra stanza:
 arrivato, Ottie!
Bap rest con loro, anche se ordinariamente sarebbe andata a sbrigare le sue faccende mentre
Landreaux lavorava con Ottie. Landreaux sapeva che avevano parlato di lui, e che Bap era rimasta per
poter riferire ai parenti come si era comportato. Quali segni mostrava. Emmaline diceva che tornare al
lavoro sarebbe stata dura. Quella storia lo avrebbe accompagnato fino alla fine dei suoi giorni.
Landreaux ne sarebbe sempre stato al centro. Non poteva cambiarla. Nemmeno LaRose l'avrebbe
cambiata, diceva.
Ma sapeva che non era del tutto vero. LaRose aveva gi cambiato quella storia.
Oh, sono contento che tu sia qui, disse Ottie. La sua faccia bruna e oro da cherubino, tonda e
segnata dalle sofferenze, si illumin. Un tempo forte lottatore, Ottie non si era completamente
rammollito. I suoi chili aumentavano senza intaccarne l'aria florida, come il grasso in una foca. Quasi
tutti i membri della sua famiglia erano morti per complicazioni del diabete pi in fretta di lui.
Stavo dicendolo a Bap, la vita non finisce qui.
Non finisce fino a quando non finisce, disse Ottie. L'altro giorno ho potuto cagare da solo. Sono
quasi caduto dal water, cazzo.
Cribbio, Ottie, disse Bap.
Mettiamoci al lavoro, disse Landreaux, spingendo Ottie lungo il breve corridoio.
La trib si era data da fare per adattare il bagno alla sua condizione di invalido, e Ottie aveva
una sedia speciale per la doccia. Landreaux lo aiut a sedersi, gli diede una bella insaponata alla
schiena e lo sciacqu. La porta si apr di una spanna e il braccio di Bap entr con un cambio di roba
pulita. Quando tornarono in cucina, c'erano delle frittelle di mirtilli con finto sciroppo d'acero,
preparate alla svelta con uova in polvere di largo consumo. Landreaux poteva sentire l'insulso sapore
chimicamente secco delle uova, che gli era familiare, mentre l'aspartame aveva la meglio sull'acero.
Erano buone.
Allora, come va? Bap si appoggi alla spalliera della sedia. Era una donna piccola e robusta che
continuava a fingere di essere gelosissima delle altre, e di doversi fare in quattro per impedirgli di
correre dietro a Ottie. Era sempre truccata per lui. Ombretto di un diverso colore per ogni giorno della
settimana. Il marted era viola. Si era tirata indietro i capelli sotto il cerchietto e gonfiata la frangetta
sulla fronte sopra le rade sopracciglia depilate. Le unghie erano laccate di un rosa innocente. Un dito le
batteva sulle labbra.
Forse non dovrei dire niente. Devo tenere il becco chiuso?
Noo, disse Landreaux.
Emmaline era sua cugina.
Fai parte della famiglia, disse lui.
 proprio una donna forte, Emmaline, disse Bap.
Fortissima, disse Landreaux. Cominciava a sentire un ronzio nella testa. Voglio creare un
fondo, sapete? Quando staranno meglio, quando le nostre famiglie si saranno riprese.
Bap e Ottie annuirono cautamente, come se temessero che Landreaux potesse chiedergli di
contribuire.
Tutti creano fondi, ormai, disse Bap.
Io, disse Ottie, lo so che  un momento difficile. Ma quando me ne andr, il mio gruzzolo sar
per i tacchi alti delle dame della riserva. Sono molto contento quando Bappy si mette in ghingheri per
me e fa la sua figura. Vorrei vedere qualche altra dama della riserva passare con quel ticchettio quando
cammina. Mi eccita da morire, cazzo.
Bap prese una mano di Ottie tra le sue.
Tu non hai bisogno di mettere da parte nessun gruzzolo, pupo. Non morirai.
Solo un po' alla volta, disse Ottie.
Il diabete, come lo odio, disse Landreaux.
Dobbiamo prepararlo per l'appuntamento, disse Bap. Devi misurargli lo zucchero.
Gi fatto, disse Ottie.
Landreaux non disse che gli aveva misurato lo zucchero appena aveva sentito l'odore delle
frittelle, sapendo che i carboidrati gli avrebbero fatto aumentare la concentrazione di zucchero nel
sangue indipendentemente dal dolcificante usato da Bap. Mescolati a quello schifo dell'aspartame
potevano persino fargli venire delle allucinazioni, aveva pensato ogni tanto. Erano gi in macchina
insieme, con la sedia a rotelle di Ottie piegata nel bagagliaio, prima che Landreaux si rendesse conto di
essersela cavata senza rispondere veramente alla domanda di Bap su come se la stavano passando. Ottie
aveva frustrato la richiesta d'informazioni della moglie con la sua proposta di accantonare un po' dei
soldi del funerale per i tacchi alti.
Grazie, disse a Ottie.
Di che?
Non sapevo cosa dire a Bap. Come ce la stiamo passando. Siamo ancora in quella fase in cui ci
svegliamo, ci torna in mente e vorremmo rimetterci a dormire.
Non avrai pi voglia di andare a caccia, immagino.
Ho bruciato il fucile. Insomma, la parte che bruciava.
Questo non giova a nessuno, disse Ottie. Chi procurer ai tuoi figli le proteine di cui hanno
bisogno per diventare grandi e forti, adesso?
Metteremo delle trappole, disse Landreaux. Friggeremo qualche waboose.7
Andrebbero bene per la mia dieta, disse Ottie. Faccio cambio con un po' delle mie pillole, se
credi.
Landreaux non rispose.
Ma sentir la mancanza della tua carne di cervo, continu Ottie. Per, immagino che sia una
cosa da cui non ci si riprende. Cerca di superarla, insisti.
Continuamente, disse Landreaux. Magari faremo lo scambio pi avanti. Non ho bisogno di
quella roba.
Invece ne aveva bisogno, mai come in quel momento.
La tavola calda della stazione di servizio di Whitey vendeva ali di pollo fritte, frattaglie, cosce,
pizze e panzerotti. Romeo Puyat vide Landreaux passare davanti alla stazione e parcheggiare dietro
l'edificio, tra le erbacce. Romeo era un uomo smilzo con gli occhi vicini e penetranti, e una camminata
gobba e sofferente. Teneva sempre il braccio destro vicino al corpo perch se l'era rotto in cos tanti
punti che ormai era come se fosse tenuto insieme col fil di ferro. Cos pure la gamba destra. Poteva
muoversi rapidamente, tuttavia. Pensando che Landreaux sarebbe entrato a mangiare un boccone,
Romeo raccolse il tubo del sifone e la sua lustra tanica di plastica del rosso vivo regolamentare. Si
avvicin, curvo ma efficiente, alla macchina di Landreaux e sistem la propria attrezzatura. Reso
esperto dalla pratica frequente, ben presto sent scorrere, attraverso il tubo di gomma, la benzina dal
serbatoio di Landreaux nella sua tanica.
Landreaux usc dall'emporio con una scatola di cartone resistente al grasso. I suoi occhi ebbero
un guizzo quando vide Romeo, ma non salut il vecchio compagno di scuola. C'era un odio reciproco,
tra loro, le cui ragioni risalivano alla brutale conclusione dell'infanzia. Avevano smesso di parlarsi alla
scuola convitto. E poi c'era stato il giorno in cui Romeo aveva cercato di assassinare Landreaux nel
sonno. Questo era successo poco dopo i vent'anni, una notte in cui Landreaux si era trovato in possesso
di una grossa somma di denaro. Poich la principale influenza corruttrice erano stati i soldi, Romeo era
offeso dal fatto che Landreaux continuasse a diffidare di lui dopo il fallito tentativo di accoltellarlo.
Oggi, almeno, Romeo non voleva pi attentare alla vita del suo vecchio compagno di scuola.
Romeo si era rassegnato, almeno in teoria, al fatto che Landreaux gli avesse rubato il primo
amore, Emmaline, alla quale, comunque, forse lui non era mai piaciuto. Romeo, anche se a malincuore,
era contento di come Landreaux ed Emmaline avevano preso senza tante discussioni in casa loro, e
ospitato e cresciuto con ogni cura, Hollis, quel figlio che era stato per tutti una sorpresa. Romeo si
diceva che con quel ragazzo gli Iron avevano fatto un buon affare, poich Hollis era un fenomeno.
Anche se doveva ammettere che la situazione aveva comportato alti costi di mantenimento. Oggi, in
ogni modo, la cosa principale era che Romeo aveva un solo desiderio: che Landreaux dividesse le cose
equamente. Come fisioterapista conosciuto all'ospedale, Landreaux aveva di sicuro facile accesso agli
analgesici da ricetta. Perch non fare un po' pi contento il suo vecchio amico? Perch non alleviare le
sue sofferenze? S, Romeo aveva una ricetta, ma non per l'OxyContin, e certe volte era costretto a
vendere la roba meno forte per pagarsi quella davvero buona. Come il Fentanyl. Aveva cercato di
comprarne un cerotto in qualche posto.
Landreaux si avvicin alla macchina.
Bene, bene, bene, disse Romeo, abbassando lo sguardo alla benzina che scorreva attraverso il
tubo. Da quanto tempo non ci vediamo!
Landreaux rest penosamente colpito dalla scoperta che il suo vecchio compagno di scuola gli
stava rubando la benzina. Da un pezzo aveva deciso che, qualunque cosa Romeo, o chiunque altro, gli
facesse di imputabile ai suoi giorni di sballo, se l'era cercata. Perci non disse nulla, se non che doveva
andare. I miei sofficini di mozzarella si stanno raffreddando.
Sofficini di mozzarella, disse Romeo, disgustato.
Per i ragazzi, disse Landreaux.
Oooooh, disse Romeo, come se gli avessero detto qualcosa di saggio e sorprendente. Butt
indietro la testa, aggrott la fronte mostrando la propria concentrazione e con garbo tolse il tubo.
Hai qualcosa per me, vecchio niiji?8 Batt puntigliosamente il tubo contro l'interno del
serbatoio. Poi riavvit il coperchio a pressione che chiudeva la tanica di plastica rossa e rimise il tappo
alla macchina di Landreaux. Chiudendolo, sbatt lo sportellino.
No, disse Landreaux.
Be', qui il mio lavoro  finito, disse Romeo.
Raccolta la tanica di benzina, lo salut con un cenno disinvolto e irritante e si incammin per la
strada che l'avrebbe ricondotto alla sua macchina e al serbatoio vuoto.
Porta i miei saluti a Emmaline, gli grid voltandosi indietro.
Landreaux gli lanci una severa occhiata di traverso e depose i sofficini sul tetto. Mentre
entrava in macchina, il modo in cui Romeo lo aveva salutato diede la stura ai ricordi. C'erano tante
cose da ricordare, ma il coltello che Romeo gli aveva piantato nell'avambraccio, poi nel bicipite, aveva
lasciato una cicatrice ben visibile. Strabiliante che nel sonno Landreaux si fosse girato sul fianco e
avesse alzato un braccio per grattarsi il naso proprio mentre l'altro colpiva. Assorto in questi pensieri,
Landreaux dimentic i sofficini sopra la macchina e pass davanti a Romeo, che stava riempiendo il
serbatoio con la benzina che aveva succhiato. Quando gir l'angolo, i sofficini volarono via per la
tangente in modo tale da scivolare sulla macchina di Romeo. Riempito il serbatoio, Romeo prese la
scatola e ne estrasse un sofficino. Gli diede solo un morso: erano gi freddi e gommosi. Raggiunse la
tavola calda e protest.
Glieli scaldo, disse la ragazza dietro il banco.
Preferisco avere i soldi indietro, disse Romeo.
Dopo le prime settimane LaRose prov a smettere di piangere, almeno quando c'era Nola.
Maggie gli spieg nuovamente la situazione, il motivo per cui era l. I suoi genitori gliel'avevano detto,
ma lui non riusciva ancora a capire. Dovette farselo ripetere molte volte.
Non sai nemmeno cosa vuol dire "morto", disse Maggie.
Che non ti muovi pi, disse LaRose.
Che non respiri, disse Maggie.
Respirare  muoversi!
Ecco, disse Maggie, andiamo fuori, che uccido qualcosa per farti vedere.
Cosa vorresti uccidere?
Guardarono fuori dalla finestra.
Quel cane, disse Maggie, puntando il dito.
Era ai margini della corte, impigrito dal sole. Era il cane cui dava da mangiare la famiglia di
LaRose. Lui non disse che lo conosceva, ma osserv: Tu devi essere cattiva. Nessuno va a uccidere un
cane per niente.
Tuo padre  andato a uccidere mio fratello per niente, disse Maggie.
 stato un incidente.
Non c' differenza, disse Maggie.
Prima si gonfiarono di lacrime gli occhi di LaRose, poi quelli di Maggie, che era stata presa da
un'opprimente agitazione. Dusty l'aveva raggiunta in sogno per mostrarle un cane impagliato che era
identico, ricord in quel momento, al cane arancione l fuori. Si volt per controllare, ma era andato
via. Le venne un'idea. Poteva ottenere qualcosa da LaRose. Ottenere che l'aiutasse.
Bene, coglioncello.
Non chiamarmi cos.
Non ti chiamer pi coglioncello se cambierai in meglio la mia mamma da cattiva com'
adesso. Puoi farlo? Credo che farebbero uno show televisivo su di te.
Cosa dovrei fare?
Per farla diventare buona?
LaRose annu. Maggie gli consigli di chiederle se aveva bisogno di un massaggio ai piedi, ma
LaRose sembrava confuso.
Fa' tutto quello che ti dice di fare, ordin Maggie. E mangia le sue torte. E non dimenticare gli
abbracci.
LaRose aspett che Nola gli dicesse di fare qualcosa. Lo stesso giorno, pi tardi, Nola gli disse
che doveva chiamarla mamma.
Okay, mamma.
Mi dai un bell'abbraccio?
LaRose fece anche questo.
Nola gli carezz i capelli, lo guard negli occhi, e il suo viso divent rosso e gonfio, come se
stesse per scoppiare.
Qual  il tuo piatto preferito?
Una torta?
Lei disse che gli avrebbe fatto mucchi di torte. Quando le butt le braccia al collo, LaRose pot
sentire le sue ossa sporgenti sotto la pelle.
Sei magra, disse a Nola.
Puoi sentire il mio scheletro, disse Nola.
Sei una strega di Halloween? chiese lui, guardingo.
No, disse lei, no. Mia madre era una strega. Io non voglio essere come lei.
LaRose le pos la testa sul petto per assicurarsi che il cuore battesse. L'osso della clavicola di
Nola gli premeva contro la tempia.
Ossuta, pens.  ossuta. Aveva sentito suo padre stuzzicare sua madre. Stai diventando ossuta!
Aveva sentito la nonna dire lo stesso di sua sorella Snow. Non devi essere cos ossuta, come tua madre.
Aveva messo piede in un mondo di donne ossute. Anche Maggie era ossuta, con quelle gambe
secche. Lui per non l'aveva detto. E non aveva detto che Maggie diceva che sua madre era cattiva.
Qualcosa glielo aveva impedito. Non sapeva perch non diceva pi tutto quello che gli passava per la
testa. Era come se in bocca avesse un colino che lasciava passare solo le parole dolci.
LaRose vide sua madre, quella vera, al supermercato. Corse da Emmaline, e abbracciandosi
piansero insieme. Il caso volle che Romeo assistesse a questo avvenimento. Era immerso nella luce
radiosa del banco delle carni e ondeggiava, col cestello stretto al petto. Sul viso gli pass
un'espressione che non apparteneva allo stronzo pericoloso che ormai si considerava. Poi si riebbe,
socchiuse gli occhi e finse di esaminare le confezioni di hamburger pi economiche.
Fu un bene che LaRose fosse con Peter, il quale non interfer. Per qualche minuto Emmaline
rest attaccata al figlio, annusandogli i capelli. Guard Peter, e quando lui annu lasci che LaRose si
aggrappasse al carrello per fare un giro. Attravers il supermercato con lui, chiacchierando. Era come
essere morti dentro e poi sentirsi rivivere, ma non poteva fare eternamente la spesa. Peter l'aiut a
portar fuori le borse e poi lei accompagn LaRose fino alla macchina dei Ravich. LaRose sal senza
piangere, si affibbi la cintura sul sedile posteriore. Il suo coraggio silenzioso la lasci senza parole.
Mentre si allontanavano, il bambino la salut con la mano. Sembrava lasciarsela dietro galleggiando su
una zattera di fragili legnetti. O era un sogno? Ogni mattina Emmaline riprendeva coscienza
galleggiando su quella stessa zattera che si stava disintegrando. Parecchie volte al giorno si interrogava
su quello che avevano fatto.
Dopo aver visto LaRose, non pot tornare a casa. Pens di fare una visita a sua madre, ma poi
sent che qualcosa la stava attirando verso la chiesa. Allora pens che l, forse, poteva pregare, trovare
un po' di pace. Invece di entrare, tuttavia, gir intorno alla chiesa fino al retro dell'edificio. Pens di
cercare padre Travis che per non era in nessuno degli uffici, e nemmeno al rettorato: un edificio
semplice e squadrato. Cominciava a sentirsi a disagio, cercandolo con tanta insistenza. Poi lo scorse da
lontano ai comandi di un miniescavatore sulla riva del lago, dove stava tracciando un sentiero. Portava
un berretto floscio di lana con pompon calato dietro le orecchie, che il berretto rendeva pi sporgenti.
Cos conciato, avrebbe dovuto essere ridicolo. Ma era difficile che padre Travis diventasse ridicolo.
Aveva una cute indurita dal vento, piuttosto lentigginosa, il classico incarnato dei biondi-rossi che
temono il sole. Gli zigomi erano schiacciati, quasi brutali, e il mento cesellato era da divo del cinema.
Nel preciso momento in cui il suo aspetto aveva cominciato a urtare la gente padre Travis era
invecchiato, il che lo rendeva pi facile da sopportare. E le cicatrici gli salivano, fiammanti, dalla gola.
Se sorrideva, con le rughe intorno alla bocca che gli si allargavano piacevolmente sul viso, i suoi occhi
potevano essere cordiali. Potevano anche prendere la direzione opposta  diventare cupi, incolori, forse
pericolosi  ma naturalmente non era pi un soldato di questo mondo.
Spense il motore quando vide Emmaline, e scese. Lei era abituata a vederlo in tonaca. Padre
Travis portava quasi sempre la tonaca, perch ne apprezzava la comodit. Poteva metterla sopra una
T-shirt e un paio di calzoni da lavoro. I vecchi amavano vederlo in tonaca e, dopo Matrix, quella tenuta
piaceva anche ai giovani. Ma in quel momento indossava vecchi jeans, una camicia a scacchi di
flanella, una giacca di tela marrone.
Emmaline gli sorrise, sorpresa.
Lui si guard intorno, per vedere se qualcuno lo stava osservando. Era questo guardarsi intorno,
pens dopo, che lo tradiva. Per giorni nascondeva il proprio cuore ai suoi pensieri, fino al momento in
cui si ricordava di guardare sopra la spalla di Emmaline per assicurarsi che nessuno li stesse
osservando.
Si ficcarono le mani in tasca e imboccarono il percorso vita che padre Travis stava tracciando in
mezzo al bosco. Prima che lei potesse dire qualcosa, passarono davanti alla sbarra per le flessioni sulle
braccia e a quella che si doveva toccare col mento.
Io non volevo dargli LaRose, disse lei.
Perch l'hai fatto?
Il sole che ardeva nell'acqua verde del lago in un giorno pieno di luce: ecco di che colore erano
gli occhi di Emmaline.
Mi  sembrato l'unico modo, disse lei. Dopo tutto,  mia sorella. Credevo che me lo lasciasse
vedere, passare del tempo con lui. Macch. Allora, lo voglio indietro. L'ho appena visto. Creder che
non gli voglia bene.
Padre Travis era ancora sorpreso da quello che avevano fatto. Ripens alla loro visita subito
dopo che Landreaux era stato rilasciato: avevano voluto dirgli qualcosa. Aveva sentito parlare di queste
forme di adozione negli anni passati, quando uccisioni o malattie devastavano le famiglie, lasciandone
altre intere. Era un'antica forma di giustizia. Era una storia, e le storie gli piacevano. Era a causa di una
storia che si era fatto prete, e a causa di una storia non se n'era ancora andato. La sera, tra un film
d'azione e l'altro, padre Travis leggeva il Nuovo Testamento parola per parola.
Maria ha donato suo figlio al mondo, arriv quasi a dire, guardando Emmaline. Il paragone
filava, perch il suo giaccone era azzurro come il cielo. Il cappuccio non aveva l'orlo di pelliccia, per
cui le copriva la testa in un modo che gli ricordava la Beata Vergine. I capelli, divisi nel mezzo, le
spiovevano sulle spalle sotto la stoffa celeste in due morbide ali.
Hai cercato di fare del bene, disse padre Travis. LaRose capir. Torner da te.
Emmaline si ferm per guardarlo da vicino.
 sicuro?
Sono sicuro, disse lui, poi non riusc a trattenersi. N la vita, n gli angeli, n i governi dei
principi, n l'altezza, n la profondit, n alcun'altra creatura vi separeranno.
Emmaline lo guard come se fosse matto.
 una citazione dalla Bibbia.
Abbass gli occhi alla terra raschiata del sentiero. Citare l'Epistola ai romani come un pomposo
imbecille...
LaRose  giovane, disse lei, mentre gli occhi affamati le si coprivano di un velo. Dimenticano,
se non stai con loro ogni giorno.
Nessuno potrebbe dimenticarti, pens padre Travis. Quel pensiero improvviso lo impaur; cerc
allora di costringersi a parlare assennatamente.
Senti, puoi riprenderti LaRose in ogni momento. Ti baster dire che lo vuoi indietro. Peter e
Nola dovranno ascoltare. Altrimenti puoi rivolgerti ai servizi sociali. Sei sua madre.
I servizi sociali, disse lei. Ha mai sentito parlare dell'omert che c' nella riserva?
Padre Travis scoppi in una brusca risata.
Per di pi, i servizi sociali sono io. La scuola per i ragazzi difficili  tutta un servizio sociale.
Dovrei mettermi in contatto con me stessa.
Cosa c' che non va? disse padre Travis.
Lei scosse il capo, e distolse lo sguardo continuando a parlare.
Intende dire che non l'avevo previsto? Che non sapevo che sarebbe stato cos difficile? Che non
riesco a capire perch questa cosa  insopportabile quando ci sono la storia, la tradizione e tutto, dietro
quello che abbiamo fatto?
Si pass le mani sul viso come per cancellare qualcos'altro.
S, forse non ero abbastanza lucida. In pi, c' Nola. Che fa continue sfuriate a Maggie. Cosa
faccio, se tratta cos anche LaRose?
Padre Travis rest in silenzio. Riceveva ancora confessioni individuali e conosceva il
caratterino di Nola.
Mentre tornavano alla macchina di Emmaline, una sensazione che non riconobbe lo trattenne
dall'offrire il solito commento improvvisato, per chiudere la conversazione. Rest in silenzio perch
non voleva guastare il modo fiducioso in cui la donna gli aveva rivolto la parola. Emmaline entr in
macchina. Poi si tir indietro il cappuccio e abbass il vetro del finestrino. Alz lo sguardo al suo viso.
La brama che aveva di suo figlio era cos intensa che al sacerdote parve di sentirne la pressione su di
lui. Chiuse gli occhi.
Emmaline vide che quando aveva gli occhi chiusi era solo un uomo comune con la pelle segnata
dagli anni e le labbra screpolate.
Distolse lo sguardo e avvi il motore. I suoi tragici pensieri cambiarono mentre si allontanava, e
le venne in mente un giorno in cui aveva riso a crepapelle mentre Josette e Snow parlavano del prete.
Sono gli occhi, non pu farci niente, disse una di loro.
Quegli occhi da macchina del sesso.
Josette e Snow avevano la fissa dei personaggi dei film di cyborg e di robot. Nella loro stanza
c'era un vecchio televisore Radio Shack munito di un videoregistratore per il quale compravano
cassette dai cestoni di offerte scontate e alle svendite casalinghe di oggetti usati. La loro collezione
comprendeva Il mondo dei robot, Robocop, The Black Hole  Il buco nero. Rovistavano nei cestoni
sperando di trovare il loro film preferito, Blade Runner. Avevano fatto disegni di robot e di cyborg:
levigati, perfetti, condannati a sentire qualcosa, forse come padre Travis.
Ha gli stessi occhi di un replicante!
Sul serio, padre Travis potrebbe essere un replicante. Pazzesco!
Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare, intonarono insieme. Navi da
combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. Ho visto i raggi B balenare nel buio vicino
alle porte di Tannhauser.  tempo di morire.
Le voci si abbassarono fino a diventare uno stridore sfinito.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
Dondolavano la testa, ed Emmaline aveva gridato: Basta! Poi si rannuvol. Come tutte le madri,
la metteva a disagio vedere i suoi figli fingere la morte.
Le sorelle Iron. Snow, Josette. Le Vergini di Ferro. Alle medie erano le regine della pallavolo,
amiche del cuore ed eterne rivali, compartecipi di intime confidenze e dispensatrici di consigli ai
fratelli. Erano chiuse con la madre, aperte col padre. Con la nonna infilavano perline ed erano capaci di
cucire per ore. Snow stava diventando quella alta e intensa che faceva fatica a concentrarsi sui libri di
scuola e piaceva ai ragazzi, ma solo come amica. Era in seconda. Josette stava diventando quella furba
che si disperava per il peso ma accendeva di goffo desiderio ragazzi che le piacevano solo come amici.
Lei era in prima.
Landreaux lasci le figlie a fare acquisti a Hoopdance e torn indietro per portare Ottie a fare la
dialisi. Le ragazze andarono difilato all'unico supermercato. Entrarono con una folata di vento freddo
da neve. Una commessa dai capelli rossi tinti e svigoriti con un paio di occhiali attaccati a una catenella
chiese loro se poteva aiutarle in qualche modo.
No grazie, disse Josette, e non c' nemmeno bisogno che ci segua dappertutto. Abbiamo soldi e
non vogliamo rubare niente.
La donna abbass il mento fino a ficcarselo nel collo e mantenne questa strana posizione mentre
voltava le spalle per tornare alla cassa.
Non dovevi dire cos, disse Snow.
Forse sto troppo sulla difensiva, disse Josette con finta mitezza. Adiacente al supermercato
c'era un negozio di regali pieno di fiori finti e di ninnoli, che alla loro madre non piaceva. A loro
invece s. Andarono di l e ammirarono tutte le figurine natalizie di ceramica, le fronde luccicanti, le
pietre con le parole incise. Sogno. Amore. Vivere.
Perch non "tirare"? disse Josette. Perch non ce n' una che dica semplicemente: "Tirare"?
Non hai un briciolo di ispirazione, eh? disse Snow.
Questa non  ispirazione,  sentimentalismo.
Oooooh! Snow si lecc un dito e tracci un segno in aria. Una delle parole pi usate del suo
vocabolario.
Si spostarono nell'altro reparto. C'era una piccola scelta di tergicristalli e torce elettriche,
magari per pap.
C' di meglio nel negozio di ferramenta, disse Josette.
Proviamo i profumi per la mamma.
No, la lozione.
Quella prendila tu. Io prendo il profumo.
Tutti i profumi migliori erano chiusi a chiave sotto il piano di vetro del banco e le mani della
signora con gli occhiali.
Merda, ora dovremo trattare con lei, disse Josette.
Io sono la pi brava, disse Snow. Le parlo io.
Josette rote gli occhi e fece una smorfia che corrispondeva a "oddio!".
Snow si avvicin alla commessa e sorrise. Come va? Aveva dato alla voce un'intonazione
allegra. Stiamo cercando un regalo di Natale proprio bello per nostra madre. Nostra madre  una
persona davvero speciale. Snow sospir. Lavora tanto! Cosa ci suggerisce?
Lo sguardo indagatore della donna lasci Josette, che si era chinata sul vetro per dare
un'occhiata. La sua mano rest sospesa tra le scatole luccicanti come pietre preziose, tra i
vaporizzatori, e raccolse un campione di Jean Nat.
Troppo insulso, disse Josette.
Snow indic il Jovan Musk.
Non mi sembra adatto alla mamma. Lei  pi... non so, limpida.
Forse Charlie, o Blue Jeans?
Cos comune, per.
Meditarono, corrugando la fronte, davanti a quell'assortimento.
Voglio prendere qualcosa di speciale. Ho i soldi del mio lavoro, disse Snow alla commessa.
Magari il profumo di un designer o di una diva del cinema.
La donna le mostr una scatola. White Diamonds. Elizabeth Taylor.
La fragranza americana numero uno, disse rispettosamente.
Chi  Elizabeth Taylor? chiese Josette.
Che scema! Cleopatra?
Avevano ponzato tutt'e due sulla copertina della cassetta davanti al videonoleggio.
 anche amica di Michael Jackson?
Oh, s. Josette annus il nebulizzatore. Super. Questo mi piace.
Enjoli, in una scatola rosso fuoco, ornata da un fiore d'oro goffrato.
Ma la mamma non  cos pepata. Cio, ha un buon odore.
Non andrebbe d'accordo con l'Old Spice di pap.
Anche il Wild Musk?
Forse Wind Song.
Quello lo usa la nonna.
La donna dietro il banco tir fuori un'elegante scatola che si nascondeva tra le altre. Era tra il
rosa e il lavanda, uno di quei costosi colori indeterminati. Con una banda tra il grigio e il nero. La
bottiglia si teneva bene in mano, una fascia di rombi sbalzati, vetro striato a volute. Eau Sauvage. La
commessa ne spruzz qualche goccia su un kleenex e sventol il fazzolettino sotto il loro naso. Attese.
Il profumo era verde e fresco. Un debole aroma di liquirizia. Forse un accenno di nuvola. Una traccia di
legno appena tagliato? Erba schiacciata. Erba rada in una rada foresta. Niente di scuro, niente di
ingordo. E qualche altra cosa.
La maggior parte della gente trova che ha un odore troppo semplice, disse la signora. Non 
come tutti gli altri profumi. Non lo compra nessuno. Abbiamo solo questa bottiglia.
Snow guard Josette con gli occhi spalancati. Josette torn a inalarne l'aroma.
Vorrei che le cose potessero essere cos, disse Snow.
Cos pure, disse Josette, posando la bottiglia. Deve costare un occhio.
 un po' costoso, s, disse la donna. Pareva imbarazzata dal prezzo. Io qui ci lavoro solamente.
Il negozio non  mio, disse.
Gi, disse Snow.  un po' troppo. Ho risparmiato, ma... be'.
Pu andar bene per un uomo o per una donna. I savsh.
Eau Sauvage, disse Josette, con un accento esageratamente francese. Dobbiamo comprarlo. Si
rivolse a Snow, con gli occhi sfavillanti.
Annusa!
 questo, disse Snow.
Josette aveva un borsellino da vecchia signora nascosto in fondo alla borsetta. Lo tir fuori.
Snow l'abbracci appassionatamente.
Poi, proprio l davanti alla commessa, scoppiarono in lacrime, perch avevano capito tutt'e due:
ecco la traccia. L'acqua di colonia aveva anche lo stesso profumo dei capelli puliti di LaRose in una
fredda giornata d'autunno, quando entrava in casa ed Emmaline si piegava su di lui.
Oh, che buon profumo hai, diceva. Hai lo stesso profumo che c' fuori.
Uscendo dal supermercato, Josette e Snow parlarono del profumo che c'era all'aria aperta e
arrivarono alla conclusione che tra loro c'era una specie di telepatia, come tra le streghe di una
congrega.
O forse la nostra gente aveva questi poteri prima che arrivasse l'uomo bianco.
Gi, disse Snow, e vivevamo cinquecento anni.
Infatti, l'ho sentito dire da qualcuno.
Anch'io. E avevamo il potere di cambiare il tempo.
A questo io ci credo.
Fantastico, disse Snow. Facciamolo, allora.
Avrebbero dovuto chiamarmi Estate, disse Josette. Tutto quello che puoi fare tu  far nevicare.
Era un giorno di vento. Stavano dirigendosi verso il posto dove dovevano incontrarsi col padre,
che si era messo d'accordo di passare a prenderle dopo aver riportato a casa Ottie. Volevano sedersi al
Subway, e magari spartirsi un sandwich di tacchino, di farina di grano integrale per non danneggiare la
pelle, con formaggio americano, lattuga, pomodori, sottaceti e salsa di cipolle dolci. Volevano proprio
fare cos. Erano pi affamate del solito e gli restavano abbastanza soldi per il sandwich di tacchino, se
avessero bevuto solo acqua.
 meglio per noi, disse Josette, che amava la Sprite.
Ce l'hanno mostrato durante la lezione di educazione alimentare, disse tristemente Snow. Una
gazzosa al giorno e ti becchi il diabete.
Landreaux non comprava mai bibite gassate perch non voleva che i suoi figli perdessero un
piede. Quando la metteva cos, loro strizzavano gli occhi come per un'improvvisa fitta di dolore: S,
pap. Le bibite vietate le bevevano da Whitey. Ora, aspettando il padre, continuavano a guardare
l'involucro del sandwich di tacchino e avevano un'aria stupita.
L'ho mangiato cos in fretta.
Come mai? rutt Josette.
Schifo. E adesso?
Siamo al verde, cos ci beviamo le nostre acque salubri.
E aspettiamo pap.
Si guardarono negli occhi. A scuola nessuno era stato molto cattivo. Nel loro istituto, qualcosa
di brutto in famiglia era capitato a tutti. Tutti si rammaricavano per tutti, abitualmente, o dicevano
"cazzi tuoi" oppure, se eri una femmina, ti mandavano un biglietto. Non c'erano biglietti per quello che
era successo. Ma una delle amiche di Snow le aveva fatto un paio di orecchini di perline, e lei sapeva
che era per dire che non c'erano parole. Non c'erano parole da dire nemmeno a pap. Almeno, non
c'erano parole che avessero voglia di dire. In macchina, forse avrebbero taciuto. Forse avrebbero
chiesto di Ottie o di Awan o di un altro dei suoi pazienti. Forse avrebbero detto qualcosa in generale del
lavoro scolastico. Avrebbero evitato di esprimere sinceramente i loro sentimenti perch con pap
poteva diventare all'istante una tragedia. Lui avrebbe perso il controllo come quando officiava una
cerimonia. Dove lasciavi che i pensieri e i sentimenti sepolti dentro di te affiorassero entro la cerchia di
coloro che vi partecipavano in modo che gli altri potessero pregare e cantare per aiutarti. Ma le due
ragazze sapevano come comportarsi: non dovevano far s che da Landreaux si sprigionasse quel tipo di
energia quando le cose andavano normalmente. Cos, appena arriv con la Corolla, si misero d'accordo
con un'occhiata. Josette avrebbe viaggiato accanto a lui perch era brava a farlo parlare di argomenti
come tagli di capelli, batterie per automobili, impermeabilizzazione delle finestre della casa con Saran
Wrap. E se fosse sembrato che potesse sbarellare, avrebbe sempre potuto chiedergli di ripeterle cosa
c'era di male a bere una gazzosa.
Adesso a tenerlo occupato c'era il terzo millennio, e quando vi si preparava Peter poteva
pensare a qualcosa di diverso da Dusty. Mentre andava alla Fleet Farm, si rimprover di non aver
comprato polli vivi la primavera scorsa. Gli era venuta l'idea di trasformare uno dei vecchi annessi in
un pollaio. Nola aveva persino dato il proprio assenso, sebbene in generale fosse contraria a tenere
animali. Lui non aveva mai concretato il progetto del pollaio, anche se al cane, il cane che aveva visto
nel bosco, aveva dato da mangiare. Forse era in parte un cane da pastore. Avrebbe fatto la guardia alla
casa, pens Peter. Forse avrebbe salvato Dusty. Sapeva che era una cosa irrazionale, ma compr
egualmente delle scatolette per il cane. Compr anche sette sacchi di granturco arrostito e zuccherato, e
una lampadina tascabile ricaricabile a mano. Torn a casa e port i nuovi acquisti nella stanza al
seminterrato dove aveva gi stoccato sei fusti sigillati da dieci galloni di farina di grano integrale, latte
in polvere, olio, lenticchie, fagioli, carne secca. Aveva comprato e portato gi un frigo, attaccandolo a
un generatore. Aveva comprato un generatore di riserva. Compr una stufa a legna, e ogni giorno
spaccava legna per un'ora dopo il lavoro. Questo gli teneva la mente lucida, proprio come il prete. Lui
e padre Travis, a qualche miglio di distanza l'uno dall'altro, mantenevano la calma a colpi d'ascia e
accatastavano gli affanni. Peter aveva un filtro per l'acqua, ma per stare sul sicuro ne compr un
secondo. L'anno prima aveva fatto scavare un nuovo pozzo, collegato a un altro generatore di scorta.
Ai figli aveva comprato abbastanza scarpe delle misure che i loro piedi avrebbero raggiunto in un paio
d'anni. Frutta secca: mele, pere, albicocche, prugne, mirtilli. Altra acqua in taniche di plastica da
cinque galloni. Coperte in pi. E poi i fucili: un armadio per i fucili munito di buone serrature. Li
teneva carichi, perch altrimenti a cosa sarebbe servito? Due volte aveva sparato ai coyote dalla
veranda. Una volta a un cervo. Aveva mancato un coguaro. La chiave era attaccata con lo scotch alla
parte alta dell'armadio di due metri. Controllava ossessivamente che l'armadio fosse chiuso a chiave.
Scatole di munizioni. Un baule di razzi. Preparati per torte, zucchero, sigarette, whisky, vodka, rum.
Poteva barattarli con gli oggetti di cui avrebbero avuto bisogno: c'era sicuramente qualcosa che aveva
dimenticato.
In effetti, aveva dimenticato quanto gli addebitava di interesse la sua carta di credito. Ora
faceva degli straordinari solo per pagare il minimo. Ogni volta che si trovava a usare la carta di credito
per comprare un altro sacco di farina per le frittelle o una pala, si diceva che nel terzo millennio le
banche che emettevano carte di credito si sarebbero trovate cos in difficolt per aver confuso il 2000
col 1900 che con ogni probabilit il suo estratto conto sarebbe andato a ramengo. Le carte di credito
sarebbero sparite e le banche, azzoppate, sarebbero tornate al baratto di lingotti d'oro. Non sarebbero
pi esistiti n telefoni, n televisori, n societ fornitrici di energia, n automobili diverse dai vecchi
macinini senza motori computerizzati, n stazioni di rifornimento, n traffico aereo, n satelliti. La
gente avrebbe comunicato per radio. Peter possedeva da anni la licenza di radioamatore. Aveva gi
fatto, di notte, per tutto dicembre, conversazioni con i suoi contatti in tutto il mondo. Ogni mattina si
svegliava e aggiungeva un'altra voce alla sua lista. Nei weekend portava con s Maggie e LaRose a
comprare una risma di carta, una scatola di buste. Penne e matite. Francobolli. Sarebbe rimasto un
antiquato sistema di posta? Probabilmente, dicevano i suoi contatti. Il magazzino era pieno come un
uovo. Nola non se n'era accorta perch era sempre presa da quelle maledette torte.
Le galline avrebbero potuto vivere di torte rafferme per mesi, pens Peter. Nola spalmava un
grosso strato di glassa su tutte le torte, a strati, farcite, al cioccolato, poi le decorava con cura
scrivendoci il nome di LaRose o di Maggie. Ormai avevano smesso di mangiarle persino i bambini. Lui
le aveva salvate e stoccate nel garage privo di riscaldamento. Quando la scuola secondaria locale era
stata ristrutturata, aveva recuperato gli oggetti che poteva utilizzare. Gli veniva quasi da sorridere
quando guardava la fila di armadietti metallici e si rendeva conto che dietro ogni sportello numerato,
sulla stretta mensola pi alta, era posata una torta color pastello.
I genitori non lo volevano, ma il Natale arriv per entrambe le famiglie. Nola si svegli una
settimana prima del venticinque pensando di avere un pezzo di piombo al posto del cuore. Era cos
pesante nel suo petto che poteva sentirlo battere debolmente, e continuare cos, senza ragione, quando
non le interessavano i suoi sforzi. Ma il Natale... Si gir nel letto per dare a Peter una leggera gomitata:
il semplice fatto che riuscisse a dormire la irritava profondamente.
L'albero, disse. Oggi  il giorno giusto. Dobbiamo decorare l'albero di Natale.
Peter apr gli occhi, i suoi cari, splendenti occhi azzurri che non sarebbero mai appartenuti a un
altro figlio. Il bambino era venuto al mondo prendendo qualcosa da entrambi, il meglio delle loro
fattezze, che in lui si erano fuse con grande stupore dei genitori. Le fotografie in cornice erano ancora
schierate sopra la credenza. Dusty correva sempre sotto il sole, assumeva la posa dell'Uomo Ragno,
giocava con Maggie in una piscina per bambini, era ritto con tutti loro davanti all'albero di Natale
dell'anno passato. Nola trovava conforto nelle fotografie, ma ora chiuse gli occhi per non vedere
quanto Peter gli somigliava. Per distrarsi cominci a canticchiare, deviando i pensieri verso la figlia.
Pensare a Maggie era una faccenda complicata, a volte animata dall'amore, a volte da una furia che le
faceva battere il cuore. Maggie somigliava a sua nonna, la dura e inaccessibile polacca, o alla zietta
chippewa subdola e selvaggia. Quegli occhi obliqui di un oro che tirava al nero quando si arrabbiava.
Quel sorprendente sorrisetto storto e gentile.
Peter trov incoraggiante il sommesso canticchiare di Nola. Era quello che faceva una volta.
Allung un braccio e le carezz le dita. Forse?...
Non posso, disse lei. Per lui continuava a chiedere, o apertamente o con un tocco.
Porter fuori i bambini.
Aveva una motosega, aveva tre motoseghe. Erano tutti bestioni pi che abilitati a tagliare alberi
di Natale. Non gli serviva altro che una sega a mano.
Anzi, disse, mettendosi a sedere sul letto nella stanza gelida, la sega a mano col manico rosso.
Faremo i turni per abbattere l'albero ideale. Ci pens su, e rimase sorpreso dal fatto che fosse davvero
possibile. Eppure era proprio cos, era possibile scendere dal letto e fare la stessa cosa che aveva fatto
l'anno prima con un ragazzo che indossava il giaccone rosso vivo Disney Princess di Maggie perch il
suo era tra la roba da lavare. Dusty era un ragazzo molto sicuro di s. Quando Maggie lo sfotteva
dicendo che era la sua sorellina, gonfiava il petto, mostrava i muscoli e la faceva ridere. Allora la sua
risata era come il tintinnio di tante campanelline.
C'era stato un cambiamento, pens Peter. Adesso era diventata di scherno, un latrato, una serie
di urla rabbiose, uno scoppio d'ira. Adesso Maggie rideva quando le cose erano tristi, non divertenti.
In mezzo al bosco, nella neve rada e da lontano, Landreaux vide il terzetto esaminare piccoli
abeti rossi. Batt in ritirata. Era venuto a controllare le trappole, non a cercare un albero. Ma quando li
vide si ricord.
Be', disse Emmaline, s. Dovremmo.
Io voglio un albero con le luci bianche, disse Snow.
Tiriamo fuori le luci colorate, disse Josette. Il bianco  troppo moscio.
A me piace l'uniformit, disse Snow. In questa casa tutto il resto  pasticciato.
Ehi, disse Emmaline.
Senza offesa, mamma, ma un albero con luci bianche uniformi. Sarebbe bello.
Allora tagliamone due, disse Emmaline.
Davvero? Parli sul serio?
Piccoli.
Entro la fine della giornata furono collocati due alberelli in un angolo del soggiorno, ognuno
decorato da una sorella. Per la prima volta Emmaline non fece il minimo sforzo: le ragazze erano
competitive. Confezionarono gli ornamenti utilizzando lustrini, nastri, la bigiotteria del powwow9 e il
pongo di LaRose. Non avevano mai incartato i regali. Utilizzarono riviste, fogli colorati di giornale,
sacchetti della spesa. Ma a un certo punto tutto si ferm, e le sorelle cominciarono a piangere. Coochy
alz gli occhi al cielo, furibondo, e se ne and a grandi passi. Hollis fece un'uscita strategica nel bagno.
Landreaux and al lavoro presto ed Emmaline rest in cucina a mescolare una padella di spezzatino. A
causa di LaRose.
La stessa identica cosa era successa ogni settimana, o pressappoco, da quando Landreaux ed
Emmaline avevano spiegato agli altri figli quello che avevano fatto.
Nella camera da letto dei maschi, Hollis infil la spina del suo materasso ad aria compressa e
gir la lancetta del quadrante per gonfiarlo. Per due o tre minuti il sibilo acuto soffoc le loro voci.
Quando il materasso fu bello gonfio e comodo, si coric e chiuse gli occhi.
Nulla. Silenzio.
Hollis sapeva che il suo vero padre, Romeo, lo aveva lasciato da Emmaline e Landreaux intorno
a Natale. Aveva cinque, forse sei anni, come LaRose. Per un po' aveva dormito in uno dei lettini, ma
gli piaceva di pi il materasso ad aria compressa. Sapeva anche di essere nato in una casa, non in
ospedale. I ricordi dei suoi primi anni erano un guazzabuglio: gli sembrava di avere dormito sotto
tavoli tra i piedi della gente, o meglio nella cuccia di un cane con un cane oppure, un inverno, con
qualche altro bambino, tutti col giaccone nello stesso letto. C'era un odore salmastro di pelle non
lavata, coperto da quello della marijuana fumata e di capelli impastati dal sudore che lo prendeva
ancora alla gola. Era l'odore di certe persone, di certi ragazzi, da cui si ritraeva. Ora faceva la doccia
ogni giorno. Si lavava la roba. Amava l'odore del ferro da stiro. Le ragazze lo prendevano in giro, ma
era anche un atteggiamento che piaceva. Tenersi puliti non era una cosa che desse per scontata, o che
facesse perch aveva un letto suo. Cos, no, non voleva aver nulla a che fare con questa storia di
LaRose. Per maggiore sicurezza, si tirava indietro e spariva. Ma intanto avevano ricominciato. Poteva
sentirle.
Allora, se ammazzi qualcuno mi darai via, mamma?
Era Josette, che urlava.
Snow fece un passo avanti e diede uno schiaffo a Josette, che glielo restitu. Emmaline moll il
cucchiaio e le schiaffeggi entrambe: non aveva mai dato uno schiaffo a uno dei suoi figli, o a un
bambino, prima di quel momento. Accadde molto in fretta, come una scena coreografata dai Three
Stooges,10 e fu questo che la riscatt. Emmaline cominci a piangere, Josette cominci a piangere, poi
Snow. Si abbracciarono tra loro, tutt'e tre.
Vorrei tagliarmi questa mano, pianse Emmaline. Non vi ho mai prese a schiaffi, finora.
Dovremmo tagliarcela tutte, la mano, gemette Snow.
In tal caso, quando facciamo il pane fritto, due di noi sarebbero costrette a lavorare insieme,
capisci, usando, tipo, una mano per ciascuna, pat, pat. Josette e Snow ne diedero la dimostrazione.
Pat, pat, che spettacolo pietoso, rise Emmaline tra le lacrime.
Lentamente, una a una, tornarono alla padella di spezzatino che Emmaline continuava
tristemente a mescolare. Hollis si era assopito, un pisolino. Coochy aveva incartato gli oggettini rubati
mesi prima a ognuna delle sorelle per poter regalare loro qualcosa per Natale. Mise i pacchetti tra i
rami. Landreaux rincas con due grandi borse di plastica piene di muffole e cappelli, stivali, giacche,
tutta roba nuova. Padre Travis l'aveva scelta nel negozio della missione prima che qualcun altro
rovistasse tra le donazioni. Hollis usc dalla camera da letto e aiut a portare in casa le borse e a
smistare i regali. Cercava di essere gioviale, ma non ci riusciva. Per lui, quando arrivavano le feste, era
normale mostrarsi sospettoso e tutt'altro che incoraggiante, ma questo offriva alle ragazze una buona
ragione per dargli addosso.
Cos' quel muso lungo, gli dissero le ragazze. Fa' buon viso a cattivo gioco e non dire a LaRose
che Babbo Natale non esiste.
Se lo vedi, disse Josette.
Snow si lasci cadere su una sedia.
Lo trover, disse Hollis. Non voleva impicciarsi, ma le parole gli sfuggirono di bocca. Gli dir
che sta arrivando Babbo Natale.
Hollis non era affatto bello. Aveva il naso grosso. Ma era lunatico e sempre imbronciato, e cos,
forse, pi attraente di un ragazzo veramente bello. Si faceva tagliare i capelli in modo che gli
spiovessero con troppa precisione sulla fronte.
Pettinatura vecchia scuola, disse Josette quando lo sorprese a lisciarsi i capelli in quel modo.
Lo guard alzando il sopracciglio, un movimento accidentale che lo indusse a fissarla,
affascinato, mentre lei gli voltava le spalle.
Le ragazze avevano deciso di tirar fuori l'Eau Sauvage per la mamma per ultima. Non si
fidavano n di Hollis n di Willard, e nemmeno di pap, temendo che potessero schiacciare la bottiglia
sotto i piedi. Vivere con degli uomini era cos. Pestavano ogni cosa, anche i regali. Le ragazze ojibwe,
tradizionalmente, e oggi per un ritorno generalizzato alla tradizione, imparavano fin da piccole a non
calpestare gli oggetti, specie quelli dei ragazzi. L'amica della nonna, Ignatia Thunder, l'anziana cui
rivolgersi per chiarimenti sulle tradizioni, aveva detto a tutte che il potere delle donne poteva mettere in
cortocircuito il potere dei ragazzi. Era una considerazione sessista, diceva Josette, un altro modo di
esercitare il proprio controllo sulla donna. Snow era d'accordo solo in parte. Emmaline le guardava con
la sua faccia da poker. Forse le Iron non approvavano al cento per cento questa regola, ma nemmeno
potevano spingersi fino a dimenticarsene.
Le ragazze avevano comprato strani gadget per i fratelli e il padre. Per la prima volta, Josette e
Snow avevano comprato carta velina colorata. Sistemarono con cura le scatole avvolte nella carta rossa
trasparente. Misero la scatola per la madre su una mensola. Il fiocco lucido comprato apposta gli
spandeva una luce rossa sulle mani.
Che facciamo dei regali per LaRose? disse Snow.
Spostarono la roba che era sul tavolo  le perline, i coperchi pieni di viti, i giornali, i libri di
scuola  e si misero a mangiare le loro porzioni di spezzatino. Josette voleva andare dai Ravich per
dare i regali a LaRose. Snow disse che non poteva soffrire zia Nola perch era troppo esigente. Coochy
si limit a chinare il capo e continu a mangiare. Hollis lo guard e abbass la testa pure lui. Emmaline
l guard fino a quando si voltarono dalla sua parte.
Hai fatto i mocassini per LaRose? chiese Coochy. Era stato il pi piccolo fino al suo arrivo. Gli
tremava nella voce una nota di qualcosa di simile al panico, e i suoi occhi erano lucidi di lacrime.
Ogni anno Emmaline confezionava per ognuno di loro dei mocassini nuovi in pelle d'alce
affumicata, foderati con scarti di coperte; a volte le caviglie erano orlate di pelliccia di coniglio. Li
faceva quando andava a trovare sua madre, o a casa, mentre guardava i suoi programmi televisivi
preferiti o sedeva a tavola con i figli per assicurarsi che finissero i compiti. Era bravissima, e la gente
gliene ordinava di speciali. A volte i mocassini le fruttavano anche due o trecento dollari. La famiglia
era fiera del suo lavoro e portava i mocassini solo in casa. Li portava persino Hollis, i cui piedi adorni
di perline non erano mai freddi. Avevano una scatola di mocassini per ciascuno: un paio ogni anno.
Li ho fatti, disse Emmaline.
Ha fatto i mocassini per LaRose, disse Landreaux all'amico Randall, che si occupava di
capanne sudatorie e che nella scuola superiore tribale insegnava cultura ojibwe, storia, e come scuoiare
i cervi. Randall si era fatto descrivere le cerimonie dagli anziani che aveva scovato e con i quali aveva
studiato: sciamani. Diceva che Landreaux aveva dei demoni, dentro. Questi demoni non lo
spaventavano, ma Randall li rispettava.
Dev'essere stato qualcosa che mi  successo quando ero piccolo, ma non me lo ricordo, disse
Landreaux.
 quello che pensano tutti, disse Randall. Potrebbe essere che li hai presi solo perch li hai
presi. Non c' da vergognarsi.
Combattere i demoni, questo era il suo lavoro. Smarrimento, dislocazione, malattia, dipendenza,
e il sentirsi, come tanti, solo i resti cenciosi di un popolo con una storia complessa. Cosa c'era in quella
storia? Che tipo di cultura? Chi erano stati? Cos'erano oggi? Perch tanta paranoia da qualunque parte
ti voltavi?
Avevano scaldato e introdotto le pietre, e ora sedevano dentro la capanna indossando solo
sformati shorts da surfer. Landreaux abbass l'incerata e li chiuse dentro. Randall butt sulle pietre
livide pizzichi di tabacco, salvia e sedano di monte in polvere. Quando l'aria divent pungente di
profumi vers sulle pietre quattro mestoli d'acqua, e il vapore bollente gli si rivers dolorosamente nei
polmoni. Dopo la preghiera, Randall apr la porta della capanna, prese il forcone e port dentro altre
dieci pietre.
Okay, ci vogliamo rovinare, disse. Tirati su l'asciugamano per non scottarti. Chiuse la porta, e
Landreaux perse il conto dei mestoli d'acqua versati da Randall. Cominci a girargli la testa e si mise
l'asciugamano sulla faccia, poi le vertigini aumentarono e si sdrai per terra. Randall rivolse una lunga
invocazione agli spiriti in anishinaabemowin,11 che Landreaux comprese vagamente. Poi Randall
disse: Ginitam,12 perch doveva parlare Landreaux. Ma Landreaux non trov altro da dire che questo:
La mia famiglia mi odia perch ho dato via LaRose.
Randall ci pens su.
Hai fatto bene, disse infine. Finiranno per capirlo. Ti ricordi cosa dicevano tutti gli anziani?
Loro la storia la conoscevano. Chi uccise Mink, la madre della prima, e cosa poteva fare lei. Poi sua
figlia, sua nipote, quella dopo e la madre di Emmaline. Il male ha cercato di catturarle tutte. Si sono
battute contro i demoni, li hanno messi nel sacco, sono scappate. Randall parl di come la gente crede
che quello che facevano in passato gli sciamani fosse una magia. Ma non era una magia.
Incomprensibile, oggi, ma non una magia.
Anche LaRose  capace di fare queste cose, disse Randall. Ce l'ha dentro.  pi forte di quanto
tu creda. Ricordi che dicevano che era un miraggio?
Gli hanno dato questo nome, Mirage. Lo so.
Esatto.
Mirage era capace di sognare dove si trovavano gli animali, sapeva come abbandonare il
proprio corpo durante una trance per andare a trovare lontani parenti. Un mercante di nome George
Nelson aveva conosciuto altre persone capaci di far questo e ne aveva scritto nel diciottesimo secolo.
Landreaux parlava in maniera esitante. E se gli anziani non fossero altro che un gruppo di
vecchi come tutti gli altri, non pi intelligenti di noi, cosa...
Sono dei vecchi come tutti gli altri, disse Randall. Ma sono anche persone che hanno imparato
dai loro vecchi, giusto? Come qui, noi abbiamo avuto l'anno della fame in cui quasi tutti i nostri vecchi
rinunciarono al cibo. Quella generazione  morta per noi, eh? Cos siamo andati a nord. Accettiamo le
loro parole quando sentiamo che sono giuste.
Ma forse... non lo sanno?
Smetti di fare domande stupide. Ti scoppier il cervello se continui cos. Lascia che ti faccia
una domanda. Com'era questo Dusty, in ogni modo?
Non chiederlo a me.
Non  una nota a pi di pagina della tua sofferenza, fratello. Com'era? Chi conosceva meglio
quel ragazzo, tra i tuoi familiari?
Landreaux finalmente rispose.
LaRose.
Dunque, LaRose che sapeva di lui?
Strano bambino. Inventava delle avventure. Avevano una sacca di giocattoli che usavano come
personaggi dei fumetti. Erano molto divertenti, se ascoltavi le cose che inventavano. Dusty...
S, pronuncia pure il suo nome, ma aggiungi il segno del mondo degli spiriti. Usa "iban".
A Dusty-iban piaceva disegnare. Era bravo a disegnare. Abbiamo dei disegni che ha fatto per
noi.
Di cosa?
Cavalli. Cani. L'Uomo Ragno.
Landreaux piangeva senza ritegno, scosso da profondi singhiozzi che gli toglievano il respiro.
Per un po' Randall lo lasci fare.
Non piangere pi. Se non  per quel ragazzo. Non piangere pi per il tuo dolore. Metti l'energia
di quel pianto nella tua famiglia. Nel fare del bene alla famiglia di Dusty-iban. Quando ti sento
piangere, capisco che piangi per quello che hai fatto, ma smettila, adesso. Eri ubriaco quando l'hai
colpito?
La medicina crepitava. No.
Eri ubriaco?
No.
Eri ubriaco?
No.
Noi permettiamo alla nostra gente di sfangarla con tutte le schifezze che prendono. Non
dovremmo farlo. Ecco perch te lo chiedo. Poi Randall rest lungamente in silenzio.
Tu sei un buon cacciatore. Prendi attentamente la mira, disse Randall. Tutti sanno che sei
prudente e che ogni anno riempi il tuo carniere. Ecco perch dovevo chiedere.
Okay, disse Landreaux.
Non sono del tutto convinto.
Okay, disse Landreaux.
Hai smesso di bere?
S, disse Landreaux.
Pillole?
S.
Okay. Devi credere ciecamente che hai fatto bene con LaRose.
Ed Emmaline, per? disse Landreaux.
Nola  sua sorella.
Mezza sorella, disse Landreaux.
Non esistono mezze sorelle, disse Randall.
A Emmaline non piace sua sorella.
Lo dice lei?
Ci arrivo da solo. E Nola non pu soffrire Emmaline. Cos non riusciamo a vedere LaRose.
Credevamo che ce l'avrebbe portato; i ragazzi giocavano insieme e tutto.
Dagli il tempo di capire, a tutt'e due, disse Randall. Porta! Oh, dimenticavo che non c' nessun
portiere. Porta! Mi sto chiamando da solo. Randall scost l'incerata. Poi introdusse altre pietre e le
lasci cadere dal forcone.
Tutte queste? Landreaux era gi fuso.
Ah ah, disse Randall. Facciamo festa. Ti bollir vivo.
Eppure, anche dopo essere stato cotto al vapore come una rana da Randall, Landreaux non trov
pace. Si sentiva sempre peggio. Rimpiangeva la sensazione delle braccine di LaRose strette intorno a
lui, si biasimava per aver fatto in segreto di lui il suo figlio preferito. Cominci a portare Coochy con s
dappertutto, per averlo sempre vicino. Coochy era un ragazzo serio, un po' confuso, che prendeva le
cose di petto. Dentro, era terribilmente scosso. Ma era cos silenzioso che nessuno l'aveva notato.
Perch sei cos silenzioso? gli chiese una volta Landreaux.
Perch parlare, se parla sempre Josette?
Non aveva tutti i torti.
Emmaline stava ancora pensando a quello che aveva detto padre Travis. Se voleva, s, poteva
riprendersi suo figlio. Per non intendeva ricorrere alle autorit. Con le pratiche dei servizi sociali, e i
loro moduli in triplice copia, tutto era possibile. Ma ogni volta, invece di fare quel passo, invece di
arrivare alle estreme conseguenze, Emmaline pensava alla perdita di Nola, alla responsabilit di suo
marito per la morte di Dusty, e faceva qualcos'altro. Negli ultimi mesi aveva racimolato un po' di soldi
e li aveva messi in un libretto di risparmio per LaRose. In altri momenti cuciva il proprio amore nella
trapunta che poi port dai Ravich. La diede a Nola, che la ringrazi sulla soglia, pieg la coperta e la
ripose sulla mensola pi alta di un armadio. Inoltre, ogni due settimane Emmaline non riusciva a
trattenersi dal preparare la minestra speciale e il pane fritto preferito da suo figlio. Li metteva davanti
alla porta di Nola, o addirittura nelle sue mani, sperando che LaRose vi sentisse il gusto del suo amore.
Nola li buttava via. Poco prima di Natale, Emmaline torn con i mocassini. Li lasci in un involto col
nome di LaRose. Nola li mise in una scatola di plastica. Chiusi dentro quel recipiente i mocassini
attesero; e Nola li temeva, perch il sentore di legno affumicato aveva in s la forza della creazione.
Nelle occasioni in cui portava le sue offerte, Emmaline vide che la sorellastra sapeva chi
comandava. Quando Nola apriva la porta, il suo sorriso era storto o appiccicato. Certe volte, prima di
accettare il cibo, Nola apriva e chiudeva le mani come se fosse tormentata dall'angoscia. Il suo
scrupoloso ringraziamento nascondeva una disperazione che obbligava Emmaline a voltarsi e tornare
sui suoi passi. In macchina, si metteva una mano in tasca per toccare una strisciolina di carta sulla quale
era scritto Puoi riprendertelo.
Un giorno, prima del Natale che passarono senza LaRose, dopo aver lasciato il piatto sulla porta
scopr che non poteva andare via. Emmaline scese dal pick-up e torn indietro. Parlare con Nola,
magari? Vedere LaRose, anche solo di sfuggita? Buss, ma Nola non rispose. Buss pi forte, poi cos
forte che, partita dalle nocche, il braccio le fu attraversato da una fitta di dolore. Sapeva che Nola era in
qualche angolo della casa con suo figlio, fingendo che i colpi alla porta non fossero di Emmaline.
Dentro, LaRose ud la voce di sua madre e sent l'odore della minestra che non avrebbe gustato.
Nola continu a leggere Nel paese dei mostri selvaggi senza fermarsi, finch i colpi cessarono. La sua
voce era bassa e roca.
"E la sua cena era ancora calda," disse Nola, e chiuse il libro. Vuoi che lo rilegga?
Okay, disse LaRose con la sua vocina. Si sent avvolgere da un velo confuso di greve tristezza.
Chiuse gli occhi e si addorment.
Esiste il gene della stronzaggine? disse Emmaline, entrando in casa dopo aver aspettato a lungo
davanti alla porta dei Ravich, bussando.
Snow lanci un'occhiata a Josette e Josette disse: Mia madre ha detto proprio cos?
Perch se esiste, continu Emmaline, mia sorella lo ha ricevuto da sua madre, che era nota
come la stronza per eccellenza.
Le ragazze sgranarono gli occhi davanti a lei, corrugando la fronte nello sforzo di respingere
l'idea che la loro madre potesse parlare in quel modo.
Si chiamava Marn. Ammazz il marito e la fece franca. Naturalmente, era a capo di una setta.
Ooooh.
Le ragazze alzarono le mani.
Che strani discorsi, mamma, disse Josette.
Ma  vero, disse Emmaline.
Okay, mamma, possiamo ricordarti che stai parlando di nostro nonno? Josette e Snow
accompagnarono la frase con un energico cenno del capo.
Quello che dici, mamma,  veramente strano. Cio, essere stronza  una cosa, ma ammazzare
tuo marito vuol dire avere le rotelle fuori posto. Noi non ne vogliamo sapere.
Allora non volete la verit. Cosa volete? disse Emmaline.
Che volpe! Vogliamo solo che la nostra vita torni alla normalit, disse Josette.
Senza novit, tranne le belle sorprese, disse Snow.
Melodramma? Svilisce.
Parole prese dal vocabolario!
Le ragazze si scambiarono una battuta di mani.
Bene, disse Emmaline. Acconsento.
Mackinnon rivolse la parola alla bambina nella sua lingua, e lei nascose il viso incrostato di
fango.
Le ho solo chiesto come si chiama, disse lui alzando le mani al cielo. Si rifiuta di dirmi il suo
nome. Dalle qualcosa da fare, Roberts. Non sopporto quel mucchio di stracci nell'angolo.
Wolfred la convinse ad aiutarlo a spaccare legna. Ma i suoi movimenti svelarono la fluida
grazia delle sue membra. Le mostr come fare il pane. Ma la luce del fuoco le si specchiava in viso e il
calore scioglieva un po' del fango. Lui lo riapplic e prov a insegnarle a scrivere. Lei tracciava le
lettere senza fatica. Ma scrivendo mostrava la mano, meravigliosamente formata. Alla fine  lo propose
lei stessa  and a piazzare trappole. Si faceva capire abbastanza bene. Contava di ricomprarsi da
Mackinnon vendendo le pellicce. Non l'aveva pagata cara. Non ci sarebbe voluto molto tempo, disse.
In tutto questo tempo, poich aveva capito benissimo per quale motivo Wolfred era tornato a
sporcarle il viso, ciondolava goffamente qua e l e faceva boccacce, si arruffava i capelli e si
impiastricciava le guance e la fronte. E ogni giorno imparava a scrivere una lettera nuova, poi parole,
frasi. Cominci cos a seminarle nei discorsi.
Per essere una selvaggia, era di sicuro intelligente, pensava Wolfred. Presto prender il mio
posto. Ah ah. Non c'era nessun altro con cui potervi scherzare su.
Padre Travis rispose al telefono e inclin la sedia all'indietro. Quando ud il nome del nuovo
vescovo della diocesi, non disse nulla.
Nessuna sorpresa.
Il nuovo vescovo, Florian Soreno, voleva adottare una politica intransigente verso tutti i
problemi scottanti: quello era uno stato repubblicano. Padre Travis operava in una zona blu. Le riserve
erano puntini o macchie blu, e votavano per i democratici. L'unico repubblicano al quale poteva
pensare, a parte se stesso, era Romeo Puyat. Col nuovo vescovo, poich poteva venirgli la voglia di
punire un sottoposto spedendolo in una riserva, padre Travis correva il rischio di vedersi affibbiare un
domenicano conquistato dalla teoria della liberazione. O magari sarebbe subentrato un nuovo ordine:
gli ordini fondamentalisti che stavano germogliando erano tanti. Lui aveva una certa simpatia per la
Societ di San Pio X. Gli mancava la messa in latino, e quelli erano molto impegnati a difendere la
messa tridentina. Ma gli altri problemi, per esempio l'aborto, lo lasciavano freddo. Suo padre gli aveva
insegnato che le cose delle donne erano delle donne. C'era anche un'altra possibilit: che le gerarchie
ecclesiastiche giocassero ai bussolotti con i loro preti pederasti.
Disfarsi dell'ultimo non era stato facile.
Poteva essere trasferito lui stesso, o vedersi appioppare tutt'a un tratto un prete con maggiore
autorit e anzianit al quale dover rispondere. Potevano assegnargli come coinquilino un uomo in crisi:
un prete ammalato vittima di una lunga depressione. O improvvisamente il convento, che adesso era
gestito da un gruppo di oblate e usato come luogo di ritiro e sede di conferenze, avrebbe potuto essere
espugnato da una banda di monache.
Oppure, certe volte, non succedeva niente. Poteva sempre sperare. Alz gli occhi all'intonaco
screpolato del soffitto del suo ufficio. C'era una riga celeste tracciata dal gesso di un carpentiere. Lo
stesso colore. Fu come se lei gli avesse aperto una porta celeste nella mente.
Padre Travis si mise il giaccone e usc nella neve secca e luccicante. Era il tempo della pace
santificata. Amava il Natale e la messa di mezzanotte. La luce delle candele spiritualizzava le fattezze
di un popolo che lo faceva diventar matto. Mettiamo da parte le opere delle tenebre e indossiamo la
corazza della luce, avrebbe detto nella sua predica. E poi c'era quella porta celeste. Non c'era nulla di
cui vergognarsi, non stava violando i suoi voti, n quelli di Landreaux, di lei o di qualcun altro. Poteva
essere felice nei suoi pensieri o no? A dispetto di Matteo? Che non era proprio il suo vangelo preferito.
Sentiva un fruscio di ali bianche. Si guard intorno, pieno di una strana gioia. Lo splendore che scende
dal cielo.
Nola prepar un Natale sontuoso, ma non serv a nulla. Dal piombo che aveva in petto le colava
piombo fuso nelle vene, bloccandole pian piano la circolazione. Aveva i piedi e le mani intirizziti fino
alle ossa. Rabbrividiva sotto strati e strati di lana, sedeva accanto alla stufa a legna e beveva t bollente
per tutta la giornata. Scendere dal letto, alzarsi da una sedia, cambiare posizione, era come spostare un
mobile. Poteva sciogliere le articolazioni solo tenendo ogni pomeriggio LaRose sulle ginocchia finch
si assopiva. Lui dormiva beatamente, colmandola di tenerezza. Lei non si muoveva se non per cullarlo
e farlo riaddormentare se accennava a destarsi. Quando si svegliava, era riluttante a lasciarlo andare
via. Poi si sforzava di tirare avanti fingendo con i figli di essere presente mentre in realt era proprio a
terra. Non poteva fingere altrettanto bene con Peter, ma nella settimana dopo Natale lui era
ossessionato da quello che sarebbe successo l'ultimo giorno dell'anno. Aveva pensato a tutto. Quando
scese la notte, mise in atto il suo piano.
31 dicembre 1999. Peter stiv nella cassa del soggiorno abbastanza legna per tenere accesa la
stufa tutta la notte: era sicuro che la corrente elettrica regolata dal computer avrebbe subito
un'interruzione. Riemp caraffe di acqua potabile e secchi per i water, poi chiuse l'impianto
nell'eventualit che gelassero le tubazioni. Fece i letti di sotto, nel soggiorno, dove la stufa a legna
avrebbe diffuso un calore soddisfacente. Aveva comprato dei sacchi a pelo particolarmente indicati per
temperature sottozero, pensando che potessero essere costretti a usarli per tutto l'inverno. Non
disperando, ne aveva comprato uno doppio per lui e Nola. E aveva comprato degli spessi materassini di
gommapiuma. Stese tutta questa bella roba sul pavimento, e i ragazzi portarono gi i cuscini. LaRose
cullava il suo pupazzo. C'erano delle cose da mangiare, la radio a pile, il computer da guardare a
mezzanotte, quando sarebbe impazzito, e carte da gioco. Nola fece il popcorn, ridendo a tutto ci che
faceva LaRose. Sembrava felice, e lo era, perch se il mondo fosse davvero finito sarebbe finito anche
tutto questo. Non avrebbe dovuto continuare a fingere di star meglio. Il caos che sarebbe scoppiato,
qualunque fosse, non sarebbe stato colpa sua. Peter e Maggie giocavano a Go Fish, Crazy Eights,
Hearts, mentre Nola, con voce sommessa ed eccitata, leggeva a LaRose un libro dopo l'altro.
Finalmente i ragazzi strisciarono dentro i loro serici e gonfi sacchi a pelo e si addormentarono.
Peter accese le candele, tir fuori una bottiglia di spumante, caric la stufa. Vers la spuma ambrata
lentamente su un lato del bicchiere di Nola, poi del suo. In silenzio alzarono i bicchieri. Nola si tolse gli
inerti riccioli biondi dal viso. Bevendo, si guardarono negli occhi e videro gli estranei che ormai
abitavano nei corpi che insieme avevano fatto il loro figlio.
Mi domando chi sei tu adesso, disse Nola.
Solo io, disse Peter, sempre lo stesso.
No, non  vero. Non saremo pi gli stessi.
D'accordo. Peter bevve un gran sorso di vino. Non saremo pi gli stessi. Questo non significa
che cambier, sai, il modo in cui siamo reciprocamente. Io ti amo ancora.
Anch'io ti amo ancora, disse infine lei, mettendo della convinzione nella voce, sorseggiando il
vino, poi inghiottendolo di colpo. Ancora! Nola alz il bicchiere, ridendo. In fondo, che importa se
siamo o non siamo gli stessi?  la fine del mondo! Brindiamo alla fine del mondo.
Il suo viso era rosso e acceso. Vi balenava un sorrisetto storto che pareva di buon augurio. I
denti erano piccoli e lucenti come perle. Lui aveva sempre detto che quando sorrideva riempiva la casa
di felicit: ed era vero che nei momenti in cui si entusiasmava il suo sorriso diventava contagioso, come
capita alle persone fredde quando si lasciano andare all'improvviso. Conquistano gli altri con la forza
della sorpresa. Peter riemp il suo bicchiere e poi le indic le scale. Estasiata, lei si alz dal sacco a pelo
con i capelli arruffati, a piedi nudi. Salirono le scale insieme, e in camera da letto chiusero la porta.
Fecero l'amore con un'urgenza che in un primo momento fu dolce. Ma quando l'amplesso divent pi
profondo si trovarono come sballottati tra le quattro mura squallide di un luogo inacidito.
Sembrava che Nola cercasse di soffocarlo. Gli puntava i pollici alla base della gola, e premeva.
Lui le scost le braccia, ma le sue mani tornarono furtivamente all'attacco e gli abbrancarono il fondo
della schiena come artigli. Facevano male, ma che importanza aveva, dal momento che lei lo stringeva
con tutte le sue forze? Cos lui continu a spingere fino a quando smise di pensare. Lei sgusci fuori da
sotto il suo petto. Lui lasci che gli montasse addosso, ma poi gli venne in mente: Nola sembrava
fragile, ma era capace di schiaffeggiarti come un'ossessa. Gli fece venire le lacrime agli occhi. Allora
la prese per i polsi, la rovesci, la costrinse a inginocchiarsi. Quando ricominci, lei disse: Aspetta, mi
fai male.
Lui la lasci andare e lei spinse fuori un piede, alzando il tallone. Cerc di porre fine a quella
situazione con un calcio a tradimento, ma lo manc. Il giorno dopo Peter si sarebbe scoperto un bel
livido sulla coscia. Dopodich, forse, fu troppo violento, sennonch lei continuava a venire, a venire,
per tutto il tempo in cui lott con lui, chiusa in un furioso silenzio, poi piangendo quando lui rallent e
finalmente la lasci libera.
Non avrei dovuto farlo, bisbigli Peter dopo un po'. Stai bene? le chiese quando non ebbe
risposta. Nella stanza vibrava un cupo silenzio. Aah, disse, okay, mi spiace che sia andata cos, ma fino
a un certo punto, perch c'eri anche tu, l'ho sentito. Io ti amo tanto, Nola, e forse potrebbe succedere,
potremmo avere un altro bambino, non ne abbiamo parlato e non prenderebbe il posto di Dusty, e
nemmeno quello di LaRose, perch io amo anche lui, non cambierebbe quello che  successo, ma un
bambino potrebbe farti sentire... qualcosa, qualcosa che potrebbe esserci d'aiuto, persino qualcosa di
bello.
Ho freddo, disse Nola. Ti odio cos tanto che ti ammazzerei.
Lui non disse nulla. Dopo un po' lei abbass la testa sul suo petto, e presto il suo respiro
divent lento e regolare. Quando si fu assopita, lui la lasci al piano di sopra. Gi, tir teneramente le
coperte fino al mento dei ragazzi addormentati. Qualcosa gli fece alzare gli occhi. Il cane color ruggine
era sulla veranda e lo guardava attraverso le vetrate scorrevoli. Farlo entrare era cos semplice, in una
notte straordinaria come questa. Apr la porta. Il cane entr e rimase sull'attenti, tremando. Le orecchie
dritte, rosate, si abbassarono un po', mentre lui cercava di capire il significato di questa concessione.
Tu... disse Peter. Non poteva rivolgere la parola a questo cane come se fosse un cane come tutti
gli altri.
Tu non sei un cane come tutti gli altri, eh? Devi essere affamato. Noi abbiamo mangiato del
pollo, ma le sue ossa non fanno per te.
Abbass lo sguardo al cane, che aspettava fiducioso seduto sulle zampe posteriori, come se
fosse un cane domestico.
Le ossa si scheggiano, disse Peter al cane, che inclin la testa da un lato in un gesto allarmante,
come se avesse capito.
Potresti soffocare, disse Peter.
Gli occhi castani del cane erano incollati alle mani di Peter mentre strappava la carne dalla
carcassa del pollo. Quando depose sul pavimento il piatto di avanzi, il cane balz in avanti uggiolando
di gioia e inghiott il cibo in tre grossi bocconi. Poi and subito dai ragazzi. Si ferm davanti a Maggie,
poi a LaRose, restando assolutamente immobile: solo il naso fremeva, mettendo insieme quella che a
noi sembrerebbe una conoscenza soprannaturale di tutto ci che i ragazzi avevano fatto, mangiato,
toccato, nelle ultime settimane. Soddisfatto, dimenando irrequieto la coda in aria, il cane fece il giro
della stanza e fiut ogni oggetto come per memorizzarne l'essenza. Quando ebbe finito di fare
l'inventario, si pigi con le zampe una cuccia ai piedi dei ragazzi. Era l'ultimo prodotto di una sfilza di
altri cani d'ogni genere: la testa fulva, le zampe delicate, il mantello di un roano, macchie scure dove
una persona avrebbe avuto le sopracciglia. Peter gli gratt la schiena. Il cane mostr la sua gioia, poi
emise un suono che indicava grande piacere, un insolito rumore chioccio, e si addorment, irradiando il
suo puzzo gentile in quello sfarzoso tepore. Peter and a rimboccare i sacchi a pelo dei ragazzi e gli
volt le spalle. Poi, come un uomo affamato che ha atteso a lungo il suo pasto, si vers un bicchiere di
whisky e sedette davanti al computer. Erano quasi le dodici. Aspett che passasse la mezzanotte.
Quindi, per ore, continu a vagabondare qua e l nel cyberspazio. In Francia qualche orologio digitale
segnava il 1900. In qualche posto, dei circuiti saltarono e si spensero. Non c'era panico. A un certo
punto forse si addorment, con la testa sulla tastiera. L'alba fu triste, tranquilla e traboccante di debiti
da pagare.

4 Sei bellissima. [N.d.T.]
5 Miscela di foglie o cortecce dotate di propriet medicinali e spirituali fumata dagli ojibwe.
[N.d.T.]
6 Breve composizione del poeta inglese William Ernest Henley (1849-1903) resa popolarissima
dal fatto che Nelson Mandela vi trov l'ispirazione per resistere durante la sua lunga prigionia. [N.d.T.]
7 Coniglio. [N.d.T.]
8 Amico, cugino, fratello. [N.d.T.]
9 Grande festival o raduno in cui gli indiani del Nordamerica onorano e tramandano la propria
cultura con canti e balli in costume a cui nella cerimonia di chiusura tutti sono invitati fraternamente a
partecipare. [N.d.T.]
10 Filmetti interpretati tra le due guerre mondiali da tre popolari comici americani che a partire
dal 1959 cominciarono a essere trasmessi dalla televisione nelle ore pomeridiane dedicate
all'intrattenimento dei bambini. [N.d.T.]
11 La lingua ojibwe. [N.d.T.]
12 Tocca a te. [N.d.T.]

La traversata
La figlia di Mink meditava guardando la neve cambiare eternamente direzione. Far un fuoco
tutto per me, perch di notte quel fetente chimookoman 13 non mi lascia avvicinare al suo. Cos potr
spidocchiarmi il vestito e la coperta. I suoi pidocchi torneranno a strisciare su di me se si comporta da
quel vecchio e fetente chimookoman che . Ebbe una visione di se stessa che gli sfilava il coltello dalla
cintura e glielo piantava tra le costole.
L'altro, il giovane, era gentile ma non aveva alcun potere. Non capiva quello che faceva quel
furbone del vecchio chimookoman. Le sue lotte sembravano dare pi forza a quel cane bavoso, che
sapeva bene come fare per immobilizzarla in pochi istanti e renderla impotente.
Gli uccelli tacevano. Quel giorno la neve cadeva dagli alberi. Lei si era strofinata con la neve
tutto il corpo, facendolo diventare rosso. Aveva buttato via tutto e si era gettata, nuda, nella neve
invocando la morte. Aveva cercato di non muoversi, ma il freddo le vibrava gelide coltellate che le
arrivavano fino al cuore, e cos cominci a soffrire intensamente. A un tratto arriv una persona
dell'altro mondo. L'essere era azzurrino e non aveva una forma precisa. Si prese cura di lei, la rivest,
le leg i makazinan,14 soffi via i pidocchi e l'avvolse in una coperta nuova, dicendo: Chiamami
quando succede questo e vivrai.
Questo cane puzza, disse Nola.
Vado a lavarlo di nuovo, disse Peter. Ha come un odore naturale.
Il cane lanci a Nola un'occhiata adorante, le fece due inchini, poi spinse il naso titubante verso
il suo ginocchio.
No, disse lei al cane. Lo guard, seccata, negli occhi perplessi, e il cane si sedette, paralizzato
dallo stupore.
Puzzi, disse ancora Nola.
Il cane le rivolse un sorriso ansimante, pronto a scattare al primo comando.
Era uscito e aveva dato battaglia. Peter aveva sentito altri cani guaire e latrare nei boschi. Certi
anni, d'inverno, i cani della riserva formavano dei branchi che inseguivano i cervi e li uccidevano
lentamente. Li aveva presi a schioppettate, nei suoi campi. Questo cane era tornato indietro con una
sbucciatura sul naso, la coda spellata e un occhio ferito.
Quell'occhio rester iniettato di sangue per sempre, gli fece notare lei.
Questo cane ama la vita, disse lui. Per voglio legarlo. Tenerlo nella corte.
Lo farai castrare?
Peter non rispose.
Potrebbe aver mangiato un petardo acceso, vedi? Gli si  gonfiato tutto un lato del labbro!
Be', questo cane ha una storia. Chiss da dove viene, disse Peter strofinandolo dappertutto,
tanto che il cane si lasci sfuggire un mugolio di piacere. Aveva gli occhi chiusi per la felicit; il labbro
lacerato mostrava i denti aguzzi. Peter rise. Questo cane non fa che ringhiare ma i suoi occhi sono
gioiosi, disse. Anche quello iniettato di sangue.
Non lo teniamo, disse Nola.
Dobbiamo farlo, disse Peter.
Nola si irrigid e lasci la stanza. Gli occhi del cane la seguirono, rattristati dall'abbandono.
Grattandogli il collo e le orecchie, Peter sussurr: Ehi, tu sai qualcosa! Lo so che sai qualcosa.
Cos' che vuoi dirmi?
Mentre lo accarezzava, i suoi pensieri presero a vagare. La sua mente si calm, e cos non fu
troppo sorpreso dalle parole che si formarono in quel momento di benessere.
Ho visto Dusty quel giorno, disse il cane nella mente di Peter. C' un pezzo della sua anima
dentro di me.
Peter accost la grossa fronte bruciata dal vento alla fronte del cane.
Non sono pazzo, eh?
No, disse il cane. Sono le cose che potrebbe pensare una persona normale.
Verso la met di febbraio cominci a soffiare un vento dal sud che sgelava la neve e faceva
tremare calorosamente le porte e le finestre. Landreaux era sceso in maniche di camicia dalla Corolla
per fare benzina e non aveva notato che Peter si era fermato davanti all'emporio di Whitey. Quando
Peter usc con due confezioni gocciolanti di sei birre gelate, si trovarono faccia a faccia. Landreaux
volt le spalle, aggrottando la fronte davanti ai numeri che scorrevano rapidamente sul display.
Lo so. Peter fu improvvisamente accanto a lui. Mi  costato trenta dollari riempire il serbatoio.
I due non si erano pi parlati da quando Landreaux aveva portato suo figlio dai Ravich.
Landreaux annu e disse qualcosa di evasivo.
Nola ha portato i ragazzi a Minot, disse Peter. Si fermano per la notte. Stasera sono scapolo.
Chiese a Landreaux se voleva fare una capatina.
Certo, disse Landreaux senza pensare alla birra, ma poi pensandoci mentre percorreva le dieci
miglia fino al confine della riserva e oltre, fino alla casa dei Ravich. Meditava ancora, ogni giorno, di
prendersi una sbronza, ma si era abituato all'idea e teneva duro. Le gomme scricchiolarono nel vialetto
dei Ravich. C'era un sottile strato di neve incrostato ai sempreverdi tosati che correvano lungo le
fondamenta della casa. Alla vista delle finestre mute Landreaux fu preso da un panico che lo soffocava,
e per poco non scapp via. Ma Peter era gi sulla soglia e gesticolava.
Landreaux scese silenziosamente dalla macchina e Peter con un cenno lo invit a entrare. Il
cane cui avevano dato da mangiare era alle sue spalle. Riconobbe Landreaux e si allontan dopo uno
sguardo accompagnato da un sonoro commento. Anche col cane che ora viveva con loro, in casa non
c'erano cattivi odori. Nola, se sentiva un cattivo odore, accendeva subito una candela mangiaodori. In
casa sua non si sentivano mai odori prodotti dalle abitudini personali. Non c'era mai odore di vestiti
portati troppo a lungo, di cibi cucinati o anche di ci che stava cucinando in quel momento, perch
aveva una cappa che aspirava gli odori e li disperdeva attraverso il tetto. Ma anche il nulla ha un odore,
e Landreaux se lo ricordava.
Lasci le scarpe sulla porta, attravers la moquette del soggiorno, sedette con Peter tra i lucidi
pezzi d'antiquariato. Il soggiorno era diviso dalla cucina da un banco che formava una specie di lungo
isolotto. Senza ricordare, o forse ricordando troppo bene, Peter and in cucina e apr il frigorifero.
Stapp una birra gelata. Sedendosi poi a tavola, invit Landreaux a fare altrettanto. Landreaux obbed.
Da fuori non si vedeva nello stesso modo in cui normalmente monitorava i propri pensieri. In quel
momento li aveva agilmente scavalcati, e sedendosi prese anche lui una birra. Quando lo fece, il suo
cervello poroso assorb l'azione e poi, a livello cellulare, la sostanza.
Grazie, disse Peter, guardando la tavola.
Grazie a te, disse Landreaux, guardando la lattina.
Si lasciarono travolgere da un'ondata di emozione. Cominciarono a parlare delle cose in
generale, delle persone per cui lavorava Landreaux e della scuola per ragazzi difficili dove Emmaline
era il tipo di direttrice che finiva anche per insegnare, della fattoria e dei lavori di Peter come venditore
di legname e al Cenex, lavori supplementari che Peter aveva intrapreso per pagare i conti, ma che
probabilmente avrebbe mantenuto per potersi permettere di fare l'agricoltore. Finirono una birra e ne
cominciarono un'altra. Quattro o cinque, e Landreaux cominciava a sentire la sbandata; impossibile
tornare indietro. Cerc di sorseggiare con calma l'ultima birra, ma la presenza non presente di suo
figlio si stava gonfiando dentro di lui e gli riempiva la testa di echi. La prima emozione era dovuta al
rimpianto dell'antica amicizia. Con la seconda birra questo sentimento svan rapidamente. Landreaux
alz la grossa mano e si tocc la guancia. Il suo viso era butterato non da vecchie cicatrici dell'acne ma
da un caso di varicella che lo aveva quasi accecato da bambino. Fece allora il tentativo di deviare da ci
che stava sviluppandosi tra loro.
Dovete assicurarvi che riceva quella nuova vaccinazione che comprende la varicella, disse.  la
varicella che mi ha fatto questo.
Lo sguardo di Peter era incollato al viso di Landreaux. I periodici furori di Nola facevano
sbollire la sua collera. Li disinnescava con la sua calma. Ogni irritazione avrebbe scatenato l'inferno.
Cos, l'improvviso e terribile dolore che sent sotto le costole lo mand in confusione. Non lo
riconobbe o non volle riconoscerlo.
La varicella, eh?
Gi.
Credevo che ti avessero spruzzato la faccia di pallini, sai, qualche idiota col fucile.
Peter rimase sorpreso dalle proprie parole. Innervosito, balz in piedi, fece uscire il cane e
strapp un'altra birra dagli anelli di plastica. Era contento di avere parlato, decise. Perch no? Ma
Landreaux come l'avrebbe presa?
Con un tuffo nel fondo livido di un abisso. Portando le parole gi con s. Trattenendo il respiro
mentre scendeva. Landreaux chiuse gli occhi. Tese la mano. Peter gli schiaff una lattina nel palmo.
Rest in piedi davanti a lui mostrando tutta la sua aggressivit. Gli occhi dell'altro si aprirono di scatto.
Landreaux si alz in fretta dalla poltrona nell'intento di colpire Peter alla tempia con la lattina  come
arma non era granch  ma Peter non era pi l. Si era abbassato per placcarlo e cercava di tenerlo
fermo, ma Landreaux alz le ginocchia e Peter fu costretto a sporgersi per tirargli un pugno, il che
diede all'avversario la possibilit di abbrancargli la testa e rovesciarlo. Nell'urto il tavolo si ribalt, i
due uomini si rialzarono, l'uno di qua e l'altro di l, a bocca aperta, guardandosi con occhi pieni di
vergogna, ansimando.
Okay, disse Peter, lascia perdere la birra.
Fuori, il cane abbaiava.
Mi conosci, disse Landreaux.
S, disse Peter, raddrizzando il tavolo. Cazzo.
Landreaux prese una sedia e si sedette, con la testa tra le mani.
Continua. Ammazzami di botte, cazzo, disse.
 proprio quello che vorrei fare.
Il dolore era ancora arrotolato come un gomitolo dentro Peter, ma gi pi familiare. Potrei fare
di te uno sporco ubriacone. Potrei tenderti un agguato e accopparti. Potrei ucciderti, ma non otterrei
quello che voglio. Dusty. Me lo sogno ogni notte.
Anche con LaRose qui?
S, e mi sento in colpa. Volevo dire che amo il tuo ragazzo.
Alle parole il tuo ragazzo Landreaux si sent pi sollevato. Guard Peter.
Darei la vita per riportarti Dusty, disse Landreaux. LaRose  la mia vita. Ho fatto del mio
meglio.
Raddrizzarono la sedia, il tavolo, e tornarono a sedersi, annuendo, ma non scolarono altre birre.
Peter si pass una mano sulla faccia, si pieg all'indietro sulla sedia, poi torn a raddrizzarsi e guard
Landreaux negli occhi.
A questo punto, disse scegliendo le parole con cautela, dobbiamo farci delle domande.
Facciamocele pi tardi, disse Landreaux.
Abbass gli occhi, cominciando a ritrarsi. Era disorientato, improvvisamente appesantito dalla
disperazione. Si aspettava qualcosa di legale. Una legittima adozione. Si alz e usc dalla porta. Doveva
aspettare ancora un po'.
La signora Peace sorrise alla stuoia, che aveva ancora l'odore di un soave bouquet chimico.
Nella sua poltrona di velluto a coste grigio, si lasciava trasportare dalla corrente, con i fiori che
sbocciavano ai suoi piedi. Aveva la scatola di latta in grembo. Quasi sei mesi erano passati senza un
attacco, ma il suo nemico era entrato di soppiatto. Billy l'abitava come un'onda. Ma lei lo respingeva.
Ora il Fentanyl stava facendo il massimo effetto. Il dolore che aveva squassato il suo corpo vecchio e
logoro dal cuore all'intestino si stava affievolendo, con qualche riluttanza. Non gradiva che lei stesse
meglio. Ma ecco, era libera. Il suo corpo rifioriva dopo ogni pi facile respiro. Dalle porte a vetri ben
pulite, attraverso il cortile sgombrato dalla neve, oltre un melo contorto e l'arruffata recinzione, in
fondo alla lunga distesa del campo, la vista arrivava fino al cimitero.
La gente aveva cominciato a mettere ornamenti da giardino a energia solare accanto agli altri
souvenir che lasciava sulle tombe dei suoi cari. In agosto lei ed Emmaline avevano piantato nel terreno
un buon numero di lanterne. Laggi c'era una figlia che nascendo l'aveva quasi uccisa. Laggi c'era
sua madre. C'era una pietra bianca, graffiata e stinta. Sul lungo versante del colle c'erano tanti parenti e
tanti amici, tante persone che amava. Tra un'ora le dimore dei defunti avrebbero cominciato a
diffondere la loro luce lattea sotto la neve.
Il dolore le donava una sognante tranquillit. Veniva a trovarla sua madre, affrontando la salita
in quella sua antica veste fatalmente leggera. Non doveva bussare alla porta, semplicemente entrava e
si sedeva, scalciando per levarsi le galosce, galosce molto belle orlate di peluche. Rannicchiandosi sul
divano con il copriletto rosa e menta piperita, disse: Tutto  calmo, tutto risplende.
Lo so, disse la signora Peace. Ma quel filo doveva essere di un rosa un po' pi scialbo e pi
rassicurante. Ho mal giudicato l'effetto.
Al collegio di Fort Totten avevo un abito di questo colore, di cotonina a stampa bianca e blu.
Be', non il vestito, che era grigio come tutti gli altri. Solo il nastro. Ogni tanto dovevamo portare un
nastro o un ritaglio colorato nei capelli. Solo in particolari occasioni. Dopo tutto, era un edificio
militare. Da avamposto militare a scuola industriale militare.
Ogni giorno continuo a pensare a te, disse la signora Peace. Ho solo questi pochi ritratti, ma li
conosco a memoria. Ti ho guardato moltissimo.
Sua madre rabbrivid sotto il copriletto.
Puoi alzare il riscaldamento?
Ecco, guarda!
LaRose aveva un braccio prensile, una lunga pertica per prendere le cose. La usava anche per
regolare il termostato sulla parete. Sua madre si lasci sfuggire un'esclamazione di piacere.
Presto con quel coso ci sentiremo proprio bene!
Ti preparo il t.
Non ci lasciavano prendere il t. Avevamo il latte. Fiocchi d'avena e latte blu. Quello che resta
quando si  tolta tutta la panna, eh? Bevevamo quello. Suonava la campana. C'era sempre la campana.
Tutto quello che facevamo era al suono della campana. Presto cominciavi a sentirla in continuazione.
Io la sento ancora.
Ti rimbomba nella testa, eh?
Come in un giorno festivo.
Dio buono, ragazza mia. Sento il caldo che aumenta. Laggi il freddo mi entra nelle ossa, come
sempre. Il primo anno mi portarono via la coperta, la mia piccola e calda pelliccia di coniglio. Mi
portarono via i makazinan foderati di pelo. Il costume tradizionale e tutto. I miei orecchini, la collana di
conchiglie. La mia bambola.  ancora laggi in quella cassetta di ricordi, eh? Hanno venduto gli
oggetti che la nostra famiglia ci mandava per ricordo. Li barattavano. Pensa.
Cosa non hanno fatto!
Lo so! Con tutte le trecce che hanno tagliato, ai maschi e alle femmine, nel corso degli anni.
C'erano centinaia di bambini che venivano da ogni parte, fino a Fort Berthold, e cos in quei
primi anni hanno tagliato centinaia e centinaia di trecce. Dove sono finite?
Nei materassi? Abbiamo dormito sui nostri capelli, tu credi?
Oppure, se li hanno bruciati, ti ricorderesti dell'odore.
Ma senza capelli noi abbiamo perduto i nostri poteri e siamo morti.
Guarda questa fotografia, disse la signora Peace. File e file di bambini dentro rigidi indumenti
con queste facce torve davanti a un grande edificio in muratura.
Guarda quei bambinetti. Quei bambini si sono sacrificati per il resto di noi, secondo me. Ficcati
in questi abiti che prudono, e addomesticati.
Queste fotografie sono famose. Le usavano per dimostrare che potevamo diventare umani.
Il governo? Miravano allo sterminio, allora. Quell'uomo del Mago di Oz, s? Hai il suo ritaglio.
LaRose tir fuori ritagli e pezzi di carta, carta di giornale.
Ecco.
"The Aberdeen Saturday Pioneer", 1888
di Frank Baum15
...la nobile stirpe dei Pellerossa si  ormai estinta, e quei pochi che restano sono un branco di
cani bastardi piagnucolosi che leccano la mano di chi li percuote. I Bianchi, in virt della legge di
conquista, secondo la giustizia della civilt, sono i Padroni del continente americano, e la migliore
sicurezza degli insediamenti di frontiera si otterr col totale annientamento dei pochi indiani rimasti.
Perch no? La loro gloria  svanita, il loro spirito  fiaccato, il loro coraggio  cancellato; meglio che
muoiano, piuttosto che vivere da quei miserabili disgraziati che sono.
1891
di Frank Baum
...la nostra unica sicurezza dipende dal totale sterminio degli Indiani. Avendoli trattati
ingiustamente per secoli, sarebbe meglio, per difendere la nostra civilt, fargli un ultimo torto
cancellando dalla faccia della terra queste creature indomite e indomabili.
Oh be', disse la signora Peace, eccoci qua.  una meraviglia.
Questo non  Oz, disse sua madre.
Sembra Oz, l nel tuo cimitero. Tutte quelle fioche luci verdi.
Niente papaveri l, d'inverno.
Ho della roba migliore qua dentro.
La signora Peace frug nella scatola rosa. Sotto tutte le carte e i ricordini teneva i cerotti di
Fentanyl: bianchi con le scritte verdi, in buste trasparenti. Era molto prudente nel loro uso. Doveva
tenere a bada il dolore, ma non amava che le si confondessero le idee. Lasciava che il dolore ci desse
dentro finch non poteva pensare ad altro. I cerotti rilasciavano il farmaco lentamente, in un tempo
accuratamente calcolato. La dose che prendeva adesso, solo qualche anno prima l'avrebbe uccisa.
Sterminare o educare.
Basta che tolgano il dolore, disse.
 stato un bene che noi diventassimo maestre, cos abbiamo potuto amare quei bambini.
C'erano delle buone maestre, c'erano delle cattive maestre.  impossibile alleviare quella
solitudine.
Si radica dentro di noi.
Passa da una generazione all'altra, dicono. Ci vogliono quattro generazioni.
Forse col ragazzo finalmente se n' andata.
LaRose.
Pu darsi che lui stia bene, finalmente.
 possibile.
La poltrona era sempre pi morbida e comoda. L'aria traboccava di suoni. Umidi flussi di
sommessi rumori le scorrevano ai lati. Tese le braccia. Sua madre le prese le mani. Si lasciarono
trasportare dalla corrente. Cos intratteneva sua madre, che era morta di tubercolosi come sua madre e
sua nonna. Era una malattia infinitamente crudele che costringeva la madre a trasmetterla ai suoi figli
prima di morire. La signora Peace non era morta della tubercolosi di sua madre. Era stata in sanatorio
nel 1952, l'anno in cui l'isoniazide e le sue varie iterazioni curavano l'incurabile tra lo stupore
generale.
Ero sicura che sarei morta come te. Cos ho cercato di non attaccarmi troppo a niente e nessuno.
Per anni e anni sei come intorpidita, disse a sua madre, poi cominci a sentire. All'inizio  una cosa
nauseante. Sentire  come essere ammalati. Ma col tempo ti abitui alle sensazioni.
Tu sei stata salvata per una ragione, eh?
Quei bambini, disse la signora Peace. Lavorare a maglia con loro, confezionargli i costumi da
powwow, insegnargli a ballare. Avevamo i nostri piccoli trattenimenti, quando gli mettevo un po' di
caff nelle tazze di latte.
Li vedi ancora?
Di tanto in tanto, quelli che sono ancora al mondo. Landreaux, naturalmente. E qualche volta fa
un salto quel Romeo. Ho notizie di molti altri. Buone. Cattive.
Galleggiavano entrambe nello spazio, sempre tenendosi per mano, e sua madre grid: Anch'io
voglio darti tutto l'amore che non ho potuto darti! Non volevo davvero morire e lasciarti. Oggi
possiamo stare insieme. Che bellezza!
Nola trascin Maggie alla santa messa. Mentre era in ginocchio Maggie si afflosci su se stessa,
appoggiando sfacciatamente le natiche all'orlo del sedile. Sua madre le diede una gomitata, e Maggie si
ritrasse per portarsi fuori tiro. La furbata scaten l'ira di Nola, che colp. Con un solo movimento le
vibr un manrovescio e la inchiod al suo posto. Si era mossa con tanta fulminea sicurezza che
Maggie, sbalordita, non pot far altro che lasciarsi cadere di schianto sul sedile. Nessun altro intorno a
loro sembrava essersene accorto, anche se l'occhio di padre Travis ebbe un guizzo mentre si avvicinava
al pulpito.
Da un pezzo padre Travis aveva smesso di fare le sue prediche. Si limitava a narrare storie.
Quel giorno spieg come san Francesco predicasse agli uccelli, ai pesci, al fedele coniglio, e poi fu
chiamato a salvare un villaggio italiano da un lupo famelico.
Padre Travis si port al centro della navata e recit la scena dell'incontro tra san Francesco e il
lupo. Descrisse il lupo di Gubbio, che era mostruosamente grosso e un entusiasta divoratore di uomini.
Quando arriv al villaggio, san Francesco segu le orme del lupo nel bosco e lo affront. Questo lupo
non era mai stato sfidato da nessuno, e rimase sorpreso quando vide che san Francesco non aveva
paura. Il lupo ascolt san Francesco e acconsent a farla finita con le razzie nel villaggio. Suggell la
promessa mettendo la zampa nella mano di san Francesco.
Quando una persona parla con calma e comunica un senso di pace, anche un lupo pu ascoltare,
disse padre Travis.
Maggie pens: Gi, ma certe volte sei costretta a mordere.
San Francesco port il lupo dalla gente di Gubbio e fece fare all'uno e agli altri reciproche
promesse. Loro avrebbero dato da mangiare al lupo. Ogni giorno l'animale avrebbe potuto fare il giro
delle case e ricevere un'elemosina. In cambio, avrebbe smesso di attaccare la gente. Di nuovo, il lupo
mise la zampa nella mano di san Francesco, questa volta davanti agli abitanti del villaggio. Il lupo
giur prima rotolandosi sulla schiena e poi drizzandosi sulle zampe posteriori e lanciando il suo ululato.
Cos regn la pace. Il lupo mor di vecchiaia. Gli abitanti di Gubbio lo seppellirono sotto una pietra
tombale e piansero la sua scomparsa.
Maggie trattenne il proprio furore perch voleva ascoltare la storia, ma quando padre Travis
ebbe finito torn a spostarsi in avanti, questa volta tenendosi prudentemente fuori della portata di sua
madre.
La gente aveva ascoltato il lupo solo perch il lupo li mangiava. Maggie ne era certa.
Tutti sapevano, ormai, che il cane randagio che prima viveva nei boschi della riserva adesso era
il cane di Peter. Ma un pomeriggio esso decise di cambiare il suo trantran canino e fece una visita di
cortesia a casa di Landreaux. Cos, quando dovette iniziare il suo turno nel complesso residenziale dove
Awan aspettava le sue cure, Landreaux fece salire il cane sul sedile posteriore della macchina
nell'intento di portarlo dai Ravich.
Landreaux voleva lasciare il cane davanti alla porta, nient'altro. Ma Peter venne ad aprire e
dopo aver ripreso il cane gli rivolse improvvisamente la parola.
Dovremmo finire quella conversazione.
Sono in ritardo, disse Landreaux.
Non ci vorr molto, disse Peter. Puoi entrare? Cinque minuti?
Landreaux si chin per togliersi gli stivali davanti alla porta.
Non importa, disse Peter.
Landreaux si sedette a tavola, toccandone il bordo. Non aveva voglia di parlare, di tirar fuori la
cosa che temeva. Sentiva la tensione crescere e gorgogliargli dentro, il pompare pi affrettato del suo
cuore.
L'accordo, o come vogliamo chiamarlo, esord Peter.
Landreaux si limit ad annuire, guardandosi le dita.
Il problema... disse Peter.
Il cuore di Landreaux si ferm.
Il problema ... disse Peter. Che effetto ha tutto questo su di lui?
Il cuore di Landreaux riprese a battere.
Che effetto ha su di lui, ripet debolmente.
 triste, disse Peter. Sente la vostra mancanza. Non riesce a capire. Voi siete l, in fondo alla
strada. Vedo il suo viso nello specchietto quando passiamo.  sempre cos silenzioso, guarda la sua
vecchia casa e basta.
Questo fu tutto ci che Peter riusc a dire. Dei pianti soffocati, nulla. Di LaRose che si batteva
le mani sulla testa, nulla. Delle sue domande segrete sussurrate solo a Peter: Dov' la mia vera
mamma? non riusc a parlare.
Landreaux ascolt quello che diceva Peter, poi disse la sua. Mi sento come se lo avessi usato
per togliermi un peso dal cuore. Le usanze tradizionali. Cazzo. Non siamo pi a quei tempi. Ma poi,
ancora, c'era un valido motivo. Volevo...
La sua voce si affievol. Aiutare, pens Peter.
Credo di s. So che  cos. Aiuta. Finch siamo con LaRose pensiamo a lui, e gli vogliamo bene.
 un bravo ragazzo, Landreaux, l'avete allevato bene. Il fatto che sia qui con noi  di aiuto, per Nola.
Per Maggie.  davvero un aiuto... ma a lui che effetto fa? Volevo dire,  lui che impedisce a Nola di
crollare. E non  poco. Ma intanto questo sta probabilmente distruggendo Emmaline.
Oh, disse Landreaux, lei lo nasconde.
Nola non lo nasconde, disse Peter. Lo vedi dappertutto. Agitato dall'ansia, abbracci con un
gesto tutta la casa: il soggiorno, la sala da pranzo, la cucina. I due uomini tornarono ai loro pensieri.
Landreaux aveva sentito crescersi dentro un irritante senso di claustrofobia. Era una sensazione che lo
coglieva ogni volta che entrava in una casa o in un edificio che fosse troppo aggressivamente pulito.
L'aveva gi provata, l: la vita consumata dall'ordine. Anche nel passato di Landreaux c'erano i
cicalini, il controllo dei letti, i fischietti, le campane, i vassoi a scomparti, i giorni misurati della scuola
convitto. C'era l'inqualificabile pulizia della preparazione alla violenza.
Non posso muovere nulla, disse Peter. Lei lo rimette a posto. Ha un metro da sarta mentale. 
capace di dirti se c' stato un minimo cambiamento. Credimi, ha capito che avevamo ribaltato la tavola.
Landreaux annu.
Vorrei... spegnere l'interruttore che ha dentro, disse Peter.
Poi si sent sleale. Dopo tutto, Nola era entrata nella casa dei Ravich, abbastanza nuova ma
anche piena degli oggetti che erano appartenuti ai genitori e ai nonni di lui. La cura meticolosa di sua
moglie per questi oggetti era per Peter una consolazione.
Cio, se potesse mollare la presa ogni tanto, soggiunse.
Vorresti che fosse ancora felice, disse Landreaux.
Felice? Peter ripet la parola perch era una parola strana, arcaica. Se la prende con Maggie,
questo  il peggio, ma in realt non ha fatto altro che tentare.  una brava madre. All'inizio ho cercato
di restituirvelo, LaRose. Pensavo che quello che facevate era tutto sbagliato, che sarebbe andata meglio
senza di lui. Poi mi sono reso conto che, se ve l'avessi riportato, questa decisione l'avrebbe uccisa.
Landreaux pens a Emmaline miseramente piegata su se stessa dentro la capanna sudatoria.
Eppure,  LaRose, disse Peter. La sua voce era roca. Gli rimbombavano negli orecchi i battiti
del suo cuore. Sapeva che quello che stava per dire avrebbe fatto scoppiare Nola in quello stridulo e
ululante pianto animalesco che correva a nascondere nella stalla, quando i ragazzi dormivano, sperando
di non farsi sentire.  LaRose, disse Peter. Dobbiamo pensare a lui. Ce lo dovremmo dividere.
Dovremmo, capisci, facilitare le cose a tutti noi.
Oh, disse Landreaux.
Come se gli avessero alzato un coperchio dal cervello, era scosso da una violenta emozione e
come accecato da una gran luce. Non riusciva a parlare. Fiaccato da un'improvvisa debolezza, pieg la
testa sul tavolo. Peter abbass lo sguardo ai suoi capelli con la riga in mezzo, alla lunga coda di cavallo,
alla forza che sembrava aver abbandonato le braccia conserte di Landreaux. Assalito da un tortuoso
disprezzo, pens all'estasi che avrebbe provato per un'ora, forse due, dopo avergli spaccato la testa con
l'accetta. In effetti, aveva dato alla catasta di legna il nome del suo amico, e l'immagine mentale era la
causa delle sue crescenti dimensioni. Se non per LaRose, pens, se non per LaRose... Poi i suoi
pensieri furono coperti dal ricordo del dolore del ragazzo.
Quando Landreaux se ne and, Peter si distese sul pavimento del soggiorno, fissando la ventola
attaccata al soffitto. Tenendo le mani sulla fronte, sentiva il proprio stomaco girare con le pale. Non era
un uomo incline alle amicizie e la trovava difficile, questa cosa con Landreaux. Peter era alto un metro
e novanta, era forte perch faceva l'agricoltore, ma anche debole, nelle caviglie, nelle ginocchia, nei
polsi e nel collo. Dove una parte del suo corpo ne incontrava un'altra, avvertiva dei dolori. Ma ci dava
dentro, il suo metodo era questo. Gliel'avevano insegnato i professori di educazione fisica al liceo.
Quella era l'azienda agricola di famiglia prima che la famiglia si estinguesse, a parte un fratello della
Florida di cui aveva comprato la quota. Quella di Peter era una famiglia di immigrati russo-tedeschi, l
da cos tanti anni che durante l'aratura avevano fatto in tempo a trovare nei campi ossa di bisonte.
Quando si sente bene, Peter lancia in aria LaRose e Maggie. Ricadendo, i due ragazzi colgono
un sorriso sulla sua fredda faccia slava. Lui si alza alle cinque del mattino e va a letto a mezzanotte.
Sbriga altri lavori, oltre a quelli agricoli, eppure restano sempre tante cose da fare. Nola, l'ha
conosciuta a Fargo. Andavano tutt'e due all'universit statale del North Dakota ed era sorprendente che
non si fossero mai incontrati in una citt piccola come Pluto: una rozza frazioncina con qualche vecchio
edificio, una bottega di generi alimentari che stentava a sopravvivere, due o tre negozi di articoli da
regalo, un distributore della Cenex e una nuova Banca del West. La famiglia di Peter aveva coltivato
dei campi fuori citt e la madre di Nola, Marn, c'era vissuta da bambina: ogni tanto andavano a vedere
la terra data in affitto. Quando le cose erano diventate troppo difficili, dopo la morte di Billy Peace, si
era trasferita a Fargo con i bambini. Li faceva chiamare col secondo nome, per via di certa gente.
Peter, fin dall'inizio, perse la testa per Nola. Era una donna elastica e ben fatta. I suoi capelli
erano di un biondo sporco, anche se li tingeva per schiarirli. D'inverno, se li lasciava stare, diventavano
quasi castani, la stessa tinta precisa di lui. Aveva il viso grazioso e delicato di una ragazza pompon, ma
gli occhi erano obliqui e calcolatori. Era una donna elusiva, che si ritirava nei suoi pensieri. Per quanti
sforzi facesse, Peter non riusciva ad afferrarla. Non riusciva a trovarla nemmeno quando era l davanti a
lui. Certe volte i suoi occhi, neri e spietati, non mostravano alcuna reazione. Il suo viso era chiuso.
Sembrava un muro bianco, dipinto di fresco. Lui cercava a tentoni un cardine segreto. Scattava, a volte,
a letto, dove lei si animava emanando un radioso calore, con un volto roseo e gentile, con gli occhi
allietati dall'affetto. Era tutto vero, no? Non sapeva pi dirlo.
Come le avrebbe dato la notizia? Del piano sul quale si erano messi d'accordo lui e Landreaux?
Condividere l'allevamento di LaRose: parlandone tra loro, alla buona, di mese in mese, perch
altrimenti sarebbe stato troppo impegnativo. Doveva dirglielo con grande cautela. Doveva dirglielo
nella stalla. Cos Nola avrebbe potuto reagire come voleva. Peter era diventato ormai un esperto nel
mantenere l'equilibrio interiore durante le varie fasi, i pianti, le urla, gli insulti, la rabbia, il dolore,
l'infelicit, il piagnucolio, la paura, la bava, la schiuma alla bocca, i canti, le preghiere, e poi la solita
pace tormentosa che seguiva.
A volte, adesso, in questa pace consueta facevano l'amore. Non era pi una cosa desolante
come la prima volta. Peter non era stato ancora perdonato, ma almeno si sentiva accettato. Come un
idiota, forse, ma pur sempre una persona che non sarebbe tornata a farle del male. Okay, picchiami, le
aveva detto Peter ogni volta che Nola era sopra di lui. No grazie, rispondeva sempre lei, sarebbe pari e
patta. Il loro era un amore tranquillo, forse tenero, forse strano o forse simulato. Mentre gli succhiava
l'uccello lei mugolava. Ma ora mugolava veri motivetti. Il giorno dopo Peter ricordava il motivetto
come qualcosa di scherzoso e di beffardo, anche se non avrebbe potuto dire le parole. Il calore di quella
risposta dolce e reattiva gli entrava nel corpo come una radiazione. A volte lo rafforzava. A volte gli
pareva un veleno per le sue ossa.
Dopo che i due uomini avevano parlato di allevare LaRose insieme, era come se lei fosse
venuta a saperlo. Nola cercava Peter ogni notte, mostrandogli il suo delizioso bisogno di lui. Poi si
stringeva al suo fianco, divincolandosi per mettersi comoda. Impossibile dirglielo allora. Forse domani
mattina, pensava lui. Dopo che Maggie fosse andata a scuola.
La mia colomba, disse. Le carezzava una spalla sempre nello stesso senso, come se fosse
coperta di piume.
Una colomba cattiva. Che ti strapper il cuore a beccate, disse lei.
Che male sentirei!
Non riesco a trattenermi. Starai ancora con me, disse a un tratto, se divento pazza?
C'era della desolazione nella sua voce, cos lui prov a scherzare.
Be', tu pazza lo sei gi.
Sent delle lacrime colargli sul petto. Ahi, si era spinto troppo in l.
Nel senso buono.  proprio perch sei pazza che ti amo!
Perch tu non sei pazzo?
Lo sono, dentro di me.
No, non  vero. Tu non sei pazzo. Come fai a non impazzire? Lo abbiamo perduto. Come fai a
non impazzire? Non te ne importa un cazzo?
La voce di Nola si alzava, pi acuta, pi forte.
Non te ne importa un cazzo! Brutta carogna, nazista. Non te ne importa!
Ehi, disse lui, tenendola ferma. Non possiamo diventare pazzi tutt'e due. Non nello stesso
momento, in ogni caso. Facciamo a turno.
Nola tacque, poi improvvisamente scoppi a ridere.
Carogna. Nazista.
Rise pi forte. La sua risata lo colp come un fulmine, e poi continuarono a ridere insieme come
due malati, entrambi stravolti dall'angoscia che avevano provato all'inizio, l'uno piangendo nei capelli
dell'altra, col moccio che colava sulle lenzuola.
Tu sarai sempre la mia colomba, disse lui, pi tardi. Non smetter mai di amarti.
Ma Nola lo terrorizzava, cambiando il suo amore in un blocco di ghiaccio, e nelle parole che
pronunciava lui stesso Peter poteva sentire la morte della certezza. Si impossessava di lui il peggior
tipo di solitudine. Quello che senti al fianco di un'altra persona.
Ancora pi tardi, svegliandosi al buio, le pass una mano sulla pelle, cullandosi assonnato nel
suo strano antico desiderio, di potersi sciogliere in lei, essere lei, essere una sola creatura che si dondola
nell'oscurit.
S, disse stancamente, mentre tornava a sprofondare nel sonno. Tutto questo, e domani doveva
darle la notizia. Non in casa, dove LaRose poteva sentirli, ma fuori, nella stalla. Condividere LaRose
avrebbe potuto spingerla pericolosamente oltre la pazzia, sulle prime, ma cos doveva essere. Peter non
poteva sopportare la strana indecenza di ci che  lo sentiva  stavano facendo al bambino.
Nola reag bene quando glielo disse, e continu a star bene per giorni e giorni, dopo. Gli disse
che se l'aspettava. E and tutto liscio fino a quando vide il topo, non che ne avesse paura. Ma quando
ne vedevi uno, voleva dire che altri diecimila avevano gi compiuto la loro invasione. Accadde
all'ingresso del garage. Lei lo spinse in un angolo e cerc di calpestarlo, ma il topo le sgusci da sotto
la scarpa. Questo la mand in bestia. Quel giorno non era sola in casa, ma Maggie e LaRose erano fuori
nella corte. Lo aveva appena accertato. Non erano autorizzati a lasciare la corte e sapevano che lei li
controllava ogni quindici minuti. Nola si ferm nel vano dove lasciavano le scarpe, tra la casa e il
garage. Nel garage entrava di rado: quello era il posto di Peter, la sua officina. Nola non guidava quasi
mai, ma quando aveva bisogno della macchina gliela tirava fuori lui. Avendo poi accettato altri lavori,
Peter non passava molto tempo nel garage.
Entr e fu colpita immediatamente, disgustosamente, dall'acido odore di chiuso dei topi. Fece
un passo indietro, si ferm all'ingresso per prendere una boccata d'aria, poi tir un profondo respiro,
accese la luce e rientr. Si ud un suono vorticoso, accompagnato dalla sensazione di un movimento
invisibile. Il banco da lavoro di Peter era coperto di minute caccole nere di topo. Il secchio di stracci.
Torn nuovamente, di corsa, fino all'ingresso, respir, si riemp i polmoni e rientr. Forse in fondo al
secchio c'erano delle granaglie. Qualcosa doveva averli attirati. Forse Peter aveva lasciato aperto
qualcuno dei suoi vassoietti sigillati. Ma tutto sembrava abbastanza in ordine, perch non era il tipo da
mettere le cose sottosopra, grazie a dio, anche nei propri spazi. Apr il primo della fila di armadietti che
Peter usava per gli attrezzi pi lunghi: le cesoie grandi, l'accetta, le vanghe e i badilini. Ci che vide le
fece dimenticare che stava trattenendo il respiro.
Sulla mensola pi alta dell'armadietto c'erano un piatto di cartone dorato per torte, un mucchio
di escrementi di topo e alcune candeline da compleanno, rosicchiate. La stessa cosa nell'armadietto
adiacente, in quello dopo e in quello ancora dopo, tranne in uno dove la torta era dentro il suo bel
recipiente di plastica Tupperware giallo. Non l'aveva pi trovato, quel contenitore. I topi non avevano
attaccato la torta che c'era dentro, anche se ne mancavano alcune fette mangiate da Peter nel tempo
libero. Nola aveva tinto leggermente la glassa di giallo, come il contenitore, decorandola con qualche
fiore di zucchero viola. Non era una torta complicata. Sopra c'erano i nomi dei figli. La tir fuori e la
tenne per un momento tra le mani. Poi ne prese un pezzo, secco e leggero, lo tocc con la lingua e ne
assaggi un boccone. Non sapeva di nulla. Rest l col recipiente nella piega del braccio sinistro e
mangi il resto della torta, i fiori, i nomi, e persino le candele con la punta nera che avevano
scoraggiato i topi. Si lecc un dito e raccolse le briciole. Quando il contenitore giallo fu completamente
vuoto, torn in cucina e lo lav nell'acqua bollente saponata. Pensava che lo zucchero le avrebbe dato
ai nervi, ma non fu cos. Le rallent i battiti del cuore. Confusamente, si sent sommergere da una
soporifera onda di piacere, e per poco non perse i sensi prima di raggiungere il divano.
Maggie e LaRose entrarono un'ora dopo, affamati, chiedendosi perch Nola non fosse andata a
controllarli, e la trovarono distesa sulla schiena, con un'aria severa, come se fosse morta. La sua bocca
era socchiusa. Maggie le accost le dita per sentire se respirava.
Fece poi un buffo gesto per invitarlo a non fare rumore, e LaRose chin il capo e si allontan in
punta di piedi. Presero due cucchiai dal cassetto delle posate. Quindi Maggie apr lo sportello del
frigorifero e ne tolse silenziosamente una scatola di Blue Bunny alla fragola. Uscirono dalla porta e
corsero al loro nascondiglio nella stalla: un angolino caldo dove potevano accendere la stufetta elettrica
di Peter. L mangiarono il gelato. Dopo, seppellirono la scatola e i cucchiai fuori, nella neve fresca.
Andavano pazzi per il gelato.
Romeo Puyat entr nel Dead Custer e vide il prete seduto su uno sgabello davanti al banco.
Padre Travis era l'unico prete nella storia della riserva che andasse attivamente a setacciare i bar pi
malfamati. Pareva che si divertisse a comportarsi come un vero pescatore di uomini. Si sedeva accanto
a un ubriaco boccheggiante e per gettare l'amo arrivava persino a offrirgli una birra. Amava pescare
anche pesci veri. L la sua tattica era la stessa. Devi trascinarli sull'erba, diceva. Con i deboli mi sono
fatto debole per poter conquistare i deboli. Con tutti mi sono fatto come tutti, per poterli salvare tutti.
Se padre Travis avesse avuto un tatuaggio, sarebbero state le parole dell'apostolo Paolo. Era anche
diventato quasi un ubriacone per pescare gli ubriaconi, ma con questo aveva chiuso. Adesso presiedeva
tumultuose riunioni degli Alcolisti Anonimi nei sotterranei della chiesa.
Anche se non era mai stato un vero e proprio alcolizzato, dieci anni prima padre Travis aveva
capito dove stavano andando le cose: la birretta che diventavano sei e che presto, con l'aggiunta di
qualche bicchiere di whisky, ti lasciava come morto. Fu per lui sorprendente constatare com'era
difficile smettere, e questo lo rendeva un po' pi solidale; ma nascondeva i propri sentimenti ed era
spietato con i suoi ubriaconi. Spietato persino nella preghiera. Se qualcuno ricadeva nel vizio o faceva
scenate al Dead Custer, portava quella persona fuori a pregare. Romeo Puyat aveva pregato due volte,
ad alta voce, con la faccia contro il muro dove lo aveva spinto padre Travis, prima che diventassero
amici. Padre Travis lo aveva gi riconosciuto e salutato.
C'era del caff. Virgil lo serviva la mattina, ma oltre a quello niente superalcolici, solo birra.
Romeo accett acidamente un'acida tazzina di quella broda tiepida e leggera.
MAKADE MASHKIKI WAABOO, la scritta scarabocchiata sulla caffettiera.
Acqua nera di medicina, disse Romeo. Howah.16 Allora, ha visto il telegiornale ieri sera? Lui e
padre Travis erano degli aficionados della CNN. Padre Travis stava mischiando al contenuto della sua
tazza un lungo rivolo nocciola di panna in polvere da una scatola di cartone.
Cosa ti porta da queste parti? Padre Travis bevve cautamente un sorso come se il caff fosse
davvero bollente.
Ho sentito McCain il 29 febbraio, disse Romeo. Ha detto ai televangelisti di andare a farsi
fottere, uh, non esplicitamente. Poi che ha detto quando ha parlato di assecondare gli agenti
dell'intolleranza? Falwell? Robertson?  il mio uomo, disse Romeo, tirando un pugno all'aria.
Romeo aveva il petto incavato dei tisici, braccia scheletriche, una testa da avvoltoio e due occhi
eternamente adirati. Cominciavano a cadergli i capelli e la sua coda di cavallo era una flaccida stringa
marrone. Se la butt dietro le spalle con la mano, come se fosse la treccia di una folta capigliatura. Era
una giornata luminosa. Aveva sperato di iniziarla con una birra per attenuare un po' lo splendore del
sole, ma naturalmente non poteva farlo davanti al suo garante.
Ho seguito quella storia, disse padre Travis.
Aspettando che il nostro cane sciolto facesse la sua mossa.
Allora, cosa stai combinando?
Sto andando a lavorare, disse Romeo.
Questa  nuova, disse padre Travis.
Romeo lanci un'occhiata a Virgil, che puliva l'altro capo del banco, senza guardare. Un
secondo cliente, dal lato opposto di padre Travis, fece una domanda al prete. Mentre questo gli voltava
le spalle, Romeo frug nel bicchiere di polistirolo in cui la gente metteva i soldi del caff. C'era scritto
25 cent. Il bicchiere era pieno di spiccioli per pi della met, quasi tutti quarti di dollaro. Romeo si
tolse un dollaro di tasca come per cambiarlo. Poi trasfer, a manciate, tutti gli spiccioli dal bicchiere alla
sua tasca. Mise il dollaro nel bicchiere e lo depose sul banco. Padre Travis si volt verso di lui e disse:
Non ti vedo mai a messa.
Spossatezza, disse Romeo.
Oh? Dove lavori, adesso?
Solito posto. Qua e l. Sostituisco un operatore ecologico. Manutenzione, sa.
Manutenzione poteva significare qualunque cosa. Romeo poteva benissimo essere addetto alla
manutenzione di una bella scorta di chiss quali sostanze. Con lui padre Travis doveva essere
lungimirante. Se lo stava lavorando, tirando sassolini nello stagno.
Romeo indossava un pittoresco maglione tipo dolcevita viola e una felpa nera con cerniera e
cappuccio costellata di teschietti uguali a quelli che si era fatto tatuare intorno al collo.
 un lavoro che ti piace?
Ha il fondo di vetro, disse Romeo, scuotendo la testa. Posso vedere i pesci che l sotto
mangiano la merda. Sono i parassiti, gli ultimi della catena alimentare. Lei mi conosce, giusto? Romeo
sorrise. Gli facevano male i denti, i suoi dentini marroni, ma mise un po' di zucchero nel caff e guard
quel liquido oleoso roteare intorno allo stecco di plastica rossa.
S, ti conosco, disse padre Travis.
Allora sapr che io non sono in cima alla catena alimentare. Non mangio nei ristoranti di lusso.
Sono in fondo, come dicevo. Non posso parlare con gli indiani di alto rango che ci sono da queste parti.
Come Landreaux. Lui fa girare la sua pipa e tutto, si crede uno sciamano come Randall.  cos che
trovano le donne. Con quella vecchia medicina indiana. Emmaline  stregata, lo sa? Mosse due dita nel
suo solito saluto mentre si alzava per andare via, e disse:
Ha sentito cosa dice Landreaux di lei?
Piantala con questo vecchio trucco da alcolizzati. Con me non attacca, disse padre Travis,
ridendo.
Se non vuole sapere... Romeo si finse offeso. Non importa.
Romeo fu sulla porta d'un balzo, con la tasca stiracchiata dal peso degli spiccioli. Attravers la
strada fino alla tavola calda di Whitey e rovesci gli spiccioli sul banco. Erano pi di quattro dollari.
Una fetta di pizza con la salsiccia, una ciambellina, una Mountain Dew, disse a Snow dietro il
banco. Come sta tuo pap?
L'unica psicologa in un raggio di cento miglia era cos oberata di lavoro che viveva di Xanax e
tutte le sere si stordiva con un bicchiere di vodka dopo l'altro. La sua agenda era piena per un anno. Le
persone che non riuscivano ad avere un appuntamento andavano a messa, e dopo la messa cercavano
padre Travis nell'ufficio della parrocchia.
Ho paura, disse Nola, toccandosi lo smalto rosa delle unghie.
Padre Travis aveva una lezione tra mezz'ora, sulla vita di Ges prima di Cana. Il suo scrittoio
era di rovere massiccio e veniva dalla vecchia scuola parrocchiale. Sotto c'erano le sue gambe, distese
in tutta la loro lunghezza. Al posto di una poltrona, usava una sedia da campeggio munita di una
reticella per i bicchieri: vi teneva il suo termos per il caff, che era proprio della misura giusta per una
birra. Il sole riempiva le finestre rivolte a sud. Le carte sulla scrivania erano abbacinanti. Riflettevano
la luce; i suoi occhi pallidi scintillavano.
Signora Ravich, disse gentilmente padre Travis, non abbia paura. Il peggio  passato. E ora lei
ha due figli da curare. LaRose e Maggie.
Ora ce lo dividiamo. LaRose, volevo dire. Se se lo riprendono, ho paura, paura di quello che
far.
Di quello che far?
A me stessa, disse Nola sottovoce. Alz gli occhi supplichevoli e velati di lacrime. La sua
grazia da dolce bambolina aveva qualcosa di inquietante.
Padre Travis si tir un po' indietro sulla sedia. La serpe della livida cicatrice violacea gli
strisci sul collo verso la mascella.
Era molto prudente con Nola. La faceva sedere dall'altro lato della scrivania. Teneva la porta
aperta. Fingeva di non accorgersi assolutamente che emanava cattive vibrazioni.
O se notava, come aveva notato, un dettaglio che poteva togliergli il sonno. Come l'ombra del
reggiseno nero che si nascondeva sotto la leggera cotonina della sua maglietta.
Cosa vuole, farsi del male? chiese padre Travis, senza preamboli ma gentilmente, cercando di
mantenersi neutrale.
Lei fece marcia indietro, sporse le labbra, finse di essere stupita. I suoi occhi guardarono altrove
mentre pensava che il prete avrebbe potuto telefonare a Peter.
Non  questo. Padre Travis bevve un sorso di caff. La guard fisso da sotto in su. Non riusciva
a capire quante delle cose che diceva erano balle. Suicidarsi gli sembrava un affronto ai suoi amici che
erano morti a Beirut. Quelli volevano vivere, godersi il pi possibile la vita, ed erano morti per niente:
solo lui non era morto. Cos, era ancora su questa terra per onorare 241 destini perduti. Questo pensiero
induriva le sue emozioni. Il suo pugno si apriva e si chiudeva.
Parliamo di Maggie.
Che c' da dire di lei?
Padre Travis aggrott la fronte e Nola abbass gli occhi come una bambina imbronciata.
Sembra che si stia adattando. Lo fanno tutti. Io sono l'unica che non si adatta. Sono venuta a
parlare di me.
Okay, parliamo di lei come la madre di Maggie. Se lei in qualche modo  autodistruttiva, la
coinvolger nella sua rovina, Nola. Se ne rende conto?
Nola drizz la testa. Sembrava pronta a mostrargli la lingua. Questo colloquio stava andando
malissimo, malissimo, il prete la trattava come un'appendice della sua famiglia. Come uno zero. Non
ascoltava.
Non ho proprio nessuna voglia di parlare di lei, padre Travis!
Perch?
 antagonistica. Il viso di Nola cominci a contrarsi. A un tratto si mise a piangere, cercando un
fazzoletto di carta. Padre Travis spinse il rotolo verso di lei. Nola piangeva cos forte che si sentiva
soffocare; le lacrime erano diventate fin troppo reali. Era possibile che fosse proprio Maggie la chiave
della sua infelicit, della sua incapacit di elaborare il lutto.  una carognetta, mormor Nola nel
fazzoletto di carta.
Padre Travis la sent.
Nola si scosse le lacrime dagli occhi e si asciug il viso. Scusi, padre. Forse le cose dovrebbero
tornare alla normalit. Forse dovrei comportarmi normalmente. Dovrei abituarmi alle cose come
stanno. Accettarle. Smettere di pensare a Dusty.
Padre Travis si alz e gir intorno alla scrivania.
 normale che lei pensi a Dusty, disse.
Si ferm alle sue spalle e rivolse la parola ai capelli vaporosi che Nola aveva sul cocuzzolo
della testa. Era forse qui che avrebbe dovuto tirarsi indietro, aspettare. Ma il falso atteggiamento
provocante di Nola sembrava una presa in giro.
Non  normale fare quello che ha fatto lei durante la messa, disse. Ha picchiato Maggie.
Lei insorse, rabbiosamente. Non  vero!
Padre Travis la guard dall'alto in basso, ma era difficile. La sua grazia era un velo che sviava
l'attenzione. Nola era pi coriacea dei suoi alcolisti dell'AA.
Se Peter viene da me a lamentarsi di come lei tratta Maggie, se viene Maggie personalmente, se
viene da me a lamentarsi un membro qualsiasi della famiglia Iron, o un insegnante, chiunque, mi
rivolger ai servizi sociali.
Farebbe davvero una cosa simile?
Nola aveva parlato tra i singhiozzi, ma il suo viso era contorto dall'ira. Si alz di botto con un
movimento cos spigliato e improvviso che il suo petto sobbalz tra le dita di padre Travis. Lui ebbe un
fremito come se si fosse scottato.
Nola fece un passo indietro, spalancando gli occhi per lo stupore.
Non credo che lei abbia inteso dire quello che ha appena detto a proposito dei servizi sociali,
padre Travis. Far finta che lei non mi abbia toccato il seno. E le sue fossette tornarono a fare capolino,
sotto gli occhi duri.
Lui la guard e fece una cosa di cui in seguito si vergogn. Rise. Il seno? La spinse fuori dalla
stanza battendo le mani come se fosse una gallina, con una sghignazzata.
Ehi, Stan! grid nel corridoio. Il sacrestano si volt, con la scopa in mano. Sta' a sentire! La
signora Ravich vorrebbe farci credere che l'ho molestata.
S, bene, disse Stan, e continu a spazzare.
Lei non  la prima che ci ha provato, disse padre Travis quando Nola si volt verso di lui, offesa
e furente. Dovrebbe sapere che io non tocco nessuno in questo modo. Non sono uno di quei sacerdoti.
Lei cominci a piangere lacrime vere, e trotterell via sui tacchi alti con le gambe a O.
La casa di Landreaux ed Emmaline conteneva l'originaria capanna del 1846, eretta alla
disperata mentre la neve cadeva sui loro antenati. Erano entrambi lieti di sapere che, se si fossero
strappati dalle pareti gli strati di cartongesso e intonaco, avrebbero trovato i muri interni di tronchi e di
fango. Tutta la prima famiglia  neonati, madri, zii, bambini, zie, nonni  era passata attraverso
tubercolosi, difterite, sofferenze, una serie infinita di t, di storie magiche, sconce, spassose, sacre e
profane. Erano vissuti ed erano morti in quello che adesso era il soggiorno, ed era sempre esistito un o
una LaRose.
Dopo qualche tempo, alla capanna originaria era stata aggiunta un'ala. Quelle capanne di
tronchi erano diventate una sola casa negli anni venti del Novecento, quando il nonno di Emmaline
aveva comprato il legname, costruito la struttura esterna e messo tutto al riparo sotto un sol tetto. Negli
anni cinquanta una tettoia a una falda appoggiata a un lato della casa era stata isolata ed era diventata
una serie di camere da letto. Fino agli anni settanta avevano usato una latrina esterna, portato l'acqua a
secchi, fatto il bucato con una lavatrice-strizzatoio, bacinelle, asse per lavare. Completavano la casa il
bagno e una piccola lavanderia.
Negli ultimi dieci anni c'era vissuta Emmaline con la madre. Quando i bambini erano diventati
troppi ed Emmaline si era diplomata, la signora Peace aveva preso alloggio nella casa di riposo. Dalla
sua piccola camera da letto, dove ora dormivano Emmaline e Landreaux, una porta immetteva nel
bagno. Josette e Snow vi passavano lunghe ore immerse nella vasca e vi svolgevano le complesse
operazioni richieste dall'estetica, mandando i fratelli al vecchio gabinetto esterno quando bussavano
alla porta.
La cucina e il soggiorno, le parti pi antiche della casa, avevano ancora la carta da parati degli
anni cinquanta. Si era raggrinzita sotto gli strati di vernice: prima verde scuro, poi verde chiaro, poi di
un colore tra il grigio e il blu scelto da Snow. Questo colore non era mai stato approvato da Josette, che
cos ottenne di fare a modo suo con la carta da parati d'occasione per la camera da letto condivisa:
mazzolini di fiori di lavanda legati con fluttuanti nastri bianchi. Nessuno aveva mai pensato di
tinteggiare la stanza dei ragazzi, che era tappezzata di una carta rosso antico coperta di poster stracciati
delle Tartarughe Ninja, di Toro Seduto, Batman, Tupac, Chief Little Shell, Destiny's Child e Il sesto
senso.
Negli anni ottanta tutta la casa aveva subito una sorta di levitazione. Sollevata, posta sopra
fondamenta di calcestruzzo, si liber del marciume strisciante e dell'umidit. Quando Emmaline spos
Landreaux, lui costru una piccola veranda per dare all'ingresso una forma pi elegante: un tavolato
abbastanza grande per due sedie da giardino e un vaso da fiori in cui cresceva l'erba. A lavoro
compiuto, la casa mostr improvvisamente lo stesso aspetto di tante altre, e Landreaux immagin come
sarebbe stato il futuro: loro due che invecchiavano l, che si sedevano sulla veranda, a guardare le
macchine che passavano ogni tanto attraverso una fessura tra gli alberi di fianco alla strada, ad
aspettare che i figli, e poi i nipoti, scendessero dallo scuolabus e venissero su verso la casa attraverso il
fosso erboso pieno di fiori di campo, la striscia di erbacce schiacciate, o adesso, d'inverno, il solco di
ghiaia gelata.
Andr tutto bene. Invecchieremo insieme qui, dopo tutto.
Questi erano i pensieri di Landreaux la prima volta che Peter gli port LaRose. Avrebbero
passato insieme la primavera e l'estate fino ai giorni della canicola, quando la casa si scaldava e i
vecchi tronchi che aveva dentro emanavano l'odore di quella terra grassa.
Landreaux apr la porta e LaRose gli pass davanti, di corsa, stringendo il suo pupazzo
impagliato, gridando per richiamare l'attenzione della mamma. Landreaux si volt indietro per salutare
Peter, ma il suo amico si era gi voltato per tornare sulla strada. Landreaux chiuse la controporta di
alluminio e poi quella di legno. Vedere LaRose che si gettava tra le braccia di Emmaline gli avrebbe
fatto male, e allora si curv sul tappeto dell'ingresso e pass molto tempo a raddrizzare e allineare
scarpe. Quando finalmente li raggiunse, con le lunghe braccia penzoloni, stavano parlando di come
usare il pelapatate.
LaRose si sedette a tavola accanto alla finestra, alla luce fioca del sole invernale. Gli orli della
finestra erano incrostati di ghiaccio. Il vapore si era gelato ai lati e sui davanzali, formando una peluria
grigiastra. Il bambino stacc la buccia di patata, pezzetto per pezzetto, e la mise su un piatto di plastica.
Emmaline scosse alcune belle fette di carne dentro un sacchetto di farina, poi prese ogni fetta con le
pinze e la stese con cura nello strutto bollente. La padella di ghisa era liscia e leggera dopo
cinquant'anni di duro lavoro. Gliel'aveva lasciata sua madre.
Landreaux si sedette dall'altro lato del tavolo e apr il resto del giornale. Il fruscio che faceva lo
spinse a guardarsi le mani e a notare che tremavano un po'.
Entrarono per prime Snow e Josette. Willard e Hollis portavano tutte le borse con la roba per la
ginnastica. Ogni cosa fu seminata disordinatamente davanti alla porta. Le ragazze corsero da LaRose e
lo abbracciarono, inginocchiandosi vicino alla sedia della cucina e piangendo a dirotto. I ragazzi pi
grandi gli schiaffeggiarono il palmo con la mano.
Ti abbiamo tenuto la tua cuccia, bello, disse Hollis.
S, io ho provato a dormirci e lui mi ha sbattuto sul pavimento, disse Coochy. Adesso  tutta
tua.
Dorme qui! Qui a casa sua! gemette Josette.
Lo sapevi, disse Snow.
LaRose lisciava i capelli delle sorelle mentre loro gareggiavano a chi piangeva di pi.
Mii'iw,17 disse Landreaux.
Le ragazze tiravano su col naso e parevano essersi liberate da qualcosa di opprimente, come se
una luce fosse tornata ad accendersi dentro di loro. Erano cos felici che non sapevano come mostrarlo
senza apparire false. Si sedettero a preparare le carote.
Le tagli troppo grosse.
No, non  vero. Guarda le patate.
Proporzioni, Josette.
Non essere obliqua.
Si erano procurate una lista di parole del test di valutazione scolastica da un insegnante cui
erano simpatiche. Erano apprezzate dalla maggior parte degli insegnanti perch studiavano. Ed erano
contente di essere arrivate alla fine della stagione di pallavolo. Le partite iniziavano di l a un'ora o due.
Duravano tutta la sera. Cos pure gli incontri di basket di Hollis e Willard. Landreaux ed Emmaline li
portavano in macchina a turno, perch il bus faceva pagare un supplemento. Inoltre, costringevano i
figli a studiare durante il viaggio, sul sedile posteriore con una torcia elettrica. Dove avevano imparato
a fare cos? L'avevano imparato dalla madre di Emmaline. Questa dedizione non veniva dalla parte di
Landreaux. I suoi genitori erano degli alcolizzati e avevano avuto una vita breve.
Romeo Puyat aveva realmente un lavoro: anzi, parecchi. Il suo posto di saltuario sottoassistente
alla manutenzione del plesso scolastico tribale gli permetteva di conservare tutti gli altri lavoretti. L
dedicava molto tempo alla lettura, tra uno sciampo alla moquette e il lavaggio delle finestre. Nutriva la
speranza di essere trasferito a un'altra sede, come l'ospedale, ma quei posti la gente se li teneva stretti.
Comunque, il suo lavoro ufficiale alimentava i secondi lavori nello stesso modo in cui un pesce grosso
d da mangiare a un banco di pesciolini: con i rifiuti e il cibo buttato via.
I secondi lavori di Romeo, bench non ufficiali, forse addirittura volontari, erano redditizi e
avevano molti aspetti. Tanto per cominciare, raccoglieva e smaltiva i rifiuti pericolosi abitualmente
contenuti nelle boccette dei farmaci prescritti dai medici del Servizio sanitario indiano. Nessuno lo
aveva assunto, n invitato a farlo: ma era diventata una parte del suo modo di vivere. Quando si
occupava delle pulizie nella scuola, faceva di tutto per trattenersi il pi a lungo possibile nei pressi di
ogni aula per cercare le medicine che potevano essere state lasciate per sbaglio nelle borsette.
Rimuoveva volontariamente anche i rifiuti pericolosi che si accumulavano davanti agli altri edifici,
specie quando visitava l'ospedale. A un osservatore superficiale poteva sembrare che cercasse i
mozziconi delle sigarette. Ma anche se era vero che davanti a certe porte si poteva essere sicuri di
trovare una sigaretta appena cominciata (e gettata via in fretta da qualcuno prima di mettere piede in un
ambiente dov'era vietato fumare), la sua missione aveva una pi vasta portata. Una parte del suo lavoro
era, infatti, pi in linea con le attivit clandestine. Qualcuno al bar, forse era stato il prete, un giorno si
era persino rivolto a Romeo come allo specialista nelle informazioni sulla riserva. Dal suo punto di
vista, era vero. Romeo era una spia, ma lavorava in proprio. Non aveva capi, e gestiva il suo piccolo
servizio segreto personale per ricavarne dei vantaggi.
Aveva i suoi metodi. Veniva a conoscenza di importanti informazioni affaccendandosi intorno
alla caffettiera della scuola tribale, o stando davanti alle porte delle stanze per il caff degli insegnanti,
o anche solo sedendo nelle aree comuni come se fosse invisibile. In una o due rare occasioni era stato
ignorato mentre tosava l'erba della scarpata sotto l'ambulanza di servizio circondata dagli infermieri.
Quelli sapevano tutto di tutte le catastrofi che si verificavano, cose che non venivano mai portate
all'attenzione del pubblico. Romeo aveva appreso di decessi dove un suicidio era stato occultato per
consentire alla salma di essere benedetta e seppellita vicino alla chiesa. Romeo aveva scoperto
procurati aborti e morti sospette di neonati che potevano quasi attribuirsi alla sindrome della morte
improvvisa del lattante. Sapeva in che modo la gente abusava di droghe e quali erano, e conosceva gli
sforzi che facevano medici e infermieri per salvare questi tossici. O quando era il momento di
abbandonarli al loro destino. Tutte queste informazioni si rincorrevano nella sua testa. Era utile sapere
queste cose. In pratica, Romeo era arrivato a concludere che le informazioni, le pi segrete e devastanti,
che oltretutto avevano il vantaggio di non comportare gravi ripercussioni legali, erano superiori a
qualunque altra forma di potere. Cos, dunque, stavano le cose.
Romeo, inoltre, vagliava i rifiuti. Quelli farmaceutici erano la sua specialit. Di solito venivano
distrutti e chiusi a chiave nei cassonetti, ma lui aveva un certo farmacista che "gli apparteneva", proprio
in virt di certe informazioni. Ogni due o tre giorni poteva far sparire un paio di sacchi e ficcarli nel
bagagliaio della sua macchina.
Romeo occupava un appartamento per disabili dichiarato non agibile nel complesso edilizio
tribale a sua volta non agibile che aveva preso ironicamente il nome di Verdi Pascoli: disgraziatamente,
era stato costruito sopra una discarica velenosa che trasudava anidride carbonica. Romeo era immune
all'aria nociva che filtrava dalle crepe del linoleum. E la muffa, nera o rossa, non gli aveva mai dato
fastidio. Se l'odore diventava troppo forte, rubava qualche nuovo deodorante per auto da Whitey:
quello al mango era il suo preferito. L'arredamento della sua casa era centrato intorno a un albero di
Natale finto che non veniva rimosso per tutto l'anno. L'albero di lamierino era decorato con i
deodoranti per auto al mango. Le pareti mostravano fotografie fissate con puntine al cartongesso
rammollito. C'erano un televisore, un minifrigo, uno stereo portatile, un materasso, due sudici sacchi a
pelo in poliestere e una bella lampada di salice fatta a mano con un paralume rotto che sembrava un
cappello sulle ventitr.
Alla luce di questa lampada, su un sedile anatomico strappato da una monovolume rottamata,
Romeo esaminava il contenuto dei sacchi. Tutto ci che poteva desiderare era l sulle carte  stampati
scartati, etichette, ricette, appunti del farmacista  che il suo informatore non aveva distrutto. In quei
mucchi trovava quali farmaci usavano tutti i membri della comunit e quali, per lo sballo che
procuravano, potevano essere rubacchiati ai parenti stretti. Era l che Romeo scopriva chi stava per
morire e chi sarebbe vissuto, chi era pi matto di lui o, per omissione, il fortunato possessore di
un'ottima salute. Teneva conto di questi calcoli su un taccuino trovato tra i rifiuti: farmaco, dosaggio,
quando rifare la scorta, come il paziente doveva prendere la medicina. Anche se in nessun caso nel
dossier di Romeo il dottore raccomandava al paziente di ridurre in polvere e inalare un solo prodotto,
quello era sovente il suo tipo di assunzione preferito.
Quella sera ricomparve la parola palliativo. Lui teneva tutti i prodotti contraddistinti da quella
parola in un mucchio speciale cui aveva attaccato un biglietto con una graffetta. Nel sacco, scartato,
c'era anche un bonus. La sua sezione preferita del giornale tribale: la pagina dei necrologi. Romeo
accoppi alcune allettanti prescrizioni a uno dei nomi, poi not che il funerale sarebbe stato l'indomani.
Alle 9,45 della mattina seguente Romeo si ferm davanti al supermarket, invest il suo capitale
in mezzo chilo di carne da spezzatino, e prosegu fino alla chiesa. Si ferm ai margini del parcheggio,
vicino a un pick-up che aveva un tappo del serbatoio facile da aprire con un cacciavite. Rest seduto in
macchina finch tutti furono entrati in chiesa, quindi travas in fretta nel suo serbatoio una quantit di
benzina pi che sufficiente per andare e tornare dalla casa del defunto. Erano sei miglia, e vi arriv in
quindici minuti.
Romeo si ferm vicino alla casa, and alla porta, buss. I grossi cani che erano fuori si misero
ad abbaiare selvaggiamente, ma lui gli butt qualche pezzo di carne perch se li disputassero tra loro. I
cagnolini che erano dentro la casa abbaiavano nell'ingresso. Nessun altro rispose, e la serratura era una
di quelle economiche di Walmart. Piano piano Romeo forz il logoro chiavistello col cacciavite, entr,
butt ai cani altri due o tre pezzi di carne. I cani scodinzolarono e lo seguirono nella camera da letto.
Sul tavolino della tv di fianco al letto c'erano alcune boccette di plastica ambrate che lui esamin. Ne
prese una. C'era un comodino col cassetto semiaperto. Bingo! Altre tre bottigliette, una piena. Nel
bagno, ispezion attentamente l'armadietto dei medicinali, studiando ogni farmaco con la fronte
corrugata. Davanti a uno di essi sorrise e lo scosse, e ne intasc altri tre. Non c'era bisogno di essere
ingordi. Erano gi le 10,30. Sistem la serratura in modo che non si staccasse e usc. E aveva ancora in
tasca mezza libbra di carne.
Tornato al funerale entro le 10,55, arrotol il bottino in una borsa di plastica e la nascose sotto il
sedile posteriore. Anche la carne. Prese una piccola dose di Darvocet ed entr in chiesa
silenziosamente. Erano tutti concentrati sul davanti, sui portatori raccolti intorno alla bara. Mentre
uscivano col feretro, si mise una mano sul cuore. Per risparmiare la benzina si fece dare un passaggio
fino al cimitero.
Dopo la triste cerimonia della sepoltura, tutti versarono lacrime di sollievo. Romeo torn alla
chiesa e segu le persone in lutto nei sotterranei per lo spuntino. L si riemp la pancia a saziet. Bevve
caff legero e parl con i suoi parenti e con i loro parenti. Rest fino alla fine, bevve altro caff,
mangi una fetta di torta, port a casa gli avanzi ammucchiati in precario equilibrio su piatti di carta.
Accett con un inchino appena accennato e triste il santino del defunto con la fotografia di un uomo
che sorrideva all'obiettivo reggendo una targa in cui erano incise alcune parole che dovevano averlo
onorato. Tornato nel suo appartamento, us la carta rigida per sniffare le prime due righe.
E ora dove andiamo, amico mio? disse all'universo.
Aspir le righe e ricadde sul sedile anatomico della monovolume. E via che se ne and, comodo
e al sicuro sulla logora peluche. I suoi compagni, nelle istantanee attaccate al muro, sorridevano alle
macchine di fotografi perduti. Alcune erano foto della scuola, una era di Emmaline e sua madre, la
diletta maestra di Romeo, la signora Peace. C'erano Landreaux e altri due ragazzi: entrambi morti,
ormai. Una foto confusa di Star che alzava una birra. Hollis, diverse fotografie delle elementari, una
delle medie, una di loro due insieme. Romeo e Hollis. Molto cara al suo cuore. C'era un vecchio
ritaglio di giornale ingiallito con una foto delle nozze di Emmaline insieme a uno col corpo di
Landreaux e la faccia raschiata via. C'erano anche delle persone di cui aveva dimenticato i nomi. Ma
Romeo era ormai decollato. Galleggiando nell'aria, attraversava il soffitto di popcorn e la muffa nera.
Poi i pezzi di carta catramata che sbattevano sul tetto. Dall'altro lato della citt della riserva, nello
spazio, lo sorpass la sua compagna di viaggio, la signora Peace. Gli mise una mano sulla spalla, come
faceva con i ragazzi a scuola. Lui abbass la testa, anche se lei non lo aveva mai picchiato. Abbassava
sempre la testa, quando qualcuno faceva un gesto troppo rapido e improvviso. Questione di riflessi.

13 Grande Coltello, cio "uomo bianco". [N.d.T.]
14 Mocassini. [N.d.T.]
15 L'autore de Il meraviglioso mago di Oz. [N.d.T.]
16 Okay. [N.d.T.]
17 Basta cos. [N.d.T.]

Ciao, bellezza
Nola and a messa in un giorno feriale e poi si sedette nell'ufficio di padre Travis, per
aspettarlo. Spesso lui veniva trattenuto nel corridoio. Infatti, Nola ud subito dopo qualcuno che
parlava. Padre Travis ascoltava, facendo ogni tanto una domanda. Le due voci si stavano consultando a
proposito di certe riparazioni da fare al muro del seminterrato. O forse alle finestre. Adesso entrava il
freddo, poi la primavera avrebbe portato infiltrazioni, fango, serpenti. Serpenti ce n'erano sempre stati,
a volte anche dentro la chiesa. Molti posti della zona e delle Pianure, nell'interno del Manitoba, erano
cos. I serpenti avevano vecchie tane nel profondo delle rocce dove si ammassavano ogni primavera e
da cui non si riusciva a scacciarli.
Nola non aveva mai avuto paura dei serpenti. Li attirava. Eccone uno, adesso: un simpatico
serpente giarrettiera striato di giallo con una riga rossa intorno alla bocca. Ciao, bellezza. Il serpente si
infil silenziosamente sotto uno scaffale di libri e opuscoli, poi si arrest, fiutando l'aria. Tanto vale
che parli con te, pens Nola. Lui non arriva, e non credo che abbia voglia di vedermi. Mi crede debole.
Io sono sola davanti a questa faccenda, comunque. Non mi piace dove vanno i miei pensieri, ma non
riesco a trovare sempre ragioni convincenti per metterli a tacere, eh? Maggie star benissimo, dopo,
anzi, rifiorir. LaRose sar molto sollevato. Peter, per me, sta diventando un problema di amore-odio,
capisci? Non lo sopporto pi. Non dovrei dormire tanto, lo so. Chi noterebbe una vecchia sedia verde? I
serpenti. Tu, o quello che ho trovato nell'aiuola di giaggioli quando coprivo i bulbi di paglia per
l'inverno. Quando credi di non essere l, e tutto diventa cos fervido, febbrile? Ed entra il sole. O
meglio irrompe. Essere vivi per questo, solo per vederlo irrompere da una finestra nel pomeriggio. La
luce calda che cade sulle mie scarpe. E il vapore che sale, sibilando nei tubi. Quel suono  una
consolazione. Forse non ci vedo bene. No, non c' un serpente sotto quello scaffale,  solo un pezzo di
corda di nailon, scura.
Nola!
Sono solo qui che aspetto. Pensavo che magari avesse un po' di tempo.
Padre Travis era sulla soglia. Gli sembr inquietante che Nola si fosse fatta viva dopo avere
cercato di ricattarlo. Verrebbe da pensare che avesse un po' pi di buonsenso. Il che significa che
potrebbe essere seria quando parla di suicidio. Padre Travis non avrebbe mai dovuto ridere.
Lascio la porta aperta, vede? Non mi affronti a petto in fuori come l'altra volta, eh?
No, disse Nola.
Come sta?
Meglio, peggio.
Padre Travis sospir e strapp un pezzo di carta assorbente, facendolo scivolare sopra la
scrivania. Nola allung il braccio, lo raccolse e se lo port al viso.
Non mi piace dove vanno i miei pensieri, si dolse.
Ho sentito tutto, disse padre Travis.
Credevo che quel pezzo di corda sotto lo scaffale fosse un serpente.
Si voltarono a guardare tutt'e due; non c'era nulla.
Forse era proprio un serpente, disse padre Travis. Amano i tubi del riscaldamento.
Naturalmente. Nola sorrise. Non so perch ho pensato che fosse una corda.
Padre Travis aspett che dicesse qualcosa di pi. I tubi sibilavano e rimbombavano
fragorosamente.
Una corda, disse. Perch?
Non ne ho idea.
Perch ha un progetto?
Nola annu, in silenzio.
Il progetto di impiccarsi?
Lei si immobilizz, poi balbett qualcosa. Non lo dica, per piacere. Lo porteranno via. Maggie
gi mi odia. Non la biasimo, ma io mi odio di pi. Sono una pessima, pessima madre. Ho lasciato
uscire Dusty, non l'ho sorvegliato. Lo mandavo a letto perch era birichino, ditate dappertutto. Si 
arrampicato, ha preso una tavoletta di cioccolato. Ama, amava, il cioccolato. Lo ha istigato Maggie.
Era ammalata, quel giorno, o in ogni caso faceva finta. E lo spingeva lei a fare birichinate, e io l'ho
mandato a letto. Ma lui se l' svignata.
D la colpa a Maggie?
No.
Sicura?
Forse gliel'ho data all'inizio, quando ero pi fuori di testa. Ma no. Sono una cattiva madre,
certo, ma se dessi sempre la colpa a lei sarebbe, non so, sarebbe un disastro, dico bene?
S.
Nola si studi i palmi delle mani, aperti sulle ginocchia.
Incolpare te stessa, anche questo sarebbe un disastro.
Le girava la testa, e macchie gialle splendevano nello spazio. Pos delicatamente la fronte sulla
scrivania.
Ho urlato, padre Travis. Ho urlato cos forte che lui si  messo a piangere.
Dopo che Nola se ne fu andata, padre Travis fiss cupamente il telefono sulla scrivania. Quella
donna aveva un piano, ma gli era parso che parlare dell'ultimo giorno di Dusty le avesse tolto un peso
dal cuore. Sembrava pi equilibrata, e questo smentiva la possibilit che oggi arrivasse a farsi del male.
Lo aveva pregato di non dire niente a Peter, per non aggravare il suo fardello. Sarebbe crollato, aveva
detto. Padre Travis non ne dubitava. Ma sarebbe stato impossibile rimetterlo insieme, se sua moglie si
fosse uccisa. Alz il ricevitore dalla forcella. Ma poi lo rimise a posto. Che sollievo aveva mostrato
mentre usciva: portava scarpe da tennis. Il suo passo era elastico. Aveva promesso di parlargliene, se
questi pensieri fossero tornati ad assillarla.
Wolfred stacc con una coltellata un pezzo dell'alce rosicchiata dalle donnole. Lo port nella
capanna, lo mise in un paiolo pieno di neve. Attizz il fuoco e attacc il paiolo al gancio per farlo
bollire. Aveva imparato dalla bambina a cogliere delle bacche rosso oro, un po' raggrinzite
dall'inverno, che davano alla carne un odore un po' da puzzola ma un sapore gradevole. Gli aveva
anche insegnato a fare il t con certe foglie coriacee di palude. Gli aveva mostrato dei licheni sulle
rocce, commestibili ma insipidi. Era trascorsa una mezza giornata.
Mashkiig, il padre della bambina, entr, sparuto e timoroso, con due tirapiedi dall'aria furtiva.
Lanci un'occhiata alla figlia e distolse lo sguardo. Mackinnon gli aveva detto di andare a sbronzarsi
lontano dalla stazione commerciale. Il giorno in cui aveva ucciso gli zii della bambina, Mashkiig aveva
preso a coltellate tutti quelli che gli erano andati vicino. A Mink aveva tagliato naso e orecchie. Ora
cercava di farsi restituire la figlia, poi di ricomprarla, ma Mackinnon non volle riprendersi nessuno dei
fucili.
Quando Mashkiig li lasci, Mackinnon e Wolfred andarono a pisciare, a turno, portarono dentro
un po' di legna, poi chiusero le persiane interne e caricarono le armi. Circa una settimana dopo,
vennero a sapere che aveva ucciso Mink. La bambina chin la testa e pianse.
Wolfred era un contabile pi in gamba di quanto immaginasse. Cucinava bene e sapeva fare il
pane praticamente con nulla. Aveva tenuto in vita il lievito di suo padre attraverso mezzo Nordamerica,
ed era sempre in cerca di nuove risorse. Stava finendo la farina che Mackinnon aveva portato da
vendere. Gli indiani non l'avevano ancora trovata di loro gusto. Wolfred aveva ridotto in polvere il riso
degli indiani per aggiungerlo alla roba che avevano. L'estate prima aveva raccolto un mucchio di
argilla e l'aveva plasmata in modo tale da costruire un forno di terracotta. Era l dentro che cuoceva le
sue pagnotte settimanali. Mentre le pagnotte si doravano, Mackinnon era uscito dalla capanna. L'odore
del pane lo aveva cos commosso, l nel buio dell'inverno, che apr un barilotto di vino. Ne avevano
sei, che si erano ridotti a cinque. Mackinnon aveva imballato il vino buono personalmente, tirandoselo
dietro nel corso di innumerevoli spostamenti. Ordinariamente, divideva la bevanda non diluita con i
bois de brule18 che venivano a cavallo a fornire e rifornire gli indiani. Ora lui e Wolfred bevvero
insieme, seduti su due ceppi davanti al forno surriscaldato e a un gran fuoco scoppiettante.
Fuori dalla bolla di calore, la neve scricchiolava e le stelle pulsavano nei cieli impenetrabili. La
bambina sedeva tra loro, senza bere. Pensava i suoi insopportabili pensieri. Di tanto in tanto i due
uomini guardavano il suo profilo alla luce del fuoco. La faccia sporca era sfiorata da sprazzi d'oro
grezzo. Mentre il vino scendeva nella strozza, il pane si cuoceva. Rispettosamente, tolsero le pagnotte
dal forno e se le ficcarono, bollenti, sotto le pellicce. La bambina schiuse la coperta per accettarne una
da Wolfred. Mentre gliela dava, lui si accorse che il suo vestito era strappato a met. La guard negli
occhi, e i suoi occhi corsero a Mackinnon. Poi la bambina chin il capo e si tenne insieme il vestito col
gomito mentre prendeva la pagnotta.
Dentro, si sedettero a mangiare su piccoli ceppi disposti intorno a un ceppo pi grosso. La
capanna era stata costruita molti anni prima intorno al ceppo grosso, in modo che potesse fungere da
tavolo.
Wolfred rivolse a Mackinnon uno sguardo cos indagatore che il mercante alla fine disse: Cosa?
Mackinnon aveva una pancia flaccida come una vescica, gambe di granchio, la barba macchiata
dal tabacco intorno alla bocca, occhi rossi da verro inferocito, ciocche rosse di capelli forforosi, labbra
vermiformi, denti neri come la pece, un alito che ti avrebbe steso a terra e dei peli nel naso che
gocciavano moccio sui numeri perfettamente tracciati con la penna da Wolfred sul libro mastro.
Mackinnon era anche un infallibile tiratore, e un'ira di dio col suo martello da carpentiere. Wolfred lo
aveva visto usarlo proprio su uno dei tirapiedi che quel giorno seguivano Mashkiig. Era un uomo
pericoloso. Eppure... Wolfred masticava e lo guardava. Era stato colto da un'improvvisa e forte
emozione. Per la prima volta nella vita cominci a vedere le cose di cui era capace.

18 I bois de brule o bois brls (legni da ardere) sono mtis (meticci) discendenti da matrimoni
tra indiani e donne europee prevalentemente di origine francese. [N.d.T.]

Le travi
Giugno. Tra le due case, forse nove miliardi di zecche vennero al mondo e cominciarono la loro
appiccicaticcia, speranzosa, fatale ricerca. In quel pezzo di bosco c'era forse una zecca per ogni
abitante della terra. Josette lo disse a Snow perch sapeva che sua sorella aveva una profonda
ripugnanza per le zecche. Per quanto fosse meticolosa nel controllare, lavare, scuotere i vestiti ed
evitare i boschi, Snow si buscava le zecche. Le attirava pi di chiunque altro. A causa loro, diceva che
non vedeva l'ora di vivere in una grande citt dove le zecche erano sconosciute.
Le tue piccole amiche ti mancheranno, disse Josette. I suoi jeans erano troppo stretti, e faceva
caldo. Li slacci alla vita e batt le braccia.
Stavano andando a prendere LaRose. I primi caldi facevano uscire sciami di zecche dai loro
nidi. Riempivano l'erba, e dalle foglie e dai rami si lanciavano verso l'usta quasi impercettibile dei
mammiferi. Camminando lungo il sentiero, Snow ne sent una sui capelli e con una manata la fece
volar via.
Io torno indietro, disse. Prendo la strada, anche se mi vede la mamma.
Era solo una zecca appena nata, la schern Josette. Ehi, io non ci vengo per la strada, con tutta la
polvere che c'.  lunga il doppio. Se mi lasci andare a prendere LaRose da sola, bella mia, puoi
scordartelo il mio turno con il walkman.
Il walkman della Sony era la loro passione, il loro gioiellino; un lucido lettore metallico di cd
per i pochi cd che possedevano: la colonna sonora di Romeo + Giulietta, Ricky Martin, Dr. Dre, Black
Lodge Singers. Se lo dovevano dividere ed erano rigidissime nel fissare i giorni e le ore. Josette era
stata mandata a prendere LaRose per riportarlo a casa. Non voleva andarci da sola e aveva persuaso
Snow ad accompagnarla offrendole tutte le ore del giorno dopo.
Okay. Snow si curv come una betulla scura, si tolse la camicia con le maniche lunghe e se la
mise sulla testa, rannicchiandosi sotto quel riparo.
Avrei dovuto prendere la felpa col cappuccio.
 molto strano vederti senza la tua felpa. Senza la felpa di Shane, volevo dire. Era la felpa della
squadra dei lottatori, che Shane aveva dato a Snow per mostrarle che faceva sul serio. Ma poi...
Oggi sono in libera uscita, disse Snow.
Josette sapeva che il boyfriend di Snow si era trovato un'altra ragazza, ma non lo disse. La cosa
la inviperiva. Avrebbe voluto tirargli un pugno al fegato. Ma quando le diceva queste cose, Snow ci
restava male. Diceva che la violenza la faceva vomitare.
 solo che ormai non ne posso pi di lavorare l, disse Snow.
Adesso lavoravano pi regolarmente da Whitey tutt'e due. Erano le pi giovani, ma il vecchio
Whitey e la figliastra, London, che gestivano il locale, apprezzavano l'impegno mostrato dalle ragazze
sul lavoro. Ogni volta che c'era Snow, il bel Shane vi andava a comprare un Gatorade e dei burritos
scaldati nel forno a microonde.
Capisci perch ci piacciono i robot? Sono sempre molto meglio dei ragazzi veri. Se Shane fosse
un mech...19 Farebbe tutto quello che gli dico io.
Ah ah, e cosa gli ordineresti di fare?
Solo di essere gentile, capisci?
Capisco. Non temere. Io gli spacco il culo, a quello.
Snow doveva essere proprio gi di corda, perch la ringrazi in ojibwe, miigwech,20 il che
significava che era un grazie che veniva dal cuore. Josette si intener.
Ecco la casa. Si fermarono nel sottobosco per ispezionare l'ordine rabbioso della corte. C'erano
aiuole di fiori, fitti e splendenti. Una piccola siepe ferocemente potata.
La vida loca, disse Josette.
 molto triste, lo so.
Fa tanti sforzi per essere okay, disse Josette. In un certo senso la capisco. E mi piacciono i suoi
fiori.
Anche a me. Ma lei mi fa paura.
Va' avanti tu.
No, tu.
Va bene, per le parli tu.
No, non posso. Non resisterei.
Nola aveva sviluppato un inquietante campo di forza. L'aura vibrazionale l'accompagn fino
alla porta e diresse le proprie pulsazioni verso le ragazze quando l'apr  non del tutto, solo una fessura
 e disse: Oh, siete voi. Quando parl, le vibrazioni fluirono all'esterno e sigillarono la porta come un
foglio di plastica mentre Nola la chiudeva dolcemente in faccia alle ragazze. Quando riapr la porta, lo
fece cos lentamente che gli ioni si scompigliarono appena. LaRose l'attravers col suo zainetto. L'aura
fu risucchiata nella casa e i tre spiccarono una corsa attraverso il prato.
Dopo la prima volta, Nola si era imposta di non guardare pi fuori dalla finestra. Afferr le
cuffie e attravers tutta la casa, usc dalle doppie vetrate scorrevoli sulla veranda e sui quattro scalini, e
attraverso la corte and fino alla baracca con le travi che preoccupavano Peter. Apr le porte, rabbocc
il serbatoio del grande tosaerba, poi vi sal e si aggiust il walkman agganciato alla cintura. Peter le
aveva regalato della musica molto strana per Natale. La calmava, ma era anche inquietante, flauti ed
echi di voci salmodianti, melodie che turbinavano, venivano meno, riprendevano in una chiave ostinata
che disorientava. Poteva ascoltare vagamente questa musica mentre passava e ripassava il tosaerba sul
prato.
Alla fine parcheggi, scese ed entr in casa. Sal in camera sua, si appoggi alla porta
dell'armadio, guard la roba che c'era dentro. Tolto l'unico abito viola, ne aveva quattro di ogni tipo,
in colori neutri, e portava solo quelli. Quattro giacche, quattro paia di calzoni, quattro gonne, quattro
jeans, quattro camicie, quattro collant. Quattro di tutto per essere elegante e quattro per la vita di tutti i
giorni. Ma aveva un mucchio di graziosa biancheria intima che comprava da un catalogo.
Dapprima, voleva solo cambiarsi la biancheria. Le stringeva la pancia. Un reggiseno a
balconcino di ruvido pizzo marrone. Un minuscolo bikini bianco. Poi rest l in piedi e stese sul letto la
camicia bianca di pelle d'uovo, i pantaloni ancora pi bianchi. Tolse dalla scatola le scarpe marroni col
tacco alto. Dispose la giacca grigia, fatta su misura, senza bavero, intorno alla camicia di pelle d'uovo.
Tutto l'insieme era in perfetto ordine, come se l'avesse scelto un impresario di pompe funebri. Troppo
professionale per morirci dentro, pens, e tolse i pantaloni bianchi per rimpiazzarli con una gonna
corta, a campana. Dovr pensarci ancora, decise. Si tocc le labbra con le dita e apr l'armadio.

19 Grande robot da combattimento armato fino ai denti che si pilota in alcuni popolari
videogiochi. [N.d.T.]
20 Grazie. [N.d.T.]

Mostri selvaggi
Le due ragazze, e LaRose tra loro, tornarono indietro attraverso i boschi. Snow non aveva
dimenticato le zecche ma si arrese, tanto era felice. Avevano di nuovo il loro fratellino per qualche
giorno, e la luce era di un verde puro, fresco, il sole cocente solo fuori dall'ombra degli alberi, sulla
strada. A met del tragitto LaRose si ferm e disse: Possiamo andarci? Sapevano che intendeva dire
all'albero. Nessuno sapeva come faceva a sapere dell'albero, eppure lo sapeva, e quando le ragazze
venivano a prenderlo spesso insisteva per andarci. A loro non seccava particolarmente. Non l'avevano
mai detto ai genitori. Era facile arrivarci, e in un attimo furono davanti all'albero sul quale si era
arrampicato Dusty, davanti al ramo e al pezzo di terra sottostante, dov'erano stati deposti fiori secchi,
fagottini di tabacco, pizzichi di artemisia e due animaletti impagliati scoloriti dalla pioggia: una
scimmia e un leone. LaRose si tolse lo zainetto e tir fuori Nel paese dei mostri selvaggi.21 Lo diede a
Josette e disse: Leggi. Lei lesse ad alta voce. Quando la sua voce tacque, li invase la dolcezza del canto
degli uccelli.
Che senso ha tutto questo? disse Josette.
LaRose riprese il libro e lo rimise nello zainetto, con una piccola ruga sulla fronte.
Credo che fosse il suo libro preferito, disse LaRose. Perch lei me lo legge di continuo.
Snow e Josette si portarono le mani al cuore e pronunciarono in silenzio le parole "che
tristezza". Presero per mano LaRose e si rimisero in cammino.
Sono cos stufo di questo libro, disse LaRose ad alta voce.
Le ragazze si guardarono alzando gli occhi al cielo per non mettersi a ridere.
Forse dovresti lasciarlo a lui, disse Snow.
Mettilo insieme alla scimmia impagliata e tutto il resto.
Non posso, disse LaRose. Lei lo cercherebbe dappertutto.
Be', disse Josette, okay, ma non lo troverebbe. E alla fine si arrenderebbe, giusto?
No, disse LaRose. Non si arrenderebbe mai. Potrebbe andare fuori, nella stalla, a ululare come
un banshee.
Oooh, disse Snow. Cos' un banshee?
 una vecchia ossuta con i denti lunghi che striscia intorno alle tombe e ulula quando muore
qualcuno.
Santo cielo, disse Josette.
Mi fa venire i brividi! disse Snow. Questa dove l'hai trovata?
Me l'ha detto Maggie. Ha una raccolta di figure tolte da libri e cose cos che tiene sotto il letto.
Tutte terrificanti.
Tiene roba terrificante sotto il letto?
Josette e Snow si scambiarono un'occhiata.
S,  bestiale.
E dove la trova questa merda?
Non parlare cos con LaRose.
Strappa le pagine dai libri della biblioteca scolastica, disse LaRose.
Ometto, disse Josette. Non permetterle di scocciarti.
Ci sono abituato, disse LaRose. Ormai sono abituato a tutto.
Le ragazze si limitarono a tenerlo per mano, e dopo questa risposta non aprirono pi bocca.
Prima di portare LaRose dai Ravich, l'autunno precedente, Landreaux ed Emmaline avevano
pronunciato il suo nome. Era il nome che veniva dato a ogni LaRose. Mirage. Ombanitemagad. Il nome
originario della figlia di Mink. Questo nome lo avrebbe protetto dall'ignoto, da ci che l'incidente
aveva scatenato. A volte un'energia di questa natura, il caos, la malasorte, investe il mondo e diventa la
causa di molte cose. Di rado la sfortuna cessa alla prima occasione. Tutti gli indiani lo sanno. Fermarla
rapidamente richiede grandi sforzi, e questo  il motivo per cui era stato mandato LaRose.
Emmaline Peace. Studentessa d'inglese da dieci e lode. Pensava che le sarebbe piaciuto
insegnare letteratura. Consegu l'abilitazione, insegn nelle scuole superiori e si faceva un trip solo nei
weekend. Decise che si trovava meglio con i piccoli che con gli adolescenti, perch gli adolescenti
erano troppo simili a lei, e aveva ragione. Qualunque autorit avesse, sarebbe letteralmente andata in
fumo la sera in cui a una festa avesse fumato segretamente uno spinello e un paio dei suoi studenti
fossero entrati nella stanza.
Dopo i giorni di baldoria con Landreaux, ricevette un'offerta. Una borsa per un corso
universitario in amministrazione, perch la trib voleva assumere il controllo del sistema scolastico dai
vertici alla base. Emmaline torn a scuola, matur. Uscendone col suo titolo di studio, non nascose il
proprio entusiasmo per un nuovo programma pilota appena finanziato: una scuola convitto per ragazzi
in crisi da costruire nella riserva.
La gente non voleva pi saperne di scuole convitto: l'era dell'assimilazione forzata avrebbe
dovuto essere finita. Ma poi, ancora una volta, i ragazzi delle famiglie disastrate non andavano pi a
scuola, o non dormivano e non mangiavano come si deve, o nessuno li aiutava a fare i compiti. E non
sarebbero pi usciti dal caos  ogni tipo di caos, dalle tossicodipendenze alla depressione e ai problemi
di salute  se non fossero andati a scuola. Per andare bene a scuola, i ragazzi dovevano frequentarla
regolarmente, mangiare regolarmente, dormire regolarmente e studiare regolarmente. Forse le scuole
convitto dei primi tempi avevano spogliato della loro cultura le persone vulnerabili, avevano ridotto
negli adulti la capacit di capire come si amano i figli o si  buoni genitori; ma ora? I ragazzi avevano
bisogno di un intervento, che per non doveva consistere nello strapparli alla famiglia per darli in
affidamento o in adozione. Un intervento provvisorio, che desse ai genitori il tempo di rimettersi in
carreggiata. La parte radicale era che, diversamente dalle storiche scuole convitto, questa sarebbe sorta
nella riserva. Dalla materna alla quarta elementare. Dopodich i ragazzi potevano restare al convitto,
ma dovevano frequentare una scuola regolare. Questa scuola convitto di nuovo/vecchio stampo,
attrezzata in modo tale da assumere i ruoli genitoriali per le famiglie che attraversavano cicli di
fallimento e di ripresa, divent la missione di Emmaline.
Due roulotte doppie per le aule. Sistemazione in gruppi familiari nelle case ristrutturate dal
Bureau of Indian Affairs con istitutori, insegnanti, assistenti, tutti presumibilmente specializzati in
psicologia infantile o muniti di appropriati titoli di studio. All'inizio lei rivest la carica di vicedirettore,
il che significava che aiutava a raccogliere i dati, sviluppare strategie, ordinare forniture, presiedere
riunioni, chiedere finanziamenti, redigere un numero infinito di relazioni e progetti, oltre a una
moltitudine di funzioni non elencate nella descrizione del suo lavoro. Per esempio, alleviare il
crepacuore. Questo non era descritto. Il suo. Quello dei ragazzi. Quello dei genitori. In pi: pulire il
vomito, cambiare i tovaglioli di carta, aprire e chiudere a chiave le porte, cullare bimbi feriti e
singhiozzanti finch il loro furore si placava, giocare a Crazy Eights con le bambine mentre
raccontavano come la mamma aveva accoltellato il pap, o viceversa, preparare focaccine con le madri
che si comportavano bene, fare il diavolo a quattro con quelle che si ribellavano. Non trattava con i
padri. Quelli li lasciava al direttore. Poi divent lei stessa il direttore.
Quando tornava a casa cercava di non pensare pi a quel lavoro, ma era impossibile. Era
impossibile, nella sua continua ricerca di stabilit e di calma. Impossibile, col bisogno che aveva di
un'affidabile struttura familiare. Impossibile, con la sua frequente incapacit di tenere in piedi quella
struttura, con i suoi miglioramenti e le sue ricadute, la sua lotta per trovare un equilibrio. Impossibile,
col bisogno di privacy che aveva, quando si costruiva la propria capanna sudatoria e vi si chiudeva
dentro per disperdere, col vapore, la sua pena. Impossibile, a dispetto delle strategie che sviluppava per
essere all'altezza della situazione: rimediare alla disfunzione bruciando artemisia, circondare il letto di
penne d'aquila, bere, una volta la settimana, due bicchieri del vino migliore che poteva permettersi, da
sola. Impossibile, nonostante i suoi tentativi di ricostruire ci che aveva costruito in precedenza con
tanta cura: gli Iron come una famiglia forte, di brava gente. Aveva capito che l'unica cosa giusta era
stata privarsi di LaRose, ma ormai non ce la faceva pi.
Adesso, sapendo che lo avrebbe rivisto, che c'era di nuovo un posto per lei come madre,
passava le ore in uno stato di eccitazione che nessuno le aveva mai visto. I suoi movimenti spasmodici
e angolosi acquistarono un garbo nuovo. I suoi occhi si posavano sulle scartoffie senz'ansia e con
distacco. Persino le punte dei suoi capelli penzolavano inerti e rilassate, non tirate ferocemente sulla
nuca in una coda o strozzate da un fermaglio di perline.
Emmaline lasci il suo ufficio in fondo alla roulotte e torn a casa guidando con prudenza. Non
era andata da Nola a prendere LaRose perch Peter aveva chiesto a Landreaux di non mandarla, e di
non andarci lui. Sapeva che Nola si sarebbe trovata in difficolt davanti a entrambi i genitori. Peter si
sentiva stringere il cuore quando ricordava come LaRose era corso da sua madre al supermarket,
elettrizzato dalla vista di Emmaline, mollando tutto per gettarsi a capofitto su di lei. Ecco perch il
compito era toccato alle sorelle. Ora Josette e Snow erano nella loro camera, con la porta chiusa, a
controllare vicendevolmente se avevano addosso delle zecche. Snow continuava a piagnucolare e ogni
tanto a ballare strillando qua e l. Nel soggiorno, LaRose faceva la lotta con Hollis. Lo aveva
inchiodato al pavimento e gli teneva un pugno davanti al viso intimandogli di arrendersi.
Hollis batt il braccio per terra.
Ti ha preso per le palle, disse Coochy, tornando a sedersi sul divano. Stava mangiando un pezzo
di focaccia.
Non parlargli cos!
Vuoi batterti con me? disse LaRose, facendo lo spaccone.
Hollis rideva. Mi ha rotto il culo.
Non parlargli cos, disse Josette, uscendo dalla camera da letto.
Quante?
Tipo, venti.  andata fuori di testa. Adesso far una delle sue docce che durano un'eternit.
Emmaline arriv e LaRose sent il rombo della macchina. Usc di casa sbattendo la porta e
attravers di corsa la distesa di scorie bruciate della corte. Emmaline scese appena in tempo per
afferrarlo mentre le saltava tra le braccia. Era ancora abbastanza piccolo per stringerle i fianchi tra le
gambe, sforbiciandole la vita. Si stamp su di lei, poi fece un passo indietro e le disse tutto del fortino
segreto tra le piante di lill, di una nuova figurina, dell'asilo cattolico dove lo portava Nola. Ma non di
Maggie. Di Maggie non parl. Sentiva vagamente che non doveva parlare alle sorelle del banshee.
C'era sempre qualcosa del genere, qualcosa che non andava bene, e lui cercava sempre di evitarla. Ma
certe volte non sapeva cos'era finch non l'aveva detta, come per l'ossuta creatura dai lunghi denti che
ululava per i morti. Altre cose che Maggie raccontava nel nascondiglio tra i lill, LaRose sapeva di non
doverle riferire perch lei diceva cos. Diceva: Non dire mai che ti ho detto questo... Tuo padre ha
mirato veramente al mio fratellino, tuo padre  un assassino, tuo padre ha assassinato il mio fratellino,
ti far vedere il posto, dove il sangue di mio fratello ha intriso il terreno, i vermi sono venuti su e si
sono posate le poiane, potresti impazzire se rimanessi l, il suo spettro di notte verrebbe a soffocarti,
ora non vi cresce niente e non vi crescer mai pi, anche se proprio quel pomeriggio LaRose aveva
visto con sollievo che le piante crescevano dappertutto.
Biindigeg!22
Ecco il mio ragazzo!
L'appartamento era pieno degli amici della signora Peace, tutti eccitati alla vista di LaRose. Era
uno dei preferiti.
Ecco il ragazzo che ci trova simpatici, disse Sam Eagleboy. Il ragazzo che ama le storie. Lo hai
allevato bene, Emmaline.
Sam era un uomo esile con una bella rete di rughe intorno agli occhi e alla bocca, che andavano
all'ins come se sorridesse anche quando era serio. Non aveva problemi di salute, a parte la vecchiaia.
Indossava una camicia a scacchi marrone, correttamente infilata nei calzoni. Una cravatta tipo lazo
fermata da una spilla con un'agata, jeans sorretti da una cintura di cuoio screpolata color ambra. Ai
piedi magri, scarpe da jogging. Sam percorreva miglia e miglia passeggiando nei corridoi e nei parchi.
Malvern Sangrait, una donna piccola e tozza dall'aria maligna, lo guard in cagnesco con l'occhio
sinistro permanentemente strabico e si lasci sfuggire una sbuffata sospettosa. Si sporse in avanti sul
deambulatore. Era truccata con l'eyeliner e il rossetto Meow Girl.
E cos hai riavuto il tuo ragazzo, disse a Emmaline. Aveva i capelli tirati da una parte con una
molletta di plastica viola. Com' magro, ooh. Non gli davano abbastanza da mangiare.
Sta solo crescendo, disse Emmaline. E sorrise. Sorrideva in continuazione.
La signora Peace distribu piatti e tovaglioli di carta, poi pane fritto e marmellata di prugne.
C'era del caff. Aranciata in polvere per LaRose. Mangiarono tutti tranne Sam Eagleboy, che non
mangiava il cibo dell'uomo bianco. Anche se una tazza di caff la bevve.
Un po' di cibo dell'uomo bianco ti farebbe bene, disse Malvern. Sei tutt'ossa.
Ha un bell'osso dove conta, disse Ignatia Thunder, che si tirava dietro disinvoltamente una
bombola di ossigeno. Rise cos forte che dovette aprire l'erogatore.
Cos dicono, osserv Malvern. Io non l'ho visto.
Aveva sulla faccia un'espressione maliziosa.
Eppure... disse Ignatia. Accendi la lampada sul comodino. Non si sa mai.
Ehi, disse Emmaline. Indic LaRose con un cenno del capo.
Malvern si tocc il fermacapelli e torse le labbra rosse e sporgenti da parte a parte lanciando
un'occhiata a Ignatia. Alz le folte sopracciglia grigie. Non erano intonate ai capelli, di un nero quasi
blu. Mangi un po' di pane a tocchetti, bevve un sorso di caff. Sam si rivolse a LaRose in ojibwe.
Voleva insegnargli le parole per "piatti" e "bicchieri". Gli spieg come fare un piatto per gli spiriti e
disse che gli spiriti erano contenti quando una persona si accorgeva di loro. Che gli spiriti erano nelle
cose, in tutte le cose, e parlavano con gli ojibwe. Che venivano nei sogni, e anche nel mondo di tutti i
giorni, e che LaRose doveva dirlo alla mamma, se li incontrava. Incresp le labbra guardando
Emmaline.
Malvern sporse il labbro inferiore e fiss Sam, poi scosse il capo e guard Ignatia con gli occhi
fuori dalle orbite.
Oh, lui parla bene, disse, come no. Poi di notte va in cerca di prede. Bussando alle porte delle
signore.
Lascialo in pace, rise Ignatia. Non pu fare danni dove possiamo tenerlo d'occhio. Lascia che
parli a questo gwiiwisens23 qui. Questo ragazzo dovrebbe ricevere degli insegnamenti. Ha voglia di
imparare. Vuole conoscere la storia. A parte ci, sappiamo che Sam ha occhi solo per te.
Puah, disse Malvern. Tu credi?
Padre Travis non riusciva a dar fondo alle proprie energie, anche se metteva alla frusta il
proprio corpo con inestinguibile ardore lungo il percorso fitness della parrocchia. La stazione delle
flessioni con le braccia, pertiche imbullonate tra due ceppi bassi, non era soddisfacente. Aveva lasciato
la corteccia sulle pertiche perch facilitava la presa. Non era questo. La cosa irritante era che il fondo
era irregolare, o i ceppi non proprio della stessa altezza; anche se li aveva misurati con cura.
Impossibile fare una flessione in modo corretto. Alla fine arriv a un compromesso cambiando lato due
volte per sottoporre le braccia allo stesso carico. Le istruzioni che aveva scritto ordinatamente su un
cartello nulla riportavano di questa soluzione.
Copr di corsa la breve distanza che lo separava dalla stazione successiva, e aveva fatto cento
addominali sul pesante tappeto di gomma quando si accorse di essere circondato da preservativi usati.
Penzolavano tra le foglie e giacevano raggrinziti sul prato o spezzettati dal tosaerba. Ragazzi.
Gliel'avrebbero intasato! Fece altri cento addominali, aizzato dall'oltraggio, e quando si calm si
sentiva ridicolo. Nessun preservativo avrebbe mai rovinato un tosaerba. Pass alla sbarra dei
sollevamenti sulle braccia. Dopo la sbarra dei sollevamenti sulle braccia c'era il gradino dello step-up,
dove and su e gi fino a quando cominciarono a tremargli le gambe. Poi non si limit a proseguire
barcollando, ma procedette a lunghi balzi fino alla follia della stazione del salto della corda. Aveva
portato la corda, cos pot girare su se stesso, frustando l'aria, piegandosi all'indietro, in avanti, finch
il bruciore ai polmoni divent quasi insopportabile. Che bello se avesse potuto installare una vecchia
pompa proprio l! L'acqua solforosa della riserva conteneva tutti i minerali e tutto il ferro di cui il corpo
ha bisogno. Quell'acqua sarebbe stata fredda, e lui l'avrebbe trovata dolce.
Amava questo posto. Amava la sua gente. Era la sua gente, no? Lo facevano diventar matto, ma
padre Travis era ispirato dalla loro generosit. E ridevano tanto. Non aveva mai conosciuto un simile
spasso. Perci, con o senza il suo salvatore, o il proprio equilibrio mentale, voleva restare. Era arrivato
a un'altra stazione di piegamenti, gli addominali inversi, sempre con un tappeto di gomma in via di
decomposizione, ma dove non c'era un solo preservativo. Be', era troppo dentro la boscaglia. Dopo i
film dell'orrore che guardavano, questi ragazzi avevano tutti paura dei boschi: indiani. Indiani del
Millennio. Toh. Nessuno gli aveva vandalizzato il pesante sacco da allenamento, perch anche quello
era troppo dentro il bosco. Fece volar via le zecche dal sacco con una serie di feroci calci laterali. Era
stato un calvario liberare le aderenze del tessuto cicatriziale. Ma ora poteva portare la gamba all'altezza
del cervello. Ah ah, Dio, diceva quando camminava insieme a Lui. Mi hai salvato per una ragione:
affinch potessi perfezionare il mio fantastico calcio da ballerina.
A volte non avvertiva il cambiamento; era, semplicemente, ancora l che usciva dal sacco a
pelo, e poi volava via. Le sentinelle di guardia all'ex palazzo di uffici dov'erano accasermati i marine
stavano aspettando un'autocisterna di acqua potabile. Gli pass davanti, invece, a tutta birra, un camion
scoperto Mercedes giallo, e la bomba che portava deton nell'atrio. Il palazzo salt in aria in mille
pezzi, e poi i pezzi, tra i quali c'erano i corpi dei marine, si riassestarono mentre ricadevano. Padre
Travis si sent volare come in sogno, e sent il tonfo che faceva piombando al suolo, ma non le ferite e
le lacerazioni inferte al suo corpo. Tutta quell'energia nera e vorticosa divent un silenzio nero e
opprimente. Poi cominciarono le urla. Fu solo quando cerc di raggiungere gli altri che si rese conto di
non poter fare un solo movimento. Quello fu il momento in cui si mise a urlare anche lui, non
invocando aiuto ma dicendo: Toglietemi questa roba di dosso, perch aveva capito di trovarsi in un
panino di acciaio e cemento e sentiva tremare le macerie. Polvere dentro. Polvere fuori. Urla per
espellere la polvere. Tira un profondo respiro di polvere. Grida ancora. Poi delle voci. Ne abbiamo
trovato uno. Togliete quel lastrone.  l sotto. Ci serve una gru.
Un marine smilzo e scamiciato sgusci fino a lui, poi riusc chiss come ad alzare degli oggetti
 la trave  e a spingere  il lastrone  fino a quando pot estrarlo e passarlo ad altre braccia. Padre
Travis sapeva benissimo chi era quell'uomo. Gli aveva parlato per telefono. Una grande forza era
entrata in quell'uomo cos magro mentre salvava gli amici, cos come succedeva con le madri che
salvano i loro figli. Ne avevano parlato. Erano rimasti in contatto, ma lui non partecip alla rimpatriata
con i commilitoni e le famiglie delle vittime. Non and a Camp Lejeune, n alle commemorazioni.
Temeva la nera energia, e di non riuscire a controllare il proprio respiro una volta che fosse avvenuto il
cambiamento.
Padre Travis scosse la corda lungo le cosce, poi cominci a farla roteare. Era un'applicazione
pratica della terza legge di Newton: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. La
variabile era il tempo. Per saltare in aria bastava un istante; per rimettersi insieme ci voleva il resto
della vita.
La sedia verde rest nella stalla per due mesi e nessuno si accorse che era sparita dalla cucina.
Nola era pronta a dire che voleva restaurarla, se Peter gliel'avesse chiesto. Ma era solo una sedia verde,
di legno, e chi se ne fregava? Eppure, questa sedia dipinta era la chiave. Sarebbe stata l'ultima cosa
solida che avrebbero toccato i suoi piedi. Si sarebbe data una spinta e l'avrebbe rovesciata con un
calcio alla spalliera. Ma la parte in cui si impiccava, quella non veniva ancora bene, per quella Nola
non era pronta, anzi ne aveva paura, quando si metteva le mani intorno al collo e stringeva. La
sensazione le faceva venire conati di vomito, e lei diventava di legno, e fredda in tutto il corpo, finch
non pensava che forse avrebbe trovato la liberazione che cercava se invece di uccidersi avesse ucciso
Landreaux. S, poteva andare in prigione. Forse anche per molto tempo. Si sarebbe dichiarata
colpevole, ma chi non avrebbe capito? Persino Maggie avrebbe capito, e magari anche approvato. Peter
avrebbe capito: anzi, una parte di lui l'avrebbe invidiata. Solo LaRose non avrebbe capito. Lo sconfitto
sarebbe stato lui. Nola vedeva il suo viso, stravolto, accasciato, incollato sopra il viso di Dusty,
stravolto, accasciato.
In gabbia, pens.
Poi le venne un'altra idea: la loro tradizione funzionava. Che numero sensazionale! Come
poteva, lei o Peter, fare del male al padre del figlio che avevano ricevuto in dono? Chiuse gli occhi e
sent il pesante calore di LaRose mentre lo cullava per farlo dormire, con le gambe penzoloni sopra le
sue gambe, col fiato che si apriva un passaggio fumante fino al cratere del suo cuore.
Romeo era rimasto attaccato al primo amore, ma in genere non amava le donne, specie quando
invecchiavano e si trasformavano in rognosi avvoltoi. Potevano fare a pezzi un uomo con le loro
chiacchiere taglienti. Lui cercava sempre di placarle. Cercava sempre di far loro dei regali. Nel suo
lavoro, spesso Romeo poteva mettere le mani su depositi di materiale per conferenze e convegni:
magliette, tappetini per mouse, palline di gommapiuma per esercitare le dita delle mani, minitorce
elettriche, penne e matite, bottiglie d'acqua, e persino morbide coperte di lana goffrate con acronimi e
simboli, come nuove. Una scorta speciale di questi oggetti era nascosta nel suo enorme bagno
accessibile in sedia a rotelle.
Dopo il Supermarted, Romeo era sprofondato nella pi nera depressione. George Bush aveva
tagliato le gambe al suo uomo. McCain era fuori. A questo punto Romeo ebbe cattivi presentimenti
sull'esito delle elezioni. All'ultima riunione degli AA aveva confidato al gruppo che Bush gli ricordava
tutte le cose che pi odiava di se stesso: gli occhi da faina, l'avidit, l'autocommiserazione, il finto
machismo. In questo paese di autodenigratori, Bush poteva vincere. Tutti lo guardarono con
un'espressione indecifrabile tranne padre Travis, che dopo gli tenne per mezzo secondo un braccio
sulle spalle, fraternamente. Romeo si commosse. Il prete non era tipo da abbracciare la gente. Tuttavia,
Romeo si allontan e decise di mettere in atto un piano che gli permettesse di drogarsi regolarmente
fino alla conclusione della campagna elettorale.
Quel giorno ricav molte idee di regali dal grande sacco nero per la spazzatura che aveva
riempito di roba facendo le pulizie dopo un convegno al college tribale. C'erano le tartarughe di
gommapiuma per la riabilitazione della mano: ma gli artigli di quelle dame erano gi abbastanza forti,
decise. Ributt nel sacco dei segnalibri, dei berretti, delle scadenti ecoborse riciclabili che si stavano
gi sfilacciando. Le magliette avanzate erano sempre piccole, mentre le signore che doveva
accontentare erano extralarge. Tutte tranne LaRose Peace, la cara vecchietta che era stata la sua
maestra. Lei era meglio delle altre, piccolina e non cos cattiva. Per lei mise da parte una T-shirt gialla
col logo di una marcia di cinque chilometri per i diabetici. Trov un paio di coperte di lana. Esamin,
scartandoli, dei pendagli per cerniere lampo a forma di rana. Nessuno li voleva perch le rane
sembravano troppo vere. Arrotol una coperta e usc per recarsi alla casa di riposo.
Non che andasse sempre a intrufolarsi nelle loro stanze. Non tutti lo lasciavano entrare. Alcuni
ricoverati diffidavano di lui, come la signora Peace, che aveva addirittura fatto mettere una catena sulla
porta perch un giorno lui aveva stupidamente insistito per entrare quando lei non era favorevole. Prese
dunque la macchina, Romeo, e and l. Mentre imboccava il corridoio principale vide la signora Peace.
Lei, appena lo scorse, sgattaiol via rapidamente, quatta quatta come un topo, dandogli un'ultima
sbirciata prima di sterzare nel suo appartamentino e chiudere energicamente la porta.
E dire che era la mia maestra preferita, pens Romeo, rattristato. Era la maestra preferita di tutti.
Mi portava a casa sua. Mi dava da mangiare, alla sua tavola.
Non pi. E di rado accettava i suoi doni. Ma c'era sempre sua zia, o sua madre, o la sua
matrigna, Star. A Star voleva portare il regalo pi bello: la coperta di lana viola con la scritta in un
angolo che diceva "Powwow della Sobriet 1999". Al momento della premiazione, a causa di qualche
ricaduta, erano avanzate alcune belle coperte. Romeo buss alla porta di Star, ricordando le medicine
che le avevano prescritto per la sua grave forma di artrite. Lei apr la porta, mostrando i denti
scintillanti in un sorrisetto.
 il coglione! strill Star rivolta alle altre visitatrici.
Oh, lui, disse Malvern Sangrait alla signora Webid. Diamogli un'occhiata. Pelle e ossa, ma non
si sa mai.
Per me? Star prese la coperta viola. Molto comoda.
Le donne sedevano intorno al tavolo della cucina, guardando avidamente Romeo. I loro occhi
lucidi erravano su di lui, ma poi si fermarono cos bruscamente che Romeo abbass lo sguardo, con una
reazione automatica. Era vero.
Venti vacche sono uscite dalla porta della stalla, strill la signora Webid.
Romeo tir. La cerniera lampo era bloccata.
Le vecchie signore cominciarono a contare ad alta voce. Arrivarono a trenta prima che lui
riuscisse, con uno strattone, a chiuderla completamente. Prudenza! Weweni!24 Bada!
Attento al pistolino, ridacchi Malvern.
Bada che non resti impigliato con la testa! Ooh! Sta cercando di fare capolino!
Le donne finsero di coprirsi gli occhi.
Si ud un leggero colpo all'uscio ed entr la vecchia maestra di Romeo. La signora Peace
ciabatt lemme lemme fino a un'altra sedia e si un alle tre donne e a Romeo intorno al tavolo. La sua
tazza di caff era ancora dove l'aveva lasciata.
Non volete invitare Romeo ad accomodarsi?
Accomodati, accomodati!
Perch hai quell'aria confusa?
Ha il cervello l sotto, nel culo. Forse non vuole schiacciare i suoi pensieri.
Star gli vers una tazza di caff e spinse nella sua direzione un vasetto da marmellata pieno di
zucchero.
Ecco. Sta per sedersi. Prima ha dovuto annodarsi il pisello, disse la signora Webid. Minacciava
di scappargli fuori.
Oddio, ansim la signora Peace. Non partecipava a quella conversazione indecente, ma gli
occhi le brillavano di gioia. Poi le signore guardarono Romeo pi attentamente.
Era un bambino gracile, disse Star, ha solo un pisellino rosa nei calzoni. Stavolta quella che
aveva in tasca era un'altra cosa.
Forse qualche altro "regalino" che ha scroccato, disse Malvern. Forse una delle sue lampadine
tascabili... con le pile scariche.
Pile scariche! Il viso della signora Webid si riemp di rughe. Le sue gote si gonfiarono a
dismisura, ma lei non riusc a trattenersi e cominci ad ansare dalla felicit.
Hai caricato le tue pile, ultimamente?
Ti sei pompato i muscoli?
A un tratto la signora Peace scoppi in una sorprendente risatina musicale, e Romeo chiese il
permesso di andare alla toilette.
Fa' pure con comodo, disse Malvern. Da' una bella caricata a quelle pile!
Ah, strillarono allegramente le dame.
Romeo chiuse la porta a chiave, apr l'acqua, pisci e tir la catena. Nello scroscio dell'acqua
corrente che usciva dal rubinetto apr l'armadietto dei medicinali. Delusione. Prese una scatola, anche
se l'etichetta diceva: Inserire nel retto. C'era un'altra confezione di analgesico che non si sbriciolava
quando cercavi di schiacciarlo, ma poteva solo essere inghiottito. Era piena, per, e c'era una boccetta
di scorta. Difficile che qualcuno si accorgesse della sua mancanza. Si pettin con le mani bagnate, leg
di nuovo la magra coda di cavallo, si accert che la cerniera fosse chiusa e usc.
 stato davvero un piacere vederti, ragazzo mio, disse immediatamente Star. Bello che tu sia
venuto a trovare la tua vecchia zietta. Ti prego di chiudere con garbo la porta mentre esci, eh?
Romeo chiuse effettivamente la porta mentre se ne andava in fretta, e questo provoc uno
scoppio d'ilarit. Avrebbe dovuto destare i suoi sospetti, forse, ma le dame facevano sempre cos.
A casa, quella sera, decise di vendere le supposte in una scatola diversa, ma prese una dose
tripla delle pillole che non si schiacciavano. Le butt gi con un intero bicchier d'acqua, come
raccomandavano, e attese. Non accadde nulla, e allora ne prese un'altra. Pass forse una mezz'ora.
Cerc la data sulla boccetta, poi guard pi da vicino e l'espose alla luce della lampada sbilenca.
Un'etichetta era stata incollata con cura sopra un'altra etichetta. Non riusc a togliere la seconda
etichetta, anche se ci prov con l'unghia pi lunga della mano, quindi con una lametta, e poi si rese
conto, mentre gli si torcevano rumorosamente le budella, che il contenuto della boccetta esercitava la
sua efficacia proprio l dove le vecchie signore avevano detto che si trovava il suo cervello.
Dio! Il dolore era insopportabile. Corse, piegato in due, alla porta del bagno per disabili. La
spalanc di schianto. Lo sciacquone del water funzionava ancora decentemente, e quella notte Romeo
lo mise a dura prova. I crampi erano chiodi piantati nella parte inferiore dell'addome. Quelle donne
dovevano avere dei sassi nell'intestino, pens. Come potevano resistere? Sarebbe bastata anche solo
una frazione di dose. Non chiuse occhio. L'alba lo trov delirante, esausto, disidratato, affamato,
distrutto, incapace di andare al lavoro. Macch, non era finita. Affiorarono altre sensazioni. La pelle
cominci a prudergli e bruciare. Il naso era gigantesco e i piedi gli sembravano lontani. Aveva in bocca
un sapore anormalmente disgustoso, poi il pene gli divent duro come una roccia, e non voleva
sgonfiarsi nemmeno se pensava a quei fermagli da cerniera lampo a forma di rana.
Per tutto il giorno, dopo avere steso delle coperte sulle finestre, Romeo giacque nel suo
mucchio di sacchi a pelo attraversando momenti di nausea, disorientamento ed eccitazione sessuale
interrotti da improvvise esplosioni di gas intestinale. La CNN tremolava e faceva scintille. Ann Kellan,
una delle sue giornaliste preferite, stava raccontando una storia consolante sul linguaggio degli elefanti.
Quando sentite questi richiami, sapete che sta per aver luogo un accoppiamento, disse Ann. Gli elefanti
maschi barrivano. La gara era iniziata. Le proboscidi strombettavano. Il pene di Romeo pulsava. Tolse
l'audio. Giacque immobile dentro il sacco a pelo. Non osava fare un movimento per paura di
compromettere il precario equilibrio che gli si era creato sotto la cintola.
Forse le vecchie dame avevano ragione  aveva il cervello nel culo e ora si era sturato  perch
si sorprese a pensare con straordinaria chiarezza. A pensare con una strana concentrazione. A
considerare dove avrebbe venduto e quanto avrebbe ricavato dalle pillole che aveva nascosto, fino a
fare mentalmente tutti i calcoli e a decidere come avrebbe impiegato quei soldi. Pens a sua zia, zia
Star, che allevandolo lo aveva tenuto ai margini della propria famiglia. Nonostante il brutto scherzo,
avrebbe continuato a farle la spesa. A pulirle la casa perch non puzzasse. Pensava a cose ordinarie e
straordinarie. Doveva proprio vivere cos? Se lo chiedeva. Doveva rassegnarsi alle crudeli beccate delle
poiane della casa di riposo? Come poteva rialzarsi? Come poteva ottenere il rispetto della gente?
Doveva forse candidarsi a qualche carica? Quale carica? Se avesse fatto parte del consiglio tribale
avrebbe immediatamente dichiarato illegale secondo il codice tribale mettere pillole lassative
psicotropiche che facilitavano l'erezione dentro una boccetta di analgesico. Tuttavia, pass la maggior
parte del tempo a rivedere frammenti, ordinare parole, esaminare possibilit. Informazioni. Quali
vantaggi poteva trarre da certe conoscenze. Consider tutti gli aspetti del potere che potevano
conferirgli le dicerie. Decise di approfondire, investigare, magari allestire un tabellone di indizi come il
suo eroe di Law & Order  I due volti della giustizia, Lennie Briscoe. Avrebbe fatto tutti i
collegamenti.
Wolfred vagli le opzioni: potevano fuggire, ma Mackinnon non soltanto si sarebbe lanciato al
loro inseguimento ma avrebbe pagato Mashkiig per rintracciarli. Potevano restare sempre appiccicati,
in modo che Wolfred potesse vegliare su di lei, ma questo avrebbe mostrato che Wolfred sapeva, e
avrebbero perso l'elemento della sorpresa. Senofonte aveva passato notti insonni rivolgendosi questa
domanda: Quanti anni dovr avere per diventare padrone delle mie azioni? Quelli che ho io, pens
Wolfred. Perch dovevano uccidere Mackinnon, naturalmente. In effetti, era la prima cosa che Wolfred
aveva pensato di fare, e l'unico modo per liberarsi di lui. Per sentirsi meglio, tuttavia, aveva vagliato le
opzioni.
Come farlo?
Sparargli era fuori discussione. Avrebbe potuto intervenire la giustizia. Ucciderlo a colpi
d'ascia, mannaia, coltello o pietra, o legarlo e spingerlo sotto il ghiaccio, era altrettanto rischioso.
Mentre giaceva nel buio esitante immaginando ogni scenario, Wolfred si ricord di quando aveva
errato nei boschi con lei. Lei sapeva tutto di cosa c'era di mangiabile in un bosco. Probabilmente
sapeva tutto anche di ci che non si doveva mangiare. Probabilmente conosceva i veleni.
Il giorno dopo, rimasto solo con lei, vide che era riuscita a ricucirsi la veste con un tendine di
animale. Indic la riparazione, punt il dito nella direzione approssimativa di Mackinnon, poi finse di
raccogliere qualcosa, fuori, di cuocerlo e di darlo da mangiare a Mackinnon, che poi si teneva la pancia
e cadeva a terra, morto. Questo la fece ridere, con una mano davanti alla bocca. Lui la convinse che
non era uno scherzo e lei cominci a muovere le mani come se volesse lavarsele, a mordersi il labbro
inferiore, a lanciare occhiate tutt'intorno, come se anche gli aghi dei pini sapessero quello che stavano
tramando. Poi gli fece segno di seguirla.
Perlustr il bosco finch trov dei gambi ispidi curvi sotto il peso di bacche nere e raggrinzite.
Si mise un brandello di tela sulla mano, raccolse le bacche e le leg nella pezzuola. Poi cerc una
macchia di querce, torn a coprirsi la mano e l'affond nella neve accanto a un ceppo crepato e marcito
fino a ridursi quasi in niente. Alla fine, da sotto la neve, tir fuori dei fili grigio scuro che un giorno
potevano essere stati dei funghi.
Quella sera Wolfred us la carne del petto di sei pernici, i filetti di tre conigli, una patata vizza e
l'offerta della bambina per preparare uno stufato salatissimo e molto speziato. Stapp un barilotto di
vino ad alta gradazione e si assicur che Mackinnon ne scolasse una buona parte prima di mangiare. Lo
stufato non sembr fargli alcun effetto. Si ritirarono tutti nei loro angoli, e Mackinnon continu a bere,
come faceva di solito, fino a quando il fuoco si spense.
Nel cuore della notte i suoi movimenti scomposti, i grugniti e le grida di dolore li svegliarono.
Wolfred accese una lanterna. La testa di Mackinnon era diventata tutta viola e si era gonfiata fino ad
assumere dimensioni grottesche. Gli occhi erano spariti nella carne. La lingua, un pesce maculato,
sporgeva da quella che doveva essere stata la sua bocca. Sembrava che cercasse di uscire dal proprio
corpo. Si gettava con violenza contro le pareti di tronchi, nel camino, sopra i mucchi di coperte e di
pellicce, staccando rumorosamente i fucili dai loro ganci di legno. Cartucce, nastri e campanelle per i
falchi piovevano dagli scaffali. Il ventre gli esplose dal panciotto, tondo e duro come un masso. Mani e
piedi gli si empirono di vesciche. Wolfred non aveva mai assistito a uno spettacolo cos terrificante, ma
ebbe la presenza di spirito di non prendere Mackinnon a legnate e di non molestare in alcun modo la
sua mostruosa figura. Quanto alla bambina, sembrava compiacersi del suo stato, anche se non
sorrideva.
Sforzandosi di non badare alla caotica morte in atto alla sua sinistra, poi alla sua destra, poi ai
suoi piedi, Wolfred si prepar a partire. Muovendosi goffamente, prese le racchette da neve e due zaini.
Negli zaini mise i suoi libri, due acciarini, munizioni e le focacce di farina d'avena che aveva cotto in
anticipo. Pieg due coperte, un'altra da tagliare per le ghette, e mun se stesso e la bambina di quattro
coltelli per ciascuno. Prese due fucili, borra e una grossa fiasca di polvere da sparo. Prese il sale, il
tabacco, il prezioso caff di Mackinnon e la carne secca. Non prese troppo denaro, anche se conosceva
il tronco cavo che nascondeva il gruzzolo del mercante, un orologio d'oro e una fede nuziale che
Mackinnon portava di rado.
Le mani di Mackinnon, cos gonfie da sembrare muffole, gli tormentavano l'abito sul petto, di
cui scoppiavano le cuciture. Mentre Wolfred e la bambina sgattaiolavano via, lo sentirono lottare
contro il veleno, col fiato che gli usciva dalla bocca accompagnato da rantoli tonanti. Poteva aspirare a
malapena, oltre la lingua gonfia, un po' d'aria in quell'enorme testa violacea. Eppure riusc a chiamarli
debolmente.
Figli miei! Perch mi state lasciando?
Di l dalla porta sentivano i suoi piedi colpire rumorosamente la terra battuta del pavimento.
Sentivano le sue grosse zampe battere sul secchio di legno vuoto in cerca d'acqua.

21 L'albo per ragazzi scritto e illustrato da Maurice Sendak (1963) famoso in tutto il mondo.
[N.d.T.]
22 Avanti! [N.d.T.]
23 Moccioso. [N.d.T.]
24 Piano. [N.d.T.]

Cioccolato
Di nuovo settembre. Nel corso della giornata la calura divent opprimente. Non si muoveva una
foglia. Era il primo giorno di scuola, e quando fin la lezione Maggie e LaRose non si reggevano in
piedi. Erano appena saliti sull'autobus che gli alberi presero ad agitarsi violentemente. Mulinelli di
polvere bollente attraversavano l'aria. Quando saltarono gi alla fermata, cadevano grossi goccioloni.
Nola e il cane vennero loro incontro con un fragile ombrello rosso che il vento quasi le strappava dal
pugno. Entrarono in casa a fatica, e come ebbero chiuso la porta un fulmine illumin i margini vibranti
della corte; mezzo secondo dopo echeggiarono i colpi secchi del tuono.
Dentro, prima che il cane potesse darsi una scrollata, Nola lo strofin vigorosamente col
vecchio asciugamano che teneva vicino alla porta. Il cane tremava per l'eccitazione, ma non aveva
paura. La fiss con un'espressione calcolatrice, poi salt sul divano, sfidando la sorte. Lei gli aveva
insegnato una regola per ogni cosa: non chiedere, non saltare addosso alla gente, masticare solo i giochi
masticabili, non fare i tuoi bisogni nella corte ma solo ai margini, non vomitare e non sbavare in casa,
se poteva evitarlo. Gli aveva persino insegnato a non mangiare finch non gli diceva: Mangia. L'unica
cosa sulla quale diventava incoerente era il divano. A volte gli ordinava di saltare gi, a volte gli
permetteva di salirvi. A volte lo lasciava persino sedere accanto a lei. Il cane doveva capire di che
umore era Nola per scoprire se sarebbe stato autorizzato ad adagiarsi sugli agognati cuscini verdi pieni
di polietilene espanso. Adesso i segni erano buoni. Si acciambell silenziosamente tra Nola e Maggie, e
lasci che il proprio peso affondasse a poco a poco contro di loro. Piano piano le sue sopracciglia si
distesero. Muovendosi un centimetro dopo l'altro, riusc a posare la testa vicino alla coscia di Nola.
La pioggia cadeva a ondate e cortine, pestando sul tetto come persone che volessero entrare.
Questo spaventava Maggie, ma non LaRose. Suo padre aveva messo, apposta per lui, una penna
d'aquila sopra la capanna sudatoria, e parlato con gli animikiig; aveva spiegato agli spiriti del tuono
dove viveva LaRose, affinch non tirassero fulmini per colpire lui o chiunque altro in quella casa.
Non succeder niente, disse LaRose a Maggie. Le fece una carezza sulla guancia. Quando
LaRose la tocc, Maggie smise di tremare. LaRose sapeva che lei lo amava quando non aveva paura.
Era un peso, per lei, fare sempre l'intrepida. A causa, per, di ci che Maggie aveva detto di suo padre,
che aveva ucciso Dusty, LaRose non le disse per quale motivo erano al sicuro.
Maggie rest abbracciata a lui mentre Nola preparava i sandwich e versava il latte nelle tazze.
LaRose guardava la pioggia andare avanti e indietro increspando le pozzanghere.
Mangiamo qua dietro, disse Nola, indicando il divano.
Il cane alz la testa quando il cibo fu vicino alla tappezzeria, ma cerc di nascondere la
sorpresa.
Restarono l seduti a guardare fuori dalla finestra con i sandwich e le spalle rivolte alla parete
interna. Ogni tanto un suono faceva vibrare la casa. Maggie, spaventata, affond il viso nei cuscini e si
strinse al cane. Quando LaRose alz lo sguardo a Nola, lei fece una faccia buffa, una faccia che lo
disorient, una faccia che LaRose non aveva mai visto. Quando torn a posarlo sulle vetrate grondanti,
Nola aveva gli occhi lucidi. Sembrava ipnotizzata dai rami che si agitavano violentemente. La faccia
che gli aveva fatto prima era un sorriso.
A scuola, nell'aula di LaRose, con bambini dall'asilo alla prima elementare, c'era un ragazzo
pi grande, di prima, che si chiamava Dougie Veddar. Aveva la brutta abitudine di prendere i ragazzi
per il collo per sottoporli a quella che chiamava la Frizione Olandese: stropicciargli con forza le nocche
sul cranio, torcendogli le orecchie. Questo ragazzo aveva trovato una particolare soddisfazione
nell'odiare LaRose. Gli faceva lo sgambetto, gli dava spintoni, lo chiamava Rosina Culo Rosso.
Puoi prestarmi la matita? chiese Dougie a LaRose durante la lezione. Quando LaRose gli diede
la matita, Dougie le spezz la punta e gliela rese. LaRose temper la matita.
Puoi prestarmi la matita? chiese Dougie quando LaRose si mise a sedere.
No, disse LaRose.
Dougie fece una faccia triste e alz la mano.
Signora Heaper, signora Heaper! LaRose non vuole prestarmi la matita!
Hai la tua matita, Douglas, disse la signora Heaper.
Mentre la signora Heaper non guardava, Dougie afferr la matita temperata di LaRose e gliela
piant nel braccio, cos forte che la punta si spezz sotto la pelle. Dougie rise e disse che gli aveva fatto
una puntura. Quella sera LaRose mostr la spalla a Maggie, con la punta della matita dentro.
Il viso di Maggie si gonfi. Le sue labbra si strinsero. I suoi occhi dorati si incupirono.
Aveva appena sei anni quando le sue maestre cominciarono a dire che Maggie era "una
sagoma". Ma dopo la morte del fratello questa sagoma si precis. Maggie infiammava gli altri ragazzi
scegliendosi gli amici, scartando quelli che la contrariavano, mettendoli l'uno contro l'altro per i suoi
favori. Anche se non sarebbe stato giusto dire che rimbeccava le maestre, c'era sicuramente del
sarcasmo nell'eccessiva gentilezza che mostrava.
S, signorina Balboa, diceva, e in un bisbiglio che potevano sentire solo gli altri bambini
aggiungeva: S, signorina Barbosa.
Alzava gli occhi al cielo, faceva isteriche boccacce alle spalle delle insegnanti. Non la
sorpresero mai quando lasciava cadere sistematicamente dalla tasca dei jeans una biglia che rotolava
qua e l tra le irregolarit del pavimento. La biglia mandava un suono acuto e sibilante che teneva tutti
col fiato sospeso. Continu cos, facendo rotolare una biglia ogni due o tre giorni, finch la signorina
Balboa ordin a tutti di rivoltare le tasche. Quelle di Maggie erano vuote come le altre. Non disse a
nessuno quello che aveva fatto, in modo che nessuno potesse fare la spia. Era una sagoma, ma
disciplinata.
Maggie aveva una lista.
Ora al primo posto c'era Dougie Veddar.
Arriv l'intervallo. Lui correva goffamente qua e l credendosi al sicuro, con la sua spazzola
bionda e i denti da coniglio. Maggie era amica di una bambina pi grande, Sarah, un tipetto svelto e
deciso. Le due bambine, con aria indifferente, conversero su Dougie e lo isolarono dagli altri ragazzi.
Ne vuoi un pezzo?
Maggie gli sventol sotto il naso la tavoletta di cioccolato della sua colazione. Lui usc da dietro
l'albero del campo giochi. Sarah si port alle sue spalle e lo prese per le braccia. Maggie si era messa
un paio di scarponcini apposta per questo. Fece un passo indietro e gli assest un calcio tra le gambe.
Poi, mentre lui si piegava in due, soffoc il suo grido con la tavoletta di cioccolato.
Non toccare mio fratello, disse nel suo solito modo tra gentile e terrificante, mentre i suoi occhi
mandavano lampi dorati di soddisfazione. Per piacere.
Sarah moll Dougie e le due bambine si allontanarono tranquillamente, chiacchierando. Cio,
cosa credi che possa fare? Andare a lamentarsi? Che due bambine mi hanno immobilizzato e dato un
calcio nelle palle? Rester l per terra, magari gli verr da vomitare. Non so. Nei film vomitano sempre
quando gli molli un calcio nelle palle. Andiamo a vedere se  rimasto un po' di latte col cioccolato.
Si fermarono a guardare il movimento nel cortile prima di tuffarsi nella mensa.
Maggie si era assicurata che LaRose fosse di l dall'albero a vedere cosa succedeva. Per gli
raccomand di fare alla svelta e di guardare solo con la coda dell'occhio. Doveva sparire
immediatamente dall'altro lato del campo giochi. LaRose vide tutto mentre passava di corsa e poi si
arrampic sulle sbarre orizzontali. Si sedette proprio in cima, fingendo di prestare attenzione ai ragazzi
intorno a lui, ma osservando le bambine che rientravano lentamente.
Ci fu un momento di agitazione. Le maestre arrivarono di corsa. Correvano verso Dougie; un
ragazzo disse, impressionato:  blu,  blu. Una maestra lo sollev di peso. Gli batt una mano sulla
schiena per farlo respirare. Due insegnanti lo capovolsero tenendolo per le gambe e lo scossero.
Finalmente, uno strillo da Dougie: Aaah, aaah, aaah. Sollievo e cinismo si impossessarono ancora una
volta degli insegnanti mentre gettavano una palata di sabbia sulla pozza di cioccolato.
Ora Maggie dormiva nella vecchia camera di Dusty e LaRose aveva una brandina nuova. Era
rossa, di metallo, e il telaio era a due piazze. L'ideale per una notte o due, disse Nola. Quando disse
cos, LaRose distolse lo sguardo. Sapeva che Nola intendeva parlare degli altri ragazzi della scuola,
mentre il suo primo pensiero era corso ai fratelli e alle sorelle. Comunque, ogni tanto Maggie andava a
dormire con lui. Scivolava via prima dell'alba perch sua madre aveva ordinato a tutt'e due di non
dormire pi nello stesso letto.
Dougie adesso non ti dar pi noia, disse Maggie. Fammi vedere il braccio.
Maggie accese la lampada sul comodino di LaRose e studi il suo braccio.
Ti fa male? Tocc il punto.
No mica.
Non pi, LaRose. Devi dire "non pi".
LaRose non disse nulla. Maggie guard il suo braccio da diverse angolazioni.
Io lo trovo bello, disse in tono deciso.  un tatuaggio. Ne voglio uno anch'io.
Raggiunse lo zainetto di LaRose, tir fuori l'astuccio delle matite. Sopra il com c'era un
temperalapis. Maggie temper con grande cura una matita.
Okay, me la pianterai nel braccio come ha fatto Veddar. Nello stesso punto. Sar come se
fossimo fidanzati o qualcosa del genere.
LaRose aveva quasi sei anni.
Ho solo sei anni, disse.
L'et non ha importanza.
Volevo dire che ho paura a piantartela nel braccio.
Vuoi dire che piangeresti? Maggie lo studi attentamente.
LaRose annu.
Okay, guarda.
Maggie strinse la matita temperata a regola d'arte come se fosse un punteruolo per il ghiaccio.
Diede un'occhiata al tatuaggio di LaRose e si lecc le labbra. Si fece un leggero segno sul braccio,
nello stesso punto di quello di LaRose. Poi alz la mano e si piant la matita nel braccio. La punta
venne via. Lei si tir dietro la matita mentre attraversava la stanza e cadeva sul letto, scalciando,
tenendosi il braccio, mordendo il cuscino per soffocare i lamenti.
Dopo qualche minuto si mise a sedere. C'era un po' di sangue sulla mano, ma la punta di grafite
conficcata nel suo braccio ne aveva stagnato la maggior parte.
Mi ha fatto pi male di quanto pensassi, disse, con gli occhi spalancati, guardando negli occhi
di LaRose. Ora sono contenta che Veddar sia quasi morto.
Eh?
 rimasto soffocato da quella tavoletta. Gliel'ho ficcata in gola.  andata gi per il tubo
sbagliato.  diventato blu come un morto. E forse era persino proprio morto fino al momento in cui il
signor Oberjerk lo ha alzato per le caviglie e lo ha scosso per liberargli la gola dal vomito. Tu hai visto
tutto, vero?
LaRose annu.
Cos ora sai che faccia ha la vendetta.
Maggie aveva una certa propensione a dire cose come questa, non soltanto per il fatto che
leggeva i romanzi gotici scartati da sua madre. Peter si tormentava per lei quando sua figlia voleva
sapere  lo faceva ancora  cos'era successo esattamente a Dusty. In particolar modo, al suo corpo.
Restavano solo le ossa? Si era trasformato in una specie di gelatina? Era andato in polvere? Si era
dissolto nell'aria? Le entrava nei polmoni con l'aria che respirava? Mangiava della roba concimata dai
suoi capelli? C'erano sue molecole in ogni cosa? E perch tu hai ancora dei fucili? chiedeva. Io li odio.
Dovresti sbarazzartene. Io non ne toccher mai uno. Questo, almeno, era sensato.
Peter si tormentava per lei quando continuava a prendere in prestito dalla biblioteca un libro
intitolato Dark Creatures. Prov un senso di sollievo quando smise. Ma lo turb apprendere da una
telefonata della bibliotecaria che il libro era stato mutilato. Si tormentava per come Maggie toglieva i
serpenti dalla catasta di legna da ardere e se li lasciava strisciare intorno alle braccia, per come
addomesticava dei ragni e poi con noncuranza li schiacciava. Per come apriva un uovo della cova
prima che si schiudesse da solo per vedere come veniva la creatura che c'era dentro. Per come
seppelliva una gallina morta e ogni giorno la riesumava per vedere in che modo il mondo la digeriva.
C'erano dei giorni in cui il cane la ignorava, o persino la evitava, come se non si fidasse di lei. Peter era
angustiato da queste cose.
Nola, invece, era tranquillizzata dal fatto che sua figlia si sentiva costretta a lacerare la pellicola
di plastica che divide gli universi. Era solo naturale, pensava, vivere in tutt'e due. Quando potevi
vedere un mondo dall'altro, per esempio il mondo dei vivi dal mondo dei morti, c'era un certo
conforto. Le distendeva i nervi immaginarsi dentro una bara. Sognava le varianti del look che avrebbe
avuto come quando, al liceo, metteva insieme mentalmente l'abbigliamento perfetto. I jeans, la camicia
lunga, i calzini divertenti, le scarpe, la collana col cuoricino, i capelli tirati su con lo spray o spioventi
sulle spalle. Naturalmente, non avrebbe potuto indossare quella roba, cos fuori moda, da morta. O
forse s... Che sballo! Quando aveva collegato tutti i passi che portavano alla sua morte, l'ansia di Nola
veniva meno. D'altro canto, una strana euforia si impossessava di lei quando si spingeva oltre la morte
e immaginava che tutti, e tutto, sarebbero andati avanti come prima, solo senza Nola. Ma questo le
dava profondi sensi di colpa, che si permetteva raramente. Era come quando mangiava un'intera torta
rafferma e lo zucchero la faceva sprofondare immediatamente nel sonno.
Quella volta, mangiata la torta, tutto taceva. La sera era profonda e pura. La luce si spense e
Peter avvolse Nola in una soffice coperta di lana. Al buio, lei si strinse pi forte la coperta intorno al
corpo. Le sembrava di essere ancora in fasce, isolata, protetta da se stessa, come in un'esclusivissima
clinica psichiatrica privata adibita alla cura di un'unica persona: Nola. Si assop, tormentata solo dal
pensiero fastidioso che la mattina dopo avrebbe dovuto ricominciare tutto da capo. L'esistenza le
ronzava nella testa come una zanzara. Allora la colp con lo schiacciamosche. E si lasci trasportare
sottoterra dalla corrente del proprio conforto.
Su racchette da neve di frassino e tendini, Wolfred e la bambina presero la via del sud. Sarebbe
stato facile seguirli. La versione di Wolfred era che avevano deciso di procedere verso Grand Portage,
in cerca di aiuto. Avevano lasciato Mackinnon nella capanna, ammalato, con una grande scorta di
provviste. Se si fossero persi, allontanati dalla retta via, trovati ancora pi a sud, probabilmente nessuno
avrebbe saputo chi era Mackinnon, n si sarebbe curato di lui. E cos fecero una bella sgambata,
tenendo un buon passo e accampandosi di notte. La bambina saggiava le correnti d'aria col viso e con
le mani, poi indicava a Wolfred dove piazzare un riparo, come costruirlo, come trovare legna secca
nella neve, strappando rami morti dagli alberi, e come ammucchiarli in modo che potessero tenere il
fuoco acceso per tutta la notte e dirigerne il calore verso di loro. Dormivano pacificamente, avvolti
nelle loro coperte individuali, e si svegliavano ai rimbrotti invernali delle cince bigie.
La bambina ravviv il fuoco, mangiarono, e si erano rimessi in marcia verso sud quando tutt'a
un tratto udirono la voce rantolante di Mackinnon dietro di loro. Avanzava a tentoni, spezzando
ramoscelli, chiamandoli: Aspettate, figli miei, aspettate un momento, non abbandonatemi!
Terrorizzati, ripartirono di scatto, muovendosi a lunghi passi sulla neve. Un cane li raggiunse,
uno dei patetici bastardi della stazione commerciale; correva al loro fianco, a balzi faticosi ostacolati
dalla neve. Dapprima pensarono che Mackinnon lo avesse mandato a cercarli, ma poi la bambina si
ferm e lo guard fisso. Il cane le rispose con un uggiolio. Lei annu e indic la via tra gli alberi che
portava a un fiume ghiacciato, sul quale sarebbe stato possibile procedere pi rapidamente. Sul
ghiaccio del fiume scivolavano a una fantastica velocit. La bambina diede al cane un pezzo di focaccia
che aveva in tasca, e quella sera, quando si accamparono, piazz trappole tutt'intorno a loro.
Ammucchi la legna per il fuoco e costru il riparo in modo tale da dover passare attraverso uno stretto
spazio tra due alberi. Anche l mise una trappola. Il suo cappio era abbastanza grande per la testa di un
uomo, anche per una testa orribilmente gonfia. Mangiarono, loro e il cane, e dormirono con i coltelli
sguainati, vicino agli zaini e alle racchette da neve.
Verso la mattina, quando del fuoco restavano soltanto le braci, Wolfred si svegli. Sentiva,
vicinissimo, lo stridulo respiro di Mackinnon. Il cane abbaiava. La bambina si alz e fece segno a
Wolfred di mettersi le racchette e raccogliere gli zaini e le coperte. Alle prime luci Wolfred vide che i
tendini della trappola destinata a Mackinnon erano tesi e vibravano. Il cane tormentava e cercava di
azzannare una forma invisibile. La bambina mostr a Wolfred come scavalcare il riparo e passare di l,
e gli fece capire che doveva controllare le trappole che aveva piazzato, raccogliere ci che avevano
catturato e non dimenticarsi di prendere i tendini per poterle mettere di nuovo alla tappa successiva.
Il respiro di Mackinnon risonava attraverso la radura intorno al fuoco. Mentre se ne andava,
Wolfred vide che la bambina stava spalmando su uno stecco della resina di pino mista a scorza di
betulla. L'accese. Wolfred la vide vibrare stoccate in aria con lo stecco, ripetutamente. Rispondevano
grugniti soffocati di dolore. Wolfred era cos spaventato che fece fatica a trovare tutte le trappole e
dovette recidere il tendine che aveva soffocato un coniglio congelato. La bambina fin il lavoro e
tornarono insieme gi al fiume, col cane. Dietro di loro cominci un sinistro miagolio. In fretta e furia
presero il largo. Con sollievo di Wolfred, la bambina sorrise e and avanti sfiorando il terreno, calma e
sicura di s. Eppure era ancora una bambina.
La signorina Balboa aveva sentito.
Maggie, per piacere, vieni alla lavagna, disse.
Maggie aveva ficcato la testa nel banco per bere con la cannuccia un sorso di succo di mela. Ne
aveva una scatoletta per i casi di emergenza. Se la ficc sotto la camicia, nella cintura. Umilmente,
mostrando una timida obbedienza, risal la fila dei banchi, strascicando i piedi in attesa del dramma.
Subito!
S, signorina Balboa.
O preferisci chiamarmi signorina Barbosa? chiese la signorina Balboa.
Come, signorina Balboa?
Maggie! Cammina fino all'angolo e resta l con la faccia al muro.
I bambini ridacchiavano, eccitati. Maggie si volt e sorrise, troppo amabilmente. Le sue
compagne smisero di ridere. Lei raggiunse l'angolo e rest l in piedi, accanto al distributore d'acqua
fresca, con la faccia al muro.
Adesso vedrai cos' veramente la noia! esclam la maestra, che si trovava proprio alle sue
spalle.
Questa volta le bambine risero di cuore. Maggie cerc nuovamente di voltarsi, ma la signorina
Balboa era sempre l. La maestra le teneva ferma la testa battendole dolcemente le mani sulle tempie.
Lo stomaco di Maggie ribolliva. Aveva detto a LaRose che quando qualcuno le faceva ribollire lo
stomaco la sua fine era segnata. La signorina Balboa tolse le mani dalla testa di Maggie e inizi una
lezione sulle frazioni. Maggie rest nell'angolo a riflettere. Dopo qualche tempo chiese:
Per piacere, signorina Balboa, posso andare al bagno?
Ci sei andata nell'intervallo, disse la signorina Balboa, e continu soavemente la lezione
addizionando 1/8 e 4/8.
Maggie cominci a dondolarsi e saltellare.
Signorina Balboa, signorina Balboa! Devo andarci in ogni caso.
No, disse la signorina Balboa.
Maggie lasci che la lezione proseguisse. Ma intanto aveva preso silenziosamente un bicchiere
di carta dalla pila accanto al distributore. Aspett.
Signorina Balboa, per piacere, disse infine. La sua voce era tesa. Mi scappava cos tanto che ho
pisciato in un bicchiere.
Cosa?
Maggie si volt per mostrarle il bicchiere di succo di mela.
Posso andare a vuotarlo, per piacere?
La signorina Balboa chiuse la bocca. I suoi occhi guizzavano qua e l come mosche in trappola.
Indic la porta. Poi si sedette dietro la cattedra con lo sguardo alle sue carte.
Maggie port cautamente il bicchiere pieno fino all'orlo in fondo all'aula, con tutti gli occhi
della scolaresca puntati su di lei. La signorina Balboa si prese la testa tra le mani. Maggie si volt
indietro per assicurarsi che la maestra non guardasse. Sorrise alle compagne. Poi vuot il bicchiere in
un sorso e usc sbattendo la porta. Fuori, si ferm un momento per godersi l'esplosione di strilli e di
risate e la tempesta di vane minacce della signorina Balboa. Quando rientr, and a sedersi nel suo
banco come se niente fosse. La signorina Balboa non la risped nell'angolo. Sembrava intenta a
prendere appunti. Maggie aveva sperato che scoppiasse in lacrime.
Far piangere la gente era una delle sue specialit, e la sofferenza della maestra l'avrebbe
divertita un mondo. Quanto a lei, poteva sciogliersi in lacrime, poteva quasi farsele venire agli occhi a
comando. Si stava allenando.
Una domenica, mentre Nola era a messa, Peter ebbe l'idea di andare a trovare Landreaux. Si
tir dietro Maggie. Non che sentisse la mancanza di LaRose. Era l'amicizia: tutto quello che aveva.
Una visita da fare, forse, un giorno, era a suo fratello, gi in Florida. Landreaux e la famiglia di
Emmaline erano le persone alle quali si sentiva pi vicino.
Che si fa? chiese Maggie mentre erano in macchina.
Una visita, disse lui.
Landreaux era gi venuto ad aprire, ed entrarono in casa.
LaRose era seduto sopra Coochy e fingeva di prenderlo a pugni. Alz lo sguardo, sorpreso.
Peter abbass il suo, altrettanto sorpreso. LaRose non faceva mai baraonde, n finti pugilati, a casa
loro.
 ora? domand.
No, disse Peter, non sono venuto a prenderti. Io e Maggie, a casa, non avevamo niente da fare, e
allora abbiamo pensato di venirvi a trovare.
Ehi! Il faccione di Landreaux divent ancora pi largo e il suo sorriso conciliante fece capolino.
Strinse la mano a Peter, un po' agitato dall'apprensione, ma forse anche contento. Ho appena fatto il
caff.
Si sedettero intorno al tavolo della cucina, e Maggie and subito nella camera da letto di Snow e
Josette. Aveva sentito l'odore dello smalto per le unghie.
Maggie! Vieni. Snow si stava pitturando sulle unghie un fondo bianco sul quale disegnava
spirali nere alternate a scacchi neri. Josette si stava applicando un set di unghie finte con un flacone di
colla tossica. Aspett che si asciugassero, muovendo solo il viso, ammiccando e roteando gli occhi alla
musica che le entrava nella testa dalla cuffia.
Puoi fare anche le mie?
Come le vuoi, Maggie?
Viola? Con dei teschi bianchi sopra.
Uffa, i teschi non li so fare. Snow rise. Qualcosa di facile. Prese dall'astuccio di plastica un
vasetto di smalto viola e lo scosse, facendo tintinnare le perline. Maggie amava quel suono.
Solo dei puntini, magari?
Questo posso farlo.
Si lasciarono assorbire da quelle complicate operazioni, il primo strato di colore, lo strato
trasparente, il secondo colore, l'ultimo strato trasparente. Trattenevano il respiro quando Snow lim e
poi dipinse le unghie di Maggie. Mentre ogni strato si asciugava, Snow e Maggie si misero a
chiacchierare.
Come mai siete venuti a trovarci? Non fate mai visite.
Credo che mio padre si sentisse solo. Mamma  andata a messa.
Bene, meglio che siate venuti. Una volta giocavamo tanto insieme! Tutto diventa meno strano,
no?
S, cio, a volte penso... Maggie aggrott la fronte, poi si rischiar. Potrebbe esserci tutta una
storia di vendette tra le nostre famiglie. Ma ora non credo che ci sar mai.
Snow trasal.
Perch... perch amiamo tutti LaRose?
Uhm. Io e lui, noi ci siamo pugnalati per diventare fratello e sorella.
Mamma mia, cosa?
Con le matite. Per farci un puntino blu. Maggie abbass la maglia.
Posso vedere? Oooh. Guarda, Josette. Proprio sul braccio. LaRose e Maggie si sono tatuati per
essere una famiglia.
LaRose  stato pugnalato da un ragazzo a scuola. Quello, l'ho messo a posto io. Poi mi sono
pugnalata per poterci fidanzare, prima. Ma non sapevo cosa voleva dire fidanzamento.
Gi, che orrore.  tuo fratello, dunque...
Tieni le dita ferme, adesso, disse Snow. Rimettile sul giornale.
Cos mi piace, disse Maggie, quasi intimidita dalla gioia. Stese le dita per esporre alla luce le
unghie viola con i puntini.
Cosa vuol dire che l'hai messo a posto tu? disse Josette. Hai picchiato quel ragazzo?
Hanno dovuto rianimarlo, disse Maggie modestamente.
Davvero?
Ti sei messa in un pasticcio?
Quella volta no. Se mi metto veramente in un pasticcio, so come tirarmene fuori.
Josette fece a Snow un cenno d'intesa. Eh, lei non ha paura delle conseguenze. Veglia sul
nostro fratellino, lei, poche storie.
Se fossimo una sola famiglia sarebbe molto meglio, disse Maggie. Potreste passare qualche
notte a casa nostra.
Nooo, sorrise Josette.  che siamo troppo grandi.
Allora potremmo avere gli stessi tatuaggi, disse Maggie. Io li so fare.
Ehi, frena! Le ragazze scoppiarono a ridere.
Basta temperare proprio bene una matita, e zac! Fece un rapido affondo con una penna.
Assassina! disse Snow.
Coochy ficc la testa nella fessura della porta e fece una faccia da bambolina. Tuo pap dice
che  ora di andare.
Le ragazze si abbracciarono.
Baci, baci, sulle guance, come se fossimo della mafia.
Wolfred chiese alla bambina di dirgli il suo nome. Glielo chiese con le parole, glielo chiese a
segni, ma lei si rifiutava di rispondere. Ogni volta che facevano una sosta, glielo chiedeva. Ma anche se
lei gli sorrideva, e capiva benissimo quello che voleva, non voleva dire il suo nome. Guardava lontano.
Verso l'alba, dopo una bella dormita, lei si inginocchi davanti al fuoco per ravvivarlo. Tutt'a un tratto
si immobilizz e guard verso gli alberi. Sporse il mento in avanti, poi si tir indietro i capelli e
socchiuse gli occhi. Wolfred segu il suo sguardo e la vide, anche lui. La testa di Mackinnon rotolava
pesantemente sulla neve, muovendosi a scatti, con i capelli che ardevano e le fiamme che guizzavano
allegramente. A volte cozzava contro un albero e gemeva. A volte si spingeva avanti con la lingua, lo
scarno moncone del collo o le orecchie comicamente a sventola. A volte faceva rapidamente qualche
metro, poi mollava, singhiozzando, delusa dal proprio impacciato, interminabile avanzare.
La scala del dolore
La signora Peace indic la faccina sudata e piangente sulla tabella illustrata che l'infermiera
aveva messo davanti a lei. Era una scala di valutazione del dolore.
Malissimo, eh?
Soffro tanto, disse la signora Peace, tanto. E pensare che andavo cos bene, senza attacchi!
Adesso non ricordo nemmeno dove ho messo i miei cerotti. Credevo che fossero proprio qui, sotto le
mie carte. Nella scatola.
Dove le fa male? chiese l'infermiera di turno quel pomeriggio.
Qui, qui e qui. E la testa.
Questo l'aiuter.
 una puntura?
E il solito, il suo cerotto. Si ricordi, deve stare attenta a queste cose. Possiamo metterli in
cassaforte, nell'ufficio della caposala.
Ne terr uno solo, per ogni evenienza.
Bene, okay. Ma si ricordi, non deve permettere a nessuno di prenderli, li usi lei. Sono cento
volte pi forti della morfina, vero? Della morfina.
 quello che ci vuole.
Ora dormir.
Preferisco stare qui, in poltrona. Deve venire a trovarmi.
Chi?
Mia madre.
Ah, capisco.
Lei sorride. Vedo che sorride. Ma  vero, verr. Dopo tutti questi anni, finalmente lasceranno
che mi venga a trovare.
Ho scritto il nostro nome dappertutto, disse LaRose a sua madre. LaRose e LaRose e LaRose, e
via cos, per sempre. Ero orgogliosa della mia calligrafia, e attenta a ogni lettera. Ho scritto il mio nome
in luoghi nascosti che non avrebbero mai visto. Ho scritto il mio nome per tutti noi. L'ho scritto
perfettamente, con le lettere inclinate del metodo Palmer. Un giorno ho inciso il mio nome nel legno, in
modo che non potessero pi cancellarlo. Cos avresti potuto leggerlo sempre, anche se ci avessero
passato una mano di vernice. LaRose.
Leggermente, nel dormitorio femminile di Fort Totten. In cima a una porta di legno, sotto le
sedie, sugli scaffali del magazzino al seminterrato dove un giorno mi hanno chiuso per aver risposto
male. Con una matita numero 2 dell'esercito americano distribuita dal Bureau of Indian Affairs, su un
bloc-notes che oggi si trova negli Archivi Nazionali di Kansas City. Su un battiscopa, dentro una
credenza, sullo sportello di un armadio a Stephan. Sotto un banco a Marty, e sulla mensola di una
lavagna. Graffiato su un mattone coperto d'erba della vecchia centrale elettrica di Wahpeton.
Chamberlain. Flandreau. Fort Totten e ancora Fort Totten. Lasciammo il nostro nome in quelle scuole e
in altre, su su fino alla prima, Carlisle. Perch la storia di LaRose  strettamente legata a quelle scuole.
S, scrivemmo il nostro nome in posti dove non sarebbe stato mai trovato finch lo stesso edificio non
fosse stato demolito o bruciato in modo tale che tutti i dolori e gli sforzi compiuti tra quelle mura
venissero consumati dalle fiamme, e il vento portasse il fumo fino a casa.
Dougie Veddar aveva un fratello maggiore, e suo fratello aveva degli amici. Non frequentavano
la stessa scuola ma le medie, che erano unite al liceo. Tyler Veddar, Curtains Peace, Brad Morrissey e
Jason "Buggy" Wildstrand cercavano di farsi chiamare i Quattro Trucidi. Questo nome, adottato
scherzosamente, attecch solo in seguito. Allora i Trucidi erano solo quattro teneri ragazzini pelle e
ossa che non avevano ancora terminato lo sviluppo. Giocavano soprattutto ai videogiochi e si
baloccavano con le chitarre di Curtains, quelle che gli aveva lasciato suo fratello. Avevano un
canzoniere con parole e musica, ma non sapevano cosa significassero quei segni, n accordare gli
strumenti. Il chiasso che facevano era bello, secondo loro. Dougie disse a suo fratello che Maggie
aveva cercato di ammazzarlo. Tyler lo disse agli amici, e tutti tennero gli occhi aperti in attesa di una
buona occasione per tenderle un'imboscata. Non accadde nulla. Dopo la scuola, lei prendeva sempre il
bus. E nei giorni seguenti, poich aveva ottenuto una parte di fungo canterino nella commedia e si
fermava dopo le lezioni, qualcuno doveva andare a prenderla con la macchina.
Un giorno ebbero fortuna, perch sua madre era in ritardo.
Maggie girava in tondo, furente, prendendo a calci le foglie. Fuori c'era un freddo umido e
appiccicoso. Non le piaceva. Tyler pass di l e disse con voce dolce: Tutto bene? Era cos cresciuto
che Maggie non lo riconobbe.
No, disse. Mia madre  in ritardo.
Noi abitiamo l. Indic il garage che bazzicavano. Io e i miei fratelli. Vuoi aspettare l che arrivi
tua mamma? Puoi vederla dalla finestra laterale.
Non so, disse Maggie.
C' mia mamma.
Okay.
Lo segu nel garage ed entrarono. C'erano gli amici di Tyler. Si guardavano intorno,
imbarazzati, poi Tyler disse: Vuoi sederti sul divano? Come l'ebbe fatto, Maggie cap che si metteva
male. Si strinsero tutti intorno a lei, impedendole i movimenti, e Tyler disse: Hai cercato di ammazzare
Dougie. Poi lui e gli altri ragazzi cominciarono a metterle le mani addosso. Le loro dita corsero ai seni
che non c'erano e si infilarono nelle sue mutande del marted. I ragazzi si ammucchiarono su di lei, con
le mani sporche che pizzicavano, palpavano, tiravano. Maggie si sent svenire, come se fosse stata colta
da un'improvvisa debolezza e avesse perso tutte le energie. Una pena strisciante l'avvolse come un
velo impalpabile. Le ronzava la testa. Ma le dita si muovevano ancor pi pesantemente e un dolore
bruciante le attravers le viscere. Lanci un urlo. Quando Tyler cerc di coprirle la bocca, gli morse un
dito fino a sentire il sapore del sangue. Buggy la risospinse sui cuscini e lei grid pi forte, piantandogli
le ginocchia nel basso ventre con tanta forza che il ragazzo si lasci sfuggire dei lamenti e dei guaiti
come un cucciolo. Curtains cerc di non mollare la presa, ma i pollici di Maggie lo colpirono ai globi
oculari. Si rovesci all'indietro, urlando che lo avevano accecato, e lei balz verso una chitarra e la
sbatt sulla faccia di Brad. Con le spalle al muro, il ragazzo si copr la testa con le braccia.
Buggy era rannicchiato in un angolo e piagnucolava. Brad respirava affannosamente. Erano tutti
traumatizzati.
Ragazzi? Ragazzi? Avete fame? La madre dalla porta di servizio.
Nooo! grid Tyler.
I ragazzi, tranne Buggy, ancora rannicchiato sul pavimento, si guardavano ansimando, in
cerchio.
Alla fine Tyler disse: Cazzo,  stupefacente. Ehi, Maggie, noi abbiamo bisogno di un cantante.
Ci serve una ragazza. Vuoi entrare nella nostra band?
Nella vostra band? Maggie scroll il capo, arretrando lentamente. Si rassett i vestiti.
L'adrenalina cominciava a svanire e la paura di tutti i giorni le consigliava di cercare l'uscita.
Se non entri nella band faremo la spia, disse Tyler.
Lei raggiunse la porta, l'apr. La rabbia roteava intorno a lei come un hula hoop incendiato.
La spia? La spia? Avanti. Conoscete Landreaux, quello che ha ammazzato mio fratello? Be',
adesso  il mio patrigno. Vi dar la caccia, uno per uno. Vi far scoppiare la testa. Addio.
Maggie torn di corsa all'angolo dove doveva incontrare sua madre. La macchina si stava
fermando.
Scusa il ritardo, tesoro. Ti sei annoiata?
Sta' zitta, disse Maggie.
Devo stare zitta? Non  il modo...
Sta' zitta! Sta' zitta! Sta' zitta! strill Maggie.
Corse subito in casa, nella sua camera. Sbatt la porta. Dopo qualche minuto usc furtivamente
per andare in bagno. Poi nel corridoio. LaRose le si avvicin da tergo.
Piantala di seguirmi, marmocchio, disse Maggie.
Sentiva qualcosa di strano nella testa, come se ci che avevano fatto quei ragazzi le avesse
succhiato via il cervello. Le loro mani brancicanti facevano schifo e le avevano lasciato germi di
stupidit. Voleva solo lavarsi, lavarsi e lavarsi ancora.
Piccolo idiota. A fatica represse il desiderio di dargli uno schiaffo.
Ma non poteva continuare a fare la carogna. LaRose era cos irritante! La inteneriva senz'altro
motivo che questo: non faceva mai male a nessuno. Veniva buio presto, e cos Maggie e LaRose
andarono gi a vedere se c'era qualcosa da mangiare. Trovarono un po' di gelato.
Maggie vuot una lattina della birra di pap nella ciotola del cane, che si avvicin per annusarla
con aria diffidente, ma scopr che l'odore era buono. La lapp avidamente fino all'ultima goccia. Lei
gliene vers un'altra. Lui trov di suo gusto pure quella. Poi fece una faccia da ubriaco, and a sbattere
con la testa contro le vetrate chiuse e cadde sul pavimento. LaRose gli apr la porta e lo aiut a uscire.
Povero stupido cane, disse Maggie.
Il cane gir su se stesso due o tre volte e cadde dalla veranda. LaRose si sedette sull'erba con lui
e lo cull, tenendo la sua testa sulle ginocchia. Il cane ansimava, i suoi occhi erano vitrei, ma il suo
ringhio avrebbe potuto essere un sorriso. Era paura o estasi? Dall'alto Maggie li guardava, seduta sulla
veranda.
Il cane lanci un guaito, il guaito di un cane ubriaco.
Hai bisogno di caff, disse LaRose. Il cane non si mosse; la bava continu a gocciolare finch il
respiro dell'animale la fece spandere sulle mani e sulle gambe di LaRose.
Maggie osservava, ammirando LaRose per come lasciava che il cane gli sbavasse addosso. E lui
era sempre cos. C'era il modo in cui catturava i ragni, senza schiacciarli mai, o calmava le galline
prima che gli tirassero il collo, o salvava i pipistrelli, o studiava i formicai, senza allagarli per uccidere
le formiche, o rianimava gli uccelli storditi.
Prima di cena Nola recit il suo deo gratias cattolico. Maggie era tormentata da un pensiero.
Guard LaRose, che stava ispezionando il suo piatto. Era come quel frate col saio marrone, Francesco.
Gli animali andavano incontro a LaRose e si sdraiavano ai suoi piedi. Erano sempre attirati da lui,
sapendo che li avrebbe salvati.
Questo pensiero fu cancellato dal modo in cui sua madre masticava. In realt era qualcosa di
pi, era il modo in cui mangiava. Maggie era gi furiosa con sua madre per il ritardo. Per aver messo in
pericolo la sua vita lasciandola in balia di quei vermi. Cerc allora di pensare ad altro, di fingere che
sua madre non esistesse. Ma non poteva far a meno di guardare. Nola piantava la forchetta in un
pisello, poi se lo portava alla bocca. Ogni tanto si guardava intorno per vedere se un altro familiare
mangiava un pisello proprio nello stesso tempo. In quel momento era sola col suo pisello. Nola colse
l'occhiata sprezzante della figlia. Sorpresa, apr la bocca, scopr le labbra e strapp il pisello dalla
forchetta con i denti.
Maggie rovesci bruscamente la testa all'indietro. Come poteva comportarsi cos? Come cazzo
era possibile? I denti, i denti che stridevano sulla forchetta. Il clic del metallo sullo smalto. Maggie si
sent salire in gola un urlo strozzato di protesta. Abbass lo sguardo al piatto, ai piselli, e cerc di
consigliare al proprio odio di restare indietro, alle sue spalle, come Satana, come aveva suggerito quel
vecchio palestrato di padre Travis quando Nola, quell'unica volta, l'aveva trascinata in chiesa a
confessarsi.
Tir un profondo respiro. Raccolse un pisello con le dita. Nessuno se ne accorse. Ci vollero sei
piselli mangiati con le mani e un noncurante Ehi, ehi, mamma! Poi un provocatorio lampo di furore nei
suoi occhi mentre masticava rumorosamente i piselli tolti dalle dita, e lo sprezzante sorrisetto che
faceva sempre uscire dai gangheri qualcuno.
Nola si appoggi alla spalliera, con la forchetta alzata a met. Emetteva una violenta onda di
forza.
Ecco come si mangiano i piselli, Maggie, disse. Poi alz la forchetta, scopr le labbra e raschi
il pisello dalla forchetta con i denti.
Maggie la guard negli occhi e disse silenziosamente due parole che solo Nola, solo sua madre,
poteva vedere: Sei disgustosa.
Che succede? esclam Peter, sentendo quel muto stridore, perdendo il sincronismo labiale.
Il cane, nell'angolo, aveva conati di vomito.
LaRose prese la terrina, raccolse gli ultimi piselli e se li mise nel piatto. Li mangi in fretta. Si
guard intorno, preoccupato, ma il cane, in silenzio, aveva perso i sensi.
Nola si oscur in viso. Respirava affannosamente, adesso, dopo che agli Sta' zitta si era
aggiunto il Sei disgustosa. Maggie inclin la sedia all'indietro, soddisfatta. Si scus e sal le scale a
passo lento. Gli occhi di Nola seguirono sua figlia come acidi raggi della morte. Aveva allevato un
mostro che odiava con tutto l'olio nero del suo cuore,25 ma che amava, anche, con una disperazione
mortalmente confusa. Tornando a sprofondarsi tranquillamente sulla sedia, prov a mangiare un pisello
togliendolo dalla punta della forchetta. N Peter n LaRose parvero farci caso. Dunque, non era lei?
Non era disgustosa? Una lacrima le cadde nel piatto.
Peter vide cadere un'altra lacrima. Stai bene?
Oggi qualcuno mi ha detto... disse LaRose.
Peter mise un braccio sulle spalle di Nola e la strinse a s. Stava diventando bravo.
Detto cosa?
Hanno detto: Tua madre  molto bella.
Sulle labbra di Nola pass un sorriso pallido e smarrito.
Prima di parlare, LaRose si era assicurato che Maggie fosse chiusa in camera sua. Come aveva
confidato a Josette, era cos imbarazzante, per lui, trovarsi preso in mezzo tra le due. Lei aveva
confermato: era imbarazzante. Gli spieg che Maggie, tanto per cominciare, aveva dei problemi
nell'elaborazione del lutto che probabilmente incoraggiavano quei comportamenti. Siamo noi che
dovremmo adottarla, disse Snow. Le vogliamo bene, ma  un osso duro. C'erano anche problemi di
comunicazione nella sua famiglia. Josette disse che era assai comune, alla sua et, la storia
madre-figlia. Lei, Snow e la loro madre erano fortunate perch Emmaline le aveva avute molto
giovane, era come loro, non si dava arie di superiorit e non faceva tanto la santarellina. Tutto quello
che funziona, fallo, disse Josette, ma mi spiace per te perch  imbarazzante.
Maggie quella notte scivol nella sua stanza. Era rimasta a letto in camera sua, a farsi passare la
rabbia dopo un'altra doccia bollente. Si era messa a piangere, da sola. Da sola andava bene. Ma
smetteva sempre pi presto che poteva, per temprarsi. Era un lupo, un lupo ferito. Avrebbe voluto
affondare i denti nelle gole di quei ragazzi. I suoi pensieri tornarono al modo in cui gli animali erano
attratti da LaRose. Lei avrebbe messo fiduciosamente la zampa nella sua mano di ragazzo.
Fatti in l, sussurr, e si infil sotto la sua imbottita.
I suoi piedi caldissimi sugli stinchi di LaRose.
Devo chiederti una cosa. Aveva ancora il naso chiuso dal suo pianto riluttante. Il suo viso era
gonfio. Ma la pelle di LaRose le raffredd le piante dei piedi.
Ti prego, LaRose. Non ridere. Devo farti una domanda,  una cosa seria.
Okay.
Che faresti se dei ragazzi mi saltassero addosso, se mi toccassero eccetera, dappertutto, in malo
modo?
Li farei morire, disse LaRose.
Credi che ne saresti capace?
Troverei un sistema.
Un santo sarebbe capace di uccidere per amore?
I santi hanno dei superpoteri, disse LaRose.
Credi di essere un santo, tu?
No.
Io credo che tu lo sia, disse Maggie.
Si gir dall'altra parte, guard il filo di luce fioca sotto la porta. Era una notte fresca. Il letto era
intriso del calore del corpo di LaRose. L'irritante patina di sudiciume che Maggie aveva sulla pelle si
dissolse. I torbidi furori che sua madre le ispirava col suo modo di masticare si dispersero. Ogni cosa
brutta fu attirata dal dolce magnetismo delle lenzuola. Cominci ad appisolarsi.
LaRose le carezzava le punte dei capelli sul guanciale accanto a lui.
Sono un animale sfiancato, gli sussurr lei.
Stava per nevicare, la prima neve della stagione, Romeo ne sentiva l'odore. Riusciva sempre a
captarne la sabbiosa freschezza prima che arrivasse, prima che i meteorologi trasformassero la neve in
una tragedia sullo schermo del suo televisore. Corse fuori, attraverso le zolle di terra smossa, e prese la
strada che andava in citt. Come previsto, mentre procedeva col suo passo dondolante, i fiocchi
cominciarono a cadere e lui ebbe l'impressione, forse a causa del farmaco che aveva ingerito, di essere
improvvisamente bloccato. Era dentro un globo di vetro, su un piccolo tapis roulant, nella scenetta di
un uomo che marciava eternamente verso il Dead Custer attraverso pezzetti di carta bianca che
cadevano, o forse un prodotto chimico simile alla neve che continuava a scendere qua e l mentre un
bambino metteva il suo mondo sottosopra rigirandosi il globo tra le mani. Questa idea gli piacque cos
tanto che dovette ricordare a se stesso che non era vero. Tanto quel moto immoto era paralizzante,
quanto i suoi pensieri... quanto i suoi pensieri erano centrati.
Il caso volle che Landreaux, immemore come sempre, passasse in macchina attraverso questo
quadretto; ma la neve turbinante nella sua scia riport la mente di Romeo al suo vecchio pensiero
preferito: la vendetta. Landreaux si credeva al di fuori della portata e dell'interesse di Romeo. Invece
non era cos. Landreaux era cos pieno, cos ebbro di se stesso, che anche adesso non si ricordava dei
vecchi tempi passati insieme. Quando erano solo dei ragazzi poco pi grandi di LaRose. Ecco quanto
lontano e profondo era il ricordo, il pi delle volte invisibile come una scheggia sotto la pelle. Che poi
veniva a galla o trafiggeva Romeo dall'interno come quelle terribili pillole sbagliate che gli avevano
rifilato i vecchi avvoltoi.
I fiocchi di neve si scioglievano sui suoi capelli radi. Era solo un caso, forse, ma Romeo aveva
ottenuto di essere messo in lista, all'ospedale, come sostituto degli addetti alla manutenzione. Calmati,
cuore mio! Tutti quei medicinali, e cos poco tempo. Poich le sue abitudini erano ormai diventate
invisibili per l'equipaggio dell'ambulanza, gli era giunta all'orecchio una frase che aveva segnato su un
pezzo di carta. Mai toccato la carotide. Aveva rubato una scatoletta di puntine colorate e fissato la
carta al muro. Per evidenziare i collegamenti. Sarebbe stato il primo di molti indizi per arrivare a sapere
cos'era veramente successo il giorno in cui Landreaux aveva ucciso Dusty.
Lennie Briscoe, lo stanco segugio, e Romeo, il suo astuto compare, avrebbero messo insieme
tutti i pezzi fino a conoscere la verit.
Nella chiarezza che si era fatta nella sua mente dopo il passaggio della macchina di Landreaux,
Romeo pens a come le persone bene informate parlavano tranquillamente tra loro, in codice. Stava
imparando a decifrare quello che dicevano. Ogni tanto doveva formulare un'ipotesi ragionevole. Ma
sapeva che erano in possesso di cognizioni cruciali.
Per arrivare alla verit, devo io stesso diventare la verit. O almeno apparire una persona degna
di fede, decise.
Perci Romeo si diede una ripulita. Present all'ospedale la domanda per un posto a tempo
pieno. Non c'erano grandi prospettive. E le scartoffie lo facevano sempre sudare. Ma l, all'ospedale,
pensava che forse avrebbe potuto ritrovare un po' della sua importanza. Gli altri addetti alla
manutenzione erano membri stimati della comunit. Alcuni di essi guidavano addirittura l'ambulanza,
ed erano tutte persone fidate. Sterling Chance, per esempio, era onesto e schietto come il nome che
portava.26 Nella sua veste di capo della manutenzione, ascolt le risposte di Romeo alle domande del
colloquio di lavoro mantenendo un'espressione calma e sagace.
Padrone di s, pens Romeo. Ammirava Sterling Chance. Per la prima volta da quando, be', da
quando la signora Peace era stata la sua maestra, Romeo voleva davvero qualcosa di diverso dalle
strade sicure che portavano all'oblio. Voleva questo lavoro. Non soltanto un miserabile lavoro saltuario
part-time, ma un lavoro a tempo pieno. Certo, le sue motivazioni erano vaghe. Analgesici e vendetta.
Ma perch sofisticare su una nascente etica del lavoro? Non c'erano dubbi che questo lavoro avrebbe
fatto sembrare patetiche le sue vecchie fonti di medicinali. Non avrebbe pi dovuto sopportare
l'indignazione di spiacevoli effetti collaterali. E le informazioni? Se nel corso di questo lavoro fosse
entrato in possesso di informazioni, sarebbero state informazioni che avrebbe tenuto per s fino a
quando ne avesse avuto davvero bisogno: informazioni dolorose. Ma anche informazioni cos rare e
sconvolgenti che forse, forse... potevi usarle per ricattare una persona a vita. Questo era un pensiero
soddisfacente, se non eri ancora riuscito a uccidere quella persona.
La bambina, Wolfred e il cane si rimisero in cammino, respingendo gli attacchi della testa,
superandola in astuzia, affrettando il passo, lasciandole persino, solo per rallentarne l'inseguimento, del
cibo con cui rimpinzarsi. Piano piano consumarono le racchette da neve. La bambina le ripar. I loro
mocassini erano ormai a brandelli. Lei li risuol e li foder di pelo di coniglio. Ogni volta che
cercavano di riposare la testa faceva la sua comparsa, la sera piagnucolando, mandando fuoco e fiamme
la mattina. Cos continuarono a trascinarsi, finch, da ultimo, affamati e paralizzati dal gelo, si arresero.
Ci volle quasi un'intera giornata per costruire la piccola capanna di corteccia. Mentre si
preparavano al sonno, Wolfred mise un ceppo sul fuoco e ricadde all'indietro, come colpito da una
mazzata. Quella semplice azione lo aveva stordito. La sua forza era passata in un momento dalle sue
dita al fuoco. Poi il fuoco cominci rapidamente a uscire dal suo campo visivo, sparendo dietro un
invisibile roccione. Lui cominci a tremare verga a verga, e poi davanti agli occhi gli cadde un muro
nero. Era chiuso in un tempio di corridoi che andavano in tutte le direzioni. Per tutta la notte si fece
strada a tentoni attraverso stretti passaggi, lungo pareti senza porte. Girava angoli strisciando, tenendosi
basso. Alzarsi era impossibile persino nel sogno. Quando apr gli occhi alle prime luci, vide
confusamente la cupola della capanna roteare cos in fretta da appannargli la vista e rovesciargli lo
stomaco. Quel giorno non os riaprire gli occhi, ma giacque nella pi completa immobilit possibile,
alzando solo la testa, con gli occhi chiusi, per bere l'acqua che la bambina gli lasciava gocciolare tra le
labbra da un pezzo di corteccia piegata in due.
Le disse di lasciarlo indietro. Lei finse di non capire.
Lo assist per tutto il giorno, andando a cercar legna, preparando un brodo, tenendolo al caldo.
Quella notte il cane and alla porta ringhiando ferocemente, e Wolfred, aprendo un occhio per qualche
istante, vide immagini duplicate all'infinito della bambina che si avvolgeva una striscia di coperta
intorno alla mano per stringere il manico dell'ascia e poi ne portava il filo all'incandescenza. La sent
scivolare fuori dalla porta, quindi esplose un tumulto di voci confuse, di urla, imprecazioni, proteste,
tonfi e lamenti disperati, come se stessero abbattendo gli alberi della foresta. Ogni tanto tornava il
silenzio, poi riprendeva la pazzesca cacofonia. And avanti cos per tutta la notte. Ai primi albori
Wolfred cap che la bambina era rientrata nella capanna. Sent il tepore e il peso del suo corpo
rannicchiato contro la sua schiena, e l'odore del pelo bruciato del cane, o forse dei suoi capelli. Dopo
molte ore la bambina si dest, e Wolfred la sent accordare un tamburo al tepore del fuoco.
Estremamente sorpreso, le chiese in ojibwe dove avesse trovato quel tamburo.
 volato da me, gli disse lei. Questo tamburo apparteneva a mia madre. Con questo tamburo
rianimava le persone.
Doveva aver capito male. I tamburi non possono volare. Wolfred non era morto. O s? Il mondo
intorno ai suoi occhi chiusi era ancora pi strano. Dalle tante camere del tempio nero era passato a un
universo di forme spezzate. Non c'era sollievo dalla loro implacabile matematica. I disegni si
formavano e si riformavano. Triangoli acuti si univano e si separavano in un'infinita geometria. Se
questa era la morte, era visivamente estenuante. Solo quando la bambina cominci a suonare il tamburo
quegli schemi persero a poco a poco la loro intensit. Il loro moto diminu mentre lei cantava con una
voce nasale, acuta e stonata che si alzava e si abbassava in una tranquillizzante ripetizione fino a
quando, da ultimo, le concatenazioni rifluirono in un semplice pulsare di colori. Il tamburo correggeva
qualche ritmo interiore; una deliziosa distensione tinse i suoi pensieri, e Wolfred si addorment.
Di nuovo, quella notte, ud, fuori, infuriare la battaglia. Di nuovo la sent, alle prime luci,
rannicchiarsi contro di lui, nell'odore di pelo bruciato del cane. Di nuovo, quando fu sveglia, lei
accord e suon il tamburo. Lo rap lo stesso canto. Si port una mano alla testa. La bambina aveva
tagliato la sua coperta, incoronandolo con un caldo turbante di lana. Verso sera Wolfred apr gli occhi e
vide il mondo che finiva di oscillare. Mormor gioiosamente: Sono qui. Sono tornato.
Farai un altro viaggio insieme a me, disse lei con un sorriso, e cominci a cantare.
Il suo canto lo cullava e lo calmava, tanto che, quando usc dal proprio corpo, prendendola per
mano, non ebbe paura di alzarsi da terra. Si muovevano nel cielo. Sopra i fitti boschi, volavano cos
rapidamente che nessuno avrebbe potuto raggiungerli. Sotto c'erano dei fuochi accesi, un villaggio a
due soli giorni di cammino dalla loro capanna. Soddisfatta, la bambina torn indietro e Wolfred rientr
nel proprio corpo, che non doveva pi lasciare finch non ebbe completato mezzo secolo di duro
lavoro.
Due giorni dopo uscirono dal folto della foresta ed entrarono in una citt. Case ojibwe di
corteccia, cento o pi, erano disseminate lungo le anse di un fiume. In una strada di neve calpestata
diverse case di legno erano ordinatamente disposte in una schiera da sogno. Erano cos somiglianti alle
case che Wolfred si era lasciato alle spalle sulla costa orientale che per un attimo, disorientato, credette
di aver attraversato, insieme alla bambina, i Grandi Laghi. Credeva di essere a casa, e si avvicin alla
porta dell'edificio pi grande. Vennero alla porta al suo bussare, ma solo dopo che lui si fu spiegato in
inglese la giovane donna che aveva aperto lo riconobbe come un bianco.
Lei e la sua famiglia, missionari, li introdussero in una cucina calda. Offrirono loro acqua e
strofinacci per lavarsi, e poi un insipido porridge di riso selvatico bollito. Ottennero il permesso di
dormire, con le coperte, sul pavimento dietro la stufa a legna. Il cane, lasciato fuori, sent l'odore della
cagna dei missionari e la segu nella stalla, dove i due animali si accoppiarono nel vapore emanato dal
grande corpo della vacca. La mattina dopo, parlando seriamente con la bambina, il cui viso pulito era
troppo bello da vedere, Wolfred le chiese di sposarlo.
Quando sarai grande, disse.
Lei sorrise e annu.
Lui le chiese come si chiamava.
Lei rise, perch non voleva diventare di sua propriet, e disegn un fiore.
Il missionario doveva mandare alcuni giovani ojibwe a una scuola convitto presbiteriana che era
stata appena fondata solo per gli indiani. Sorgeva nel territorio che era diventato lo stato del Michigan,
e poteva andarci anche la bambina, se voleva ricevere un'istruzione. Solo, poich era senza famiglia,
sarebbe stata registrata l. Anche se non capiva cosa significasse, la bambina accett.
A scuola le tolsero tutto. Perdere il tamburo di sua madre fu come perdere nuovamente Mink.
Di notte, chiedeva al tamburo di volare da lei. Ma non c'era risposta. Impar presto ad addormentarsi.
O a lasciare che si addormentasse la parte di me che chiamano odiosa, pensava. Ma quella parte era
tutta se stessa. Tutto il suo essere era anishinaabe.27 Era Illusione. Era Miraggio. Ombanitemagad. O
come la chiamavano adesso: Indiana. Come nella frase: Non parlo l'indiano, quando si era espressa
nella propria lingua. Era difficile separare alcune parti di se stessa e lasciarle andare. Di notte volava
attraverso il soffitto e si alzava in aria come le avevano insegnato. Lasciava pezzi del proprio essere in
cima agli alberi. Li avrebbe recuperati in seguito, quando le campane avessero cessato di suonare. Ma
le campane non smettevano mai. Erano cos tante! Le doleva la testa, all'inizio, per colpa delle
campane. I miei pensieri sono tutti ingarbugliati, diceva a se stessa ad alta voce, inbiimiskwendam.
Tuttavia, c'era pochissimo tempo per considerare ci che stava accadendo.
Le altre bambine sapevano di vecchio, ma vi si abitu. Presto seppe di vecchio anche lei. Il
vestito e il corsetto di lana pungevano, e la biancheria intima di lana le dava un prurito pazzesco. Aveva
fitte di dolore ai piedi, che puzzavano, sudando nelle scarpe di cuoio rigido. Le si screpolavano le mani.
Aveva sempre freddo, ma a questo era gi abituata. Da mangiare c'erano, di solito, maiale salato e
cavoli, che cuocendo facevano una gran puzza e di notte asfissiavano il dormitorio di scoregge, come il
latte che erano costrette a bere. Ma doveva mangiare, per cattivo, marcio o strano che fosse quello che
le mettevano nel piatto, e cos vi fece l'abitudine. Era difficile capire le maestre o spiegare nella loro
lingua quali erano le sue necessit, ma impar. Di notte i pianti che si alzavano dalle file di letti la
tenevano sveglia, ma presto anche lei si addorment piangendo e scoreggiando come tutte le altre.
Sentiva la mancanza di sua madre, sebbene Mink l'avesse venduta. Sentiva la mancanza di
Wolfred, l'unica persona che le rimaneva. Serbava le sue lettere scritte cos bene. Quando era debole o
stanca, le rileggeva. La metteva a disagio che la chiamasse Fiore. Non si davano nomi di fiori alle
bambine, perch i fiori morivano in fretta. Alle bambine si davano i nomi di cose immortali: forme di
luce, forme di nuvole, forme di stelle, di quelle che appaiono e scompaiono come un'isola
all'orizzonte. A volte la scuola sembrava un sogno che non poteva essere vero, e lei si addormentava
sperando di svegliarsi in un altro mondo.
Non fece mai l'abitudine alle campane, ma si abitu all'andare e venire delle altre bambine.
Morivano di morbillo, scarlattina, influenza, difterite, tubercolosi e altre malattie senza nome. Ma la
bambina si era gi abituata a tutti quelli che le morivano intorno. Un giorno le venne la febbre e pens
che sarebbe morta anche lei. Ma durante la notte il suo spirito azzurro arriv, si sedette sulla sponda del
letto, le rivolse la parola con dolcezza, le rimise l'anima nel corpo e le disse che sarebbe vissuta.
Nessuno si ubriacava. Nessuno prendeva a rasoiate la faccia e il naso di sua madre,
sfigurandola. Nessuno impugnava un coltello per piantarlo nel corpo di uno zio che ti teneva per un
piede e moriva col sangue che gli sgorgava dalla bocca. Un'altra bella cosa che pens mentre le altre
bambine piangevano era che il viaggio fino alla scuola era stato difficile e lungo. Troppo lungo per
poter essere fatto da una testa che rotola.
Wolfred raccont la storia dell'improvvisa malattia di Mackinnon e di come lui e la bambina si
erano tuffati nella foresta in cerca di aiuto, aiuto che era stato prestato. Gli indiani avevano gi trovato
Mackinnon fatto a pezzi davanti alla stazione commerciale, e riferirono che in preda alla febbre era
uscito a cercare la neve fresca, era morto l ed era stato sbranato dai cani. E la testa? avrebbe voluto
chiedere Wolfred, ma la paura gli paralizz la lingua. Fu autorizzato a prendere il posto di Mackinnon,
e cos part dalla colonia e si mise in viaggio per il Nord. Lasci l'orologio d'oro, la fede nuziale e i
soldi di Mackinnon nel loro nascondiglio. Nella stazione commerciale diede buona prova di s, anche
se il cuore del traffico si era spostato. A volte, di notte, aveva l'impressione di sentire il roco respiro di
Mackinnon. A volte sentiva l'odore putrido che si alzava dai suoi piedi quando si toglieva gli stivali.
Wolfred teneva in perfetto ordine i registri delle transazioni. Scriveva spesso alla bambina nel
Michigan, Fiore mio, chre LaRose. Era influenzato dal francese e dai discendenti mtis dei viaggiatori
che incontrava. Cercarono di persuaderlo a dimenticarla. In ogni modo, non prese moglie. Anche se
cedeva volentieri ai vezzi femminili, gli riusciva impossibile dimenticarla.
Continu a scrivere lettere per ricordarle la sua promessa. Le parlava delle loro esperienze,
perch mentre viaggiavano era rimasto profondamente colpito dalla sua sicurezza e dalle sue capacit.
Wolfred passava periodi di tempo sempre pi lunghi vivendo, cacciando, parlando e assistendo a
cerimonie con la sua gente. Gli diedero una medicina per disfarsi di Mackinnon, che sembrava
funzionare. Di notte smise di sentire il suo roco respiro e la puzza dei piedi. Lui si stava trasformando
in un indiano mentre lei si stava trasformando in una donna bianca. Ma come poteva saperlo?
Venne il giorno, il giorno della morte. Era gi passato un anno. Landreaux ed Emmaline non
avevano idea di come i Ravich avrebbero passato la giornata. LaRose era dagli Iron, come aveva
programmato Peter. La sera prima fecero quello che potevano, radunando i figli nel soggiorno per una
cerimonia con la pipa, e ognuno disse la sua. La sacra pipa pass di mano in mano. Quando tocc a
loro, i ragazzi si rigirarono la pipa tra le dita. Erano cauti. Sapevano maneggiarla. Hollis disse che
LaRose li aveva salvati perch era andato dai Ravich. Willard disse che ne sentiva la mancanza. Josette
disse che le cose che dicevano i fratelli erano vere, e che era contenta di avere portato Maggie pi
vicino. Snow disse che LaRose aveva salvato entrambe le famiglie. Era un piccolo guaritore. Emmaline
non riusc a parlare. Landreaux non disse nulla, ma dentro non fece che crescergli una diabolica
tristezza.
Proprio quel giorno aveva scoperto di non riuscire ad alzarsi dal letto. Il corpo gli si era
svuotato di tutte le energie e della forza di volont. Si sentiva schiacciare dal peso nero del sonno. I
ragazzi si affacciavano alla porta della piccola camera da letto dei genitori, a poca distanza dalla
cucina. Pap, dicevano. Pap?
Landreaux li sent scalpicciare ai piedi del letto. Poi entrarono le ragazze. Gli toccarono i
capelli, le mani. Lui teneva gli occhi chiusi. Quando uscirono, lacrime gli colarono lungo le rughe ai
lati della bocca, sul collo, e gli si raccolsero sopra la clavicola. Il calore del suo corpo le asciug.
Scopr di essere insolitamente accaldato. Con gioia, aveva la febbre. Era ammalato sul serio. Dopo che
i figli pi grandi se ne furono andati col bus, Emmaline si sedette accanto a lui.
Pens di sdraiarsi al suo fianco, ma qualcosa l'aveva abbandonata. Cerc nel suo cuore e trov
solo stanchi calcoli delle difficolt che la depressione del marito le avrebbe creato quel giorno.
Devo andare al lavoro, disse. C' LaRose. Puoi portarlo a scuola tu tra un'ora?
S, l'aspirina far effetto, disse Landreaux. Star bene.
Emmaline rest l seduta con lui, togliendogli i capelli dalla fronte con una carezza. LaRose
stava mangiando il suo porridge con l'uvetta, lasciando l'uvetta per ultima.
Sei sicuro di poterlo fare?
Sono sicuro. Star solo qui, tranquillo, per mezz'ora. Poi mi alzer.
La sent salutare LaRose, sent la porta chiudersi, il motore rombare mentre si allontanava.

25 Nella serie televisiva X-Files l'olio o cancro nero  il virus che uccide altri esseri umani
dall'interno del corpo della persona vittima del contagio. [N.d.T.]
26 Uno dei significati di sterling  "genuino". [N.d.T.]
27 Uomo o donna. [N.d.T.]

Il viaggio infinito
Il cervo sapeva, pens Landreaux. Certo che sapeva. Sapeva tutto, l'anno prima. Landreaux lo
aveva tenuto d'occhio, ora col fucile e ora senza. Molte volte si era reso conto che anche il cervo
teneva d'occhio lui. Lui si fermava, sentendosi il suo sguardo sulla nuca, e voltandosi lo vedeva l,
immobile, con gli occhi liquidi e profondi. Se avesse ascoltato, o capito, o si fosse curato di sapere
quello che capiva, non avrebbe mai dato la caccia a quel cervo. Mai. Avrebbe compreso che l'animale
stava cercando di dirgli una cosa della massima importanza. Il cervo non era una creatura come tutte le
altre, ma un ponte che portava a un altro mondo. Un posto dove Landreaux non avrebbe mai smesso di
vedere il figlio dell'amico tra le foglie, mai potuto impedire a strani pensieri di visitarlo nei momenti
pi inopportuni.
Come spiegare quello sparo? Avrebbe voluto morire piuttosto che tornare o non tornare su
quella storia. Ma la cosa pi difficile, la migliore, l'unica cosa da fare, era continuare a vivere.
Affrontarne le conseguenze, con la sua famiglia. Assumersene la colpa, anche se il suo peso
ammorbante lo schiacciava.
Certe volte temeva di crollare, e di poter confessare all'improvviso che quel giorno aveva
bevuto, anche se era falso. Forse era peggio che falso. Non aveva riflettuto. Non aveva aspettato, o
forse s, aveva aspettato quel cervo cos a lungo che il momento vero e proprio gli era parso un
ripensamento. Ma era stato per davvero un momento di stupidit, no? Tuttavia, per Landreaux, la sua
cruciale disattenzione in quel momento era peggio di una sbronza. Nessuno voleva capirlo, tranne
Dusty. Dusty lo sapeva,  naturale, lui o il suo spirito. Gliel'aveva detto in sogno.
Dopo, Zack Peace lo aveva sottoposto al test dell'etilometro. L'aveva fatto, ordinaria
amministrazione, quando Landreaux era stato fermato. Zack aveva letto il display, poi si era voltato e
lo aveva guardato intensamente. La gente aveva sempre il sospetto che chi lavorava con i pazienti
terminali prendesse le loro medicine. Mentre lui era pulito da settimane. Pulito. Aveva giurato di
smettere di prendere quel calmante. Il livello era normale, ma in Landreaux, nelle sue reazioni, c'era un
che di altalenante tra i vaneggiamenti e la tranquillit: quello scoppio di risa, quasi un rutto, a un certo
punto. Si era fatto di qualcosa? Eppure nelle analisi non ce n'era traccia. E comunque Zack sapeva che
dopo un fatto come questo nulla sembrava normale. Erano tutti stremati dall'orrore e dall'adrenalina.
Aveva ammirato Landreaux fin dall'infanzia, ed era il cugino preferito di Emmaline. Zack alleg il test
negativo al suo rapporto, il che avrebbe contribuito a scagionare Landreaux. Per era inquieto. Da
allora non ne avevano parlato. Non si erano pi rivolti la parola.
Oggi, proprio oggi, Landreaux doveva dire a qualcuno la verit. Gli ronzavano le orecchie. Era
stanco di nasconderla. L'anno prima si era reso conto che non c'era la persona giusta. C'erano,
ovviamente, due persone con le quali poteva confidarsi senza pericolo, due persone che potevano
condividere il peso che aveva sulla coscienza. Ma Landreaux non voleva perdere il rispetto di padre
Travis. Non voleva vedere la faccia di Emmaline dopo aver pronunciato quelle parole. Cos, non
restava nessuno. Zack, che sapeva, non gli rivolgeva la parola. Doveva confessare, e quello fu il
momento in cui LaRose entr nella stanza.
Pap. LaRose si sedette sul letto. Alzati!
Oggi non mi sento bene.
LaRose gli tocc la fronte, proprio come un adulto, facendolo sorridere.
Dottorino, ho la febbre?
Hai bisogno di fare una sudata, disse LaRose, perch moriva dalla voglia di fare tutti i
preparativi.
Okay, disse Landreaux, facciamola. Faremo una bella sudata, noi due soli. Puoi saltare un
giorno di asilo, immagino, per una sudata nella capanna. Eh?
Certo che posso.
Ma prima devo dirti una cosa.
LaRose aspett.
 un segreto, un grosso segreto. Dobbiamo giurare che rester tra noi, okay?
LaRose divent molto serio. Si strinsero la mano quattro volte.
Okay, mi fido di te.
LaRose guardava suo padre con gli occhi spalancati, senza battere le palpebre.
Non avevo... ah, la testa a posto il giorno in cui ho ucciso Dusty. Non volevo farlo, ma non
so... forse ho sbagliato la mira. Il fatto  che quel giorno ero sbalestrato.
LaRose aggrott la fronte, e il cuore di suo padre fu attraversato da una fitta di dolore.
Hai visto Dusty, l? chiese LaRose. Hai visto il cane?
Quale cane? disse Landreaux.
Dusty  caduto da un ramo dell'albero, disse LaRose. Ho visto il posto. Una notte ho visto tutto,
in sogno. Dusty seguiva il cane nei boschi. Il cane ti ha visto. Chiedi al cane.
Landreaux cominciava ad avere mal di testa.
Avevi sempre avuto una buona mira. Me l'ha detto l'altro pap.
Peter.
S. Ha detto che il cervo l'avresti colpito.
 vero, disse Landreaux. Il cervo  ancora l. L'ho visto gironzolare nei boschi.
Dusty mi ha detto che l'hai colpito per caso, disse LaRose.
Landreaux apr le braccia e LaRose si avvicin e gli si strinse al petto. Per qualche istante
respirarono insieme. Poi il bambino si rilass, emise un profondo sospiro e si addorment, ma
Landreaux rest sveglio, fissando il soffitto. Il cielo gli cadde addosso, come sempre. Si sent
avvampare di vergogna. Cap che avrebbe dovuto condividere LaRose per sempre, perch il ragazzo
era troppo in gamba per un buono a nulla come lui. LaRose, di nuovo. LaRose lo aveva salvato un'altra
volta. Il giorno in cui l'autobus era partito per la scuola convitto, lui aveva solo qualche anno pi di suo
figlio. Pareva impossibile che i suoi genitori lo avessero lasciato partire. Non glielo dissero, ma stavano
per andare a Minneapolis, a vivere e morire.
I genitori di Landreaux lo avevano lasciato davanti all'autobus con la sua roba ed erano partiti
sulla macchina del nonno. Lui aveva nove anni. Gli accompagnatori della scuola presero la sacca dei
suoi indumenti e altre cose mentre lui saliva, e quella fu l'ultima volta che la vide. Stava andando a una
scuola gestita dal Bureau of Indian Affairs del governo americano, gli avevano detto i genitori. Erano
stati alle scuole della missione, tutt'e due, e non le avevano trovate di loro gradimento. Pensavano che
la scuola governativa sarebbe stata molto meglio. Per di pi, potevano andare a trovarlo. Potevano
prendere un autobus di diverso genere, se si trasferivano a Minneapolis.
I sedili del bus di Landreaux erano verdi e duri, bollenti perch si era ancora in agosto e
l'autobus era rimasto nel parcheggio per tutta la giornata. A met strada doveva esserci una sosta per il
pranzo, ed era vero. Scesero davanti a un parco. I ragazzi pi grandi si misero a correre qua e l,
ridendo. Furono distribuiti dei pacchetti fatti con la carta oleata. I sandwich erano di soffice pane
bianco. C'era il burro, e il formaggio era arancione. C'era una mela. Un piacevole calore si diffuse nel
suo stomaco. Chiese e ottenne un altro sandwich, dello stesso tipo. Mangi tutto, a una pompa bevve
acqua che sapeva di ferro.
Risalito sull'autobus e contato, si lasci cadere sul pavimento. Strisci sotto il sedile.
L'autobus, rombando, torn sull'autostrada e Landreaux, l sotto, cerc di mettersi comodo. Riusciva a
distinguere un nome enfaticamente tracciato molte volte sull'interno metallico del bus.
LaRose. LaRose. LaRose.
Le bambine dietro di lui bisbigliavano, felici. Altri bambini si misero a piangere,
sommessamente, a lunghi singhiozzi. Uno di quattro anni vomit in silenzio. Altri guardavano fuori dal
finestrino, ipnotizzati. Qualcuno rideva e chiacchierava, fiducioso. Altri ancora si assopivano.
Rannicchiato sotto il sedile del bus, Landreaux fissava quel nome. Le lettere erano tracciate a matita,
passata e ripassata pi volte. LaRose. Si appisol e, a stomaco pieno, presto cadde in un sonno
profondo. Non si svegli quando l'autobus si ferm e tutti scesero. Non si svegli quando gli raparono
la testa per i pidocchi e lo lasciarono sotto la doccia mentre cercavano per lui altri indumenti senza
parassiti. Neanche a letto, quella notte, si svegli, n la mattina dopo. Non si svegli mai pi. Stava
ancora dormendo su quel bus.
Prendete tutto

1967-1970

Romeo e Landreaux
L'edificio che ospitava il dormitorio era in muratura: mattoni rossi ben cementati e compatti.
Era un semplice scatolone, al centro del quale si apriva l'ingresso principale. Quando Landreaux
spingeva l'acciaio opaco del portone, la pressione interna cambiava e una roca vibrazione sonora
sfuggiva dall'apertura. Un profondo sospiro, lo spettro di Milbert Good Road. I pavimenti erano di
pallide piastrelle di linoleum tirate a lucido. Nel tardo pomeriggio il sole freddo prendeva d'infilata il
corridoio centrale e lo faceva risplendere. Da un lato c'erano i bambini piccoli, dall'altro i grandi. Da
ambo le parti del corridoio c'erano delle vaste camerate divise in tanti box come quelli di una caserma.
In ognuno di essi c'erano due letti a castello per quattro ragazzi. I bagni e le docce erano a met strada
e gli uffici delle governanti con le loro facciate di vetro vigilavano ai due capi del corridoio. Nei
sotterranei c'era una lavanderia con file di rumorose lavatrici e asciugatrici accese giorno e notte.
Una delle governanti nell'ala dei piccoli, cicciottella, lentigginosa e con un caschetto di folti
capelli bianchi, spieg a Landreaux il sistema dei demeriti. Il suo nome fu aggiunto a una tabella in un
libro rilegato sulla scrivania del suo ufficio. Se non si lavava o se bagnava il letto, se dormiva oltre
l'ora consentita, se faceva baccano dopo che avevano spento la luce o rispondeva male o usciva dai
confini della scuola o, in particolar modo, se scappava, i demeriti si sarebbero accumulati sul suo nome.
La signora Vrilchyk gli spieg che, se aveva troppi demeriti, poteva perdere la ricreazione e le visite in
citt. Se fosse scappato via sarebbe andata molto peggio, disse. Poteva non riavere mai pi i suoi
privilegi. Landreaux aveva sentito dire che per svergognarli facevano indossare ai ragazzi verdi
camicioni da donna, gli rapavano la testa e gli facevano spazzare i marciapiedi. Macch, gli aveva detto
un altro ragazzo sull'autobus, questo era successo in un'altra scuola, e ora avevano smesso. La signora
Vrilchyk continuava a parlare. Scappare era pericoloso. Due anni prima era morta una bambina. La
signora Vrilchyk, che tutti chiamavano Testa di Tazza, disse che la bambina era stata buttata in un
fosso. L fuori c' gente cattiva. Dunque, non scappare, disse. La sua voce non era n dolce n
minacciosa, ma soltanto neutra. Gli batt una mano sulla spalla e disse che poteva indovinare che lui
era un bravo ragazzo. Che non sarebbe scappato via.
Ogni volta che pronunciava le parole "scappato via", a Landreaux veniva in mente la parola
fuggiasco, che lo faceva sussultare, dentro.
Prese il fagotto di vestiti e le lenzuola. Un sorvegliante rest nella stanza e mostr ai ragazzi
come dovevano fare i letti. Era un indiano, una specie di zio, ma con gli occhi piccoli e una faccia dura
e butterata. Il sorvegliante disfece il letto che aveva fatto e disse a tutti i ragazzi di farsi il letto cos. Fu
chiamato da qualcuno. I ragazzi che dovevano dividersi la stanza cominciarono a stendere
maldestramente le lenzuola e le coperte.
Tutti tranne uno, un ragazzo pallido e gobbo, che si sedette sulla sponda del suo letto e disse a
bassa voce: Va' all'inferno, Pits. Gett la biancheria sul pavimento e la calpest. Questo, dunque, era
Romeo. A quattro o cinque anni lo avevano scoperto a gironzolare vicino alla strada nella stessa riserva
dov'era cresciuto Landreaux. Nessuno sapeva con precisione chi fossero i suoi genitori, ma si trattava
chiaramente di un indiano. Era scottato dal sole, pieno di lividi, affamato, ritenuto mentalmente
minorato. Ma quando lo mandarono alla scuola convitto salt fuori che era uno dei ragazzi pi
intelligenti. Rispondeva con voce ringhiosa per mostrare che era un duro, ma non lo era. Era
innamorato della signora Peace e si adoperava per farsi notare tra i suoi alunni, per farsi portare a casa
con lei. Per farsi adottare. Questo era il suo obiettivo, forse ambizioso ma non impossibile. Dopo tutto,
non era forse cambiato da quando si faceva la pip addosso?
Romeo aveva smesso di pisciare nel sonno perch aveva smesso di bere. Solo un bicchier
d'acqua la mattina e uno a mezzod. Aveva sete? S, accidenti. Ma dopo un mese di sete non era pi un
piscione, e ne valeva la pena. Non una goccia d'acqua gli inumidiva le labbra dopo il pasto di
mezzogiorno, anche se era troppo stordito per correre qua e l, anche se aveva la bocca asciutta e
sentiva sulla lingua un sapore di topo putrefatto. Era molto conveniente non bagnare il letto.
Li aveva sentiti parlare nelle altre cuccette.
Non pu stare in alto, Romeo. Potrebbe gocciolare.
Ma Landreaux lo guard, gli rivolse un sorriso aperto e amichevole, e disse: Macch, a me pare
in regola. Prendo io il posto sotto il suo.
Landreaux stese le lenzuola e le coperte sul letto inferiore.
Romeo fu invaso da una straziante sensazione che inizi come sorpresa, divent piacere e poi,
se avesse saputo come chiamarla, gioia. Nessun ragazzo aveva mai preso le sue parti. Nessun ragazzo
gli aveva mai sorriso come se volesse fare amicizia con lui. A scuola non aveva n fratelli n cugini, n
parenti a casa tranne una zia tutt'altro che simpatica che lo aveva tenuto per un po'. Quel momento con
Landreaux fu cos potente che il suo impatto dur giorni. E i loro rapporti migliorarono. Landreaux non
ebbe mai un'esitazione. E poich Landreaux aveva detto che era a posto, Romeo divent un ragazzo a
posto. Landreaux era rimasto imperturbabile davanti al suo aspetto esitante e trasandato, e alla scarsa
fiducia che aveva in se stesso, e si comportava semplicemente come se Romeo fosse sempre stato
altrettanto sicuro di s. Grazie a Landreaux, Romeo stava pi dritto, diventava pi robusto, mangiava di
pi e crebbe persino di statura. Cominci a bere acqua nel tardo pomeriggio. Non si fece pi la pip
addosso. Landreaux era un asso nel tiro con l'arco, ogni volta centrava il bersaglio. Romeo era bravo a
fare i calcoli a mente. Cominciarono a farsi notare. Gli altri ragazzi li ammiravano. Molte volte,
quell'anno, la signora Peace li port a casa con lei. Era la madre di una bambina di nome Emmaline
che sembrava adorarli entrambi nello stesso modo. Landreaux la ignorava, mentre Romeo ricambiava
la sua ammirazione. Si sedeva con lei sul pavimento, giocava con i blocchetti di legno, le bambole, gli
animali, e leggeva il suo libro illustrato preferito ogni volta che lei glielo metteva tra le mani. La
signora Peace rideva e lo ringraziava, perch, diceva, il libro era ripetitivo. A Romeo non importava.
La bambina pendeva dalle sue labbra. Mentre crescevano, crebbe anche l'amore di Romeo, ma
Emmaline si dimentic di lui.
La casa della signora Peace aveva un cortile con una corda a nodi penzolante da un albero alto.
I ragazzi facevano a turno per aggrapparsi alla palla di stracci che c'era alla fine della corda.
L'arrotolavano il pi possibile e poi la lasciavano andare, girando in grandi cerchi fino ad avere la
nausea. Quando gli passava, mangiavano pane fritto, minestrone col brodo di carne e pannocchie di
granturco arrostite. La signora Peace gli faceva leggere le avventure degli Hardy Boys, che aveva preso
dalla biblioteca apposta per loro, certe volte ad alta voce. Romeo era un lettore migliore di Landreaux,
ma lo nascondeva. Sentiva Landreaux arrancare, piegandosi in avanti come se ogni frase fosse una
salita. I due ragazzi passarono, contenti, tutto l'autunno, tutto l'inverno, tutta la primavera. Rimasero
alla scuola convitto per due estati, ed erano l'uno il migliore amico dell'altro. Verso il terzo anno, per,
Landreaux cominci a parlare dei suoi genitori. Non erano mai venuti a trovarlo. Parl di loro in
autunno, poi durante l'inverno. In primavera manifest l'intenzione di andare a cercarli.
Questo significa scappare, disse Romeo.
Lo so, disse Landreaux.
Quella bambina? Era scappata strisciando sotto lo scuolabus, attaccandosi a qualcosa che c'era
sotto. Era uscita di nascosto quando il bus era arrivato alla riserva. Era tornata a casa di corsa. I suoi
genitori l'avevano tenuta, pensando al rischio che aveva corso. Avevano paura di quello che avrebbe
potuto fare se l'avessero rimandata indietro.
I ragazzi chiacchieravano nei letti a castello, a bassa voce, dopo che avevano spento la luce.
Non so, disse Landreaux. Potresti cadere. Essere trascinato.
Stirato come Willy il Coyote.
Non ne vale la pena, disse Sharlo St. Claire.
Tu, comunque, sei troppo grosso. Bisogna essere piccoli.
Io potrei riuscirci, disse Landreaux. Questo, prima che cominciasse a mangiare e arrivasse
all'et dello sviluppo.
Anch'io, disse Romeo.
No.
S.
Dovremmo farlo subito, allora. Lo scuolabus torna indietro tra una settimana. Nessun altro ci
prender, disse Landreaux.
Qui d'estate non  cos male, disse Romeo. Il cuore gli martellava nel petto. E se fosse tornato
"a casa" e non ci fosse stato nessuno ad accoglierlo? Mentre l non ci sarebbe stato pi nessun
Landreaux, se Landreaux se ne andava. E questo era impensabile. Romeo sapeva com'era stata salvata
la sua vita e sapeva che le cicatrici che aveva all'interno delle braccia rappresentavano qualcosa di
indicibile che non poteva ricordare. Non voleva lasciare la scuola e non voleva attaccarsi a qualcosa
sotto il bus.
Senti, Landreaux. D'estate si va al lago e si nuota e tutto, no?  divertente.
Ci sorvegliano sempre.
Gi, disse Romeo.
Be', disse Landreaux. Io sono stufo di avere i loro occhi addosso.
Anche Romeo sapeva che Pits ce l'aveva con Landreaux, che gli dava degli scappellotti, dunque
era qualcosa di pi degli occhi addosso.
Domani al campo giochi. Romeo guard Landreaux.
Che ne pensi?
Landreaux annu.
Romeo vide che nei suoi occhi si era spento qualcosa. Questa opacit di spirito... Be', Romeo
non l'avrebbe mai chiamata cos, ma molti anni dopo proprio cos doveva chiamarla padre Travis
mentre guardava l'uomo a capo chino davanti a lui. Romeo sapeva solo che quando negli occhi di
Landreaux si spegneva quella scintilla, voleva dire che dormiva e che avrebbe fatto qualunque cosa, per
quanto pericolosa. Lo faceva sembrare freddo e risoluto, e Romeo si sentiva male.
Durante il weekend mantennero buoni rapporti con Testa di Tazza, che li lasci portare uno
sgabello rotto alla falegnameria. Gli autobus erano parcheggiati dietro il capannone. Consegnato lo
sgabello, girarono l'angolo di soppiatto e strisciarono fino a un autobus, rotolandovi sotto. Videro
immediatamente a cosa potevano attaccarsi.
Forse, disse Landreaux, se fossi matto da legare. Forse per qualche minuto. Non per ore e ore.
Anche se potresti resistere pi a lungo sapendo che se cadessi ti romperesti l'osso del collo.
Non mi sembra molto divertente, disse Romeo.
Non credi alla storia di quella bambina? disse Landreaux.
Ma c'era qualcosa di irresistibile nell'intensa progettazione di Landreaux, che non riusciva a
smettere di pensare a come avrebbero potuto legarsi con cinghie o funi, e di parlarne. Di come poteva
far caldo o far freddo. E della necessit di una giacca, in un modo o nell'altro.
Il giorno arriv. Con passo tranquillo Romeo e Landreaux si intrufolarono nella fila dei ragazzi
che andavano a casa e si fermarono proprio in fondo. Di fianco alla porta aperta del bus, Testa di Tazza
stava scorrendo la sua lista. Ogni studente in coda reggeva una sacca di indumenti. Anche Romeo e
Landreaux avevano le loro sacche. All'ultimo momento lasciarono la fila, girarono dietro l'autobus e
rotolandosi nella sua ombra strisciarono nelle viscere del mezzo. Nella parte posteriore, verso il centro,
c'era un longherone largo una trentina di centimetri al quale potevano aggrapparsi, e di fianco due
coppe dell'olio che potevano aiutarli a tenersi in equilibrio. Misero le sacche nelle coppe e si
sdraiarono sullo stomaco, con i piedi in su, le caviglie strette intorno al longherone, faccia a faccia.
Un millennio pass prima che l'autobus, con un rombo assordante, si animasse. Procedendo
goffamente attravers le strade cittadine. I ragazzi potevano sentire gli scatti delle marce che
ingranavano, cambiavano rapporto, trasmettevano la potenza del motore. Quando imboccarono
l'autostrada l'autobus ebbe un sobbalzo, poi scivol senza intoppi nella marcia pi alta.
Alzarono la testa, abbacinati, nel gran rombo del motore. Avevano male alle orecchie. Ogni
tanto un frammento di pietra o di ghiaia si alzava da terra e li colpiva come i pallini di un fucile da
caccia. Le rughe dell'asfalto gli squassavano le ossa. I loro corpi erano saturi di adrenalina, le menti
paralizzate da un terrore da incubo. Distesi sullo stomaco, con i piedi in alto, le caviglie strette intorno
al longherone, faccia a faccia, se ne stavano abbrancati al loro trespolo, morti di paura.
Il dolore scavava nei timpani di Romeo, che per sapeva di non potersi portare le mani alle
orecchie, altrimenti sarebbe caduto. Il dolore divent sempre pi forte, poi qualcosa gli esplose
dolcemente nella testa e il rumore diminu. I ragazzi cercavano con tutte le loro forze di non abbassare
lo sguardo alla strada. Ma la strada era una macchia impetuosa e levigata tutt'intorno a loro e non c'era
altro posto che la faccia del compagno su cui posare gli occhi.
Landreaux chiuse i suoi. Il buio si impossess di lui facendogli girare la testa. Doveva puntare
lo sguardo su Romeo, che per non amava essere guardato ed evitava sempre di guardare una persona
negli occhi, a meno che una maestra l'obbligasse ad alzare la testa. Nella famiglia di Landreaux questo
non si faceva. Non si faceva tra i loro amici. E faceva andare in bestia le maestre bianche. A quei tempi
gli indiani raramente guardavano qualcuno negli occhi. Ancor oggi  considerata una cosa
imbarazzante, invadente, sfacciata. Sotto l'autobus, potevano solo guardarsi in faccia. Anche quando,
dopo tanti anni, ricordavano quell'esperienza, quello sguardo forzato era forse la cosa peggiore.
I capelli corti color topo di Romeo gli si incollavano al cranio e le sue pupille fumavano di
paura. Il bel musetto di Landreaux era schiacciato dal vento e il ciuffo rigoglioso gli sventolava sulla
nuca. I suoi occhi erano diventati due lunghe fessure da felino, ma poteva vedere  oh, certo che poteva
 le macchioline nocciola nelle ruote dentate delle iridi di Romeo, un miglio dopo l'altro. E cominciava
a pensare, mentre passavano i minuti, minuti interminabili che formavano pi di un'ora, un'ora durata
un'eternit, che gli occhi di Romeo erano l'ultima cosa che avrebbe visto sulla terra, perch i loro corpi
stavano perdendo la tensione necessaria per restare avvinghiati al longherone. Braccia, spalle, stomaco,
cosce, polpacci: formavano un sol blocco che per si allentava a poco a poco come se proprio il rumore
li stesse staccando dal loro trespolo. Se non fossero stati, tutt'e due, ragazzi forti, leggeri e muscolosi,
capaci di arrampicarsi su aste di bandiere, scavalcare staccionate, prendere un ramo con un braccio e
issarsi su un albero, saltare su uno steccato, sarebbero morti. Se l'autobus non avesse rallentato proprio
quando rallent per fare una sosta, sarebbero morti anche loro.
Erano ammutoliti dal dolore. Landreaux articol qualche parola come se stesse per soffocare, e
in quel momento scoprirono che non ci sentivano pi. Si guardavano aprire e chiudere la bocca.
Piansero, scivolando gi dal longherone, mentre il sangue riprendeva a irrorare i muscoli. Da
sotto l'autobus videro le grosse gambe chiare di Testa di Tazza e i pantaloni grigi dell'autista. Poi le
caviglie ossute degli altri ragazzi e i piedi che strascicavano. Distesi sull'asfalto del parcheggio,
attesero che tutti andassero ai bagni e poi risalissero sull'autobus. Le porte si chiusero, l'autista avvi il
motore, e quello fu il momento in cui rotolarono fuori da sotto il veicolo. Si tuffarono dietro un bidone
per la spazzatura. Sparito l'autobus, entrarono barcollando nel folto di una piccola abetaia ai margini
del parcheggio. Per mezz'ora si torsero sotto i rami mordendo uno stecco. Quando il dolore diminu
fino a permettergli di respirare, sentirono i morsi della sete, della fame, e ricordarono di aver
dimenticato le sacche ficcate sotto l'autobus. Il ricordo pi nitido fu quello del pane che avevano rubato
e nascosto sotto gli indumenti.
La fermata era deserta, e cos lasciarono i cespugli ed entrarono nell'edificio. Bevvero dai
rubinetti e pisciarono, chiedendosi se fosse possibile rifugiarsi l dentro per la notte. Ma nei bagni, in
realt, non c'era nessun posto per nascondersi. Frugando tra i rifiuti, Romeo trov un pezzo di barretta
di cioccolato. Il cioccolato ottenne l'unico risultato di fargli venire l'acquolina in bocca. Uscendo dalla
porta, notarono una macchina che usciva dall'autostrada. Sgattaiolarono dietro l'edificio e si buttarono
sotto gli alberi. Quattro bianchi scesero dalla macchina con due sacchetti di carta. I bambini misero i
sacchetti di carta sul tavolo da picnic, e poi tutta la famiglia entr nei bagni.
Appena furono spariti, Landreaux si lanci verso i sacchetti. Romeo, che era corso alla
macchina per cercare altra roba da mangiare, vide che le chiavi erano ancora nel cruscotto. Fece un
segnale al compagno, che si avvicin tranquillamente, scivol dietro il volante, gir la chiave e part
come se in tutta la vita non avesse fatto altro.
Romeo e Landreaux lasciarono l'autostrada per imboccare un viottolo tra i campi che presto
divent una pista di ghiaia. Al volante era Landreaux. Mangiarono i sandwich, le uova alla diavola,
tutto tranne le due mele, e tennero la bottiglia di limonata, i cappelli e le giacche. Abbandonarono la
macchina tra i cespugli in fondo a una traversa e tornarono sui loro passi fino a un binario che avevano
attraversato. Cominciarono a camminare verso ovest sulle traversine. Quando venne buio trovarono un
frangivento, indossarono le giacche e usarono i berretti come cuscini. Mangiarono le mele e bevvero un
terzo della limonata. Tre treni passarono nella notte, troppo veloci per prenderli al volo. La mattina si
rimisero in cammino.
Una cosa mi domando, disse Romeo, e spero di non venirla mai a sapere.
Cosa? disse Landreaux.
Come Testa di Tazza si taglia davvero i capelli. Con una tazza delle esatte dimensioni della
testa o cosa?
Quei capelli erano castani e sono diventati bianchi in un giorno, disse Landreaux.
La lucentezza di quei capelli cos folti era davvero degna di nota.
Romeo non credeva che fosse successo in un giorno, ma chiese com'era successo.
Quello che ho sentito dire  che torn nella sala da pranzo e vide Milbert Good Road com'era
dopo essere annegato durante quella gita scolastica. Lui le domand perch non era corsa ad aiutarlo
quando lo aveva visto andare sotto. L'acqua non le arrivava neanche allo stomaco. La gente diceva che
era... parassita.
Paralizzata, mormor Romeo.
Chiam il signor Jalynski e lui salt dentro. Salt dentro anche Ermine, avanzando nell'acqua, a
fatica, si buttarono tutti i ragazzi che sapevano nuotare, tutti gli altri adulti. L'hanno trovato solo pi
tardi. Dicevano che  stato un mocassino d'acqua.
Romeo non disse nulla, ma qualche volta si faceva delle domande su Landreaux. Alcuni ragazzi
avevano sentito una maestra della Louisiana parlare del veleno micidiale dei mocassini. Qualche
ragazzo si invent che era un mocassino fatto d'acqua che ti si attorcigliava a un piede e ti tirava sotto.
Romeo sapeva che era un serpente e che Milbert era annegato perch non sapeva nuotare. Landreaux
era in gamba, ma... parassita? Mocassino d'acqua? Questi errori lo mettevano a disagio. E non era solo
questo, offendevano la sua intelligenza.
Questo treno non pu andare avanti cos per sempre, senza ragione, si lagn Romeo. Ci sar
pure un silo in qualche posto.
A parecchie miglia di distanza si vedeva una fattoria. Una siepe verde squadrata all'orizzonte,
terra vuota e pianeggiante tutt'intorno. Il sole era basso e avevano finito la limonata, spiandosi
gelosamente. Ma Landreaux lasci a Romeo l'ultimo sorso, dicendo: Dalle il colpo di grazia, con
riluttanza, distogliendo lo sguardo. Da ore non mangiavano altro che gli steli succosi dell'erba alta
lungo il binario.
Dovremmo arrivarci prima del buio, disse Romeo.
Ci sar un cane, questo  poco ma sicuro, disse Landreaux.
Ma finirono per andare proprio l.
Da un bel frangivento di sempreverdi e vecchi lill osservarono la casa: due piani verniciati di
bianco, una finitura di legno smerlato intorno al primo piano e le quattro colonne disadorne di una
veranda povera ma dignitosa. Nel retro si accese una luce. La zanzariera si apr con un cigolio e si
chiuse con un colpo secco. Un vecchio cane nero col muso bianco trotterell rigidamente nella corte,
seguito da un'alta donna anziana che indossava un vestito biancastro, un maglione da uomo grigio e
sformato, e babbucce di pelle di pecora. I ragazzi notarono le babbucce perch pass vicino a loro ai
bordi dell'erba falciata. Il cane rest indietro e si ferm davanti a loro, col naso fremente e gli occhi
velati dalla cataratta.
Pepperboy, vieni qui, disse la donna.
Il cane rest ancora un momento davanti a loro. Sembr trovarli innocui e fece meccanicamente
qualche passo penoso verso la padrona. Insieme completarono il giro della corte. Ne fecero altri nove,
muovendosi ogni volta pi lentamente, tanto che allo stordito Landreaux parve che la donna e il suo
cane stessero catturando gli ultimi raggi di luce che passavano obliqui tra gli alberi, portandoseli via
mentre spingevano col petto nella corte continue ondate di buio. Finalmente la notte divent assoluta e
la donna e il cane diventarono quasi invisibili. Ogni volta che passavano, il cane faceva una sosta per
studiare i ragazzi, e poi raggiungeva di nuovo la donna. All'ultimo giro, i ragazzi sentirono avvicinarsi
il loro scalpiccio. Questa volta, quando il cane si ferm, la nera silhouette della donna si profil davanti
a loro.
Avete fame? chiese. Ho preparato un po' di cena.
Non trovarono il coraggio di rispondere.
Lei si allontan. Dopo qualche istante i ragazzi uscirono frusciando dall'erba e la seguirono fino
alla porta. Restarono fuori mentre lei spariva nell'interno.
Potreste anche entrare, esclam lei con una voce diversa, incerta, come se pensasse che forse
non li aveva visti veramente.
I ragazzi entrarono nella cucina e fecero goffamente un passo indietro alla vista della vecchia in
piena luce. Era impressionante: dinoccolata e altissima, segnata dalle intemperie, il viso un ventaglio
chiuso di linee verticali. Un folto ciuffo di capelli bianchi le coronava il capo come una cresta sulla
fronte. Ai lati del viso i capelli erano tirati con cura all'indietro e in perfetto ordine, mentre le orecchie
a sventola sembravano due frittelle cascanti bruciate dal sole di una vita. Era pi che vecchia, la sua era
una vecchiaia fuori del comune. L'azzurro acquoso degli occhi svaniva in un modo inquietante nel
bianco, conferendole l'autorit di un defunto risorto dalla tomba. Non soltanto la donna aveva un
aspetto cos strano, ma in cucina c'era un telefono. Quanto tempo sarebbe passato prima che chiamasse
lo sceriffo? I ragazzi erano cos agitati da sembrare l l per darsela a gambe.
Ma come, avete due giacche nuove! disse la donna all'improvviso, e mostr tutti i denti in un
bonario sorriso, come se li conoscesse.
I ragazzi abbassarono lo sguardo ai loro abiti vecchi e sporchi.
Lei si volt verso il frigorifero aperto e cominci a toglierne teglie e piatti coperti di stagnola.
Li porse ai ragazzi, che fecero un passo indietro.
Metteteli nel forno, disse.
Landreaux apr il forno di una cucina smaltata pulita e i ragazzi vi spinsero dentro un piatto
dopo l'altro. Il forno era freddo. Romeo esamin i quadranti e l'accese. I numeri arrivavano a 500.
Scelse il 425.
L, disse la donna, fregandosi le mani. Adesso, che altro?
Apr una credenza, tir fuori una scatola di cracker salati e una scatoletta di sardine. Le mise sul
tavolo. C'era gi una caraffa di t freddo imperlata di goccioline.
Prendete dei bicchieri.
Con la mano indic lo scolapiatti e si sedette. Il cane si alz da un tappeto nell'angolo e venne a
sdraiarsi ai suoi piedi. Mentre i ragazzi tracannavano il t, lei stacc la chiave dalla scatoletta di
sardine, la inser nella fessura con la mano tremante e arrotol mezzo coperchio.
Forchette? Volt di scatto la testa verso i cassetti a sinistra dell'acquaio. Landreaux port le
forchette. Romeo indovin la credenza giusta e mise in tavola tre grandi piatti gialli dai bordi decorati
con dame dalle ampie gonne e signori col cilindro che danzavano. La donna infilz con la forchetta un
pezzo di sardina nella scatoletta, lo spalm sul cracker. Invit con un cenno i ragazzi a fare lo stesso.
Prima il cibo rimase sul gozzo sia a Romeo che a Landreaux, poi con apparente riluttanza le loro mani
si diedero ad arraffare, riempiendo un cracker dopo l'altro. Divorarono tutte le sardine meno l'ultima,
che lasciarono alla vecchia. Lei li aveva osservati, mostrando i denti scuri e rotti in un sorriso.
Andate avanti voi, io ne ho abbastanza, disse. I ragazzi si divisero l'ultimo pezzetto.
Mister  morto, disse lei.  stato il cuore. Il mio va ancora forte, ma se molla non me ne importa
niente. Come stanno i vostri genitori? chiese a Landreaux. L'hanno poi scavata, la cantina?
Landreaux guard Romeo aggrottando le sopracciglia.
L'hanno scavata? disse Romeo.
La donna annu.
Bene,  cos che si conserva il cibo per l'inverno. Gliel'avevamo detto. Quel freddo fu terribile
per gli indiani. Mister disse: stanno morendo, uno dopo l'altro. Ne muore uno al giorno. Cos sono
contenta di vedervi, ragazzi, contenta che ce l'abbiate fatta ad arrivare fin qui. La vostra famiglia  di
indiani di buona razza. Mister diceva sempre che quando sono buoni sono i migliori amici che si
possano avere. Quello cattivo ti ruba anche le mutande, e quando si ubriacano sono perfidi. Voi ragazzi
siete sempre stati bravi. Bravi ragazzi.
Il telefono squill, facendo fare a tutti un salto sulle sedie. La donna si lecc le labbra e si alz
per rispondere, un telefono nero a muro con i numeri sul disco cancellati. Port con aria cupa il
ricevitore all'orecchio.
Bene, disse. Guard trucemente la scatola del telefono come se dentro ci fosse chi aveva
chiamato.
Non ho ancora mangiato, disse con aria incerta, come se fosse una domanda trabocchetto. S, la
cucina  spenta, aggiunse mitemente. Lo porter fuori. S, s. Sono affamata.
Un'espressione furba le apparve sul viso, e si volt per strizzare l'occhio ai due ragazzi. Pi
affamata che mai!
Okay, 'notte.
Riattacc e fece: Mmmf. I profumi di tutti i cibi diversi che si stavano scaldando avevano
riempito la cucina, ma lei non se ne accorse. Si risedette a tavola guardando nel vuoto, accigliata.
Dobbiamo tirare fuori la roba? chiese Romeo.
La bocca della donna si muoveva silenziosamente, poi ebbe un sussulto.
Tirate fuori quei piatti, eh, ragazzi! Mangiamo!
Pur di patate, sugo, grani di mais con la panna, spinaci con la panna, pasticcio di pollo con
piselli e carote, salsa fatta cuocere per sbaglio troppo a lungo che per aveva un ottimo sapore. Una
spessa braciola di maiale, che i ragazzi si divisero tra loro, tenere carote imburrate, maccheroni col
formaggio, maccheroni con la carne, maccheroni col tonno. Una bella bistecca con i funghi. Altro sugo.
And gi tutto. Una cosa aveva un sapore sospetto, ma era anche calda e buona. E sul banco, sotto uno
strofinaccio per i piatti, c'era una grossa torta di mele che stillava un succo denso e dolce, intatta.
La vecchia si rilass, appoggiandosi allo schienale per esprimere la propria meraviglia mentre li
guardava mangiare, mangiare, mangiare.
Voi ragazzi siete sempre stati delle buone forchette, sempre, mormor.
Quando ebbero finito, piegandosi all'indietro, stupefatta, disse: Non abbiamo molte cose da
lavare, tranne i piatti e le posate. Ceel dice di lasciarli a mollo. Dice che tanto dovr lavarli ancora. Poi,
immagino che voi ragazzi dobbiate tornare alle vostre famiglie. Potreste portare via qualcosa, gli
avanzi. Potrebbero piacere ai vostri fratelli e alle vostre sorelle. Io non ne ho bisogno. Non riesco a
trattenermi dal cucinare per un mucchio di gente. Allora, andate?
Noi... non possiamo andare a casa, disse Romeo. Non potremmo stare qui? Con lei?
La donna guardava ora un ragazzo ora l'altro.
Non l'avete mai fatto, disse.
 piuttosto buio, azzard Landreaux.
La vecchia rise. Vostro padre dice che gli indiani ci vedono al buio, ma forse voi non avete
ancora imparato. Certo. Fatemi un piacere. Andate a dormire nella camera grande al piano di sopra,
quella con la coperta del letto verde. Mettete pure in disordine e non fate il letto, domattina. Di notte a
me piace sentire la musica alla radio, quaggi. Mi piace ascoltarla distesa sul divano finch mi
addormento.  un buon divano, ma Ceel controlla sempre se ci ho dormito. Per la schiena. Mi fa
soffrire le pene dell'inferno. Svelti! Svelti! Batt le mani come se fossero galline, ridendo.
E con questo Ceel  sistemato, disse, spostando la freccia sulla scala graduata della radio fino a
quando trov un pezzo lento che sembrava un valzer. Spense la luce e si accomod tra i cuscini.
I ragazzi, esausti e satolli, la mattina dormirono fino a tardi e si svegliarono al suono delle voci
al pianterreno. Quella del giovanotto, le cui scarpe rimbombavano sul pavimento, era forte e petulante.
Si sentiva il rumore dei passi, con la voce dell'uomo pi fioca ma sempre percettibile. La voce della
donna era sommessa e conciliante, come se stesse parlando al telefono. Non capivano quello che
diceva.
Lo sentirono entrare e uscire dalla cucina, dicendo pi volte la stessa cosa. Non puoi aver
mangiato tutta quella roba! Io ero venuto a vuotarti il frigorifero, e non puoi aver mangiato tanto!
Il giovanotto doveva aver frugato nella spazzatura.
Quella roba non l'hai buttata via. A meno che tu l'abbia portata nel bosco.
La vecchia disse qualcosa.
Okay, okay! Non lo faresti. Hai dormito di nuovo sul divano, mammina? Allora, s? S? Ti
avevo detto di non farlo, no? Vuoi scassarti la schiena, costringermi a portarti dal chiroterapista quando
ho tante cose da fare? Eh? Non fingere di non sentire. Non voltare la testa cos.
Lei doveva aver ammesso che aveva dormito sul divano, perch il giovanotto, suo figlio, la
rimprover pi aspramente. I ragazzi ascoltavano, sbalorditi. Anche se avevano sentito degli adulti
litigare, l'arroganza con cui il figlio si rivolgeva a sua madre attentava al cuore stesso dei rapporti
familiari.
Bene allora, disse il figlio sgarbatamente, okay, grazie per essere stata sincera con me. Okay,
allora non devo andare di sopra a mettere in ordine.
Al che i ragazzi compresero che la vecchia si era ricordata della loro presenza.
Disse ancora qualcosa, e doveva avere finalmente convinto suo figlio.
Forse ho creduto che ci fosse pi roba pronta di quella che c'era. Uhm. Be', ti lascio solo questo
sacchetto, allora. Non cucinare tutto in una volta, eh? Ti baster per una settimana. Nel freezer ci sono
ancora degli avanzi. Ma eh, questa torta... Mammina, non dire bugie! Non mentire mai, con me. Tu fai
tutte queste maledette torte, per non ne hai mai mangiato tanta.
I ragazzi la sentirono quando disse ad alta voce: Ho preso le mele del mio albero! Le ho stufate,
le ho congelate. Potr fare una torta, o no?
E le domande sospettose del figlio. Ne restano solo due fette! Che succede? Hai un ospite?
La vecchia doveva avere inventato qualche storia sul cane, perch il figlio disse subito: Ha
vomitato? In casa?
Ceel gir ancora un po' qua e l in cerca del vomito, facendo rimbombare il pavimento, ma
evidentemente il cane era troppo vecchio per salire le scale, e cos l'uomo non and su a vedere. Usc
in fretta. And via rombando su un pick-up bianco grosso e lucente. I ragazzi sbirciarono da sopra il
davanzale di una finestra e lo videro solcare una grande distesa di terra prima di diventare solo una
nuvoletta di polvere.
Scesero. La donna era davanti alla finestra e guardava verso il punto dov'era sparito suo figlio.
Si volt, col volto acceso da emozioni che i ragazzi conoscevano bene: il furore e la vergogna di dover
chinare la testa davanti a una brava persona che controllava il tuo destino. Che ti sbatteva in faccia la
sua bont. Era una cosa alla quale non avrebbero saputo dare un nome, ma che avrebbe contato per il
resto dei loro giorni. I ragazzi conoscevano la vecchia nello stesso modo in cui lei sembrava credere di
conoscerli. Rimasero l nel soggiorno a guardarsi. Finalmente la donna parve cedere un po'. Si pass
una mano tremante sul petto.
Sono lieta di vedervi, ragazzi, disse, mentre gli occhi le si riempivano di lacrime improvvise.
Rise, sollevata, ed essi videro quanta paura aveva che suo figlio si accorgesse della profondit del suo
smarrimento.
Avete ancora fame? Il suo scheletrico sorriso.
Quella mattina, pi tardi, parl.
Oh, lass era terra buona. Abbiamo cominciato sul Devil's Lake. Un bel pezzo di terra. Pascoli
in pendenza, campi pianeggianti. Dovevi solo rivoltare le zolle. L'acqua a soli cinque metri di
profondit. C'era un pozzo scavato a mano. Acqua pura. Mister compr la terra dai vostri genitori nel
'12, quando arrivarono le tasse da pagare. Quell'anno tutti gli agricoltori compravano terra indiana a
buon mercato. Tutti voi vi trasferiste da vostro nonno, ma la terra era povera, l. Forse ricorderete
com'era carina vostra mamma, allora, con le sue trecce indiane, quando veniva a prendere un po' di
cibo, proprio come voi, e io avevo sempre qualcosa per lei. Vecchie giacche, vestiti, coperte, roba
consumata per le trapunte. Persino ago e filo, le davo. Volevo bene alla vostra famiglia. Quando
andavano a caccia e prendevano qualcosa, ne portavano un po' anche a noi. Sono morti cos in fretta.
Semplicemente svaniti. Tra una cosa e l'altra. Si ammalarono tutti.
E voi ragazzi, dove siete andati? Raddrizz la schiena e li guard con fragile intensit. Dove
siete stati?
I ragazzi restarono in silenzio, col fiato sospeso. Lei li guardava fisso, ansiosamente.
Siamo andati alla scuola convitto, dissero.
Oh s, disse lei. Certo. A Fort Totten. Vi davano abbastanza da mangiare?
Fort Totten aveva chiuso i battenti gi da anni.
Anche se avrebbero sempre potuto mangiare di pi, nella loro scuola il vitto era stato
sufficiente. Una delle ragioni per cui era molto piaciuta a Romeo. No, Landreaux non era scappato per
il cibo. Era pi il problema di vivere soffocati da regole molto diverse dalle loro, e con nonni che lo
avevano amato ma forse non c'erano pi, e con quella cosa che aveva letto nel viso della vecchia:
lottare per mantenersi da sola. Gli venne in mente il sorriso da so-tutto-io di Testa di Tazza quando lui
faceva qualcosa di indiano. E Landreaux sentiva molto anche l'altra parte, il modo in cui il figlio della
donna trattava sua madre, il suo bisogno disperato di comprendere quale realt scegliere.
Abbiamo mangiato bene da lei, disse Landreaux.
Volete qualcosa? Prendetela. La vecchia abbracci la stanza con un gesto circolare. Prendete
ogni cosa, prima che la prenda lui. Lui vuole vendere, la terra, la casa. Ci per cui si viveva. E voi siete
sempre stati dei ragazzi cos bravi. Ragazzi tranquilli. Chinavate la testa. Cos, come fate adesso, disse
a Romeo, a Landreaux. Prendete. Prendete tutto.
Orci d'acqua, soldi, sacche di viveri. Romeo e Landreaux tornarono ai binari della ferrovia e
proseguirono verso ovest. Quarant'anni dopo sui binari sarebbero passate file di vagoni lunghe un
miglio con salsicce d'acciaio piene del petrolio ricavato dalla fratturazione degli scisti bituminosi: treni
che non si sarebbero fermati finch non fossero saltati in aria o non avessero raggiunto un porto. Ma
quando i ragazzi scapparono via c'era solo un merci ogni tanto che portava granaglie ai sili delle citt.
Solo dopo che, camminando sui binari, ebbero attraversato centinaia di ettari di frumento e di granturco
appena germogliato ai ragazzi venne in mente che non c'era motivo di mandare dei treni a caricare
granaglie dai sili all'inizio dell'estate.
Fecero una sosta sotto un accogliente pioppo nero, si misero a sedere e si ingozzarono di uova
sode, sandwich, formaggio, sottaceti. La vecchia signora della fattoria gli aveva dato dei soldi
togliendoli da una calza segreta imbottita di banconote arrotolate. Aveva cercato di dargli anche
l'orologio del marito, un anello con pietre bianche, un braccialetto di pietre gialle e una sveglia che a
suo dire era antica. Landreaux avrebbe preso tutto, ma Romeo rifiut educatamente.
Accidenti, ma sei scemo? disse Romeo a Landreaux mentre mangiavano. Se i poliziotti ci
avessero preso con la roba di quella signora ci avrebbero messi dentro.
Landreaux alz le spalle. Dovremmo contare i soldi.
I biglietti esterni dei rotoli erano da dieci dollari, e quelli interni da venti; c'erano anche un paio
di biglietti da cento, cosa che li stup.
Oh no, no, no, disse Romeo. Scommetto che Ceel lo sa. Ci far cercare dalla polizia.
Landreaux era sbalordito. Continu a contare. Pi di mille dollari.
I ragazzi divisero i soldi con cura. Alzarono le solette delle scarpe e sotto misero i biglietti da
cento e da venti dollari. Tennero in tasca settanta dollari per uno e ripresero la marcia, camminando sui
cuscinetti di soldi nelle scarpe, finch arrivarono a una citt. Era una citt piuttosto grande e aveva uno
degli empori a prezzi stracciati di Ben Franklin. Entrarono. La commessa li seguiva qua e l, ma
c'erano abituati. La cosa non turb Landreaux, mentre Romeo le sventol sfacciatamente un biglietto
da dieci dollari sotto il naso. Landreaux compr delle pipe di liquirizia nera, Romeo delle ruote rosse.
Pagarono e proseguirono lungo il marciapiede fino alla periferia della citt, poi tornarono indietro, con
Landreaux che faceva finta di fumare. In fondo a una strada da cui si andava a est passarono davanti a
un piccolo caff con un cartello: BUS. Landreaux voleva comprare un biglietto, ma aveva paura. Per
giunta, scoppi una discussione su dove andare. A casa? No.
Dovremmo andare a Minneapolis e cercarci un lavoro, disse Landreaux, che l'aveva sentito dire
dalla gente.
Romeo lo guard meravigliato.
Nessuno ci dar del lavoro, disse. Dovremmo essere a scuola. Se ci vedono, i poliziotti
potrebbero persino arrestarci.
Come aveva fatto Landreaux a cavarsela fino a quel momento, si chiedeva, senza sapere come
stavano le cose? Eppure, continu a parlare di Minneapolis e di lavoro finch lui si arrese e comprarono
i biglietti, biglietti cos cari che Romeo cap subito che era una stupidaggine. Quando salirono
sull'autobus disse: Cosa stiamo facendo? Abbiamo rischiato la vita proprio per non salire su un
autobus.
Ma l'autobus part rombando e dentro c'erano anche loro, in trappola. Almeno, i sedili erano
comodi e si potevano inclinare all'indietro. I due ragazzi avevano la pancia piena. Dormicchiarono, poi
caddero in un sonno profondo. Si svegliarono alla fermata per lo spuntino, comprarono una zuppa e la
buttarono gi in fretta. Guardando Romeo che sorbiva la sua zuppa, Landreaux pens, come aveva fatto
molte volte, a quanto somigliava a una faina con quel viso cuneiforme, gli occhi vicini e le avide
mascelle.
Ecco le pianure del North Dakota e poi i campi ondulati del Minnesota. Tacevano, ipnotizzati
dalla bellezza della terra, dalle linde cittadine di pietre e mattoni. Poi, su un'autostrada deserta,
Landreaux la vide. Prese Romeo e lo tir verso il finestrino. Una donna camminava lungo la corsia di
soccorso. Landreaux l'aveva vista quando era solo un puntino lontano, ma aveva qualcosa di familiare.
Quando la donna fu abbastanza vicina, si rese conto che era Testa di Tazza. I suoi capelli erano bianchi,
corti e dritti, proprio identici. Mentre l'autobus sfrecciava di fianco a lei, chinarono il capo. Landreaux
corse in fondo all'autobus per vedere se li aveva riconosciuti. And a sbattere contro due adulti che
amoreggiavano sotto una coperta negli ultimi sedili. Testa di Tazza era ormai lontana ma correva,
pens, lanciata al loro inseguimento. Landreaux sapeva che era lenta. L'aveva vista inseguire un
ragazzo di nome Artan. Ma anche se era lenta, Testa di Tazza era tenace; non si fermava mai. Artan le
girava intorno, ma lei riusciva a prenderlo lo stesso, perch aveva pi resistenza, non mollava mai, non
desisteva mai dall'inseguirlo.
Quando torn a sedersi accanto a Romeo, tremava. Gli disse cos'aveva visto, e Romeo gli pos
una mano sul braccio e disse che la donna non era Testa di Tazza.
Tante signore con i capelli bianchi le somigliano, non hai notato?
Landreaux si calm, ma non pot impedire alla sua mente di avere la strana idea che Testa di
Tazza fosse uno spirito, una forza, un elemento mandato dalla scuola convitto a inseguirli fino alla fine
del tempo.
L'autobus li port nella metropoli.
Quando erano saliti a bordo, il conducente aveva chiesto chi li stava aspettando a Minneapolis.
Erano rimasti in silenzio. Mamma e pap? Qualche parente? aveva chiesto. Annuirono, sollevati. Ora
stavano per passargli davanti, ma lui li trattenne.
Aspettate qui. Vi accompagno dai vostri genitori, disse. Okay, ragazzi?
Annuirono di nuovo. Appena il conducente scese i gradini per aprire il bagagliaio scivolarono
via ed entrarono nella stazione. Si mescolarono con un gruppo di persone che scrutavano la piccola
folla stretta da un cordone contro un lato del largo corridoio. I ragazzi passarono sotto il cordone,
attraversarono le porte a vetri come due fulmini e uscirono nella strada.
Il rumore li premeva da ogni lato, spingendoli avanti. Romeo cerc di leggere i cartelli metallici
e di restare nella Prima Avenue. Avevano visto un semaforo solo due o tre volte nella vita. Adesso
c'erano semafori dappertutto. Copiarono quello che facevano gli altri, si dissetarono a una fontanella,
guardarono le vetrine o i menu incorniciati fuori dai ristoranti. Camminavano come se sapessero dove
andare. In un piccolo negozio d'angolo comprarono due aranciate e due scatole di popcorn imburrato.
Tutt'a un tratto arrivarono in fondo a quella grande strada del centro. C'era un edificio di mattoni tra il
rosso e il rosa, e un'insegna: BERMAN BUCKSKIN. Un parcheggio coperto di ghiaia, reti metalliche,
muri deturpati. Al di l, un intrico di erbacce, cespugli, alberelli lunghi e sottili.
Si inoltrarono tra le erbacce. Un sentiero scendeva fino a un largo fiume. Proseguirono lungo la
riva fino al pilone di cemento che ancorava il ponte. L, tra i cespugli, videro le tracce di un
accampamento: tronchi gettati dal fiume sulla riva disposti intorno alla macchia di un fuoco spento,
sassi anneriti, coperte ficcate sotto alcune assi, due grandi scatole di cartone afflosciate e sacchi
contenenti lattine e bottiglie vuote. C'erano dei pezzi di tappeto stesi dove il terreno era piano. I due
ragazzi bevvero le aranciate e mangiarono il popcorn. Aggiunsero le bottiglie alle altre, fecero a
pezzettini le scatole e le buttarono nel fiume. Guardarono i riccioli di carta fluttuare verso est.
Cominciava a farsi buio.
Andiamo lass, disse Landreaux.
Rovesciarono la testa all'indietro per osservare le capriate di ferro. Le punte arrugginite del
tondino che era servito a rinforzare i piloni sporgevano dal cemento eroso di quel tanto che bastava per
formare appigli per mani e piedi. Landreaux sfil da sotto le assi una coperta stracciata, se l'avvolse
intorno al collo e si arrampic. La coperta puzzava di marcio e di orina. Romeo ne scosse un'altra, ma
il puzzo gli tolse quasi il respiro, e l'abbandon. La cima del pilone di cemento era abbastanza larga per
due, ma da un lato strapiombava sul fiume. C'era uno spazio di poco pi di un metro tra le loro teste e
le travi di ferro che reggevano il traliccio di legno e i binari. Il treno sarebbe passato sopra di loro
lateralmente. Avrebbe fatto un fracasso infernale, ma i due ragazzi erano gi stati nella pancia di uno
scuolabus.
Si svegliarono insieme e insieme reagirono, quando il treno gli pass sopra la testa, come se
fossero su una graticola. Dopodich, non riuscirono a riprendere sonno e giacquero, svegli, tendendo
l'orecchio. Ogni rumore si spense: il traffico, il pulsare e il gemere della citt. C'era un tale silenzio che
si sentiva il fiume farsi largo con la forza fino al punto dove diventava impetuoso, una diga o una
cascata. Ripiombarono in un sonno profondo. Verso l'alba, alle prime luci, Romeo sent qualcuno
parlare sotto di loro. Tocc Landreaux per svegliarlo, con cautela, perch Landreaux era capace di dare
in smanie quando tornava in s. Allungarono il collo oltre l'orlo del loro nido e cercarono di sentire
cosa dicevano le persone sotto di loro.
Buona, disse un uomo.
Idiota del cazzo.
Otto dollari, accidenti. Nove dollari.
Bella, bella.
Be', non era il tuo fiato, disse una donna.
 quel fusto di Red Lake.
Olio di puzzola chippewa, disse la donna.
E ti piace da morire.
Non mi piace da morire, ma potrei rotolarmici dentro.
Ooooh, piantala di darmi addosso.
Le voci cominciarono a ridere senza posa, a schiamazzare fino a rimanere senza fiato. Qualcosa
che doveva aver fatto la donna. Nel corso della settimana che segu, i ragazzi impararono che quest'ora
prima dell'alba era l'unico momento in cui potevano sentire le voci delle persone che formavano
l'accampamento. La citt dormiva ancora, l'aria era vuota. Dall'acqua si alzava una nebbia che portava
i suoni all'orecchio. In tutti gli altri momenti le voci si potevano sentire solo come un brusio che saliva
e scendeva, punteggiato da bruschi scoppi di risa e, in un'occasione, da un turbine di urla e
imprecazioni, una rissa che apparentemente non approd a nulla mentre i membri del gruppo, sempre
cinque e a volte sei, mangiavano o dormivano sui tappeti o dentro gli scatoloni, nascosti tra i cespugli.
Erano quasi tutti indiani.
Romeo e Landreaux svilupparono abitudini che erano l'opposto di quelle dei barboni
dell'accampamento. Un'ora o gi di l dopo che si era fatto giorno pieno, mentre i barboni dormivano
ancora, i ragazzi scendevano. Giravano intorno al braciere e alle persone addormentate. A volte
rubacchiavano qualcosa da mangiare, ficcando le mani nel sacco del pane; un giorno presero una
scatoletta di fagioli al forno aperta. Imboccavano un sentierino che costeggiava il fiume fin quasi a
raggiungere un altro accampamento, forse un accampamento rivale, forse la causa della rissa. Prima di
essere troppo vicini, deviavano per risalire l'argine. Una volta sulla strada, attraversavano il fiume
rasentando il basso parapetto di un vecchio ponte che sembrava in procinto di essere demolito. Di l dal
ponte c'era un quartiere dove arrivava il lattaio. Ogni tanto riuscivano a soffiarne una bottiglia. Quando
aprivano i negozi, compravano il pane e una libbra di mortadella. In un parco, in un vicolo o sui gradini
assolati di una chiesa decrepita, si spartivano pagnotta e mortadella, e mangiavano tutto. Non erano mai
stanchi di questa colazione.
C'erano tre cinema diversi dove andare. Ogni pomeriggio vedevano uno spettacolo, poi
raccoglievano tutte le scatole di popcorn non finite e le sistemavano di fianco ai loro posti per
mangiarlo durante la proiezione successiva. A volte, se il film era particolarmente bello, si
nascondevano dietro i tendaggi dell'uscita fino alle proiezioni serali. Videro Bigfoot, Gli aristogatti,
L'altra faccia del pianeta delle scimmie, Airport, La casa dei vampiri, Ercole a New York, Rio Lobo,
Un uomo chiamato cavallo (sei volte; li colp profondamente), Piccolo grande uomo (otto volte; li
colp profondamente) e Soldato blu (che li colp profondamente; ma furono pregati di uscire. Non era
un film per ragazzi perch mostrava una donna piangente davanti al braccio mozzato di un indiano.
Questa scena indescrivibile divent un'ossessione).
Poich volevano rivedere a tutti i costi questo film, sgattaiolarono di nuovo nella sala dove
proiettavano Soldato blu. Durante la scena del braccio, una donna entr in ritardo e si sedette a qualche
fila di distanza davanti a loro. I capelli le formavano un pallido ciuffo sopra la testa. I due ragazzi si
lasciarono sprofondare nelle poltrone, spiando tra gli schienali verso la fila dove si era seduta.
Improvvisamente la donna si volt indietro. I suoi denti luccicarono nell'oscurit. I capelli da Testa di
Tazza diventarono incandescenti e si alzarono, staccandosi dal corpo. La sua mano scatt verso il
soffitto. Voleva strisciare sopra le poltrone verso di loro, pensarono i ragazzi. Ma un altro spettatore
and a sedersi accanto a lei e la donna torn a guardare lo schermo. Non li aveva visti. I ragazzi
uscirono furtivamente. Romeo si era fatto qualche goccia di pip addosso, ma Landreaux era in
condizioni assai peggiori e credeva di essere l l per vomitare.
Hai visto, disse Landreaux.
S, disse Romeo. Ma devi controllarti. Somigliava a Testa di Tazza ma non poteva essere lei,
accidenti. Non poteva!
Tuttavia erano disorientati, e tornarono al fiume con la nausea, fino a trovarsi inaspettatamente
proprio nell'accampamento, tra i suoi habitu da cui si erano nascosti e che stavano derubando da quasi
due settimane.
Un uomo prese Landreaux per il collo, ma era cos puzzolente che il ragazzo vomit sul serio e
fu lasciato libero.
Una donna dai capelli lunghi e ispidi agguant Romeo per le caviglie e lo tir gi.
A parlare fu un uomo con gli occhiali da sole.
Sedetevi, disse.
Colp il terreno col lungo bastone bianco che teneva sulla spalla. Indic l'erba calpestata intorno
al fuoco spento.
Qualcuno moll un calcio a Landreaux e il ragazzo cadde al suolo.
Romeo si scroll la donna di dosso e si mise a sedere anche lui.
Mistero svelato, disse l'uomo con gli occhiali da sole. Rise. Stronzetti, non sapete che non si
ruba ai ladri? Noi siamo ladri e cose cos. Rubiamo alla gente anche gli occhi, chiaro? Gli occhi!
Gli altri risero, come poteva ridere chi aveva gi sentito quella battuta. I ragazzi non avevano
mai visto il bastone bianco di un cieco, perci non la capirono.
Adesso parlate, ordin l'uomo con gli occhiali da sole. Dite cosa fate qui.
Stiamo andando a trovare dei parenti, disse Romeo.
L'uomo che puzzava trov questa risposta estremamente buffa. Quando rise, i ragazzi ebbero la
possibilit di vedere che in bocca aveva due dentiere, l'una sopra l'altra. La sua bocca era cos piena di
denti che sembrava difficile da aprire. Lui la chiuse con cura. Nonostante il nervosismo e la paura,
Landreaux non perse di vista la bocca di quell'uomo, sperando che la riaprisse.
Siete scappati, disse l'uomo con gli occhiali da sole.
S, disse Landreaux.
Siete qui da un po'. Abbiamo notato che mancava della roba. Ma credevamo che fossero i
barboni bianchi dell'altro accampamento. Siete scappati dalla scuola convitto?
S.
L'uomo con gli occhiali da sole annu. Poi si tolse gli occhiali, si freg gli occhi viola come
campanule e torn a inforcarli. Tutto il resto sembrava indiano, perci quegli occhi erano sorprendenti.
Molto belli e sorprendenti. Era un indiano magro dall'aria malaticcia, con occhi viola e baffi da kung
fu.
Okay, siamo d'accordo, disse.
Potete restare, disse l'uomo dentuto e puzzolente che aveva preso Landreaux per il collo. Allest
un fal ammucchiando erba, ramoscelli, rami pi grossi. Il fuoco divamp immediatamente con un
piacevole scoppiettio. Strinse il cerchio di sassi e aggiunse qualche ciocco, aggiustandone la posizione
mentre la donna scarmigliata cercava accanitamente di aprire una scatoletta di carne e verdura con un
corto cacciavite. Conficc brutalmente il cacciavite nel coperchio, ripetute volte, cercando di unire i
fori in modo da poterlo sollevare. Del fuoco restavano solo le braci quando lei riusc ad aprirlo
parzialmente e i ragazzi ebbero narrato la loro storia all'uomo con gli occhiali da sole.
All'accampamento era intanto arrivata silenziosamente un'altra donna, con due sacchetti tra le braccia.
Era minuta e faceva pena, con un'aria da uccellino e il viso costellato di foruncoli. C'era anche un
indiano vigoroso, unto e bisunto nel suo vestito da cowboy. Seduto in disparte, osservava gli altri con
due occhietti rossi e penetranti. Aveva una faccia che sembrava essere stata calpestata da qualcuno.
Quest'uomo parl improvvisamente con la ruvidezza di una raspa, estraendo un lungo coltello
da caccia luccicante.
Siete stati voi piccoli bastardi a rubare la mia coperta?
Con loro grande sorpresa, Romeo e Landreaux si accartocciarono per terra. Si afflosciarono
come due marionette. Landreaux singhiozzava, boccheggiando, e Romeo emetteva piccoli suoni
incontrollabili e irritanti.
Oh, merda, disse l'uomo, pulendosi le unghie col coltello, li ho ammazzati.
Gli altri risero, ma senza cattiveria.
Zitto tu, disse la donna con i capelli ispidi. Sono solo dei ragazzi. Dormono lass. Accenn con
le labbra al ponte della ferrovia. Non  neanche sicuro. Dovrebbero avere qualcuno che gli bada.
L'indiano vigoroso con la faccia che sembrava calpestata mise via il coltello. Mi spiace di
avervi spaventato, bastardelli, disse. Domani vi procuro un bello scatolone. Potete dormire quaggi.
La donna con i capelli ispidi butt tra i cespugli lo stecco con cui aveva mescolato lo spezzatino
e prese alcuni piccoli utensili che teneva nella camicia. Vers una parte dello spezzatino in due vecchie
teglie da dolci ancora incrostate di torta e le offr ai ragazzi.
Quando avete finito restituitemi i cucchiai,  chiaro?
I ragazzi annuirono senza smettere di mangiare, con le lacrime che colavano nello spezzatino.
Quella sera si arrampicarono sul pilone e si addormentarono. Ma qualcosa, lo spezzatino, gli
occhi viola o il braccio intorno al collo, mise Landreaux in una tale agitazione che le sue urla
svegliarono Romeo nel cuore della notte. Landreaux era ancora addormentato quando cominci a
rotolare verso l'orlo del loro terrazzino. Romeo lo afferr per le braccia e Landreaux si svegli
all'improvviso. Era sorta la luna, e si guardarono negli occhi come quando erano sotto l'autobus.
Ti ho preso, disse Romeo.
Landreaux emise un suono disperato.
Niente paura, disse Romeo, mentre scivolava verso il bordo.
Si sentiva calmo, amorevole e possente. Quel momento sarebbe rimasto impresso nella sua
memoria. Fu l'ultima volta nella vita che fece un atto di eroismo. Romeo cerc di puntare i piedi sul
cemento e ordin alle braccia di smettere di tremare. Ma Landreaux era pi pesante di lui. Ogni volta
che allungava disperatamente la gamba per trovare un punto d'appoggio, Romeo veniva trascinato pi
vicino al baratro. Finalmente, con un violento strattone, Landreaux ritrov l'equilibrio. In quel mentre,
per, fece fare a Romeo una mezza capriola e lo scagli nel vuoto. Poi cerc di aggrapparsi al pilone,
ma cadde all'indietro. Avrebbero potuto piombare in acqua e guadagnare la riva, o forse annegare, o
colpire la base del pilone e morire; invece atterrarono sullo strato d'erba e di cespugli. Romeo attut la
caduta di Landreaux e cominci a gridare. Landreaux si addorment all'istante. La mattina, quando si
svegli con un forte mal di testa, usc da sotto un pezzo di tela per cercare l'amico. Romeo era dentro
un sacco vicino al fuoco spento e pareva morto. La donna con i capelli ispidi sbuc dai cespugli e gli
fece bere un sorso di whisky, poi schiacci una pillola e la mescol a una cucchiaiata di spezzatino.
Gliela ficc maldestramente in gola. Romeo smise di agitarsi e torn a sembrare morto.
Cos'ha che non va? chiese Landreaux, toccando con dolcezza il sacco legato.
Lo abbiamo trovato cos.
La donna era ubriaca fradicia. Cerc di accarezzare Romeo sui capelli, ma continuava a
mancare la sua testa.
Non sapevamo cosa fare, e allora lo abbiamo legato dentro il sacco. Sono il braccio e la gamba,
dice. Landreaux tir gi con cautela il sacco sulla gamba di Romeo. Non c'era sangue, ma l'arto era
cos storto da sentirsi male solo a guardarlo, anche sotto i pantaloni. Pure il braccio era piegato in malo
modo. Le scarpe non c'erano pi.
Portiamolo dal dottore, disse Landreaux, atterrito.
Ma Romeo alz la testa di scatto e lanci un urlo, no, no, no, no, cos improvviso e selvaggio
che Landreaux si ritrasse come un granchio spaventato.
Avevi ragione.  qui.
Romeo digrignava i denti, con gli occhi misticamente lampeggianti.
Ci ha seguito. Ora l'ho vista.
Chi?
Testa di Tazza, accidenti, sibil Romeo.
Vedi? Anche la donna dai capelli ispidi aveva fatto un passo indietro, impressionata. Cosa vuoi
fare? Diede una scossetta alla bottiglia di whisky.
Sonny sa dove procurarsene dell'altro. Teniamolo qui, con un po' di questa roba contro il
dolore, eh? Fino a quando star meglio. Non vogliamo che la polizia venga qui a ficcare il naso.
Landreaux strisci verso Romeo, gli tocc la faccia grigia. La sua pelle era fredda, umida e dura
come un sasso. Landreaux attese e guard finch vide che tirava un respiro, poi un altro. Gli bruciavano
gli occhi: sapeva benissimo che Romeo aveva cercato di salvargli la vita. L'improvvisa vergogna di
essere stato la causa delle lesioni dell'amico era insopportabile.
Trover il modo di portarti all'ospedale. Aspetta qui, disse, e scapp via, mentre la sofferenza
dell'amico gli gonfiava il cuore.
D'un balzo Landreaux fu sulla scarpata. Si ferm nel punto dov'erano caduti, per raccogliere le
scarpe di Romeo. Poi attravers il ponte come un razzo, terrorizzato. Rallent, tolse le banconote da
sotto le solette delle scarpe di Romeo e le mise nelle sue. Prese a battere i quartieri che conoscevano.
Cammin per ore, cercando un poliziotto. Era cos stanco che non vide la macchina della polizia
fermarsi davanti a lui, n l'agente che ne scese, finch non fu abbastanza vicino per essere acciuffato da
un uomo che sapeva come farlo. Landreaux poteva sentirlo. Era tranquillizzante non avere la possibilit
di scappare, e lui a poco a poco si calm. Cominci a parlare. Disse all'agente tutto di Romeo e
dell'accampamento dei barboni, e che aveva bisogno di aiuto, e che il suo amico pareva morto.
Con cautela il poliziotto lo fece accomodare sul sedile posteriore, che era di plastica dura con
una pesante barriera di rete. Un giorno sarebbe diventata di plexiglas, e Landreaux avrebbe conosciuto
pure quella. C'era una radio con un microfono a mano. Il poliziotto lo us, fece delle domande,
trasmise le informazioni. Poi riattraversarono il fiume. Arrivarono un'ambulanza e una seconda auto
della polizia. Landreaux rest seduto in macchina mentre gli altri scendevano dall'argine. Dopo
qualche tempo i poliziotti tornarono indietro.
Se la sono svignata, disse un agente.
Landreaux usc in fretta dalla macchina e si lanci tra i cespugli, strisci attraverso il varco di
una rete metallica, arriv in fondo a un vicolo, attravers una strada e venne acciuffato mentre cercava
di attraversare un parcheggio. L'agente tent di calmarlo.
Dovete trovarlo!
Landreaux url, pianse, gemette e infine tacque. Lo portarono alla stazione di polizia del
distretto e lo fecero accomodare su una sedia con un bicchier d'acqua e un sandwich. Rest l seduto
per una giornata, poi per un'altra mezza. Ma anche se era stanco di aspettare, scatt in piedi quando
nella stanza entr la vera Testa di Tazza. Gli formicolarono i capelli sulla nuca e il suo stomaco cerc
di espellere il panino. Sapeva di avere ragione. Testa di Tazza era qualcosa di pi di quello che
sembrava, era addirittura qualcosa di soprannaturale.
Molto tempo dopo, la prima volta che Landreaux si impasticc dietro la torre dell'acquedotto,
constat nuovamente di avere ragione: quella donna era lo spirito delle scuole convitto. Aveva buone
intenzioni, e il suo intento era di aiutarlo a essere un bravo ragazzo, ma un ragazzo bianco; perci era,
in realt, lo spirito della vergogna.
Quando Landreaux cerc di impietosire i poliziotti, Testa di Tazza disse che tutti i ragazzi che
scappavano facevano cos. Firm delle carte. Un agente lo accompagn alla macchina, e Landreaux
vide che sul sedile del passeggero c'era Pits. L'agente lo fece salire dietro e gli disse che ora sarebbe
andato tutto bene. Landreaux era pietrificato, e non riusc a mangiare nemmeno quando Testa di Tazza
gli offr il pranzo in un ristorante, anche se lei insisteva e diceva che sembrava dimagrito.
Quando furono quasi a met strada, Pits disse qualcosa e Testa di Tazza accost e ferm la
macchina. Pits apr lo sportello posteriore e strapp Landreaux dal sedile, lo spinse gi nel fosso e su
dall'altra parte fino a un boschetto.
Cammina, disse.
Landreaux non os fare un movimento. Sent che Pits si apriva la cerniera lampo. Dopo un
istante uno schizzo di piscio bollente gli inzaccher il fondo dei calzoni.
Questo per aver perso Romeo; era un bravo ragazzo, disse Pits.
Landreaux corse via, prima nel fosso, poi di nuovo in macchina. Dopo ch'ebbero viaggiato per
un po', Pits disse qualcosa sottovoce a Testa di Tazza. Lei scosse il caschetto di capelli bianchi per
fargli segno di no, che in ogni caso non doveva dire ci che aveva detto.
Puah! Ecco che  diventato un piscione anche Landreaux!
Al pronto soccorso del Medical Center della contea di Hennepin, il dottore ritenne che il braccio
di Romeo si potesse aggiustare, ma che la gamba dovesse essergli amputata. Gliela immobilizz e lo
sped in chirurgia. Il chirurgo del reparto, Meyer Buell, aveva studiato malattie infettive, e in materia di
gambe era pi conservatore. Scopr che Romeo era un indiano d'America. Sapeva che tra i suoi
progenitori doveva esserci quell'indiano su dieci che vantava immunit soprannaturali, virt
autocurative, e che era sopravvissuto a mille pestilenze.
Io credo in questo ragazzo, dichiar. Anche se  il ragazzo pi gracile, pi fetente, forse il pi
brutto che abbia mai visto, e nelle peggiori condizioni, viene da una lunga stirpe di superstiti. Ha
l'anima di un ratto.
Questo non era un insulto. Meyer i ratti li conosceva, selvatici e di laboratorio. Era stato spedito
dalla Polonia a certi parenti del posto da ragazzo, subito dopo la guerra. Lui li rispettava, i ratti. Ne
ammirava l'astuzia e la forza di volont.
Sar un'operazione lunga, disse alle infermiere che lo aiutavano a prepararsi. Gli salver quella
gamba scalognata.
Ogni due mattine per due mesi Romeo aspett gli onniveggenti occhi castani del dottor Buell,
che gli toccavano l'anima. Lui entrava nella stanza, si fermava e diceva con un leggero accento
straniero: Come va oggi la gamba scalognata? Con le sue mani immacolate, le sue mani intelligenti, il
dottor Buell sbendava e ispezionava, annusava persino, le parti del braccio e della gamba di Romeo che
poteva esaminare, quelle non coperte dal gesso.
Un lato del tuo corpo sar debole come quello di un beb quando toglieremo l'ingessatura.
Mi fa male dappertutto, molto male, diceva Romeo. Dove sono le mie scarpe?
Non preoccuparti delle scarpe, diceva il dottor Buell per la centesima volta, pi gentilmente che
poteva.
Le pillole che somministrava a Romeo non erano neanche alla lontana forti come quelle che
aveva conosciuto lui. Sarebbero passati degli anni prima che Romeo tornasse ad avere sulla lingua il
sapore delle sostanze che gli aveva dato la donna con i capelli ispidi, ma quando lo fece si sent
riconciliare con l'unica piet che c'era a questo mondo.
...
.
...
FINE Parte 1.